MOVIMENTO IMPEGNO E TESTIMONIANZA
"MADRE DELL'EUCARISTIA"

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Lettere di Dio di Giugno 2009

Roma, 1° giugno 2009 - ore 22:00
Colloquio tra Vescovo e Marisa in estasi

Marisa - Caro Claudio, hai detto parole molto elevate, molto gradite a Dio Padre, Dio Figlio, Dio Spirito Santo, alla Madre dell'Eucaristia, a San Giuseppe, a Nonna Iolanda. Sono troppo elevate perché una personcina come me possa capirle, eppure le ho capite, ti ho seguito e ho sorriso. Mi sembravi un bambino che parlava al suo papà, continua così anche dopo, quando non ci sarò più, continua a parlare così con Dio e Lui parlerà con te. Mi raccomando, non mi dimenticare, ricordati di me, di questa figliola che non ha saputo dare tutto quello che poteva dare.
Vescovo - Hai dato più di quello che avresti potuto dare.
Marisa - Avrei potuto dare di più, sono stata anche cattiva.
Vescovo - No.
Marisa - Continua a parlare con Dio così, e parla anche con me se vuoi.
Vescovo - Certo, Marisa. È arrivato forse il momento, questo ho chiesto a Dio, che negli ultimi momenti potessimo parlarci e ricordare. Ti ricordi il nostro primo incontro, ti ricordi quando sei uscita piangendo dalla chiesa di Visso, dedicata alla Madonna Assunta?
Marisa - Ricordo tutto.
Vescovo - Ti ho offerto il gelato allora…
Marisa - … E mi offri il gelato oggi.
Vescovo - Dopo trentotto anni ti ho offerto il gelato, ma c'era una differenza, la ricordi?
Marisa - Sì.
Vescovo - Quello era un gelatone…
Marisa - Questo è un gelatino.
Vescovo - … Che non hai neanche finito.
Marisa - Perché non ce la faccio, non perché tu non me lo vuoi dare.
Vescovo - Certo, lo so. Ti ricordi quelle lunghe apparizioni?
Marisa - Tre ore in ginocchio.
Vescovo - Iniziavamo il rosario, poi tu cadevi improvvisamente in ginocchio, e mentre tutti dormivano, anche quel sacerdote dormiva…
Marisa - Dormiva e mangiava.
Vescovo - …Noi parlavamo, o meglio, tu parlavi, e io mi chiedevo: ma chi è?
Marisa - Chi è questa matta?
Vescovo - No, chi è la persona invisibile. Avevo capito, non subito, ma abbastanza presto che c'era una presenza invisibile, ma poteva essere Gesù, un angelo, un santo, la Madonna; perché se ti ricordi, allora le apparizioni avvenivano in modo silenzioso, quindi io, non potendo seguire il dialogo, non potevo neanche capire a chi ti rivolgevi.
Marisa - È vero.
Vescovo - E poi, ogni volta che tornavamo nella nostra tenda, che avevamo chiamato la stalla di Betlemme, chi ci dava fastidio?
Marisa - Il prete e la talpa.
Vescovo - La talpa.
Marisa - Anche il prete.
Vescovo - No, quello dormiva. Era la talpa che ci dava fastidio, che saltava da tutte le parti. La mattina, fresca, fresca, prendevi due o tre ragazzi e correvi con la famosa macchina e andavi di corsa a fare la spesa. Io vedevo che sfrecciavi su quella strada, allora non ti facevano male i sassi, i sobbalzi, le buche e quando ritornavi, ci davamo da fare per dare a questi ragazzi il cibo, che non si meritavano.
