MOVIMENTO IMPEGNO E TESTIMONIANZA
Lettere di Dio di Maggio 2009
Roma, 1° maggio 2009 - ore 18:30
Lettera di Dio
Madonna - Sia lodato Gesù Cristo, miei cari figli. È la
vostra Mamma che vi parla. Ho portato il mio amato sposo Giuseppe perché
festeggiamo lui, come sempre sia il 1° maggio sia il 19 marzo; per Noi è
una grande festa. Parla, mio amato sposo, di' qualcosa ai miei figli.
San Giuseppe - Io non sono solito parlare come la Madre dell'Eucaristia,
come mio Figlio Gesù, però prego sempre per voi ed invito anche
voi a pregare. Tutti, grandi e piccoli, avete bisogno di pregare. Quando arriverà
il momento tanto atteso per la vostra sorella, farete una grande festa; non
dovete dimenticarla.
Ora devo fare qualche correzione a nome di Gesù, perché qualche
volta, quando la vostra sorella è stanca o ha dormito poco, non comprende
bene ciò che Noi diciamo. Lei deve andare avanti con l'Eucaristia, mangiare
l'Eucaristia, ma non per questo deve lasciare il cibo naturale, purché
sia leggero, purché non faccia male al suo stomaco. Inoltre deve prendere
le medicine, perché Dio non le ha tolte; le deve prendere tutte. Ieri
è andata avanti solo con uno sciroppo proprio per il mal di stomaco.
Qualsiasi cosa mangiava, leggera o no, doveva prendere il Maalox, tre cucchiaini
ogni volta e tutta la giornata è andata avanti così. Comunque
io spero che almeno il Vescovo e la presidente dei giovani abbiano capito cosa
e come deve mangiare questa figliola. Lei non sempre riesce a comprendere quello
che diciamo. Deve prendere l'Eucaristia, se non basta deve fare piccoli spuntini,
se le viene il mal di stomaco deve prendere il Maalox; le medicine vanno prese.
Se la dottoressa decide di toglierne qualcuna perché non ce n'è
bisogno, ben venga anche questo. Comunque spero che tutto sia stato compreso.
Io, Giuseppe, ho vissuto con il piccolo Gesù per diversi anni, poi la
malattia ha preso anche me per otto anni, e non ho più potuto seguire
mio Figlio. Si soffre molto quando uno non può più aiutare il
figlio. Ho lasciato a lui il compito di fare tutto quello che avrei dovuto fare
io. Io sono il padre putativo, anche se mi sento padre in tutto e per tutto.
Quando dite: San Giuseppe, padre putativo, non mi piace molto. Dire papà
di Gesù è più bello ed io vi ringrazio per questo. Pregate
molto per ogni persona che ha bisogno e di persone che necessitano di preghiere
ce ne sono tante; io pregherò per loro e voi unitevi a me. Vorrei, come
ha chiesto la Madonnina, che quando dite il Santo Rosario cantiate la Salve
Regina, però non eseguendo le note sballate; chi prende una nota e chi
un'altra. La Salve Regina è sempre stata cantata. Sia una sola persona
ad intonare, non molte in momenti diversi; lo stesso dovete fare quando cantate
alla Comunione. Una persona deve intonare e le altre devono continuare. Spero
di essermi spiegato. State pensando: adesso anche Giuseppe comincia a farci
dei richiami. No, io ho solo detto ciò che la Madonnina mi ha detto di
dire; per me fate come vi sentite di fare, però più si dà
il meglio e meglio è per tutti. Quando sarà pronto il testamento
della vostra sorella e quando sarà pronto il sorriso di Dio avrete questi
regali. Grazie della festa, grazie delle preghiere. Vi invito a pregare per
tutti i bambini, anche loro hanno bisogno di preghiere, per i grandi e i super
grandi, soprattutto per il vostro Vescovo. Mi ritiro in buon ordine lasciando
alla Madonnina il compito di benedirvi.
