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Lettera di Dio

Roma, 1° marzo 2001

Marisa - Perché la Madonna non è venuta? Volevo raccomandare malati, anche i bambini, soprattutto quelli malati.

Tutti i bambini hanno bisogno dell’aiuto della Madonnina, ma lei non c’è. Ho fatto qualcosa che le è dispiaciuto?

Padre Pio - No, Marisella, fai anche troppo per la Chiesa. Noi del cielo, sembra, che approfittiamo della tua generosità per tutto quello che soffri per la Chiesa.

Marisa - Sì, ma stai zitto, perché io non lo dico, questa è una cosa mia, non lo sa nessuno.

Padre Pio - Proprio tu, sorellina mia, parli in questo modo? Io, il tuo fratellone, ho sofferto molto meno di te, e anche molto meno di te, Eccellenza. Ciò che state facendo voi per la Chiesa, ciò che state soffrendo voi per la Chiesa non lo fa nessuno, tanto meno i grandi uomini della Chiesa; nessuno ama veramente la Chiesa di Dio. Voi che l’amate soffrite; perché amare la Chiesa significa soffrire.

è iniziata la santa quaresima. L’altare va addobbato con i fiori. Sull’altare quando si dice messa Cristo scende; Gesù è lì, è con voi. Perché non mettere un bouquet di fiori? Non perché si tolgono i fiori o il sacerdote si veste di viola, si vive la quaresima. La quaresima va vissuta con amore, con generosità, con la preghiera, con il sacrificio, con il digiuno, che qualcuno non ha fatto. Il digiuno e l’astinenza non devono essere fatti soltanto delle donne o dalle persone anziane, perché sono abituate a farlo, ma anche dai giovani. Gli anziani non debbono farlo, ma se hanno il fisico sano, se hanno la tempra buona, possono fare anche loro digiuno e astinenza; l’ho fatto anch’io quando avevo già i miei 70 anni.

Marisa - E io allora cosa devo fare?

Padre Pio - Tu, Marisella, sai, te l’ha detto la Mamma, quello che devi fare, non continuare a domandare, domandare, domandare; abbandonati e fa’ ciò che la Mamma ti dice.

Marisa - Proprio perché mi sono abbandonata, guarda come mi ritrovo!

Padre Pio - è vero, hai ragione; chi può capirti più di me?

Vorrei soltanto invitarvi a vivere questa quaresima con amore; l’amore va sempre messo dappertutto, se ciò che si fa non si fa con amore, non serve a nulla.

Marisa - Dove vai adesso? Eccola, eccola!

Madonna - Sì, sono io, Marisella, non ti preoccupare, continuo la lettera di Dio letta dal santo Padre Pio. Sì, l’amore va messo dappertutto, se non c’è amore tutto ciò che fate è nulla. Vivete questa quaresima, per voi più penosa, più sofferta degli altri uomini della Terra; vivetela con tutto l’amore, con tutto il cuore. Ciò che fanno i grandi, coloro che si sentono grandi, non deve preoccuparvi, Dio sa ciò che fa; lasciateli godere. Preferite godere sulla Terra per poi non godere in Paradiso con Noi? Io vi voglio in Paradiso e tu sai che ti farò felice solo in Paradiso.

Marisa - Padre Pio mi ha detto che non devo parlare e che faccio troppe domande, perciò ora non faccio più nessuna domanda.

Mamma, tu vedi la sofferenza e il logoramento del vescovo che nessuno comprende, neanche quelli che ci sono vicini. Te lo dico io quanto il mio e tuo vescovo sta soffrendo! Io non ce la faccio a vederlo soffrire. A me chiedete la sofferenza, mi chiedete tutto e io l’ho dato, però a lui date la gioia di essere vescovo di Dio agli occhi di tutti, davanti a tutti. Se voi dite che è santo, che è buono, che è onesto, che è sincero, che penetra nelle anime, che aiuta, perché deve soffrire così? Ci logoriamo ogni giorno e tu lo vedi. Cerchiamo di stare in silenzio per quanto è possibile, ma la sofferenza è tanta.

Madonna - E io, Marisella, vi dico che non dovete abbandonare assolutamente la fiducia in Dio. Abbiate fiducia in Dio! Dio non ha mai ingannato nessuno e tanto meno può ingannare voi che lo amate fino alla morte. Date tempo al tempo. Sì lo so, non dire nel tuo cuore, don Claudio, che sono trent’anni che state soffrendo, hai ragione, ma date tempo al tempo, Dio sa quello che fa, e voi non potete impedire a Dio di fare ciò che deve fare. Cercate di capire la vostra Mamma quando vi parla.

Mio piccolo gregge, miei cari figli che venite a pregare, piccolissimo gregge, che pregate ogni giorno per questi miei due figliolini, cercate di aiutarli in tutti i modi, non scoraggiatevi; voi non avete nessun motivo di scoraggiarvi. Quando uscite di qui e entrate nelle vostre case, tutto torna tranquillo, la sofferenza è dei miei due cari figliolini; a voi chiedo soltanto di pregare e di vivere questa quaresima in unione a Dio con fioretti, sacrifici, digiuno. Fate la Via Crucis, è una preghiera a cui tengo moltissimo. Festeggiate il vostro vescovo, cercate di dargli un po’ di gioia, almeno voi. Ci sono persone che continuano a scusarsi, a inventare, a parlare, ma queste non amano, amano se stesse, amano primeggiare; aspettano che uno dica: “Brava, hai fatto bene”. Queste persone, grazie a Dio, sono poche.

Preparate la festa del vostro vescovo, festeggiatelo con canti, con gioia. Anche se a volte viene voglia di piangere, anch’io ho pianto e piango a volte quando vedo i miei figli prediletti, i miei sacerdoti prediletti che non amano l’Eucaristia. Essi quando celebrano fanno una commedia, perché non amano, non credono. Voi non potete vedere ciò che succede nel mondo, ma Noi che vediamo tutto dal Cielo sappiamo che c’è tanta miseria spirituale, volontaria e involontaria.

Coraggio, miei due cari figliolini, Gesù non è morto invano, Gesù ha vinto il mondo, e voi vincerete il mondo, dovete accettare questo lungo silenzio di Dio, avere amore e pazienza perché Lui non delude. Grazie della vostra presenza. Insieme al mio e vostro vescovo benedico voi, i vostri cari. Benedico i bimbi.

Benedico i vostri oggetti sacri. Vi porto tutti stretti al mio cuore e vi copro con il mio manto materno.

Andate nella pace di Dio Padre, di Dio Figlio, di Dio Spirito Santo. Sia lodato Gesù Cristo.

Coraggio, Marisella, offri la dura sofferenza della passione per la Chiesa. Ciao.

Marisa - Ciao. Però il giorno della festa di don Claudio non farmi vivere la passione, perché è venerdì.

Madonna - Non ti preoccupare.

Marisa - La Madonna è andata via per prima e dietro c’erano tutti i santi, gli angeli e le anime salve.