Marisa - Perché a volte lo buttavano via.
Vescovo - E io mi arrabbiavo. Però li abbiamo convertiti. Pensa, ora quei ragazzi saranno papà e forse nonni, perché avranno più di cinquanta anni. Te ne rendi conto quanti anni sono passati? Ti ricordi qual è stata la gioia mia più grande, dopo la sofferenza di sentire parolacce e bestemmie, che dicevano i ragazzi mentre celebravo.
Marisa - Sono venuti da te e ti dicevano: "Don Claudio, mi vorrei confessare".
Vescovo - Io rispondevo: "Cosa? Ma tu non sai neanche cosa significa confessarsi".
Marisa - Sì, dire i peccati.
Vescovo - E come fai a dirli?
Marisa - Perché Marisa mi ha aiutato e mi ha detto: "Ricordati, i tuoi peccati sono questi e questi".
Vescovo - Dopo che si sono confessati e fatto la S. Comunione, sapendo che i ragazzi non amano tanto il Rosario, perché lo trovano noioso e ripetitivo, ho pensato: "Se dicono anche di voler recitare il rosario, mi devo arrendere", e quella sera, me lo ricordo, mi sono arreso e ho pianto dalla gioia. Però dopo che ho pianto io, hai pianto anche tu, quando cantavamo il canto scout: "È l'ora dell'addio". E piangevi, piangevi. Per trentotto anni non ci siamo mai detti addio.
Marisa - Stavolta però ci tocca.
Vescovo - È arrivato il momento dell'addio.
Marisa - Speriamo.
Vescovo - Abbiamo qualche ospite qui con noi?
Marisa - C'è soltanto la Santa Vergine.
Vescovo - Neanche nonna Iolanda? È lei che può dirti la frase che Gesù ha detto agli apostoli: "Duc in altum, prendete il largo e via". Il largo è il Paradiso. Quando siamo tornati dal campeggio a Roma, non avevamo niente da mangiare.
Marisa - Avevamo il pane secco.
Vescovo - E il riso che ho bruciato.
Marisa - Pure.
Vescovo - Te lo ricordi? E che abbiamo mangiato?
Marisa - Il cocomero.
Vescovo - Sono andato a comprare un cocomero perché era il periodo dei cocomeri. Bello quel pranzo: pane e cocomero.
Marisa - Anche quello a Brindisi è stato bello: pomodori e pane.
Vescovo - Però dobbiamo dire che non c'è mancato niente.
Marisa - È vero.
Vescovo - Lei ci ha assicurato che avremmo avuto il necessario, e quando per risparmiare ci accontentavamo di mangiare dei panini, lei ci ha rimproverato: "Se vi mando i soldini, andate a mangiare".
Marisa - Stavamo a Recanati.
Vescovo - E Numana che ti ricorda?
Marisa - Che ti tiravano i sassi e tu dormivi, appoggiato con la testa sulle mie gambe. Quelli ti tiravano i sassi e io li ho guardati.
Vescovo - Dove abbiamo messo la tenda?
Marisa - Sulla sabbia.
Vescovo - Eravamo proprio ingenui. Però ha retto. Ti ricordi non avendo l'altare dove ho celebrato la Santa Messa?
Marisa - Sul mio corpo.
Vescovo - Esatto. E che cosa è rimasto sul tuo corpo?
Marisa - La forma dell'ostia e del calice.
Vescovo - Ma senza bruciature. Era una cosa bella e dolce. Pensa, era Agosto 1971, e non lo sapevamo, ma quello è stato il primo segno, la prima indicazione che Dio ci aveva chiamato per il trionfo dell'Eucaristia.

