MOVIMENTO IMPEGNO E TESTIMONIANZA
"MADRE DELL'EUCARISTIA"

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Lettere di Dio di Gennaio 2009


Roma, 1° gennaio 2009 - ore 0:01
Lettera di Dio

Madonna - Eccomi a voi, miei cari figli. State celebrando la fine del vecchio anno e l’inizio del nuovo. Sono la vostra Mamma e sono venuta soltanto per farvi gli auguri; poi mi metterò in ascolto come voi.
Marisa - Dio, mio Dio. Vedo la rosa che si muove. Posso parlarti come parlo con la Mamma? Tutti attendiamo il Tuo “Basta” per ripulire la Chiesa e per far trionfare colui che Tu hai scelto. Dio, Dio mio, perdonami se alcune volte sono stata forte nel parlare con Te. (Gioele fa dei versi) Hai sentito? Anche lui ti chiama.
Dio Padre - Miei cari diletti figli, sono Dio, il vostro Dio, il vostro Tutto. Non dovete parlare come se vorreste suggerirmi ciò che devo fare. È vero; proprio per attenuare la difficile situazione ho detto che interverrò presto e ho fatto altre promesse. Io so quando arriverà il momento per intervenire, Io dirò al vostro Vescovo quando sarà, può essere domani o un altro giorno; per voi questo non deve fare differenza. Non chiederò a voi il permesso quando la vostra sorella dovrà partire. Io sono stato più che generoso nel dirvi alcune cose, l’ho fatto per darvi un po’ di gioia. Ma perché Io, Dio, devo fare questo? Voi molte volte mi avete fatto le stesse domande ed Io, pur di accontentarvi, ho risposto: sarà presto, verrò presto, la prenderò presto. Io so il momento, l’ora e il giorno, soltanto io. Siete stanchi di avere con voi la vostra sorella?
Marisa - Sì, sì, sì, ti rispondo io per tutti. Io sono stanca, il Vescovo è stanco, tutti sono stanchi. Adesso sono io che ti chiedo di farmi stare un pochino meglio, affinché non sia di peso né al Vescovo né a nessuno.
Dio Padre - Io sono Dio e vi amo con un amore così grande, che nessuno di voi può capire. Io so quando, come e perché interverrò. È vero, ho fatto preparare tutto ciò che serve, tutto è pronto, ma perché Dio deve fare ciò che voi chiedete e voi non fate ciò che Io chiedo?
Marisa - Scusa, Dio, mi permetti di dirti una cosina piccola, piccola? Io ho chiesto, e l’hanno pensato anche loro, di raggiungere la mamma. Voglio vivere serena, tranquilla, in pace, perché sono molto stanca. A volte mi tocca recitare, fare la burlona, anche se in quel momento avrei una gran voglia di piangere e cerco di sorridere, di fare anche delle battute, per non dire stupidaggini, data la mia intelligenza.
Dio Padre - Attenta, Marisella, Io ti ho dato l’intelligenza e Io sono Dio.
Marisa - Mamma mia, e che ho detto di grave? Vedi, noi siamo tutti qui riuniti perché ti vogliamo bene e perché aspettiamo ciò che hai promesso, incominciando dal Vescovo e da me, poi tutti gli altri, compresi i piccoli, anche Gioele che brontola e vuole sapere quando mi porterai via. Dio mio, ti prego, non farmi attendere ancora troppo, oppure fammi stare un pochino meglio.
Dio Padre - Io ti aiuto a stare un pochino meglio, ma questa è la tua condizione: tu sei una malata gravissima, non grave, e ti stiamo aiutando. Quella notte chi ti ha svegliato? Non è stato un angelo che ti ha salvato quando stavi per volare? Non sono forse Io che mando l’aiuto a tutti, non solo a te, ma anche ai giovani e soprattutto ai bimbi?
Marisa - Che cosa devo fare, Dio mio? Dimmelo Tu, perché quando parlo, sbaglio; questo è sicuro. Che cosa vuoi ancora da me? Ti ho dato tutto, anzi, Tu mi hai tolto tutto.
Dio Padre - Ecco, queste battute mi piacciono, Marisella.
Marisa - Sì, va bene, le faccio per tenermi su, però ti sei preso tutto.
Dio Padre - Guarda, guarda come sono felici i tuoi parenti, i santi, gli angeli, la Madre dell’Eucaristia, San Giuseppe; tutti ti stanno guardando con un sorriso celestiale.
Marisa - Forse non riesco a farmi capire.
Dio Padre - Ho capito benissimo, ho capito benissimo. Tu aspettavi che questa notte Io ti dicessi: domani ti porto via. Posso anche portarti via, a Me non costa niente.
Marisa - Va bene, magari.
Dio Padre - Perché non mi aiutate ancora un po’? Tu sei la sposa di Gesù. Ho mandato mio Figlio Gesù a morire per voi, e tu vuoi essere da meno?
Marisa - Aspetta un momento, Dio. Io ho pensato … (Si rivolge al Vescovo)
Dio Padre - Devi chiedere qualcosa al Vescovo?
(Marisa parla a bassa voce col Vescovo, ma non si capisce ciò che dicono)
Marisa - Anche il Vescovo è molto stanco e non ce la fa più. Il Vescovo non fa il vescovo. Cosa fa il Vescovo ordinato da Dio? Il badante. Va bene, scusami, ma sono emozionata, non so più che dire, cosa chiedere perché dopo che sei tornato al tuo trono, io mi devo cibare tutte le critiche di questi, comunque ti ho detto quello che dovevo dire. Ti ripeto, il Vescovo è molto stanco.
Dio Padre - Non fare quella faccia, Marisella, non sei tu quando ti comporti così.
Marisa - E quale faccia devo fare? Può parlare il Vescovo?
Dio Padre - Certo.
(Il Vescovo, che stava seduto per noti motivi, si inginocchia)
Vescovo - Mio Dio, mi metto in ginocchio per indicarti che, nonostante tutto, noi ti amiamo e ti rispettiamo. Dicendo noi, intendo esclusivamente Marisa ed io. Tu vedi come passiamo le giornate, Tu vedi quante notti abbiamo trascorso in bianco. Tu vedi come, purtroppo, cosa che non avveniva nel passato, mi arrabbio per colpa di persone che mi stanno veramente portando all’esasperazione. Metti insieme tutto questo e viene fuori un vescovo molto stanco, un vescovo desideroso non di vedere trionfi, perché arriveranno quando Tu hai stabilito, ma di non fare più la vita che da anni io e Marisa conduciamo. Ecco questo chiedo e su questo domando il tuo aiuto. Aiutaci a vivere un pochino meglio, aiutaci a stare un pochino meglio.
