MOVIMENTO
IMPEGNO E TESTIMONIANZAMadonna - Miei cari figli, grazie della vostra presenza. Voi sapete
che con l'ultimo miracolo Eucaristico tutto è stato compiuto e l'episcopato
è stato confermato. Nella lettera di Dio è scritto qualcosa di
forte: coloro che credono e non possono venire nel luogo taumaturgico che è
stato loro proibito, ma pregano per il vostro vescovo e per la grande missione,
un giorno verranno e si salveranno; invece coloro che non credono, calunniano
e diffamano chi è molto unito a mio Figlio Gesù non si salveranno.
Costoro continuano a dire: "Non andate lassù da quel pazzo",
così hanno definito il vostro vescovo; ma anche Gesù è
stato chiamato pazzo. Dicono con ironia: "Solo coloro che vanno lì
si salvano"; oh no, si salvano tutti coloro che credono, pregano e non
calunniano né diffamano. Sono tanti, tanti coloro che non credono e non
tacciono, e calunniano e diffamano con molta facilità. Costoro sono i
grandi uomini della Chiesa, seguiti dai loro parroci e vice parroci. Se il vescovo
sparla i sacerdoti si adeguano; se il parroco parla male, il vice parroco lo
segue.
Ebbene, costoro non potranno salvarsi, perché profanano l'Eucaristia.
Il miracolo eucaristico dell' 11 giugno 2000 è stato troppo evidente,
è avvenuto sotto gli occhi di tutti. Se vedono girare il sole, magari
per un effetto ottico, credono al miracolo, invece se vedono uscire il sangue
dall'Eucaristia durante la consacrazione nella S. Messa non si convertono. Voi
credete perché avete visto, eppure qualcuno che pure è stato presente
non crede più, ha preferito seguire il suo parroco, incredulo.
Ma come è possibile ascoltare le persone che calunniano e diffamano?
Purtroppo il vostro vescovo ancora non è compreso fino in fondo neanche
da coloro che dicono di amarlo e vengono qui ogni giorno. Voi non potete capire
il suo grado di preparazione, il suo sacrificio e il suo studiare; Don Claudio
si chiude nel suo studio per darvi il più possibile, perché vuole
portarvi alla santità. Ha composto novene e preghiere e quando è
il momento di recitarle insieme, nessuno ha il foglio in mano. Questa è
una grave mancanza di rispetto: voi non avete compreso quanto vi dà il
vostro vescovo, quante ore trascorre a prepararsi e a studiare per darvi il
meglio; nessun sacerdote fa questo, nessuno impiega ore nel prepararsi per dare
tutto alle anime. Ogni volta che vengono qui dei gruppi sento dire: "Beati
voi che avete un vescovo così preparato e disponibile". Voi che
lo avete non lo apprezzate. Avete un amore fiacco, molto debole. Anche quando
ascoltate i messaggi, al momento vi commuovete, ma poi quando uscite tutto è
finito e ricominciano l'invidia, la gelosia e il pettegolezzo.
Il grande miracolo Eucaristico dell'11 giugno è conosciuto in ogni parte
del mondo. Perché la maggior parte degli stranieri crede, mentre gli
italiani continuano a parlarne male? Come può il demonio vincere Dio?
Non è più forte di tutti? Non può fare ciò che vuole?
Non può prendere il vostro vescovo e innalzarlo? Non può agire
come vuole con tutti gli uomini di buona volontà, con coloro che amano
veramente? Gioite, rallegratevi, cantate, perché chi segue questo cammino,
chi fa ciò che il vescovo dice, e Dio parla in lui, ha la strada preparata
per il Paradiso, per la santità.