 

Roma, 5 giugno 2009 - ore 21:47
Lettera di Dio

Marisa - Signore, ho visto il bimbo salire sulla scala per bussarti, chiederti aiuto e Tu hai risposto, ma nessuno ti ha sentito. Hai risposto con voce dolce, calma e hai detto: "Sì, io vi aiuterò perché io sono lo sposo di Marisella".
Ci hai fatto combattere lunghe battaglie, vivere una lunga passione, percorrere una dolorosa Via Crucis e noi pensavamo che alla quindicesima stazione tutto sarebbe fiorito nel cuore delle persone: la bontà, la gioia, la carità, l'amore. Dal tabernacolo hai parlato e hai detto: "Ciao, Emanuele, sii buono", ma lui non ti ha sentito. Ripeti più forte, Gesù: "Bravo, Emanuele, sii buono". È da questi bambini, da questi cuori puri che ti lasci commuovere. I grandi possono cambiare, possono diventare santi, devono diventare anche santi, ma i piccoli sono già santi, perché sono buoni ed innocenti. Tu, Gesù, dentro il tabernacolo hai guardato con occhio bello, pieno d'amore il piccolo Emanuele e gli hai detto: "Bravo, figlio mio, sii bravo, sii buono con tutti: con i genitori, con i nonni, con gli zii, con tutti, se vuoi, puoi esserlo. Io sono il tuo Gesù, sono Gesù grande, non sono Gesù piccolo, perché ormai sono diventato grande; tu, Emanuele, invece sei piccolo". Cosa significa Emanuele? Lo sai cosa significa Emanuele? Non sento la tua vocina. Dio con noi.
Voi, anime belle, anime sante, che fate dei sacrifici per venire in questo piccolissimo luogo dove vengono poche persone, perché le altre non hanno ancora capito l'importanza di ascoltare, di pregare, di diventare buoni, bravi, santi. Non dovete guardare l'uno o l'altro, quello che dice uno o l'altro, guardate il tabernacolo di Gesù. Quando entrate in chiesa, andate nei primi banchi, guardate il tabernacolo e dite a Gesù: "Dio, Gesù, amaci, portaci in Paradiso, porta Marisa in Paradiso, è tempo che vada. Non ti sembra che sia passato il tempo?". Tu, in quella casetta piena di luce, dirai: "Sì, è tempo che tu parti, figlia mia". Ma quando, mio sposo caro, quando mi porterai via? Io sto aspettando giorno per giorno, sto tanto male, e adesso hai fatto ammalare anche il Vescovo. Non dovevi farlo ammalare, lui deve star bene altrimenti come fa ad aiutarmi? Io ho bisogno di essere aiutata. Fa' che io possa partire presto. Partirò con gioia, con amore, e vorrei avere vicino i bambini, soprattutto il piccolo Emanuele. Dove sei, piccolo Emanuele? Gesù ti guarda, ti parla, come parla ad ognuno di voi. Se fate silenzio nel vostro cuore, sentirete Gesù che vi parla. Per lungo tempo c'è stato silenzio, per lungo tempo la Mamma, la Madre dell'Eucaristia non ha parlato. Scusa, Gesù, mi viene da piangere, mi escono le lacrime, abbi pazienza. Anche Tu, mio sposo, non parlavi più, Dio non parlava più, San Giuseppe, la mia mamma che vedo spesso piangere, non parlavano più. Eppure vi amiamo. Perché non ci parlate? Ditecelo.
Gesù - Noi parliamo, Marisella, siete voi che non sentite.
Marisa - Non siamo sordi. Se veramente parlate, vi dico: portatemi via, tutto è pronto, stirato, in ordine. Portatemi via e lasciate libero il santo Vescovo, è ammalato, è stato tanto male, non dovevate farlo ammalare, vi prego, fatelo per lui, portatemi via.
Gesù - Ed Io dal tabernacolo ti parlo, figlia mia, e ti dico: "Andrai via, non posso dirti se sarà domani, andrai via e vedrai che il tuo santo Vescovo sarà felice, contento, anche se nel cuore soffrirà e verserà delle lacrime, come anche tutti gli altri, però la gioia della partenza rimarrà". Dov'è il piccolo Emanuele?
Marisa - Si è nascosto, lui fa questi scherzetti, si nasconde. Gesù, ti prego solo per il Vescovo, aiutalo, ascolta Emanuele che ha bussato alla porticina del tabernacolo e ha detto: "Gesù, fa' star bene zio e zia". Lo farai questo? Vero? Anzi, fa' star bene solo zio. Grazie, Emanuele, che hai saputo parlare con dolcezza a Gesù, al mio Gesù, al mio sposo. Quando verrai a prendermi, sposo mio diletto? Quando mi porterai con Te a godere per sempre? Ho sofferto tanti anni, tanti, adesso è tempo di godere, non ti pare? Così godrà anche il Vescovo.
Gesù - Miei cari figli, grazie perché siete qui presenti. Peccato che sono assenti coloro che dovevano essere presenti, ma sono andati via, hanno avuto fretta di andar via, di arrivare a casa, così, quando capitano episodi belli le persone non sono presenti. Questo è un episodio bellissimo, compiuto dal piccolo Emanuele. Miei cari figli, vi lascio la Mamma, perché è suo compito farvi i saluti.
Madonna - Sì, io, Madre dell'Eucaristia, saluto tutti insieme a nonna Iolanda e a S. Giuseppe. Vi porto tutti stretti al mio cuore e vi copro con il mio manto materno. Chi può riceva la benedizione in ginocchio. Insieme al mio e vostro santo Vescovo benedico voi, i vostri cari, i vostri oggetti sacri, benedico tutti i bambini ed i malati. Vi porto tutti stretti al mio cuore e vi copro con il mio manto materno.
Andate nella pace di Dio Padre, Dio Figlio, Dio Spirito Santo.
Chi vuole, può restare ancora per fare adorazione e parlare con Gesù, anche in silenzio; parlate con Gesù. Mio Figlio fa delle grazie, ma dà anche delle penitenze, delle sofferenze, questa è la vita terrena, poi ci sarà la vita celeste e il sorriso di Dio. Il sole splende, la luna dà luce e tutto il firmamento brilla. Le stelle, la luce, gli alberi, le montagne, le colline e il mare inneggiano a Dio che sorride a tutto questo. Pensate che non sorrida alle creature umane? Ciao a tutti. Mi raccomando, non tralasciate la preghiera, pregate sempre per il vostro Vescovo.
Marisa - Gesù, Tu, ti nascondi, ma io ti vedo nel tabernacolo, vieni a prendermi, ti aspetto. Ciao.