Mi hai dato l’episcopato, ma fammelo anche esercitare, mio Dio. Devo aspettare ancora? Sono nove anni che sono Vescovo. Il discorso legato alla partenza di Marisa mi vede d’accordo con lei, perché desidero vederla finalmente felice. Ora mi siedo, mio Dio, abbi pazienza. Desidero vederla felice, tutti i giorni la vedo piangere e ripetere: “Mio Dio, portami via, portami via”. Chi vive al suo fianco cosa di meglio può desiderare per lei? Certo: questo avvenga quando Tu hai stabilito, però ci avete detto di pregare per la sua partenza e noi lo stiamo facendo. Ritorno al primo discorso, Dio mio: non ci far più vivere come abbiamo vissuto ultimamente. Io mi sto distruggendo, non ero così, adesso sono teso, nervoso, scatto facilmente, non ho mai un attimo di pace. Non hai un pochino di pietà e compassione per noi? So che ci ami, so che attendi ancora le nostre sofferenze, ma quante te ne abbiamo date finora? Sono tuo figlio e parlo a Dio Papà, perché Tu lo permetti. Nessuna creatura ha parlato a Dio così liberamente: di questo sono consapevole e per questo ti ringrazio. Termino il mio discorso, forse un po’ confuso, Dio mio, ma questa è la nostra situazione. Non abbiamo aiuti validi dentro casa, non ho un sacerdote a cui appoggiarmi, non ho una persona valida che mi aiuti.
Marisa - Dio, ascolta il tuo Vescovo.
Vescovo - Dio mio: quest’attesa per una vita diversa, e non parlo del trionfo, sarà breve?
Dio Padre - Sarà breve per ciò che riguarda Noi, figliolo, figliolino prediletto. Hai detto tutto nel migliore dei modi, ma non dovete dire sempre a Dio: “Sbrigati, realizza ciò che hai promesso, non ci ami” ed altro, perché anche se non mi offendo, mi fa male sentire queste frasi. Non vedo più sorrisi. Se Marisella sta male, perché non dovete sorridere? Sta male, ha i suoi problemi di salute, ma Noi l’aiutiamo; mettetevelo bene in testa, Marisella è aiutata, perché se lo non fosse, starebbe sul letto agonizzante, ma non morente. Il suo dolore e la sua sofferenza servono per molte missioni, e ringraziando Me, Dio, ha alti e bassi, e quando si riprende è un’altra persona.
Marisa - Senti, perché adesso ho il mal di stomaco?
Dio Padre - Marisella, perché sei molto debilitata e sofferente. Vorrei vedervi giocare, essere sorridenti, forse vi chiedo troppo, ma vorrei sentirvi cantare e gridare. Non parlare piano al Vescovo, Marisella, perché ti sento ugualmente.
Marisa - Sto parlando di quello che tu hai detto, non sto parlando dei segreti. Comunque, mi permetto di dirti che le chiacchiere stanno a zero e vorrei che tu, come Dio, come padre, come sposo facessi qualcosa di più tangibile. Va bene? (Rivolta al Vescovo) Il Vescovo ha detto che va bene.
Dio Padre - Marisella, anche se sbagli nel parlare, io ti comprendo benissimo. Vi siete lasciati andare, e questo da voi non me l’aspettavo. Laura, Yari, dovete aiutare, non farvi vedere giù moralmente, questo vale per tutti, ma soprattutto per i nipoti.
Marisa - Loro soffrono perché ci vogliono bene, se non ci volessero bene non soffrirebbero, non ti pare?
Dio Padre - Non è quello il modo di dimostrare l’amore verso uno che soffre. La Chiesa sarà ripulita.
Marisa - Ho capito, ma quando?
Dio Padre - La Chiesa sarà ripulita e ci sarà molto, molto da fare. Non vi accorgete come gli uomini si odiano, si uccidono, fanno le guerre fra di loro e uccidono soprattutto i bambini? Questo non vi dice niente?
Marisa - Sì, ma che possiamo fare noi? Sono andata anche tre volte a Gaza e non è che mi faccia piacere, perché soffro molto nel vedere certe scene.
Dio Padre - Bene, figlioli, vogliamo cominciare questo nuovo anno in salute e santità per voi, in santità e salute per il Vescovo, in santità per Marisella? La salute di Marisella è molto precaria, è molto grave ma, quando riesce a superare la crisi, vi accorgete da soli che sa scherzare e ridere. Forse non avete capito ancora chi è Marisella.
Marisa - Dio, ti raccomando Mariselle e Domenico che non sta bene. Anche fra i presenti non tutti stanno bene. Qui c’è una dottoressa che ha qualche problema, è una che sorride, che è forte, è un vulcano, come dice la Madonna. Ti chiedo di proteggere i miei pronipoti, Jacopo, Samuele, Emanuele, Sara, Mariasole, gli altri bambini e i giovani. Ti raccomando anche i figlioli di Manolo, hanno bisogno del tuo aiuto, e se vuoi, anche i miei fratelli, sono tutti e due malati, e soprattutto mia sorella Anna; Dio, te la raccomando con tutto il cuore, da’ a me i suoi dolori, falla star bene, ti prego.
Dio Padre - Insomma, dovrei far star bene tutti.
Marisa - Io te lo chiedo, poi Tu fai quello che vuoi.
Dio Padre - Bene, figlioli, auguro un buon anno a tutti; che sia un anno di pace, di preghiera, di amore verso tutti.
Marisa - È andato via, non c’è più la rosa.
Madonna - Sì. Ci sono io, Marisella.
Marisa - Grazie, Madonnina. Senti, io non so se ho capito bene quello che Dio ha detto.
Madonna - Hai capito benissimo: anche tu hai parlato benissimo e Dio ti ha ascoltato. Anch’io insieme a nonna Iolanda, che abbraccia al cuore i suoi nipoti e pronipoti e al mio santo Vescovo vi auguro un buon anno e do la mia benedizione a tutti, stringendovi forte al mio cuore. Nel nome del Padre, del Figlio, dello Spirito Santo. Amen.
Sia lodato Gesù Cristo.
Marisa - Ciao. Ciao, mamma, auguri.
Nonna Iolanda - Auguri a te, figlia mia, a Franco, Roberto ed Anna.
Marisa - Mamma, aiuta Anna. Annarella, la piccolina; ti ricordi? Ciao, mammina. Un bacio al santo Vescovo da parte di nonna Iolanda. Sono andati via tutti.

