Eucharist Miracle Eucharist Miracles

Omelia del 27 Maggio 2007

I lettura: At 2,1-11; Salmo 103; II lettura: Rm 8,8-17; Vangelo: Gv 14,15-16.23-26

SOLENNITA' DI PENTECOSTE

Ognuno di noi, nella sua storia personale, breve per chi è giovane, più lunga per chi è anziano, ha dei giorni che sono esclusivamente propri. Ebbene, Mauro, questo è il tuo giorno. E’ un giorno che nessuno ti può togliere perché è un momento importante e, direi, insostituibile nella vita del cristiano. La bellezza di questo tuo giorno emerge in due circostanze molto belle che lo rendono più luminoso, più bello e più desiderabile. La Madonna ha elaborato la scaletta, lo schema di quello che io avrei detto. Ci sono tre punti, oggi, sui quali è importante soffermarsi e che sono importanti per ciascuno di noi. Il primo riguarda il fatto che apparteniamo alla Chiesa universale e oggi è il giorno di Pentecoste. Il secondo concerne il fatto che noi apparteniamo a questa comunità e, come comunità, abbiamo l'importante compito di conservare nella memoria e di annunciare e tramandare agli altri il ricordo, l’evento grandioso del miracolo eucaristico che lì è rappresentato. All’interno della comunità c’è poi la famiglia materiale, naturale a cui tu, Mauro, appartieni. Infine, il terzo punto, che per noi è importante, è il conferimento della Cresima. Tutte e tre queste circostanze sono incuneate l’una dentro l’altra. E’ lo Spirito Santo l’artefice di tutti e tre i momenti che viviamo e celebriamo oggi. La Pentecoste è la nascita della Chiesa per opera dello Spirito Santo e questa nascita, così come raccontata dal brano degli Atti degli Apostoli che è stato appena letto, ci dà immediatamente una chiave di lettura. La Chiesa ha diversi aggettivi: una, santa, cattolica, apostolica e romana, ma purtroppo viene messo in ombra e dimenticato l’aggettivo a mio parere più importante: la Chiesa è “missionaria”. La Chiesa, infatti, è nata per annunciare. Se voi leggete gli ultimi versetti del Vangelo di Matteo trovate questo imperativo categorico che descrive il compito missionario della Chiesa che Cristo ha voluto affidarle: “Andate, predicate a tutte le genti, battezzatele nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo” e, attenzione, questo è importante: “Insegnate loro quello che Io ho insegnato a voi”. La Chiesa, nella sua lunga storia, venti secoli, ha purtroppo dimenticato, o meglio, gli uomini della Chiesa hanno dimenticato questa qualifica di missionaria. La Chiesa si deve presentare come una realtà umana e divina che annuncia esclusivamente la Parola di Dio e, allora, in questo modo, ogni cultura, ogni categoria di persone anche se diversa le une dalle altre, possono aprirsi ed accogliere la Parola di Dio. La Parola di Dio non ha connotati culturali specifici di una nazione o di una cultura, perché questo significherebbe restringere la Parola di Dio, mortificarla o coprirla. La Parola di Dio deve brillare di una sua lucentezza propria che diventa particolare e adatta ad ogni popolo, come ogni quadro ha la cornice che serve soltanto ad incorniciare e a far emergere la rappresentazione. Quindi noi dobbiamo dare alla Parola di Dio questa universalità di cittadinanza e ripeto, noi sacerdoti, vescovi, nel nostro compito di annunciare, non possiamo inquinare la Parola di Dio con credi culturali o politici. Se facciamo questo sorgono tutti quei conflitti che, coloro che hanno dimestichezza con la storia della Chiesa, ben conoscono. Purtroppo la Chiesa ha incontrato conflitti, lotte, ma se fosse rimasta fedele al suo compito di essere missionaria, tutto questo non sarebbe accaduto. Allora chiediamoci qual è il nostro compito oggi, in occasione di un evento che conserva tutta la sua attualità. Lo Spirito Santo non è sceso soltanto allora sugli apostoli e Maria riuniti nel cenacolo, ma scende continuamente ogni giorno per attirare a sé, modificare, cambiare le persone e renderle figlie di Dio, come ha detto Paolo nel brano che noi abbiamo appena letto. E allora qual è il grande compito che io affido a voi oggi? Pregate affinché la Chiesa riacquisti il compito di essere genuina annunciatrice della Parola di Dio. Ecco questo è uno dei modi attraverso i quali si annuncia e si realizza la grande rinascita della Chiesa stessa. E veniamo all’altro evento. Molti di voi quel giorno benedetto dell’11 giugno del 2000 erano presenti; potrò vivere anche cent’anni ma, certamente, non dimenticherò mai la più piccola emozione o il più piccolo ricordo di ciò che è avvenuto nelle mie mani quel giorno. Questo Sangue che indica la presenza reale nell’Eucaristia del Cristo, questo Sangue che è fonte di salvezza e come sull’ostia si è allargato e diffuso fino quasi a riempire tutta la superficie dell’ostia, questo Sangue che si allarga sul mondo e lo purifica, significa esattamente l’universalità della redenzione. Non è importante soltanto il momento emotivo o il ricordo dell’evento, ma è importante ciò che l’evento ha voluto dire, cioè che Dio interviene nella storia dell’uomo senza chiedere a nessuno né l’autorizzazione né il permesso. Se Dio dovesse abbassarsi a chiedere agli uomini “posso fare questo miracolo, posso intervenire, posso far uscire il