 

Roma, 6 giugno 2009 - ore 19:15
Lettera di Dio

Marisa - Scusate se la mia voce è debole, ma intendo ripetere ciò che ho detto prima. Ci sono tre, quattro cose che non vanno bene in questa comunità: I) dovete recitare il S. Rosario alle 18:30 durante il periodo estivo e alle 18:00 durante il periodo invernale; II) quando vengono letti i misteri bisogna dirli con il microfono, altrimenti chi è lontano non sente. Ho saputo oggi, e mi fa molto dispiacere, che ci sono delle persone che si riuniscono due a due e hanno, come dicono a Roma, la puzza sotto al naso, non possono vedere l'uno o l'altra, e questo non è bello. Quante volte il vostro sacerdote, ormai Vescovo, vi ha detto: "Rispettatevi, amatevi", invece ancora questo non c'è, mancano il rispetto e l'amore. Ancora qualcuno va a domandare: "Domani è il primo sabato del mese?"; non solo ha sbagliato chi l'ha chiesto, ma anche colei che doveva essere molto preparata ha sbagliato di più. Questi inconvenienti e difetti non devono esserci; siamo tanto pochi, e dobbiamo volerci bene! Cerchiamo di stimarci a vicenda! Quante volte Dio ha detto: "Amatevi, come Io vi ho amato", e noi invece non ci amiamo, abbiamo sempre qualcosa da ridire. Non faccio i nomi perché sarebbe troppo triste, ma se gli inconvenienti continuano li farò, se ancora sarò in vita.
Madonna - Miei cari figli, mettete in pratica quanto ha detto la vostra sorella. Io sono la Madre dell'Eucaristia, anch'io noto tutti questi difetti e non sono belli. Quando entrate in chiesa, andate vicino al tabernacolo. Chi era presente ieri sera ha visto la gioia di quel bambino, Emanuele, che ha bussato al tabernacolo e ha chiesto a Gesù di far star bene lo zio e la zia, con semplicità e con amore. Anche voi dovete essere semplici come bambini, ed amarvi tutti. Oggi, primo sabato del mese di giugno, chi ha cercato di intensificare la preghiera? Chi ha pensato di pregare il Sacro Cuore di Gesù? Questo è il mese dedicato al Sacro Cuore di Gesù, pregate. A volte un bimbo piccolo di otto mesi congiunge le mani e cerca di pregare, è il piccolo Gioele, ma chi fa questo? Neanche i grandi, quindi raccoglietevi in preghiera, pregate e amatevi; imparate ad amare, poi pregate. La ricordate questa frase? Io faccio gli auguri a tutti, affinché mettiate in pratica tutto quello che vi ho detto.
Insieme al mio e vostro santo Vescovo, che ancora non viene rispettato come dovrebbe, benedico voi, i vostri cari, i vostri oggetti sacri, vi porto tutti stretti al mio cuore e vi copro con il mio manto materno.
Andate nella pace di Dio Padre, Dio Figlio, Dio Spirito Santo.
Sia lodato Gesù Cristo. Nel nome del Padre, del Figlio, dello Spirito Santo. Amen.