 

Roma, 3 gennaio 2009 - ore 18:30
Lettera di Dio

Madonna - Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.
Sia lodato Gesù Cristo, miei cari figli.
Voi non avete ascoltato la lettera che Dio ha dato la notte di Capodanno: è una lettera molto bella che spero venga letta o sentita da tutti. Dio è stato molto vicino a tutti quanti, anche a colei che è partita da questa Terra ed è volata via; Marisella ne ha sofferto perché voleva partire lei, e invece no. Vorrei tanto che voi foste più pieni di fede e di amore verso Dio, quando qualcosa non va, non prendetevela né con Lui né con gli uomini, con nessuno, il mondo è questo, l’uomo è questo, ci sono le malattie, le guerre, i nubifragi ed altre disgrazie. Perché recriminare? Non vi resta che pregare Dio, che faccia finire tutto questo, per voi e per tutti. Con grande gioia ho iniziato il nuovo anno con il primo sabato del mese. Ora ricominciano i primi sabato del mese, ogni mese vi vorrei qui, accanto a me. Adesso posso anche comprendere che non ci sono tante persone, perché alcuni stanno fuori, altri stanno male. Iniziate questo primo sabato del mese come facevate i primi tempi. Venite ad ascoltarmi e pregate per tutti coloro che hanno bisogno. Grazie. Insieme al mio e vostro santo Vescovo benedico voi, i vostri cari, i vostri oggetti sacri, i vostri bimbi, i vostri malati. Vi porto tutti stretti al mio cuore e vi copro con il mio manto materno.
Andate nella pace di Dio Padre, Dio Figlio, Dio Spirito Santo.
Sia lodato Gesù Cristo. Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

 

Roma, 4 gennaio 2009 - ore 10:30
Lettera di Dio

Madonna - Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.
Sia lodato Gesù Cristo, miei cari figli.
La lettera di Dio contiene ben poco perché Lui vuole che, quando avrete in mano ciò che ha detto la notte tra la fine del 2008 e l’inizio del 2009, lo meditiate con molta pazienza e calma. Pregate sempre e amate. Ognuno di voi abbracci la sua croce perché, se vi girate, trovate quella del vostro amico che è sempre più pesante della vostra. Abbracciate la croce, baciate la croce, perché è vita, è resurrezione e vi porta in Paradiso. Amate, pregate in continuazione, senza stancarvi. Grazie. Insieme al mio e vostro santo Vescovo benedico voi, i vostri cari, i vostri oggetti sacri. Vi porto tutti stretti al mio cuore e vi copro con il mio manto materno.
Siate felici almeno voi e andate nella pace di Dio Padre, Dio Figlio, Dio Spirito Santo. Un bacio a tutti i bimbi e a tutti coloro che soffrono.
Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

 