Madonna - Ed io, come vostra Mamma, vi copro tutti con il mio manto materno.
Insieme al mio santo Vescovo vi benedico. Andate nella pace di Dio Padre, Dio
Figlio, Dio Spirito Santo.
Sia lodato Gesù Cristo. Nel nome del Padre del Figlio e dello Spirito
Santo. Amen.
Marisa - Ciao, San Giuseppe.
Roma, 2 maggio 2009 - ore 18:40
Lettera di Dio
Madonna - Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.
Sia lodato Gesù Cristo, miei cari figli. Per me, come Mamma, è
difficile parlare a voi tutti per mezzo di colei che è stata chiamata
da Dio come veggente, perché questa notte ha avuto tre volte la passione
ed ora è già un miracolo se riesce a pronunciare qualche parola
ed a stare con voi. Io chiedo preghiere per la sua buona morte o perché
soffra di meno, perché ha molti dolori atroci. Quando ieri vi ha parlato
il mio amato sposo con molta dolcezza e ha detto: "Chiamatemi papà
e non padre putativo", mi sono molto commossa, desideravo che arrivasse
a chiedere questo, perché è bello dire papà e non padre
putativo. A voi chiedo molte preghiere, non mi stancherò mai di ripetervi:
pregate, il momento della dipartita di Marisella è vicino, ma il momento
di Dio non è il vostro. Per voi "vicino" può essere
domani, per Dio non è così, può essere dopodomani o quando
Lui vuole. Aiutate la vostra sorella a sopportare questo grande dolore. So che
pregate, so che le siete vicino, so che pregate secondo le intenzioni del vostro
Vescovo: per questo la Mamma vi ringrazia.
Se voi ricordate, la vostra sorella dieci anni fa fu dichiarata da Dio santa,
lei non desidera che si ricordi questo anniversario, si vergogna. Essere santi
significa aver fatto sempre la volontà di Dio; lei l'ha fatta sempre,
anche se a volte è stato difficile, perché ci sono delle persone
che la fanno soffrire molto. Dieci anni fa, Dio l'ha dichiarata santa, un anno
prima ha dichiarato santo il vostro Vescovo, ma non per questo non hanno bisogno
di preghiere. Pregate per loro, siate solidali con loro, amateli, rispettateli
e vogliatevi bene, come sempre vi ho detto, ed io, la Mamma, sarò sempre
con voi.
Insieme al mio e vostro santo Vescovo benedico voi, i vostri cari, i vostri
bimbi. Vi porto tutti stretti al mio cuore e vi copro con il mio manto materno.
Andate nella pace di Dio Padre, Dio Figlio, Dio Spirito Santo.
Sia lodato Gesù Cristo. Scusate se questo messaggio è corto, ma
è quanto Dio ha scritto ed io, come postina, l'ho portato a voi. Ciao
ed auguri a tutti. Nel nome del Padre, del Figlio, dello Spirito Santo. Amen.
Marisa - Grazie. Ciao. Mi saluti la mamma? L'ho invocata tanto stanotte.
Roma, 3 maggio 2009 - ore 10:40
Lettera di Dio
Gesù - Sia lodato Gesù Cristo, miei cari figli.
Sono il vostro Gesù. Se ricordate, anni fa dissi soltanto queste parole:
"Ho sete di anime". Questa mia continua sete non è stata soddisfatta,
e oggi ripeto a voi: "Ho sete, ho tanta sete di anime che si convertano,
specialmente dei grandi uomini della Chiesa e dello Stato". Non ho altro
da dirvi e vi do la mia benedizione. Nel nome del Padre, del Figlio, dello Spirito
Santo. Amen.
Marisa - Gesù, che vuol dire questa frase molto significativa?
Gesù - Sì, è molto significativa. Più grido
che ho sete e meno si risponde alla mia implorazione. Parlo in generale, per
tutto il mondo naturalmente. Se voi potete, dissetatemi. Grazie.