Questa lettera di Dio è molto importante. Chi viene qui e poi pettegola
non si comporta da vero cristiano. Le persone che frequentano questo luogo sono
sempre le stesse, le altre non vengono, pur avendo letto tutte le lettere che
sono state inviate, perché il Vicario del Papa ha proibito di venire;
ha detto che ciò che avviene qui è frutto di magia e di intervento
diabolico. Per paura tutti stanno sull'attenti, nessuno si fa avanti per contraddire
il cardinale, pensando e dicendo: "Dio parla in lui". Dio può
parlare a uno che ha profanato l'Eucaristia? Non dimenticate mai che il Vicario
del Papa ha ordinato di buttare l'Eucaristia che ha sanguinato e ha pronunciato
questa frase: "È tutto un fenomeno da baraccone, è effetto
del demonio. Loro sono indemoniati". Esattamente come hanno trattato mio
Figlio Gesù, così si sono comportati con il vostro vescovo. Prima
accusavano la veggente e dicevano che era pazza, eretica, scismatica, indemoniata,
ora accusano il vescovo. Che cosa scatta in queste persone? La gelosia, l'invidia
e la paura che tutte le persone si rivolgano al vostro vescovo e vengano qui.
Ma la gente arriverà qui, anche se impreparata, perché nessuno
ha parlato loro dell'Eucaristia. Nessuno parla loro in termini molto semplici
e comprensibili della Trinità.
Voi avete ricevuto tanto. Ricordatevi: più si riceve, più si deve
dare. Se ricevete dieci dovete dare cento. Invece ricevete e date uno; no, questo
non è per il Signore.
Questa è la lettera di Dio, alla quale la vostra Mamma ha aggiunto qualcosa.
Amate, amate, amate, amate, amate, amate. L'amore vince ogni cosa, ma l'amore
vero, semplice, sincero e leale. Allora sarete veramente figli di Dio.
Coraggio, Eccellenza, la Trinità e la Madre dell'Eucaristia sono con
voi. La Madre dell'Eucaristia è con voi. Il piccolo è qui vicino
a me e prega per i suoi genitori".
Invitiamo tutti a leggere attentamente questa lettera di Dio, perché
descrive con precisione l'atteggiamento dell'autorità ecclesiastica nei
riguardi delle grandi opere di Dio: i miracoli eucaristici e l'ordinazione episcopale
di Don Claudio .
Gli uomini della Chiesa per gelosia, per invidia e per paura che tutte le persone
che si rivolgano al vescovo, hanno continuato a deriderlo, a umiliarlo, a calunniarlo
e a condannarlo.
Alcuni sacerdoti di Roma hanno affermato pubblicamente che Don Claudio "Ha
fatto una Chiesa sua personale".
Ribadiamo che una delle sofferenze più grandi del vescovo è essere
accusato di rovinare la Chiesa.
Invece sono i nemici dell'Eucaristia, quelli che occupano posti di responsabilità
ed hanno accumulato molto denaro ed enorme potere, a lavorare nell'ombra e sotto
traccia per spaccare la Chiesa. Hanno emarginato il Papa a cui scrivono i discorsi
ed impongono le nomine.
Dio continua a pazientare e a rimandare i suoi interventi, vuole che almeno
tre miliardi e mezzo di uomini si convertano ed almeno la metà dei sacerdoti
si salvi.
La campagna denigratoria organizzata dal Vicariato ha portato i suoi frutti;
difatti le persone che vengono a pregare nel luogo taumaturgico sono diminuite.
È stato triste vedere la notte e il giorno di Natale molti banchi vuoti,
a differenza degli scorsi anni.
Gesù ha evidenziato questa dolorosa situazione: "Nelle nazioni straniere,
negli altri stati siete conosciuti ed amati, mentre qui, in Italia, dove imperano
gelosia ed invidia, bruttissime malattie, siete combattuti. Credono, imprimilo
nella mente, Eccellenza, al grande miracolo, perché nessuno può
dubitarne. Anche coloro che ti danno battaglia ogni giorno credono al grande
miracolo, ma poiché scatta in loro la gelosia e l'invidia vogliono distruggere
questo luogo taumaturgico.
Siete pochi a frequentarlo: per voi questo è un Natale di sofferenza,
però dovete essere forti". [21]
La notte di Natale la Madre dell'Eucaristia ha parlato di un grave problema
che dovrà essere risolto dal nuovo Codice di Diritto Canonico, che sarà
promulgato dal futuro Papa che Marisa vede spesso a fianco della Madonna.
"A nessun sacerdote può essere tolta la S. Messa senza un motivo
grave. Molti sacerdoti, per nulla, per ripicca o per vendetta vengono sospesi.