Roma, 6 gennaio 2009 - ore 10:40
Lettera di Dio

Marisa - Adesso ti voglio guardare bene, bene.
Madonna - Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.
Sia lodato Gesù Cristo, miei cari figli.
Oggi è la grande festa dell’Epifania. Epifania vuol dire Manifestazione: manifestazione di Gesù sulla Terra, affinché tutti gli uomini diventino buoni e si rispettino a vicenda. Quando sentite qualcosa che turba il vostro cuore, non sono io che parlo, ma è il demonio che cerca di deviare i miei discorsi e di ingannarvi. La Mamma parla sempre bene dei figlioli, può fare dei richiami materni, può correggere, ma non parlare in modo cattivo. È vero, Dio a volte permette delle prove per farvi crescere nella santità, ma più di tutti ha messo alla prova i miei due figli, il Vescovo e Marisella, che non mi ha riconosciuta, perché non stava bene. Adesso mi guardi con stupore, lo vedi, sono io, Marisella.
Marisa - Sì, sì. Lo vedo.
Madonna - Cercate di capire questa manifestazione di Dio sulla Terra, sul mondo intero, cercate di non stancarvi mai di pregare, specialmente i bambini devono pregare. Anche se ancora non mi vedete, cari piccoli, pregate lo stesso, perché io vi vedo e sono sempre con voi.
Molti dicono: “L’Epifania tutte le feste porta via”. Oh no, ogni giorno è festa, voi lo sapete, per chi riceve Gesù in grazia. Ogni giorno gode un angolo di Paradiso chi vive in grazia e riceve Gesù in grazia. Non bisogna aspettare il S. Natale, la S. Pasqua, l’Epifania, il Capodanno per dire: “È festa, è festa”. Ogni giorno deve essere festa per voi cristiani, per amare Gesù e riceverlo in grazia. A volte si lascia Gesù per andare magari a trascorrere una serata migliore. Umanamente parlando può essere così, ma ricevete prima Gesù in grazia; accostatevi a Lui con tutto l’amore che potete. Mi permetto davanti a tutti di chiedere umilmente perdono al Vescovo, ma io ho ubbidito a Dio e Dio ama il Vescovo. A volte i miei due figli vengono messi a dura prova per salvare qualcuno, qualche cosa, qualche città, qualche regione, ma Dio li ama e vi ama. Restate sempre nell’amore di Dio Padre, Dio Figlio, Dio Spirito Santo.
Io sono la vostra Mamma, e dovete credere a quanto vi dico. Amate e pregate. Che ha detto Gesù? Imparate ad amare e poi pregate. Se pregate e non amate, perdete tempo. Mettete in pratica ciò che Gesù dice, ciò che Dio dice, ciò che la vostra Mamma dice.
Auguri a tutti e buona Befana, specialmente ai bimbi.
Marisa - Ed ai grandi?
Madonna - Insieme al mio santo Vescovo, al mio Gesù, a S. Giuseppe e a tutti gli angeli del Paradiso vi benedico. Vi porto stretti al mio cuore e vi copro con il mio manto materno. Lo so che soffri, Marisella, quando parli.
Andate nella pace di Dio Padre, Dio Figlio, Dio Spirito Santo.
Sia lodato Gesù Cristo. Stai vivendo una grande sofferenza. Nel nome del Padre, del Figlio, dello Spirito Santo. Amen.

 

Roma, 9 gennaio 2009 - ore 20:30
Lettera di Dio

Madonna - Voglio dirvi soltanto, miei cari figli, che siete eroici, per tutto quello che avete passato, e per quello che è successo con Lucifero. Dovete cercare di amare di più e di amarvi di più, fate ancora delle piccole mancanze che vanno corrette. Vi invito a pregare ed a colloquiare fra di voi, questo è vero amore.
Per me è una grande gioia che state facendo il triduo, per celebrare l’anniversario della vittoria del vostro Vescovo ordinato da Dio. Lui ha trionfato; voi dite di no, lui stesso dice di no, ma io che sono la vostra Mamma, so che ha trionfato. Certo, non si trionfa con la falsità, con le bugie, con i furti. Il trionfo è vostro, il trionfo è del vostro Vescovo. Io continuo a portarvi dei piccoli messaggi, delle piccole lettere di Dio, perché vi è stato detto tutto ed è stato ripetuto anche tante volte. Ora state camminando abbastanza bene, però qualcuno si comporta un po’ da padroncino e questo non è bello, come succede in questa casa, dove le serve sono le padrone e i due miei cari figliolini sono i servi. Se non vi sentite di cambiare, dirò a Marisella di parlare.
Marisa - No, parla tu a loro, ti prego.
Madonna - Comunque siete eroici, siete buoni, e dovete riconoscere le imperfezioni: nessuno è perfetto, ricordatevelo bene, solo Dio è perfetto.
Marisa - Puoi chiedere a Dio se, quando il dolore allo stomaco è così forte che mi sento mangiare dentro, posso prendere l’Eucaristia invece del cibo?
Madonna - Ma io già ti avevo detto, Marisella, che potevi fare l’uno e l’altro: quando non puoi mangiare, prendi l’Eucaristia e quando puoi mangi qualcosa.
Marisa - Aspetta un minuto. (Rivolta al Vescovo) L’aveva già detto questo?
Vescovo - Non ricordo, ci ha detto tante cose. Va bene, sono contento comunque…
Marisa - Lei lo chiederà a Dio, però si sa che Dio non dirà di no.
Vescovo - Ha detto che già puoi cominciare?
Marisa - Sì, sì… Perché per me ricevere Gesù è più facile che mangiare.
Madonna - Però voglio che ti nutri anche di proteine; quando senti il bisogno di mangiare, mangia, quando non va, quando la giornata è dura a causa dello stomaco, prendi l’Eucaristia.
Marisa - Va bene, lo faccio volentieri. Senti, non avevi nient’altro da dirmi da parte di Dio?
Madonna - Lo so quello che tu vuoi sapere, Marisella.
Marisa - Ti spiego. Ogni giorno vado sempre più indietro e la situazione diventa più pesante per il Vescovo, perché in fondo alla fine è lui che combatte con me; per questo aspettavo quel sì. Se puoi, chiedi a Dio come sai fare tu, non dico oggi, domani, dopo domani, dico soltanto che si decida, perché se Lui aspetta che finiscono le guerre, arrivo a 200 anni e non sono mica bella a 200 anni. Sono brutta. Ho detto tutto? Ho detto tutto.
Madonna - Andrò da Dio, non ti preoccupare. Adesso sto qui con voi, poi vado da Dio e rinnovo la domanda che tu hai detto.
Marisa - Però devi piangere, devi supplicarlo. Adesso mi viene da dormire sempre ed invece devo star sveglia, perché altrimenti perdo un sacco di tempo e non combino più niente.
Madonna - Va bene, Marisella, chiederò a Dio tutto quello che vuoi, ma sappi che puoi fare la S. Comunione quando lo stomaco non va.

