MOVIMENTO IMPEGNO E TESTIMONIANZA
"MADRE DELL'EUCARISTIA"
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Beatissimo Padre,
dopo tre anni mi rivolgo di nuovo a V. S. per chiederle umilmente e fiduciosamente
di dedicare un po' del suo prezioso tempo a riesaminare il mio caso per riammettermi
nel Clero, perché questa è la volontà di Dio.
Della mia dimissione dallo stato clericale esiste solo una comunicazione, fattami
dal card. Ruini, con lettera raccomandata, datata 5 Novembre 2002, prot. N.
1466/02.
Questo è il testo della lettera inviatami dal card. Ruini che non ha
nessun valore giuridico: Il 18 ottobre 2002 il Sommo Pontefice Giovanni Paolo
II, nell'udienza concessa al Cardinale Prefetto della Congregazione per la dottrina
della fede, ha disposto la sua immediata dimissione dallo stato clericale "ex
officio et in poenam, cum dispensatione ab omnibus oneribus e sacris Ordinibus
manantibus. La decisione pontificia è da considerarsi inappellabile".
Il 16 Novembre mi è stata recapitata la suddetta lettera e mi è
stato sufficiente leggere il nome del mittente per comprendere immediatamente
qual'era il suo contenuto. Infatti da diversi anni Gesù e la Madonna,
come documentano molte lettere di Dio già pubblicate, mi avevano preparato
a ricevere e sopportare l'ingiusta condanna che hanno definito: "ultimo
colpo di Satana".
Satana lotta contro la Chiesa e perseguita personalmente o per mezzo dei suoi
affiliati coloro che hanno ricevuto da Dio importanti missioni da svolgere.
Con la lettera chiusa in mano, mi sono recato immediatamente davanti al Crocifisso,
mi sono inginocchiato e ho chiesto al mio Signore la forza e la grazia di sopportare
il colpo diabolico che nei piani divini rappresentava la mia morte morale. Poi
ho aperto la busta e mentre leggevo il suo contenuto "la mia anima era
triste da morire" (Mt. 26,38). Ho assaporato infatti alcune gocce del calice
che Gesù ha bevuto nel Gethsemani.
Terminata la lettura della lettera, ho mormorato: "Grazie, mio Dio, perché
mi hai considerato degno di soffrire per il trionfo dell'Eucaristia nel mondo
e per la rinascita della Chiesa. Nessuno mi può separare dal tuo amore
nè mi può privare del carattere sacerdotale. Quando, alla mia
morte, mi presenterò davanti a Te, ti mostrerò che è bagnato
dal mio sangue".
Pronunciata questa preghiera, ho sentito inondare il mio cuore dalla pace e
dalla serenità, tanto è vero che tutte le persone che sono venute
per confortarmi, come ha fatto l'angelo con Gesù (Lc. 22,43), hanno capito
che erano state precedute dal Signore.
Comunque non posso assolutamente pensare che due Papi: Giovanni Paolo II e Benedetto
XVI hanno gravemente mancato alla carità, offeso la verità e trasgredito
il C.I.C.; per me è assurdo.
Certamente altri, non sta a me indicarli anche se conosco i loro nomi, hanno
organizzato il complotto diabolico per ridurmi allo stato laicale, perché
secondo loro la mia presenza nel Clero era sgradita ed inopportuna in quanto
potevo intralciare i loro piani ed impedire loro di raggiungere gli squallidi
fini e i bassi interessi che stavano inseguendo da tempo e dei quali, per rivelazione
soprannaturale, ero a conoscenza.
Santità, condivido pienamente quanto ha scritto, pochi giorni prima di
essere eletto Papa, commentando la nona stazione della Via Crucis, celebrata
al Colosseo, alla quale si è unito per l'ultima volta Giovanni Paolo
II: "Ma non dobbiamo pensare anche a quanto Cristo debba soffrire nella
sua stessa Chiesa? Quante volte celebriamo soltanto noi stessi senza neanche
renderci conto di Lui! Quante volte la Sua parola viene distorta e abusata.
Quanta sporcizia c'è nella Chiesa, e proprio anche tra coloro che, nel
sacerdozio, dovrebbero appartenere completamente a lui. Quanta superbia, quanta
autosufficienza".
Comunque quanto hanno costruito quei signori con la menzogna e con l'inganno
crolla davanti alla forza della verità.
Tutti sanno che la dimissione dallo stato clericale può avvenire ex officio,
cioè senza il consenso dell'interessato, ma non può essere stabilita
per legge particolare (can. 1317) e, poichè è una pena perpetua,
neanche per decreto (can. 1342§2). Deve essere dichiarata solo per via
giudiziale da un tribunale di tre o cinque giudici. (can. 1425)
Si può facilmente riscontrare che nessun tribunale ecclesiastico ha esaminato
il mio caso e tantomeno emesso un giudizio di condanna nei miei confronti.
Il card. Ruini ha scritto che la mia dimissione dallo stato clericale è
stata disposta e firmata da Giovanni Paolo II. Chi possiede il decreto pontificio?
Perché non mi è stato mai mostrato, pur avendolo chiesto molte
volte? Perché il card. Ruini non ha allegato alla sua comunicazione almeno
una fotocopia autenticata del decreto?
L'unica risposta intelligente è: perché non esiste nessun documento
firmato da Giovanni Paolo II.
Inoltre sempre il card. Ruini mi ha comunicato che la dimissione dallo stato
clericale mi è stata inferta "in poenam".
Il C.I.C. stabilisce che tale pena può essere inflitta solo se il chierico
ha commesso uno dei delitti indicati nei cann. 1364, 1367, 1370§1, 1387,
1394§1, 1395.
Quale di questi delitti ho commesso? Come mai il card. Ruini non mi imputa d'averne
commesso neanche uno?
Anche la risposta a queste domande è semplice: non ho commesso nessun
delitto e nessuno può provare il contrario. Di conseguenza posso gridare
davanti a tutta la Chiesa che sono innocente e che nei miei riguardi è
stato commesso un vero e proprio abuso di potere.
La mia innocenza è proclamata soprattutto da Dio che ha operato nelle
mie mani il più grande, importante, eclatante miracolo eucaristico dei
185 avvenuti nel luogo taumaturgico.
Il giorno 11 Giugno 2000, festa di Pentecoste, avevo appena ultimato di recitare
la formula di consacrazione del pane, quando dall'ostia ha cominciato a fuoruscire
il sangue e a diffondersi su buona parte della sua superficie. Per me il tempo
si è fermato e sono rimasto a lungo immobile sull'ostia, appoggiato all'altare,
a fissare il sangue divino, mentre i numerosi presenti piangevano per la commozione
e pregavano con profondo raccoglimento.
Accludo alla presente la documentazione fotografica del suddetto miracolo eucaristico.
Se gli uomini non provvederanno a riparare la grave ingiustizia commessa nei
miei riguardi, interverrà di nuovo Dio per ristabilire la verità
e dimostrerà ancora una volta che "gli ultimi saranno i primi".
(Mc. 10,31)
Santità, lei ha il potere di legare e sciogliere, per cui la soluzione
positiva di questa dolorosa storia è nelle sue mani.
Mentre mi inchino a baciare l'anello del Pescatore, invoco su di me e su quanti
amano Gesù Eucaristia e la Madre dell'Eucaristia la sua apostolica benedizione.
Roma, 13 maggio 2008
Festa della Madonna di Fatima
Claudio Gatti
Sacerdote in eterno
Vescovo ordinato da Dio
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