 

Roma, 12 giugno 2009 - ore 20:10
Lettera di Dio

Madonna - Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.
Sia lodato Gesù Cristo, miei cari figli. Oggi, almeno in questa cappella, si festeggia Cristo Gesù, che ha sanguinato, che è morto in croce per tutti noi per riaprirci il Paradiso.
Marisa - Oh, quanto è bello sapere che in Cielo c'è Gesù, colui che ha sanguinato, colui che ha riaperto il Paradiso e che prega con tutti gli angeli e i santi, ma soprattutto con Dio, la Madonna, S. Giuseppe, nonna Iolanda e tutte le persone che sono salite in Paradiso. Sangue di Cristo Gesù, aiuta tutti noi a diventare santi, fa' sì che tutti noi possiamo aumentare la nostra fede in Te. Per il sangue che hai versato per i nostri peccati siano salvi almeno la maggior parte degli uomini, si salvino per il tuo sangue versato per tutti noi. Sai, ci sono tante anime che soffrono, che versano sangue e vivono in parecchi posti del mondo. Perché versano sangue? Per salvare gli uomini dal peccato, per far sì che l'uomo diventi santo. Cristo col suo sangue vuole tutti santi al suo cospetto, li vuole immacolati, puri, specialmente chi è buono e chi soffre.
Madonna - Lo so che a volte la sofferenza è molto dura, vero, Marisella? Oggi per te è stata una sofferenza continua, ma Dio ti aiuterà, Dio Padre sarà con te, tu farai quello che Lui dirà, e il Vescovo farà quello che Dio dirà. Questa è la missione più grande, più bella, più completa: fare la volontà di Dio. Tutti dobbiamo fare la volontà di Dio Padre, Dio Figlio, Dio Spirito Santo, Gesù per questo è morto in croce e ha versato tanto sangue, noi dobbiamo ubbidire a Dio, fare sempre la sua santa volontà.
Quando Gesù cominciò a sanguinare, gli uomini cattivi continuavano ad insultarlo: era triste questo spettacolo e nessuno poteva farci niente, neanche la Mamma. La Madonnina era da sola accanto a Gesù, neanche S. Giovanni e le altre pie donne c'erano, ma Gesù era felice di versare il suo sangue per tutti gli uomini di buona volontà. Così dico a voi: quando succede qualcosa del genere, quando la vostra sorella ha perduto tanto, ma tanto di quel sangue che quasi ha vinto la gara con Dio, con Gesù crocifisso, si sono salvate molte anime.
"Dove sono?" direbbe una persona. Le ha salvate, a Noi interessa che siano salve. "Salve, Cristo, re dei Giudei!", dicevano gli aguzzini e gli sputavano addosso, aveva sete e gli davano aromi ed aceto, aveva fame, aveva freddo, eppure era contento di soffrire e nello stesso giorno portò con Sé in Paradiso il ladrone pentito. Se ha portato con Sé il ladrone pentito, porterà anche qualcuno di voi pentito. Quando qualcuno muore, l'ultimo quarto d'ora può ancora chiedere perdono a Gesù crocifisso e sarà salvo. Coraggio, coraggio a tutti, la missione di oggi è stata molto dura e difficile e dovrà essere portata avanti.
Marisa - Senti, volevo chiederti una cosa, non so come dirtela, volevo chiederti: ma io lassù quando ci vado?
Gesù - Devi soltanto imparare a fare la volontà di Dio, allora salirai negli alti monti, nelle sfere del firmamento, nel sole, nella luna, nelle stelle, salirai in mezzo a loro e sarai felice, figlia mia. Coraggio e avanti con rispetto l'uno dell'altro.
Insieme al mio e vostro Vescovo, io, Gesù Cristo, vi benedico tutti.
Nel nome del Padre, del Figlio, dello Spirito Santo. Amen.
Marisa - Gesù, quando mi porti via? Mi sono stancata, non ce la faccio più a stare così, sto sempre male, sempre male, sempre male. Chi tace acconsente. Ciao, Gesù. Non ridere (Rivolta al Vescovo).
Vescovo - Ho tolto lo zucchetto, perché ho capito che alla fine c'era Gesù.
Marisa - C'era Dio pure…. Grazie che sei tornato di nuovo, ma l'obbedienza io la devo fare a Dio, lui la deve fare a Dio, tutti e due insieme la facciamo a Dio. Ti piace? Si fa così. Ma quando mi portate via? Mi avete fatto spendere un sacco di soldi. Scusa se ti ho richiamato, Gesù, ma Tu sei così ubbidiente che salti subito.