 

Roma, 10 gennaio 2009 - ore 18:30
Lettera di Dio

Madonna - Sono venuta per fare gli auguri al Vescovo ordinato da Dio. Tu sei una persona importante, anche se non riesci a convincertene. Oggi festeggi il settimo anniversario del Trionfo dell’Eucaristia, e pensi: “Ma che cosa festeggio? Non vedo ancora nulla”. Se sono venuta io, la Mamma, e tra poco arriverà Dio a farti gli auguri, è perché sei una persona importante, molto importante.
Quello che non accetto è la confidenza e mancanza di rispetto a volte nei tuoi confronti; questo non è bello. Devono amarti come ti amiamo noi e come ti ama la nonna Iolanda.
Marisa - Ecco Dio!
Dio Padre - Auguri, figlio mio, fratello mio, auguri. Io ti ho ordinato Vescovo. Sei stato ordinato Vescovo da Me, da Dio. Non preoccuparti se gli altri non lo comprendono e non l’accettano. Oggi sono venuto per te, figliolo. Non devi pensare che sei una persona inutile, sei una persona molto importante. Se questo non è accettato finora sulla Terra, è perché gli uomini sono cattivi, ma in cielo già sei il grande Vescovo, più che Vescovo, sei …
Io, Dio, ti faccio gli auguri più cari e più sentiti. Ti voglio bene, Vescovo. Ti voglio bene, piccolo Claudio; da piccolino hai cominciato a sgambettare per arrivare al sacerdozio con amore e con sofferenza. Tu sai meglio di Me che l’uomo è geloso. Purtroppo il tuo modo di essere così spigliato, così generoso, così sincero ha generato in certe persone molta gelosia. Sii sempre così, rimani così, non cambiare, figliolo, e sappi che Noi siamo tutti con te. Quando arriverà il momento della dipartita di tua sorella, comincerai a volare anche tu e avrai vicino i tuoi giovani o ex-giovani; il loro dovere allora sarà di aiutarti. Non sarai solo, ci sarò Io, ma soprattutto ci saranno la Mamma Celeste e nonna Iolanda ad aiutarti. Inoltre manderò anche Marisella ad aiutarti.
Coraggio, figliolo, coraggio, coraggio.
Io, Dio, ti amo immensamente e ti benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Ciao, figliolo.
Vescovo - Ciao, Dio Papà.
Marisa - Il cielo si è illuminato, le stelle brillano, gli angeli e i santi, soprattutto il tuo Papa Paolo VI, pregano per te.
Madonna - La Mamma dice: coraggio, figliolo, avanti, non ti fermare per ogni piccola cosa che succede. Non guardare se Marisella sta più o meno male, non ti preoccupare, se puoi, aiutala come stai già facendo, questa è la sua strada.
Marisa - Ieri ti ho chiesto se mi facevi stare un pochino meglio, così il Vescovo aveva meno da fare. Dammi la possibilità di essere un po’ indipendente, così anche io faccio la mia parte. Voglio aiutarlo. Ti ricordi quando lo aiutavo a scrivere la tua vita e le lettere di Dio? Adesso non faccio più niente. Ringrazia Dio per avermi concesso di fare la S. Comunione invece di mangiare, sono molto contenta.
Ciao, Madonnina, ciao, bella mia.
Madonna - Io, la Mamma, vi tengo sempre stretti al mio cuore. Eccellenza, copro col mio manto materno te, i tuoi figli e i figli dei tuoi figli.
Volevo dirti una cosa, figliolo: Dio ama tutti, ma il suo amore nei tuoi confronti è molto, molto più grande.
Ciao, figliolo.
Vescovo - Grazie per essere venuta e ringrazia Dio Papà a nome mio. Speravo che tu venissi, ma non pensavo assolutamente che Dio lasciasse il suo trono, come dice Marisa, per venire a farmi gli auguri.
Madonna - Dio è un papà.
Vescovo - Ciao, nonna Iolanda.
Nonna Iolanda - Ciao, figliolo.

 