Marisa - Ciao, ciao, Gesù.
Roma, 8 maggio 2009 - ore 20:30
Lettera di Dio
Madonna - Grazie per la pazienza che avete nel sopportare ogni cosa
che succede ai miei due cari figli. Anche loro hanno molta pazienza con Me,
Gesù, Dio e tutta la corte celeste. Questa bombola d'ossigeno così
grande, che avete voluto mettere al centro della camera per farmela vedere,
mi fa sorridere; ai nostri tempi non c'erano queste risorse mediche ed era molto
più difficile sopravvivere. Io sono sempre con voi. Quando la mattina
il Vescovo recita quelle lunghe e bellissime preghiere che commuovono Noi tutti,
anche se non rispondiamo e non diciamo nulla, siamo lì ad ascoltarlo,
ci beiamo, godiamo di quanto dice e soffriamo. Non possiamo rispondere ad ogni
preghiera che dice, altrimenti dovremmo stare sempre a colloquio con lui, dalla
mattina alla sera.
Marisa - Non vi farebbe male! (Il Vescovo fa un cenno di approvazione
alle parole di Marisa - N.d.R.) Il Vescovo ha detto che non ho sbagliato
a parlare così, perché colloquiare con voi ci dà forza
e coraggio per andare avanti. Il dottore ha detto che il Vescovo non sta bene,
e la salute di Marisella va sempre indietro, allora per l'ennesima volta ti
chiedo: mi volete portare via, sì o no? Ditemi quello che avete deciso.
Perché se è un no, mi rassegno, se è un sì, io sono
pronta, non mi manca niente, o meglio, mi manca solo la bara bianca con i fiorellini:
mio nipote l'ha trovata su Internet. Io vorrei comportarmi come S. Paolo con
Gesù dopo che si è convertito, vorrei accettare tutto quello che
dite, insieme alle persone del cenacolo che non fanno altro che pregare, pregare
e soprattutto insieme al Vescovo. Sì, è vero, ho pianto tutta
la notte per i dolori. Ma chi c'era accanto a me? Tu e la mamma. Io piangevo
dai dolori, non ce la facevo più, era più forte di me. Se volete,
potete prendermi. Cosa ci vuole a prendermi? Non mi interessano nemmeno tutte
le cose belle che sono state preparate con tanto amore. Prendimi e portami via.
Perché sinceramente non ce la faccio più. Ho detto ai miei cari:
invece di pregare per farmi portare via, pregate al contrario, per farmi restare,
così venite esauditi. Mi sono spiegata?
Madonna - Sì, Marisella, ti spieghi molto bene. Sei una bambina,
come sempre, però ti spieghi molto bene.
Marisa - Guarda che se non mi portate via, lo faccio mettere a qualcuno
quel bombolone. Senti, Madonnina, il dottore oggi mi ha dato la medicina Efferalgan,
che l'altra volta, se ricordo bene, mi fece male allo stomaco.
Madonna - Marisella, tu non puoi prendere medicine, perché il
tuo stomaco è a pezzi.
Marisa - (Rivolta al Vescovo) Come si chiama quella parte del corpo dove
ho il dolore?
Vescovo - Cassa toracica.
Marisa - È stata colpita la cassa toracica, l'apparato digerente,
la milza, il fegato. Basta, io non ce la faccio, non sono una santa, non sono
fatta di ferro. Decidetevi, vedrai che tutti saranno contenti e tutti pregheranno
molto di più, affinché questo mondo schifoso vada verso il bene.
Se non devo prendere questa medicina, devo prendere per lo stomaco delle altre
medicine?