I sacerdoti devono celebrare sempre la S. Messa; tutti i sacerdoti sospesi a
divinis devono dire la S. Messa, se non ci sono motivi molto gravi". [22]
Il giorno di Natale siamo stati gli unici in tutto il mondo a godere dell'apparizione
della Madonna, come ella stessa ha affermato: "Oggi non appaio in nessun
altro posto del mondo. Non ho cercato la massa, le migliaia di persone, ho cercato
voi, perché Dio mi ha detto: "Vai da quel piccolo gregge nel luogo
taumaturgico, in quella basilica fatta non di muri, non di tende, ma di anime
che amano mio Figlio Gesù Eucaristia"". Sempre il giorno di
Natale, Dio, attraverso la Madonna, ci ha comunicato che aveva rimandato la
chiusura della nostra Porta Santa. "Approfittatene per lucrare l'indulgenza,
le indulgenze sono importanti", questo è stato l'incoraggiamento
della Mamma Celeste.
Nell'ultima lettera di Dio dell'anno 2000 la Madonna ci ha aperto il suo Cuore
e manifestato il suo forte dolore: "A volte, Marisella, non ho il coraggio
di venire sulla Terra, perché soffro nel vedere tante ingiustizie, tante
cattiverie, nel vedere quanti miei figli prediletti non amano Gesù. Le
grandi chiese potrebbero vendere il loro oro e i tesori per curare, sfamare
e vestire i poveri.
Quando ti ho portata con me per accudire i bambini, tu hai visto in quale miseria
vivevano e quanti morivano nella nostre braccia". [23]
La Mamma ha voluto donare ai suoi figli una nota di speranza e di gioia: "Quando
dovrò venire per portare la lieta novella, la grande novella, non aspetterò
neanche un'ora, né un minuto, ma arriverò come il vento impetuoso".
[24]
È iniziato il nuovo millennio, è iniziato il nuovo secolo, è
iniziato il nuovo anno.
Il terzo millennio, a differenza dei precedenti, sarà "intensamente
eucaristico". Anche se coloro che avrebbero dovuto servire la Chiesa, l'hanno
devastata e depredata, non potranno impedire la realizzazione dei disegni e
degli interventi di Dio.
La Chiesa dopo la prova e la sofferenza rinascerà, i nuovi pastori la
governeranno con spirito di servizio, i fedeli conosceranno la Parola di Dio
ed ameranno l'Eucaristia.
La prima raccomandazione della Madre dell'Eucaristia all'inizio del nuovo anno
è stata: "Pregate, affinché la Chiesa si rinnovi. Dio manterrà
la sua promessa". Poi ha descritto l'attuale triste situazione della Chiesa.
Ci ha confidato che in un primo momento molti uomini si sono convertiti, ma
successivamente, a causa del comportamento scandaloso dei sacerdoti, sono regrediti
spiritualmente. Ha citato il caso del cardinale di Napoli che "è
stato assolto perché gli uomini della Chiesa hanno un potere più
forte persino di quello dei politici. Molte persone non hanno creduto in lui,
gli hanno dato credito e lo hanno fatto solo per denaro e per interesse".
Ha ribadito l'importanza degli incontri biblici: "Ciò che oggi conoscete,
pochi anni fa lo ignoravate". Per questo motivo "oggi voi ne sapete
più di tanti sacerdoti e siete all'altezza di poter parlare e colloquiare
con coloro che hanno studiato teologia. I fedeli di fronte agli scandali provocati
dai sacerdoti dicono: "Se loro si comportano male, perché io dovrei
comportarmi bene?" e si ritirano". [25]
Il nuovo anno ha visto il vescovo particolarmente affranto: "Lo so che
sei giù, mio caro vescovo, e so che la sofferenza morale è più
dura di quella fisica, ma se tu crolli, crollano i tuoi giovani e insieme a
loro il piccolo gregge. Questi momenti di scoraggiamento arrivano, è
naturale".
Il vescovo soffriva a causa della campagna denigratoria organizzata dal Vicariato
e dai sacerdoti di Roma: molte persone difatti avevano abbandonato la comunità
e intorno ad essa si stringeva sempre più un cerchio di ostilità
e cattiveria.
