MOVIMENTO IMPEGNO E TESTIMONIANZA
"MADRE DELL'EUCARISTIA"
Via delle Benedettine, 91 - 00135 ROMA
Tel. 063380587; 063387275
Fax 063387254
Internet: http://www.madredelleucaristia.it
E-mail: mov.imp.test@madredelleucaristia.it
Lettera mandata dai giovani del Movimento Impegno e Testimonianza - "Madre dell’Eucaristia" al Cardinal Sodano il 10 maggio 1999.
Signor Cardinale,
siamo coppie di giovani formate all'interno del Movimento Impegno e Testimonianza
- Madre dell'Eucaristia che hanno il desiderio di sposarsi per formare una famiglia.
Ognuno di noi può affermare che l'unione nella coppia, come nel gruppo,
è aumentata proporzionalmente all'unione e all'amore verso Gesù
Eucaristia e la Madre dell'Eucaristia. Ce li ha fatti conoscere don Claudio
Gatti, il nostro direttore spirituale, grazie al quale abbiamo capito l'importanza
di vivere un incontro quotidiano con il Signore nell'Eucaristia. In questi anni
il nostro patrimonio spirituale è cresciuto anche con la partecipazione
agli incontri biblici, ai ritiri e alla direzione spirituale.
Il nostro sacerdote ci ha comunicato i grandi insegnamenti di Gesù e
della Madre dell'Eucaristia per formarci prima come persone, poi come coppie
e in futuro come famiglie.
Ma attualmente il nostro desiderio di sposarci si scontra con l'impossibilità
da parte del nostro sacerdote di celebrare la S. Messa, in quanto è stato
sospeso a dìvinis. La sospensione gli è stata inflitta, perché
egli non ha accettato l'ordine dell'autorità ecclesiastica di disfarsi
e di rinnegare l'Eucaristia che ha sanguinato e ha rifiutato di riconoscere
di aver ingannato se stesso e la comunità facendo adorare "un pezzo di
pane". Qualsiasi altra persona che avesse agito con inganno e in malafede, avrebbe
scelto la via più semplice ed indolore: accettare il compromesso e patteggiare
la restituzione della S. Messa. Ma don Claudio ha scelto la via umanamente più
difficile: quella di difendere Gesù Eucaristia, testimoniando coraggiosamente
la veridicità, l'autenticità e la soprannaturalità dei
miracoli eucaristici.
Così anche noi non ci sentiamo di rinnegare il nostro sacerdote; in particolare
una coppia di nostri amici ha preferito rimandare il proprio matrimonio piuttosto
che farlo celebrare da un altro sacerdote che non li ha amati e seguiti come
don Claudio. Come un figlio che ama suo padre non accetterebbe mai di sposarsi
senza la presenza di colui che lo ha generato alla vita, così nessuno
di noi accetterà di sposarsi senza la presenza in chiesa davanti all'altare
di colui che li ha generati alla vita nuova in Cristo.
Abbiamo scritto queste brevi ma sentite parole per farLe capire quanto amiamo
il nostro sacerdote e quanto desideriamo che sia lui a celebrare i nostri matrimoni.
La supplichiamo come figli che si rivolgono al proprio padre, di riesaminare
la posizione di don Claudio, affinché sia revocata la sospensione a divinis
e gli sia restituita la facoltà di celebrare la S. Messa.
Assicuri per noi il Santo Padre che lo ricordiamo ogni giorno nelle nostre preghiere;
questo ha chiesto il segretario Mons. Stanislao attraverso un comune amico polacco.
Il Papa che conosce Marisa e don Claudio può stendere la sua mano, come
ha fatto Cristo con Pietro, per impedire loro di "affogare".
La salutiamo affettuosamente.
Roma, 10 maggio 1999
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