Madonna - Intanto pensa a fare le iniezioni, che sono quattro al giorno
e vediamo come va. Ci credete o non ci credete, caro Vescovo, che noi vi aiutiamo
sempre? Purtroppo la malata è gravissima, non sto a ripetertelo. Sta
a voi aiutarla, volerle bene, non farla soffrire, non farle pesare il male che
ha. Ci pensa da sola a soffrire per quello che ha. Voi tutti, miei cari figli,
continuate a pregare e, come sempre vi ho detto, amate il vostro Vescovo. Amatevi
l'un l'altro, non bisbigliate tra di voi, non parlate in chiesa, pochi giorni
fa ho visto un giovane girarsi in chiesa e ridere; questo non è bello
e ho obbligato Marisella a dirglielo.
Marisa - Devo fare tutte queste penitenze. Volevo dirti che oltre queste
medicine, ne ho altre.
Madonna - Il Buscopan e le altre le puoi prendere, tesoro. Del resto
anche tua nipote, la dottoressa Selenia, ti aveva detto che non dovevi assolutamente
prendere quella medicina.
Marisa - Sì, lo so, ma mi dimentico le cose. Il medico di casa
sa che con lo stomaco sono rovinata, ma lui le prescrive e io non so più
cosa devo fare.
Madonna - Vi invito a leggere la conversione di S. Paolo, e meditarla.
Vedrete quante analogie troverete nel rapporto tra Gesù e S. Paolo, tra
Gesù e Marisa, tra Gesù e il Vescovo. Vogliatevi bene, sempre.
Non ho parole per ringraziare le tue nipoti che vengono a farti compagnia la
notte per fare riposare il Vescovo. È duro, ma loro sacrificano una notte
ogni tanto, mentre il Vescovo non dorme tutte le notti, come te. Aiutate questi
miei due figli e Dio ve ne renderà merito a tutti, grandi e piccoli,
ai vostri bimbi e ai vostri nipotini. Miei cari figli, piccolo cenacolo, vi
ringrazio per quanto fate e vi ripeto: vogliatevi bene, è molto importante
amarsi. Questo vale per tutti, moglie, marito, figli, nipoti, nonni, zii e prozii.
Marisa - Io non sono zia solo per fare i regali, ma in pieno.
Madonna - Ti vogliono bene i tuoi nipoti. Coraggio, Marisella. Ancora
una volta vi ringrazio per tutto quello che fate per questi miei due figlioli,
aiutateli perché ne hanno molto, molto bisogno. Questa volta anche il
Vescovo è crollato, aiutatelo, vi prego. Grazie. Insieme al mio e vostro
santo Vescovo benedico voi e i vostri cari, tutti i bimbi e i malati. Vi porto
tutti stretti al mio cuore e vi copro con il mio manto materno. Iolanda, saluta
i tuoi cari.
Nonna Iolanda - Ciao, Annarella, ciao, Yari, ciao, Lauretta, ciao, Laura,
ciao, bimbi anche se non siete presenti. Ciao, mio grande figlio Vescovo, ciao,
Marisella.
Marisa - Ciao, mamma, aiutaci, ti prego, e stacci vicino, ne abbiamo
tanto bisogno.
Madonna - Il mio ciao va anche a tutti gli altri figli e nipoti che non
ci sono e a tutti i membri del cenacolo. Andate nella pace di Dio Padre, Dio
Figlio, Dio Spirito Santo.
Sia lodato Gesù Cristo. Nel nome del Padre, del Figlio, dello Spirito
Santo. Amen.
Marisa - Ciao, mamma. Non ce la faccio ad essere sempre buona e brava,
ma ce la metto tutta.
Roma, 10 maggio 2009 - ore 10:30
Lettera di Dio
Madonna - Sia lodato Gesù Cristo, miei cari figli.