La festa liturgica dell'Epifania commemora la venuta dei Magi "da oriente
a Gerusalemme per adorare il re dei Giudei" (cfr. Mt 2, 1-2).
Quest'anno il 6 gennaio, festa dell'Epifania, sono venuti nel luogo taumaturgico
dall'estremo oriente, esattamente da Hong Kong, una ventina di cinesi per adorare
l'Eucaristia che ha sanguinato. I Magi hanno affrontato un lungo viaggio per
adorare il Re dei Giudei e i sacerdoti non hanno neanche fatto pochi chilometri
per andare a rendere omaggio al Messia. I fedeli per adorare l'Eucaristia che
ha sanguinato sono venuti da molto lontano e i sacerdoti di Roma non si sono
schiodati dalle loro poltrone per compiere lo stesso gesto.
Nel discorso d'accoglienza il vescovo ha sottolineato questa coincidenza e ha
trasfuso in cuori già aperti alla grazia un forte amore all'Eucaristia.
Diversi membri della comunità hanno dimostrato una certa insofferenza
e un notevole dispiacere per il modo con cui è trattato il nostro vescovo
dai suoi confratelli e sono arrivati a chiedersi: "Come mai nella riunione
dei vescovi non viene invitato l'unico vescovo ordinato da Dio dopo Pietro e
gli apostoli?". Gesù ha risposto a questa domanda in modo un po'
sibillino, solo per chi non conosce certi segreti: "Godete di questo momento
silenzioso, perché arriverà il giorno in cui non riuscirete neanche
a vedere il vostro vescovo". [26]
Alcuni parroci che hanno sentenziato: "La Madonna non può essere
Madre dell'Eucaristia, altrimenti dovrebbe essere Madre anche degli altri sacramenti",
sono stati zittiti da una risposta intelligente ed ironica dei membri della
nostra comunità: "La Madonna è Madre di Cristo, non dell'acqua
o dell'olio".
Il demonio ha continuato a tentare Marisa in tutti i modi ed è arrivato
anche a percuoterla duramente. L'undici gennaio, dopo il S. Rosario, è
apparso sotto le vesti della Madonna a Marisa con uno sguardo cattivo ed un
volto duro. Marisa ha manifestato ribrezzo ed il vescovo che era presente, compresa
la situazione, con autorità ha intimato "In nome di Dio, ti ordino
di andar via". Appena dato l'ordine sono intervenuti gli angeli a cacciarlo.
È apparsa allora la Madonna per dire: "Marisella, stai tranquilla,
non cadrai mai tra le braccia del demonio. Ti tenta in tutto e con tutto, ma
nonostante non riesci a pregare molto per la grande sofferenza, la prova e tutto
il resto, sei forte, tu ami Dio, ami Noi del Cielo".
Purtroppo diversi veggenti hanno approfittato della loro situazione per inseguire
la ricchezza e vivere nella comodità e nel lusso. Alcuni di loro sono
arrivati a far credere di avere ancora le apparizioni della Madonna, pur essendo
terminate.
Questo ha detto la Madre dell'Eucaristia il 14 gennaio: "Vi invito a pregare
anche per i veggenti, che cercano di avere la ricchezza e il lusso e non danno
nulla. Alcune persone non più veggenti sono però seguite da tanta
gente a causa delle loro continue dichiarazioni: "La Madonna ha detto di
fare questo o quello", mentre io non ho detto nulla.
Sappiatelo, se qualcuno vuole fare qualcosa non lo chieda a nome della Madonna;
lo so che è più facile chiedere a nome mio, ma voi non fatelo
mai".
Abbiamo saputo che alcuni vescovi, seguendo l'esempio del card. Ruini, hanno
proibito ai loro sacerdoti di avere qualsiasi rapporto con Don Claudio.
È doloroso ammettere che i sacerdoti hanno rispettato l'ordine ricevuto
per paura o per interesse ed hanno sbandierato a destra e a sinistra di aver
ubbidito al loro vescovo. Invece non solo non hanno praticato la virtù
dell'obbedienza, ma hanno anche mancato gravemente a quella della carità.