Roma, 11 gennaio 2009 - ore 11:30
Lettera di Dio

Madonna - Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Sia lodato Gesù Cristo, miei cari figli.
Ancora state festeggiando il vostro Vescovo per la sua vittoria e questo ci fa piacere. Anche Noi continuiamo a festeggiarlo e lo festeggeremo sempre, finché non salirà ad alture stupende.
Avete recitato preghiere molto belle. Rileggete i messaggi, perché sono pieni d’amore, di pace e di serenità. Sono venuta prima per preparare la strada a Dio Onnipotente. Noi del Paradiso siamo qui pronti ad accoglierlo. Gli angeli e i santi, tutti presenti, aspettano che Dio Onnipotente, il Re del Cielo e della Terra, scenda fino a voi per dare il suo augurio e il suo saluto.
Dio Padre - Sì, miei cari figli, Io, Dio, sono venuto anche oggi per fare gli auguri più sentiti, più forti al mio Vescovo, al vostro Vescovo. Lui pensa che non fa il vescovo, pensa che non fa nulla, ma non è vero; perché anche nel silenzio, nel nascondimento si può dare tutto a Dio e agli uomini. Io ho voluto che lui diventasse Vescovo, Io l’ho ordinato Vescovo. Io ho voluto il trionfo dell’Eucaristia. Se oggi in molte chiese, e aumentano sempre più, fanno adorazione, pregano davanti all’Eucaristia, lo devo a te, Eccellenza. Con i tuoi scritti, con le tue omelie e catechesi che vengono derubate, ma ben venga derubare a fin di bene, hai realizzato il Trionfo dell’Eucaristia. Se fanno adorazione eucaristica, se fanno veglie notturne, è perché tu hai dato il via e hai voluto questo nella tua piccola chiesa, chiamata dalla Mamma: “il mio piccolo gioiello”.
Da quella piccola chiesa è uscito fuori tutto ciò che sta cambiando la Chiesa, soprattutto l’amore all’Eucaristia, il dono più bello, più importante, perché vi fa guadagnare il Paradiso, se vivete sempre in grazia. Io, Dio, non posso che ringraziarti per ciò che hai fatto e ringrazio anche tutti coloro che vengono qui a pregare; tra voi ci sono persone che pregano molto. Ringrazio coloro che pregano nei posti di lavoro, in viaggio, mentre camminano o sono in macchina. A chi devo tutto questo? A te, Eccellenza. E tu dici che non hai fatto nulla; hai fatto tutto. Oggi in tutto il mondo adorano il mio Gesù, molti fanno adorazione e fanno le veglie notturne per merito tuo, per grazia tua, ed Io sono felice di questo. Sono contento, molto contento di quello che hai fatto per tutto il mondo, non solo per la Chiesa. La Chiesa va ripulita. C’è chi fa adorazione perché le telecamere riprendono tutto, questo è fanatismo e falsità. Ma c’è anche chi fa adorazione in silenzio, nel nascondimento, questo è vero amore verso Me, verso Dio, verso il vostro Padre. Auguri a tutti.
Madonna - Ed io, la vostra Mamma, vi stringo tutti forte al mio cuore, specialmente te, Eccellenza. Vi copro con il mio manto materno e andate nella pace di Dio Padre, Dio Figlio, Dio Spirito Santo.
Sia lodato Gesù Cristo.
Marisa - Volevo dirti una cosa, Dio, mi permetto di dirla. Quando avvengono dei piccoli inconvenienti, non Te la prendere tanto e neanche il Vescovo deve prendersela tanto, sono cose che succedono, perché siamo poveri uomini.
Madonna - Va bene. Non può essere tutto perfetto.
Marisa - Ci hai fatto un grande regalo! Ciao. Ciao, Madonnina, ciao, mamma, ciao a tutti.
Madonna - Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.
Sia lodato Gesù Cristo.

 

Roma, 16 gennaio 2009 - ore 20:37
Lettera di Dio

Madonna - Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.
Sia lodato Gesù Cristo, miei cari figli. Oggi, venerdì, è il giorno dell’incontro biblico, ed è importante parteciparvi, però prima la Mamma deve fare qualche richiamo materno. Prima di tutto devo chiedervi: perché i misteri del Rosario che il vostro Vescovo ha composto con tanto amore, questa sera non sono stati recitati? Perché non avete recitato i misteri che Dio è contento di sentire? Perché non hanno letto i misteri più persone? Perché quando entrate in chiesa, non andate davanti al tabernacolo e non vi inginocchiate, invece di guardare se dietro c’è posto? Perché non ubbidire a quanto vi si dice? Dio tiene conto di tutto questo. Non credo che sia così difficile ubbidire a Dio. Vi do un esempio. Guardate il vostro Vescovo e la vostra sorella: hanno ubbidito a Dio, continuano ad ubbidirgli e soffrono molto. A voi in fondo si chiedono piccoli sacrifici. Perché non farli? Cercate di passarvi il libro, tutti devono cooperare a leggere questi Santi misteri; sono belli e piacciono molto a Dio Padre. Perché non far partecipare gli altri? È vero, qualcuno dice che non ci vede o non ha gli occhiali, però ci sono anche delle persone che sanno leggere e ci vedono bene; tutti dovete partecipare alla preghiera. Questi sono richiami materni e li faccio perché vi amo, vi voglio bene e so che Dio vuole questo. Imparate ad ubbidire, a fare ciò che vi si chiede. Non deve essere sempre il Vescovo a riprendervi. Io leggo la lettera di Dio e vi comunico ciò che Dio dice. Vi richiamo con amore, con dolcezza, con carità. Perché disubbidite, perché non fate ciò che vi dico? Perché quando entrate in cappella correte subito in sacrestia? Volete le grazie? Fate sì di meritarle. Spero che questo mio modo di parlare non offenda nessuno. Voi sapete che ho fatto sempre dei richiami materni a tutti; grandi e piccoli. Quindi cercate di fare quanto dovete, senza aspettare che sia il Vescovo ad intervenire. Il vostro Vescovo è molto stanco, è molto provato e se veramente l’amate, fate come ha detto, ma soprattutto fate come Dio ha detto.
Marisa - Posso chiederti una cosa?
Madonna - Non mi chiedere quando partirai per il Paradiso.
Marisa - No, no, no, non ci penso per niente. Dacci un po’ di forza e di coraggio per andare avanti, soprattutto al Vescovo ordinato da Dio. Ti ringraziamo anche per l’aiuto non grande, piccolino, che ci dai, così riusciamo a riposare un pochino di più, ma la stanchezza è tanta.
Madonna - Ringrazio tutti voi qui presenti. Accettate questo richiamo materno. È Dio che vi parla, io non faccio altro che riportare ciò che Lui dice. Grazie e scusatemi se ho avuto l’ardire di dirvi queste cose, di farvi questi richiami. Voglio essere io a farveli, non il Vescovo, lui deve fare il Vescovo, ai richiami ci penso io. Coraggio, figlioli, avanti con fede, con fiducia, con speranza. Insieme al mio e vostro santo Vescovo benedico voi, i vostri cari, i vostri oggetti sacri e tutti i bimbi di tutto il mondo. Vi chiedo di pregare, affinché le guerre finiscano. Vi porto tutti stretti al mio cuore e vi copro con il mio manto materno. Andate nella pace di Dio Padre, Dio Figlio, Dio Spirito Santo.
Sia lodato Gesù Cristo.