Vorrei dirvi qualcosa che riguarda il Magnificat; quando lo recitate, pensate
alle parole che dite. Ricordate quando ho ripetuto tre volte: "Depose i
potenti dai troni e innalzò gli umili"? Il Magnificat è il
canto all'amore e l'amore, come ben sapete, abbraccia tutto: la pazienza, la
sincerità, la lealtà, l'amore può abbracciare qualsiasi
cosa. Rivolgete l'amore a Dio, a Gesù, a Giuseppe, a me, Maria, Madre
dell'Eucaristia e a tutti i santi che sono in Paradiso. Ricordate che c'è
il Paradiso di attesa, da dove si muovono i beati per raggiungere il Paradiso
della visione beatifica. Le anime che sono in Purgatorio dovranno restarvi un
certo tempo prima di salire in Paradiso. Quando recitate il Magnificat, recitatelo
con tutto l'amore, con tutto il cuore, affinché quelli che sono nel Paradiso
d'attesa possano passare presto al Paradiso della visione beatifica e coloro
che sono in Purgatorio possano salire in Paradiso, e tutto sarà più
bello e più soave.
Marisa - (Parla privatamente con la Madonna)
Madonna - Lo so, so tutto, ma non in rosa certamente.
Marisa - Mi raccomando a te. Ho sperato tanto di volare in Paradiso il
giorno 13, ma sento che quella non è la data della mia partenza. Questa
notte ho riposato un pochino, però non mi sento bene, ma non fa nulla,
tanto sono abituata a star male.
Madonna - Non fa niente, Marisella, tanto sei abituata! Vorrei tanto
portarvi tutti ad altezze stupende, portarvi tutti davanti a Dio, a godere Dio,
non accontentatevi soltanto di quell'occhiolino, o di quella boccuccia che si
muove nei fiori, dovete godere Dio, cantare, inneggiare a Lui.
Marisa - Hai detto che quando sarò su, mi farai avere la voce:
sarà vero o devo dubitarne?
Madonna - Tu dubiti di me, Marisella?
Marisa - Non ho voce per niente! Tutti mi dicono che parlo come nonna
Iolanda quand'era in vita, ma adesso la mia mamma ha una voce meravigliosa.
Madonna - Vorrei tanto che pregaste per gli ammalati e, soprattutto,
per coloro che in Abruzzo hanno sofferto, stanno soffrendo e non hanno ancora
la possibilità di avere l'occorrente. Se dovessi fare l'elenco, direi
che avete tante intenzioni per cui pregare. Non vi lasciate andare, non pensate
solo a voi stessi, alle vostre famiglie, pensate alle persone lontane, alle
persone malate, a coloro che non hanno più nulla, non mi riferisco soltanto
all'Abruzzo, ci sono tante altre città, tante altre nazioni che si trovano
nelle stesse condizioni. Coraggio, non stancatevi mai di pregare e, ultima parola:
"Amatevi", come Dio vi ha amato. Pregate, affinché tutto avvenga
come Dio vuole.
Insieme al mio e vostro Vescovo benedico voi ed i vostri cari. Benedico i bambini.
Vi porto tutti stretti al mio cuore e vi copro con il mio manto materno.
Andate nella pace di Dio Padre, Dio Figlio, Dio Spirito Santo.
Sia lodato Gesù Cristo.
Marisa - Ciao.
Madonna - Nel nome del Padre, del Figlio, dello Spirito Santo. Amen.
Marisa - La voce se n'è andata.
Roma, 17 maggio 2009 - ore 11:20
Lettera di Dio
Marisa - Perché stai zitta e non parli?
Madonna - Non vedi, Marisella? Sto aspettando tutti i Santi del Cielo,
gli Angeli e naturalmente Dio Padre, Dio Figlio, Dio Spirito Santo, San Giuseppe
e nonna Iolanda. Quando siamo tutti pronti ti festeggeremo in Terra e in Cielo.
Marisa - Volevo dirti una cosa, però cerca di sentire solo tu.
Madonna - Come faccio a sentire solo io, qui tutti hanno le orecchie
per sentire.
Marisa - Non parlate sempre di Marisa, perché io mi vergogno;
io vorrei nascondermi. Quando si parla di tutte le persone è più
bello. Vorrei parlare dei miei giovani, dei bambini, del piccolo cenacolo, e
soprattutto parlare del santo Vescovo: così mi piace.