Nessun superiore può imporre per ubbidienza di mancare alla carità;
in questo caso bisogna ignorare gli ordini ricevuti.
Uno dei bersagli che i nemici dell'Eucaristia si sono proposti di abbattere
è la verginità di Maria.
Il vescovo e la veggente da tempo erano stati informati dalla Madonna di questa
battaglia sotterranea portata avanti con tenacia e pervicacia da diversi ecclesiastici.
I membri del Movimento sono rimasti allibiti quando la Madonna ha detto: "Dopo
duemila anni ancora oggi l'uomo non crede alla mia verginità. Vogliono
togliere dalla preghiera dell'Ave Maria le parole: Benedetto il frutto del tuo
grembo, Gesù. Dopo duemila anni di storia continuano a combattermi. Non
mi sento di dire il motivo di questa lotta contro la mia verginità. Io
sono stata vergine prima, durante e dopo il parto, come dite giustamente nelle
sante litanie che il vostro vescovo ha composto: Madre sempre vergine di Dio
Figlio". [27]
Nella stessa apparizione la Madre dell'Eucaristia ha parlato ancora della sofferenza
del vescovo e della veggente: "Continuano a fare il loro dovere stringendo
i denti, anche piangendo e lamentandosi con Colui che è tutto per loro.
Continuano ad abbracciare questa croce così pesante, così piena
di spine e di dolore". Ma in mezzo a tante tenebre è spuntato un
raggio di sole, in mezzo a tanto fango è sbocciato un giglio, fra tante
spine una rosa. Infatti il 21 gennaio è nato Emanuele, il figlio di Yari
e Laura, due giovani della nostra comunità, il primo è nipote
della veggente e la seconda del vescovo.
Il 25 gennaio Marisa ha presentato il nipotino alla Madonna che ha rivolto un
particolare messaggio ai genitori e poi ha detto all'intera comunità:
"Andate avanti, accettate la grande prova di Dio con amore e sofferenza,
perché la vita del pianeta Terra riserva dolori, ma anche gioie, come
la nascita di Emanuele, Dio con noi. Oggi, fra voi, avete una nuova creatura.
Non potrà seguire l'incontro biblico, e non potendo parlare con i grandi
parlerà con gli angeli. Gli angeli colloquiano con i bimbi appena nati".
Marisa che ha continuato a patire la passione, in bilocazione assieme alla Madonna
è andata in diversi ospedali, anche di Roma, a visitare e confortare
gli ammalati.
Ma l'ultimo giorno del mese di gennaio è stata costretta ad entrare in
ospedale per accertamenti clinici. Poiché l'attesa degli interventi di
Dio si era allungata e i membri della comunità cominciavano a mostrare
una certa insofferenza e delusione, la Madre dell'Eucaristia è intervenuta
per infondere nuova forza e coraggio: "È inutile domandarsi perché
l'attesa è così lunga. I perché di Dio non si possono comprendere,
ma sicuramente da una grande amarezza, da una grande delusione, da una grande
sofferenza nascerà la gioia. Credetemi, Dio non ha mai deluso nessun
uomo della Terra, specialmente i suoi figli". [28]
Finalmente hanno cominciato a verificarsi nuove conversioni. "Oggi ho detto
alla vostra sorella che si sono convertiti venticinque milioni di anime. La
vostra vittoria si avvicina, secondo i tempi di Dio. Si sono salvate venticinque
milioni di anime per le sofferenze dei miei due cari figliolini, della nonna
Iolanda e di qualche altra piccola anima che ha sofferto e soffre in silenzio".
[29]
Pochi giorni dopo la Madre dell'Eucaristia ci ha comunicato che si erano convertite
altri cinque milioni di anime. "Le conversioni sono arrivate a trenta milioni,
grazie alle grandi tribolazioni di alcune persone e per i vostri sacrifici e
preghiere. Piano piano vi avvicinate al traguardo stabilito da Dio". [30]
Nella stessa circostanza abbiamo conosciuto un'altra consolante realtà:
"Alcuni sacerdoti hanno cominciato ad accettare in pieno tutto ciò
che Dio ha fatto in questo luogo; hanno compreso finalmente che Dio può
fare ciò che vuole e realizzarlo in questo luogo".
