Il giorno 11 giugno 2000, festa di Pentecoste, mentre celebravo la santa Messa
nella chiesa "Madre dell'Eucaristia" è avvenuto un grande miracolo eucaristico.
Avevo appena ultimato di recitare la formula di consacrazione del pane, quando
dalla mia ostia ha cominciato a fuoruscire il sangue.
Per me il tempo si è fermato. Ero piegato sull'ostia che stringevo tra le mie
mani e fissavo il sangue divino che si diffondeva su buona parte della sua superficie.
Sono rimasto immobile per un tempo che ai presenti è sembrato interminabile,
perché pensavano che mi sentissi male, in quanto sul mio volto si alternavano
un pallore impressionante e un forte rossore.
Quando mi sono un po' ripreso, ho elevato lentamente l'ostia.

Tra i presenti si è creata molta emozione, ma tutto si è svolto in un clima
di profondo raccoglimento e viva partecipazione.
Mentre abbassavo la mia ostia macchiata di sangue, ho visto nella patena altre
due ostie grandi che, come dirà successivamente la Madre dell'Eucaristia, erano
state sottratte alla profanazione e portate nel luogo taumaturgico, perché "il
Vescovo, la veggente e i membri della comunità amano moltissimo l'Eucaristia
e sono pronti a dare la vita per difenderla".
Dopo aver recitato la formula di consacrazione del vino e fatta l'elevazione
del calice, ho preso la patena che conteneva l'ostia da me consacrata macchiata
di sangue e le altre due ostie sottratte alla profanazione e sono passato lungo
i banchi della chiesa, perché i presenti potessero vederle in maniera ravvicinata,
constatare la veridicità del fatto, percepire il profumo che emanava dall'ostia
macchiata di sangue per testimoniare un domani il miracolo avvenuto.
Quando ho fatto "la frazione del pane", il sangue ha continuato a gocciare sotto
gli occhi dei presenti. Pur con rammarico ho dovuto consumare la mia ostia macchiata
di sangue, come è prescritto dalle norme 113-116 del IV capitolo delle istruzioni
per la celebrazione della santa Messa che sono contenute nel messale.
Nel fare la santa Comunione ho gustato il sapore dolce del sangue di Gesù e
ho avvertito un forte calore e un intenso profumo che invadevano il mio interno.
Con quest'ultimo grande miracolo eucaristico Dio ha messo il suo sigillo su
tutti quelli precedenti che sono stati rifiutati dai grandi uomini della Chiesa,
che hanno preteso di sapere il nome del sacerdote che aveva consacrato le ostie
che Gesù, la Madonna, i santi e gli angeli hanno trasportato nel luogo taumaturgico,
comprese le numerose ostie che hanno versato sangue.
Come Giovanni ha visto il sangue e l'acqua che uscivano dal costato trafitto
di Gesù, cosi io, vescovo ordinato da Dio, la veggente Marisa Rossi e molte
persone abbiamo visto il sangue fuoruscire dall'ostia consacrata da me e possiamo
ripetere con l'apostolo: "Chi ha veduto ne dà testimonianza e la sua testimonianza
è veritiera, ed egli sa che dice il vero, affinché voi crediate". (Gv 19,37)
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