Madonna - Dobbiamo fare quello che dici tu o quello che diciamo Noi?
Marisa - Oh no, per carità, quello che dite Voi, però io
ho dato un consiglio. Si può dare un consiglio alla Madonna?
Vescovo - Come figlia, sì.
Marisa - Posso dare un consiglio come figlia.
Madonna - Cari figli, è una grande gioia per me vedervi qui riuniti,
anche se non siete tutti, il numero per Noi non ha importanza, l'importante
è che riuscite ad amare tutti e a volervi bene. Marisella, se non puoi
cantare, non fa nulla, canta col cuore.
Marisa - Non è la stessa cosa.
Madonna - Miei cari figli, volevo ringraziarvi per l'intenzione che avete
scelto per la vostra sorella e per le preghiere che continuate a fare. Vi domanderete:
perché Dio non si decide?
Marisa - Sì, è vero, questo l'ho chiesto anch'io più
di una volta, ma Dio perché non si decide, cosa vuole ancora? Gli ho
dato tutto, più di tutto.
Madonna - Se Dio non si decide vuol dire che c'è ancora qualcosa
da fare.
Marisa - No la sofferenza, quella no, basta, ne ho fin troppa. Approfitto
per dirti che voglio che aiutiate il Vescovo, il cenacolo, i giovani, diciamo
giovani, e i piccoli bambini che sono molto svelti. Hai visto quanti bambini
ci sono? Tu sei contenta quando vedi i bimbi, vero?
Madonna - Vorrei che continuaste a pregare per quella intenzione, e che
la decisione sia sbrigativa per lei e per voi.
Marisa - Tu sai che io ho tutto pronto, non mi manca niente. Vado pure
in Purgatorio, basta che mi portate via, mi sono stancata di vivere.
Cara, Madonnina, quanto ti amo e quanto amerò sempre te e tutto il Paradiso.
Madonna - Piuttosto, signorina Marisella, il sorriso di Dio dov'è
andato a finire?
Marisa - Ce l'ha lui. Ce l'hai tu? Ce l'ha il Vescovo.
Madonna - Che cosa aspetti a recitarlo?
Marisa - Beh, quando sarà pronto. Il nostro Vescovo, quando siede
alla cattedra d'oro, ha sempre da fare. Dove sta il Vescovo? Nello studio. Lui
ha tanto da fare, noi dobbiamo aiutarlo. Mia cara Madonnina, vedi cosa puoi
fare per me. Io mi vergogno a dirlo, però sono molto stanca di continuare
a vivere sulla Terra. È un mondo che non mi piace, e dire che Dio ha
creato l'uomo a sua immagine e somiglianza, ma dov'è l'uomo a sua immagine
e somiglianza, che fine ha fatto? Già all'inizio ci fu l'uccisione di
Abele. Dio ha creato gli uomini a sua immagine e somiglianza, ma gli uomini
non gli somigliano, specialmente i grandi capi. Noi cosa dobbiamo fare?
Madonna - Voi nulla, dovete solo pregare con tutto il cuore. Io sono
contenta di vederti in mezzo ai tuoi cari, anche se, detto fra noi, ti è
costato moltissimo, al punto che stavi per rinunciare a scendere, ma la gioia
di stare in mezzo agli altri è stata più forte e sei scesa. Vedrai,
abbiamo promesso che t'avremmo aiutato a star seduta sempre e starai seduta
sempre: non c'è bisogno di mettere la poltrona, stai buona buona e Noi
ti aiutiamo.
Marisa - Come tu vuoi. Senti, dici al mio Sposo quando si decide a venirmi
a prendere per essere tutta sua? Dice che sono la sua sposa, ha scelto pure
un canto, e poi? Eccomi qui, sono tutta sderenata, così si dice in italiano,
non sto bene, non mi sento bene per niente, ma non voglio dirlo ai miei. Tu
dici sempre che sono gravissima, eppure io mi sento un fiore rifiorito.