Non sappiamo se tra questi sacerdoti ci siano anche alcuni di Roma; lo speriamo
vivamente.
Il 18 febbraio abbiamo celebrato il quinto anniversario del miracolo eucaristico
offeso e ridicolizzato dai mass-media, per ordine di alcuni ecclesiastici massoni.
Quel giorno a Marisa era stata consegnata un'ostia consacrata, sottratta alla
profanazione, che noi conserviamo ancora e che non mostra, dopo più di
cinque anni, nessun segno di decomposizione.
La Madonna ha voluto commemorare il miracolo eucaristico ed altri eventi che
l'hanno preceduto e seguito.
"Ricordate ciò che è avvenuto il 18 febbraio 1996: prima
la vostra sorella, ubbidendo a Dio, ha mangiato l'erba, poi è scesa la
Trinità ed infine l'ostia si è adagiata nelle sue mani. Tutti
avete goduto di questo, ma alcuni uomini, non in grazia, hanno immediatamente
calunniato e diffamato. Oggi voi festeggiate questo miracolo eucaristico, ma
quante sofferenze avete sopportato per l'Eucaristia!".
Il 19 febbraio, previa telefonata, la giornalista De Marchi della redazione
di "Miracoli" di Rete 4 è venuta a parlare con il vescovo,
la veggente ed alcuni giovani "di quanto di straordinario e di miracoloso
era avvenuto a via delle Benedettine".
L'intervista è stata lunga. Hanno parlato tutti i presenti ed il vescovo
si è fermato in special modo ad illustrare il miracolo dell'11 giugno
2000, avvenuto mentre celebrava la S. Messa. Ha rilasciato alla giornalista
anche la videocassetta che riprende il citato miracolo.
La giornalista ha fatto domande intelligenti, ha ascoltato con attenzione le
risposte, ha scritto tutto nel suo taccuino ed ha terminato così: "Non
dipende da me mandare in onda il servizio, ma dal direttore".
Il giorno dopo la giornalista ha telefonato al vescovo per dirgli che al responsabile
della trasmissione "Miracoli", sig. Vigorelli, non interessava trasmettere
dei servizi sui miracoli eucaristici. Era una scusa puerile, dato che alcune
settimane dopo proprio il sig. Vigorelli ha trasmesso dei servizi che riproducevano
miracoli eucaristici accaduti in Corea ed in India.
Il vero motivo era da attribuirsi ad uno degli esperti teologi che collaborano
con Vigorelli, che è un dichiarato nemico e denigratore dei miracoli
eucaristici avvenuti a via delle Benedettine.
La Madre dell'Eucaristia ha fatto un paragone tra la nostra attesa, di appena
un anno, e la lunga attesa che riguarda il terzo segreto di Fatima, non ancora
rivelato integralmente.
"Miei cari figli, il momento di Dio è vicino, secondo i suoi tempi.
Voi sapete benissimo che nel 1917 Dio aveva detto che doveva accadere qualcosa
di molto grande, ma non si è verificato ancora tutto. Questo anche perché
il messaggio di Fatima non è stato rivelato integralmente, sono stati
nascosti i punti più importanti. Diversi papi hanno avuto il segreto
in mano e non l'hanno rivelato. Il segreto non consiste in ciò che hanno
voluto far sapere.
Quanti anni sono passati e si continua ancora a falsificare il tutto, mentre
voi attendete solo da un anno qualcosa di grande e bello". [31]
La Madonna ha elogiato il nostro vescovo per il suo distacco dal denaro: "Il
vostro vescovo non si è arricchito con le apparizioni, ha mantenuto la
vita semplice e nascosta di prima. Gli apostoli sono rimasti umili, semplici,
poveri, hanno continuato a vivere la stessa povertà di quando erano pescatori
e gabellieri". [32]
Sempre nella stessa occasione la Madonna ha detto che purtroppo molti veggenti
si sono arricchiti con le apparizioni ed anche i sacerdoti, i vescovi e i cardinali
pensano ad accumulare denaro.
La Madre dell'Eucaristia ha terminato così il suo sfogo materno: "Questo
modo di comportarsi non è bello, nè cristiano, non è lo
stile di vita che mio Figlio Gesù ha insegnato a Papa Pietro".