mio Sangue dall’ostia?”, significherebbe essere un subalterno, ma noi rivendichiamo, acclamiamo e proclamiamo che Cristo è fondatore e Capo della Chiesa, sono gli uomini che debbono aderire a Cristo, non è vero il contrario come, purtroppo, ancora oggi alcuni illustri membri della gerarchia pretendono che sia. Dicono: “Dobbiamo verificare, sta a noi dire se è un miracolo eucaristico”, sta a voi niente, voi dovete soltanto chinare la testa, abbassare la testa, piegare le ginocchia perché, di fronte ad un evento del genere, non c’è bisogno di nessuna dimostrazione. Il grande miracolo dell’11 giugno è avvenuto durante la Messa, nel corso della celebrazione: è Eucaristia! E allora le azioni che emergono da questi momenti sacrificali eucaristici sono solo azioni di Dio e questo evento ha cambiato il volto della Chiesa. E’ come la nascita del Cristo e la Sua resurrezione avvenute l’una e l’altra nel silenzio, nella riservatezza, nella discrezionalità e hanno avuto una grande potenza di espansione, di formazione e di capovolgimento della realtà di allora. Se oggi noi celebriamo, nella Chiesa, l’affermato trionfo eucaristico, lo dobbiamo all’azione di Dio, che si è manifestata anche e soprattutto attraverso questo evento. Non è importante la persona nelle cui mani è avvenuto, è importante affermare che è opera esclusiva di Dio e, dal momento che è opera esclusiva di Dio, è Lui che sceglie il ministro testimone qualificato di questo evento grande, miracoloso e capace di trasformare il corso degli eventi. E veniamo adesso al terzo momento, alla terza circostanza: la tua cresima. E’ il tuo giorno. Questo momento sacramentale nella sua complessità, per la persona che lo vive e anche per le persone che assistono alla cresima, deve essere letto in questo modo: la cresima nobilita, riafferma, qualifica, potenzia il rapporto dell’individuo, del singolo con Dio Padre che noi chiamiamo Papà, con Dio Figlio e con Dio Spirito Santo. E’ nel momento del battesimo che inizia questo rapporto trinitario, a volte inconsapevole, ed è forte l’influenza che viene da Dio perché il bimbo, il neonato non è ancora capace di intendere e volere, ma ora l’età, la tua intelligenza, ti apre di più al mistero di Dio, a comprendere, ad accettarlo e soprattutto a viverlo. Il cristianesimo non è un mero elenco di precetti, il cristianesimo non è l’esposizione di una dottrina, il cristianesimo, e tu di questo ne devi essere cosciente, è il rapporto che si stabilisce tra la creatura e Dio, un rapporto che si qualifica, si perfeziona e si nobilita, nel senso che l’uomo si apre sempre di più a questa azione trasformante di Dio stesso. Tra qualche minuto, finita a cerimonia, noi vedremo il solito Mauro, tu riceverai gli auguri, i regali, anche questi fanno parte del momento, ma agli occhi di Dio la tua anima sarà molto diversa, perché Dio imprime nella tua anima, attraverso il sacramento della confermazione, un segno indelebile, distintivo che è il carattere ed è questo che indica, da parte di Dio, il possesso della tua anima ed indica da parte tua l’offerta che fai di tutto te stesso, della tua persona a Dio. È un incontrarsi dell’uomo con Dio e Dio dice all’uomo: “Oggi sei più mio di prima, mi appartieni di più, sei più mia proprietà”. Ma l’uomo, purtroppo, ha una tremenda responsabilità, l’uomo è capace di indebolire questo rapporto o addirittura di vanificarlo ed ecco qui Cristo che, nel Vangelo, ci insegna qual è il modo qualificato per conservare questo rapporto: “Se mi amate osserverete i miei comandamenti”, se mi amate, la base del rapporto è l’amore, non è la paura, non è il terrore, non è il timore, ma è l’amore e quando c’è l’amore allora tutto si apre, tutto si nobilita, tutto diventa più bello, più nobile, più puro e più pulito. Mauro, l’augurio che ti faccio è che tu possa ogni giorno della tua vita, quando al mattino scendi dal tuo letto e quando la sera ritorni sul tuo letto, sentirti sempre figlio di Dio e il figlio è colui che ama, è colui che pensa ai genitori, è colui che ubbidisce ai genitori, è colui che fa riferimento ai genitori, tutto quello che fai con i tuoi genitori, secondo la natura, fallo soprattutto con Dio e allora la tua anima crescerà, si svilupperà e noi vedremo soltanto il corpo di Mauro che cresce e si rafforza, ma Dio vedrà la tua anima che diventa sempre più cosciente, responsabile e adulta. A chi affidarti? A Dio Papà e alla Mamma del Cielo, ecco sono loro che ti accolgono nelle loro braccia che ti aprono il loro cuore e ti dicono: “Amaci per sempre e noi faremo come è scritto qui nel Vangelo, ti faremo sempre compagnia, saremo presenti nella tua anima” e tu, senza che a volte te ne possa accorgere, potrai gridare rivolgendoti a Dio, chiamandolo Abbà, Padre, Papà, Babbo come vuoi, ma con un amore filiale che farà sì che tutto il male che c’è nel mondo non ti possa neanche sfiorare, che tutta la cattiveria che c’è nel mondo non possa mai inquinare la tua anima, che tutto l’egoismo che c’è nel mondo non possa mai attecchire per un solo istante dentro di te. Ama Dio e Dio ti amerà e ora pregate intensamente lo Spirito Santo perché scenda su questa creatura con una effusione potente, forte e grande.