Madonna - Non scherzare, Marisella, tu sai quali sono le tue condizioni.
Marisa - Sì, sì, ma scherzare ci aiuta a guardare un po'
più in alto. Comunque ti ringrazio perché hai dato la possibilità
al cenacolo di pregare per la mia dipartita. Voglio andar via, sono stanca di
stare sulla Terra, portami via, ormai ho dato tutto. Non ho più nulla
da dare.
Madonna - Tu credi?
Marisa - No, non mi dire questo perché io non ho nulla da dare,
ho dato tutto, finish. Mamma, vedo che sorridi. È vero che la Madonnina
ha fatto uno scherzo?
Nonna Iolanda - Sì, figlia mia. Noi vorremmo sempre prendere qualcosa
da chi è sulla Terra, specialmente quando la persona è buona,
però la stanchezza è tanta, e il dolore è grande.
Marisa - Zitti, stanno cantando in coro: "Una voce
" Io
non ho la voce. Perché non me ne date un pochino e mi date la possibilità
di cantare, mi piaceva tanto cantare.
Madonna - Miei cari figli, mi rivolgo a voi tutti, grazie per le preghiere,
continuate a pregare, amate la vostra sorella, ma soprattutto amate il Vescovo,
ha bisogno di aiuto, della vostra comprensione. Ogni tanto c'è qualcuno
che va fuori strada. Poi chiede scusa e ritorna. Bisogna sempre essere buoni.
Marisa - Anch'io ogni tanto vado fuori e ritorno. Comunque ti ringrazio
a nome di tutti e ti prego: aiutaci ancora, e fa' sì che la mia dipartita
avvenga quanto prima, altrimenti il vestito diventa brutto.
Madonna - Va bene. Mi riunisco insieme a tutti gli Angeli ed i Santi,
naturalmente sono presenti Dio Padre, Dio Figlio, Dio Spirito Santo, San Giuseppe,
tutti i Papi ed i Santi. Insieme al vostro Santo Vescovo vi do la mia benedizione.
Ciao a tutti.
Marisa - Hai sentito che voce ho? Sei sempre più bella, anche
mamma è bella, siete tutti belli.
Roma, 22 maggio 2009 - ore 20:30
Lettera di Dio
Marisa - Ho dei compiti da svolgere, devo far benedire i misteri della
luce, che il Vescovo con tanto amore ha preparato e gli anelli dei futuri sposi.
Ecco, la benedizione della Madonna scende sui misteri della luce e sugli anelli
dei due giovani. Io, purtroppo, è inutile nasconderlo, non mi sento affatto
bene, però ho fatto quel poco che potevo fare. Grazie e scusate tutti,
abbiate pazienza con me, purtroppo la mia salute declina sempre più.
Madonna - Insieme al mio santo Vescovo benedico voi, i vostri cari, i
misteri della luce, gli anelli dei due giovani. Vi porto tutti stretti al mio
cuore e vi copro con il mio manto materno. Andate nella pace di Dio Padre, Dio
Figlio, Dio Spirito Santo.
Sia lodato Gesù Cristo.
Marisa - Pregate per me, affinché arrivi presto la mia dipartita.
Madonna - Nel nome del Padre, del Figlio, dello Spirito Santo. Amen.
Marisa - Grazie.
Roma, 24 maggio 2009 - ore 11:13
Lettera di Dio
Madonna - Sia lodato Gesù Cristo, miei cari dolci figli.
Oggi è una grande festa: due giovani diventano marito e moglie. Devono
amarsi, rispettarsi, essere generosi e sinceri reciprocamente. Quando qualcosa
non va, devono riconciliarsi subito, prima di andare a dormire. Auguri dal più
alto dei Cieli, auguri da Dio Padre, Dio Figlio, Dio Spirito Santo, auguri da
san Giuseppe, dalla Mamma, la Madre dell'Eucaristia. Auguri a tutti, anche ai
parenti, agli amici, soprattutto ai genitori; amate i vostri figli, state loro
vicino quando potete. Quando hanno bisogno, non allontanatevi da loro, ma aiutateli
sempre. Voi, parenti, siate uniti, non dividetevi, non fate festa soltanto il
giorno del matrimonio. Per gli sposi deve essere festa ogni giorno, e l'ultimo
giorno deve essere ancora più grande, più andate avanti più
dovete festeggiare.