 

Roma, 29 giugno 2009 - ore 12:22
Lettera di Dio

Gesù - Nel nome del Padre, del Figlio, dello Spirito Santo, Amen.
Sia lodato Gesù Cristo, miei cari figli. Oggi è la grande festa dei nostri Pietro e Paolo. Voi conoscete bene la loro storia: furono ordinati Vescovi da Gesù molti secoli fa, e Gesù dopo tanti secoli ha ordinato personalmente Vescovo il vostro sacerdote. Perché allora poteva farlo ed oggi no? Perché oggi viene criticato, calunniato e diffamato? Sono passati dei secoli da quando sono stati ordinati Pietro e Paolo e sono passati degli anni da quando è stato ordinato il nostro Vescovo.
Marisa - Comunque lasciamo stare. Noi, Gesù, ti ringraziamo perché oggi il nostro Vescovo è qui in mezzo a noi. Fino a ieri abbiamo avuto paura che non potesse scendere, che fosse costretto a restare in casa malato, poi Tu ci hai fatto la grazia, l'hai aiutato, l'hai reso felice anche con la collaborazione della dottoressa che si è prestata ad aiutarlo fino in fondo. Don Claudio ha riposato bene tutta la notte, speriamo che tutto questo continui, Gesù, aiuta noi tutti perché, chi in un modo chi nell'altro, ne abbiamo bisogno. Cari Pietro e Paolo, amate il nostro Vescovo, è vostro fratello, amatelo più che potete, difendetelo più che potete.
Perché hai alzato il braccio, Gesù? Non vuoi difenderlo?
Gesù - Veramente l'ho alzato per difenderlo.
Marisa - Grazie! Forse non siamo così bravi e buoni da meritare tanto, però ce la mettiamo tutta. Cerchiamo in tutti i modi di essere buoni, di essere bravi, di fare tutto quello che Tu ci dici. Hai constatato che abbiamo fatto tutto quello che Tu ci hai detto, sia noi che i nostri giovani: per questo non ho parole per ringraziarli.
Gesù - Grande festa, festa di amore, di pace, di regalità che dovrà trionfare in questa Chiesa. Quando tutto trionferà e rinascerà la nuova Chiesa, il Vescovo comincerà a lavorare nella nuova Chiesa.
Marisa - Gesù, manda a lui e a tutti coloro che collaborano con lui degli aiuti, perché da solo non può farcela, noi Ti preghiamo e Ti ringraziamo per questo aiuto. Caro Gesù, resta vicino a noi, non ci abbandonare, non ci lasciare soli. Madonnina, Madre dell'Eucaristia, sii la nostra mamma. S. Giuseppe, Nonna Iolanda, siate i nostri protettori, aiutateci sempre, abbiamo bisogno di aiuto. Grazie.
Madonna - Io, la Madre dell'Eucaristia, insieme a tutti gli angeli e i santi del Paradiso, dove oggi viene celebrata una grande festa, e tu lo sai, Marisella, benediciamo voi, i vostri cari, i vostri oggetti sacri. Benediciamo i bambini, gli adulti, i giovani; benediciamo tutti coloro che sono malati, in ospedale, coloro che sono presi di mira e trucidati, e tu, Marisella, sai anche questo.
Marisa - Benedici tutti.
Madonna - Nel nome dei Padre, del Figlio, dello Spirito Santo. Amen. Sia lodato Gesù Cristo.


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