 

Roma, 18 gennaio 2009 - ore 10:30
Lettera di Dio

Madonna - Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Miei cari figli, sono la vostra Mamma, Maria, Madre dell’Eucaristia. Vengo spesso in mezzo a voi per aiutarvi a risolvere tutti i problemi che vi appesantiscono la vita, se è volontà di Dio.
Marisa - Madonnina, io ti raccomando Debora e la piccola Eleonora.
Madonna - Le grazie non sempre arrivano. Dovete capire che, se tutti gli ammalati ottenessero le grazie, non ci sarebbero più malati. Pregare è sempre bello, raccomandatemi le persone che hanno bisogno ed io andrò di corsa dal Padre a chiedergli di fare queste grazie.
Marisa - Ti raccomando la gente che muore a causa della guerra, i bambini che hanno fame e non hanno da mangiare. I nostri bimbi sono fortunati, ma vorremmo che anche tutti gli altri bambini lo fossero.
Madonna - Purtroppo finisce una guerra e ne iniziano altre tre, in tutto il mondo ci sono molte guerre. Non finiscono mai e scoppiano per il desiderio di denaro e per accrescere il potere. La stessa ruota gira sempre sia in Vaticano, sia in Vicariato, sia negli Stati. È bello pregare per i propri cari, ma è altrettanto bello pregare per tutti.
Marisa - Posso permettermi di chiederti di aiutare tanto tanto il Vescovo e quel mio parente piccolino che conosci bene? Più continuo a parlare con te e più sento il bisogno di chiederti, di chiederti.
Madonna - Marisella, devi chiedere per tutti, per le persone che soffrono, ce ne sono anche fra quelle che sono in cappellina. Marisella, tu non lo sai, ma quando vado da Dio, gli faccio l’elenco perché ne ho tanti da raccomandargli. Tu sai che appaio solo in questo piccolo luogo, ma devo abbracciare anche gli altri malati e le altre famiglie. I coniugi continuano a separarsi e a vivere fuori dal matrimonio. Molte persone si separano, si rimettono insieme e si separano di nuovo. Per loro è bella la vita, ma non hanno la grazia del sacramento del matrimonio, perché voi sapete che i sacramenti aumentano la grazia. Io so da chi andare e chi devo raccomandare. Io sono sempre con voi come quando questa notte hai sofferto a causa di quella tosse, che non ti faceva respirare. Io ero con te e ti aiutavo.
Marisa - Fai passare questo dolore alla gola perché non posso parlare, non posso inghiottire, anche se devo dire che sto molto meglio di ieri. Grazie della tua venuta, grazie se vai da Dio a raccomandarci tutti, perché tutti abbiamo bisogno. Grazie.
Madonna - Grazie a voi che mi avete ascoltato. Spero che metterete in pratica quanto ho detto venerdì all’incontro biblico. Insieme al mio santo Vescovo benedico voi e i bambini. Vi porto tutti stretti al mio cuore e vi copro con il mio manto materno.
Andate nella pace di Dio Padre, Dio Figlio, Dio Spirito Santo.
Nel nome del Padre, del Figlio, dello Spirito Santo. Amen.
Marisa - Ciao (Marisa manda un bacio alla Madonna). Ciao, nonna Iolanda, ciao, mamma.

 

Roma, 23 gennaio 2009 - ore 20:40
Lettera di Dio

Madonna - Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Sia lodato Gesù Cristo, miei cari figli.
La Mamma vi ringrazia per aver ubbidito quando, otto giorni fa, vi ho fatto dei dolci richiami. Sono carezze che una mamma fa al proprio bimbo quando non si comporta bene, e solo perché lo ama. Vi invito sempre a pregare per tutte le persone che hanno bisogno, soprattutto per i giovani malati. Forse non tutti capite l’importanza dell’incontro biblico, ma coloro che sono attenti, adesso dico qualcosa tanto per ridere, coloro che cercano di non dormire, ascoltano bene ciò che il vostro Vescovo dice e racconta. Chi non riesce a rimanere sveglio non si metta nei primi banchi, vada in fondo, e faccia un bel pisolino nelle braccia di Gesù. È bello dormire nelle braccia di Gesù. Non ci avete mai pensato? Eppure a me sembra di avervelo detto, come il bimbo dorme sicuro nelle braccia della mamma, così fate anche voi, sicuri nell’abbraccio e nel bacio di Gesù. Ascoltare l’incontro biblico è molto importante. Vi ho detto altre volte che non tutti i sacerdoti spiegano la Parola di Dio come il vostro Vescovo. Immagazzinate più che potete, perché così potete rispondere anche ai sacerdoti, ai laici impegnati, a chiunque, ma se non siete preparati, se non ascoltate il Vescovo, come potete rispondere a quelle persone che a volte tentano di farvi cadere? Forza, coraggio a tutti. Dico al vostro Vescovo e a Marisella di avere molto coraggio per affrontare la dura lotta che ogni giorno si presenta per un motivo o per l’altro, se c’è una cosa, c’è l’altra.
Se non c’è una cosa c’è l’altra, Marisella, stai attenta.
Marisa - Va bene, adesso ti ci metti anche tu a correggermi? Comunque a nome di tutti, ti ringrazio per l’aiuto che dai, per l’amore che dimostri, perché anche i tuoi richiami materni sono dettati dal grande amore verso tutti. Madonnina, di' a Dio di benedirci tutti, di benedire i bambini, gli anziani, i malati e specialmente i bambini del terzo e quarto mondo. Ci sono nel mondo delle situazioni molto tristi e preoccupanti e tu lo sai. Anch’io prego molto, moltissimo, però tu ci devi aiutare ad avere forza e coraggio per andare avanti. Quando Dio si deciderà a prendere quella santa decisione che io non oso dire, sarò pronta. Per ora voglio vivere in grazia di Dio sempre, come tu ci hai insegnato.
Madonna - Anche voi, miei cari figli, vivete sempre in grazia. Attenzione: chi parla troppo prima o poi si inceppa e può dire delle cose non belle. Fate silenzio intorno a voi e ascoltate Dio. Grazie. Insieme al mio e vostro Vescovo benedico voi, i vostri cari, i vostri oggetti sacri. Vi porto tutti stretti al mio cuore e vi copro con il mio manto materno. Andate nella pace di Dio Padre, di Dio Figlio, di Dio Spirito Santo.
Marisa - Madonnina, ci aiuti per l’incontro di domani?
Madonna - Sì, però tu devi restare in silenzio nella tua camera.
Marisa - Sì, Signore.
Madonna - Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.
Marisa - Ciao.
Le ho detto sì, Signore. Mi ha detto che devo stare in silenzio e chiusa.
Vescovo - Come ho detto io.

