MOVIMENTO IMPEGNO E TESTIMONIANZA
"MADRE DELL'EUCARISTIA"
Via delle Benedettine, 91 - 00135 ROMA
Tel. 063380587; 063387275
Fax 063387254
Internet: http://www.madredelleucaristia.it
E-mail: mov.imp.test@madredelleucaristia.it
Carissimo confratello,
la correzione fraterna va fatta a tutti, come ha insegnato Gesù. (Cfr
Mt. 18, 15-18)
Nessuno è esente dalla correzione fraterna, perché Gesù
non ha fatto distinzioni di persone, ma ha detto: "Se tuo fratello pecca
contro di te, va' e riprendilo".
Bisogna avere l'amore, la lealtà e il coraggio di farla anche ai superiori
quando sbagliano. La regola non scritta che vige in Vaticano: "I superiori
hanno sempre ragione" va abolita e sostituita con l'insegnamento evangelico.
L'autorità ecclesiastica ha sbagliato gravemente nei miei confronti e
mi ha inflitto "l'ultimo colpo di satana"; così N.S. Gesù
Cristo e Maria, Madre dell'Eucaristia, hanno definito la mia dimissione dallo
stato clericale.
Se vuole avere le idee più chiare ed essere più dettagliatamente
informato sull'intera questione, acceda su Internet al nostro sito, collegandosi
al seguente indirizzo telematico:
http://www.madredelleucaristia.it/ita/satana.htm
Io ora mi limito a sottoporre al suo giudizio alcune considerazioni.
Il Card. Ratzinger ha approfittato delle precarie condizioni di salute del Papa,
per fargli firmare, a sua insaputa, il decreto della mia dimissione dallo stato
clericale, durante l'udienza concessagli il 18 ottobre 2002.
La dimissione dallo stato clericale può avvenire ex-officio, cioè
senza il consenso dell'interessato, tramite una richiesta del vescovo al Pontefice,
ma non può essere stabilita per legge particolare (can. 1317) e, poiché
è una pena perpetua, neanche per decreto (can. 1342 §2). Deve essere
dichiarata solo per via giudiziale da un tribunale di tre o cinque giudici (can.
1425).
Il Card. Ruini con lettera prot. n. 1466/02 mi ha comunicato semplicemente che:
"Il Sommo Pontefice Giovanni Paolo II ha disposto la sua immediata dimissione
dallo stato clericale ex-officio et in poenam, cum dispensatione ab omnibus
oneribus e sacris Ordinibus manantibus".
Il suddetto cardinale avrebbe dovuto almeno allegare alla sua comunicazione
una fotocopia autenticata della lettera (prot. 174/95-15938), trasmessa dalla
Congregazione per la Dottrina della Fede al Vicariato di Roma, ma si è
astenuto dal farlo. Perché?
I sacerdoti, accusati di aver commesso abusi sessuali sui minori, hanno il diritto
alla difesa, come è stabilito dalle nuove norme decise dai vescovi americani
ed approvate dalla Congregazione dei Vescovi. Invece a me non solo è
stato negato il diritto alla difesa, ma addirittura non è stato neanche
comunicato il delitto per il quale sono stato condannato. Il motivo di questa
omissione è evidente: non ho commesso nessun delitto, ho solo difeso
le apparizioni della Madre dell'Eucaristia e i miracoli eucaristici, soprattutto
quello avvenuto mentre celebravo la S. Messa.
Il giorno 11 giugno 2000, festa di Pentecoste, avevo appena ultimato di recitare
la formula di consacrazione del pane, quando dall'ostia ha cominciato a fuoriuscire
il sangue e a diffondersi su buona parte della sua superficie. Per me il tempo
si è fermato e sono rimasto a lungo immobile sull'ostia, appoggiato all'altare,
a fissare il sangue divino, mentre i numerosi presenti piangevano per la commozione
e pregavano con profondo raccoglimento.
Il Sommo ed Eterno Sacerdote, operando nelle mie mani il più grande miracolo
eucaristico della Storia della Chiesa, dopo avermi ordinato vescovo, ha voluto
mettere il suo sigillo divino sulla mia ordinazione episcopale e dimostrare
che è di origine divina e non umana.
L'autorità ecclesiastica può proibire a Dio di fare ciò
che vuole? No!
Inoltre i vertici della Congregazione della Dottrina della Fede e del Vicariato
di Roma hanno considerato l'Eucaristia che ha sanguinato "un pezzo di pane"
e la fuoruscita del sangue dall'ostia da me consacrata "un intervento diabolico".
Di conseguenza, poiché hanno profanato l'Eucaristia, sono incorsi nella
scomunica latae sententiae riservata alla Sede Apostolica (can. 1367)
e, poiché hanno attribuito al demonio ciò che è opera di
Dio, hanno peccato contro lo Spirito Santo.
La dimissione dallo stato clericale è espressamente prevista dalla normativa,
e può essere inflitta solo se il chierico ha commesso uno dei delitti
indicati nei cann. 1364, 1367, 1370 §1, 1387, 1394 §1, 1395. Poiché,
come è facile dimostrare, non ho commesso nessuno dei delitti previsti
dal C.I.C., il Card. Ratzinger, il Card. Ruini e Mons. Bertone, artefici della
mia dimissione dallo stato clericale, hanno commesso un atto moralmente illecito
e giuridicamente invalido, perché hanno abusato della loro autorità,
sono andati contro il C.I.C. e soprattutto, condannando un innocente, hanno
gravemente mancato alla carità e offeso la verità.
Carissimo confratello, non le chiedo di prendere le mie difese, perché
il Signore, come ha promesso, interverrà per abbattere i potenti dai
loro troni ed innalzare gli umili, ma di impedire che il Santo Padre faccia
una brutta figura di fronte alla Chiesa e alla Storia.
Se informerà il Papa di quanto i suoi collaboratori hanno tramato alle
sue spalle, dimostrerà di amarlo veramente e di servirlo fedelmente;
se tacerà, incorrerà nel severo giudizio di Dio e nella dura disapprovazione
dei due immediati e legittimi successori di Giovanni Paolo II.
Il Signore l'illumini e le dia la forza e il coraggio di difendere il Papa.
L'affido alla protezione di Maria, Madre dell'Eucaristia.
La saluto cordialmente nel Signore.
Roma, 6 gennaio 2003
Festa dell'Epifania del Signore
+ Claudio Gatti
Vescovo Ordinato da Dio
Vescovo dell'Eucaristia
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