Voi, piccolo cenacolo, che con tanto amore siete venuti qui per essere vicino
ed allietare questi due sposini, continuate a pregare per loro. A tutti dico:
state loro vicino con la preghiera, non c'è bisogno di star loro vicino
fisicamente, perché a volte è impossibile, ma con la preghiera
è sempre possibile. I miei auguri vanno anche a nonno Aldo, a nonna Maria,
ai genitori di Marco, al fratellino, alla sorella, a tutti estendo il mio grande
amore. Pregate e riconciliatevi sempre, non lasciatevi andare.
Voi, miei cari sposi, siete belli, perché siete belli dentro l'anima,
e quando uno è bello nell'anima, è bello anche fuori. Esser belli
è molto facile, perché basta esser belli dentro e siete belli
anche fuori. Vi auguro ogni bene, ieri ho benedetto i vostri anelli, oggi benedico
la collana e gli orecchini che ha la sposa, perché era giusto che li
indossasse. Benedico tutti e vi abbraccio caramente. La Mamma, la Madre dell'Eucaristia,
e tutti coloro che sono qui con me, vi abbracciano e vi baciano, insieme al
mio santo Vescovo. Andate in pace. Sia lodato Gesù Cristo.
Roma, 31 maggio 2009 - ore 10:30
Lettera di Dio
Madonna - Sia lodato Gesù Cristo, miei cari figli.
Marisa - Oggi è Pentecoste, una festa grandissima, come la Pasqua,
ma qualcosa è venuta a mancare. Non si capisce perché questi giovani
ogni tanto dimenticano qualcosa: mancava la guida; è bellissima, è
rossa, è il colore dello Spirito Santo, della Terza Persona della Santissima
Trinità. Quando nel Cenacolo è sceso lo Spirito Santo, si è
posato su Maria e sugli apostoli che erano riuniti a pregare proprio per sollecitare
la sua venuta su di loro. Tutti riuscivano a parlare tutte le lingue, tutti
riuscivano a capire cosa gli altri dicevano. La Madre dell'Eucaristia era con
loro, pregava con loro e parlava tutte le lingue, come desidera qualcuno di
noi. Lo Spirito Santo è la Terza Persona della Santissima Trinità,
è Dio infinito; dobbiamo amarlo, dobbiamo pregarlo sempre per tutti coloro
che hanno bisogno. Io prego lo Spirito Santo per tutti voi, perché vi
dia la forza e il coraggio di andare avanti e vi conceda i suoi doni. Grazie
a tutti i presenti. Vi devo lasciare, perché il mio cammino è
un altro, è diverso. Voi dovete pregare, non più per me, ma per
la Chiesa, tutti e indistintamente. Grazie.
Madonna - Insieme al mio e vostro santo Vescovo benedico voi, i vostri
cari, i vostri oggetti sacri. Benedico tutte le persone che amano lo Spirito
Santo. Andate nella pace di Dio Padre, di Dio Figlio, di Dio Spirito Santo.
Sia lodato Gesù Cristo. Nel nome del Padre del Figlio dello Spirito Santo.
Amen. Ciao a tutti.
Marisa - Madonnina, mi ero dimenticata di presentarti questo dono che
ho voluto fare a mio fratello Vescovo, come ricordo per il decimo anniversario
della sua ordinazione episcopale. È bellissimo e molto significativo.
Quando vorrà, dovrà metterlo al collo, perché è
un dono molto prezioso. Grazie e scusa se te l'ho presentato in ritardo.
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