 

Roma, 25 gennaio 2009 - ore 10:30
Lettera di Dio

Marisa - Eri presente da tempo ad ascoltare le nostre preghiere.
Madonna - Tu lo sai che sono sempre presente: voi non mi vedete, ma io sono con voi a pregare, ad ascoltare il Vescovo e a partecipare alla Santa Messa, è molto importante ricevere Gesù in grazia.
Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.
Sia lodato Gesù Cristo, miei cari figli.
È sempre con gioia che vengo in mezzo a voi. Ripenso all’incontro di ieri che ha dato molti frutti, però non fate passare tanto tempo prima di farne un altro. I giovani sono tutti grandi, ma hanno bisogno ancora del papà. Suggerisco, se si può fare, e se il Vescovo ha tempo, di fare un ritiro anche per gli adulti. Fate un ritiro breve, di una mezza giornata e terminatelo con la Santa Messa. È molto importante che vi vediate e parliate per correggere i difetti. Tutti hanno bisogno, piccoli e grandi, di fare il ritiro. Invito di nuovo tutti a pregare per questo mondo, non mi vergogno di ripeterlo, che va molto male e per le persone che rimangono senza lavoro. Soltanto con la preghiera rivolta a Dio si può ottenere tutto. Pregate e pensate a quelle povere persone che rimangono senza lavoro, a quei bimbi che hanno bisogno di mangiare, di nutrirsi, di vestirsi, di andare a scuola e tutto questo, purtroppo, negli altri mondi non c’è, nonostante la buona volontà di tanti volontari. Sappiate che non tutti gli aiuti arrivano a destinazione e allora cosa si può fare? Pregate e fate pregare i vostri bimbi, è molto importante la loro preghiera ed è ascoltata da Dio. Coraggio a voi giovani, l’incontro di ieri porti veramente frutto per tutti. Cercate di immagazzinare e di mettere in pratica quanto il vostro Vescovo in nome di Dio vi ha detto: anche io ero con voi. Coraggio e sempre avanti. Se vi affacciate alla finestra vedete com’è il mondo; cercate di aiutarlo con la preghiera, con i sacrifici, con l’amore. Non sentitevi mai arrivati. Lavorate sempre, andate avanti con tutti e aiutate tutti.
Grazie, Dio deve darvi la risposta che attendete.
Insieme al mio santo Vescovo benedico voi, i vostri cari, i bimbi di tutte le razze, di tutte le nazioni, di tutte le religioni. Vi porto tutti stretti al mio cuore e vi copro con il mio manto materno.
Andate nella pace di Dio Padre, Dio Figlio, Dio Spirito Santo.
Sia lodato Gesù Cristo. Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.
Marisa - Ciao.

 

Roma, 30 gennaio 2009 - ore 20:30
Lettera di Dio

Madonna - Nel nome del Padre, del Figlio, dello Spirito Santo. Amen.
Sia lodato Gesù Cristo, miei cari figli. Con grande gioia arrivo in mezzo a voi, quando Dio mi dice: “Maria, vai dai miei figli”. Purtroppo ci sono molti malati e l’influenza ha colpito molti, ma questo non deve disorientarvi. Non guardate il numero, preoccupatevi se chi prega è in grazia di Dio e riceve Gesù in grazia. Ciò che riguarda la vostra sorella non è importante per voi; ma per lei. Quando Dio deciderà, si realizzerà quanto ha promesso. Non chiedete, pregate, ed io pregherò insieme a voi, e ai bimbi, che pregano molto bene.
Marisa - Lui è stato male, poverino.
Madonna - Lo so che tu, Marisella, sei pronta a dare la vita per tutti.
Marisa - Per le persone che hanno bisogno e per gli ammalati, io sono pronta a tutto. Quando arriverà quel giorno, io sarò ben felice, così io andrò da una parte e lui dall’altra e ci separeremo. Chi prenderà il posto del Vescovo?
Emanuele - Non lo so.
Marisa - Emanuele non lo sa.
Madonna - Figlioli, pregate molto per voi stessi, per le vostre famiglie, per i vostri bimbi, nipoti, pronipoti, pregate per tutti. Dio vi accompagni sempre tutti verso la felicità del Paradiso. Insieme al mio e vostro santo Vescovo benedico voi, i vostri cari, i vostri oggetti sacri. Vi porto tutti stretti al mio cuore e vi copro con il mio manto materno.
Andate nella pace di Dio Padre, Dio Figlio, Dio Spirito Santo.
Sia lodato Gesù Cristo. Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.


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