La sofferenza ha accompagnato Marisa per l'intero mese. Nulla le è stato
risparmiato; i dolori fisici, morali e soprannaturali l'hanno schiacciata e
distrutta. Ha ripetuto, mentre viveva la passione, insieme al suo divin sposo:
"Mio Dio, mio Dio, perché mi hai abbandonato?" e subito dopo
"Sia fatta la Tua volontà, mio Dio".
Nel mese di marzo le conversioni delle anime hanno registrato una notevole accelerazione,
propiziata dalla grandissima sofferenza del vescovo e della veggente e condivisa
da tutta la comunità. Nello stesso mese abbiamo cominciato a preoccuparci
molto della salute del vescovo, notando l'insistenza con la quale la Madonna
e S. Giuseppe chiedevano a Don Claudio di curarsi, di risparmiarsi e a noi di
pregare. A Marisa il Signore ha chiesto di vivere più frequentemente
e intensamente la passione. Il vescovo ha confessato che ogni volta in cui ha
assistito Marisa durante la sudorazione di sangue del Getsemani, la crudele
flagellazione, l'incoronazione di spine, la perforazione dei chiodi, il colpo
di lancia e l'agonia della croce, è restato sconvolto per l'atrocità
dei dolori.
Mentre questo oceano di sofferenza si abbatteva sulla vittima d'amore, dalle
sue labbra uscivano queste parole: "Grazie, Gesù".
San Padre Pio, come lo chiama la Madonna, ha evidenziato la grande sofferenza
del vescovo e della veggente: "Sorellina mia, io, che sono il tuo fratellone,
ho sofferto molto meno di te, e anche molto meno di te, Eccellenza. Ciò
che state facendo voi per la Chiesa, non lo fa nessuno, tanto meno i grandi
uomini della Chiesa; nessuno ama veramente la Chiesa di Dio. Voi che l'amate
soffrite; perché amare la Chiesa significa soffrire". [33]
La Mamma Celeste ha incoraggiato Don Claudio e Marisa: "Coraggio, miei
due cari figliolini. Gesù non è morto invano, Gesù ha vinto
il mondo e voi vincerete il mondo. Dovete accettare questo lungo silenzio di
Dio, avere amore e pazienza, perché Lui non delude". [34]
Il 3 marzo abbiamo assistito ad un meraviglioso colloquio tra Madre e figlia,
dal quale traspare il grande amore, pronto all'estremo sacrificio, di Marisa
nei riguardi del fratello spirituale.
Madonna - La passione che hai vissuto in questi giorni è forte.
Se tu sapessi quante anime si convertono per le tue sofferenze.
Marisa - Posso dire una cosa?
Madonna - Tanto la dici sempre.
Marisa - Tutte a me le sofferenze? Facciamo un po' per uno? Non parlo
di condividerle con il vescovo, ne ha già tante da solo. Se vuoi io posso
offrire di nuovo la vita per lui. Però sollevalo un po', aiutalo, dagli
un po' di forza. Non ti chiedo tanto, chiedo solo che lo aiuti. Ma non ti fa
pena? Non vedi come sta?
Madonna - Io vedo come tu lo guardi e controlli tutto. Questo è
bello, ma non farti notare dal vescovo. La sua missione è talmente grande
che a volte le forze gli vengono a mancare. Ha bisogno del vostro aiuto, ha
bisogno dei fratelli vicini".
La Madre dell'Eucaristia ha accolto la nuova offerta di Marisa di immolarsi
per il vescovo. Infatti durante tutta la notte Marisa ha percorso il tragitto
dal Getsemani al Calvario, bevendo fino in fondo l'amaro calice del dolore.
Il vescovo l'ha assistita pregando e soccorrendola come poteva. La luce è
rimasta accesa in camera di Marisa tutta la notte e le prime luci dell'alba
hanno sorpreso il vescovo dell'Eucaristia e la vittima dell'Eucaristia mentre
offrivano a Dio il sangue uscito e le lacrime sgorgate.
"Il sangue dei martiri è seme di nuovi cristiani", ha scritto
Tertulliano, ed è vero. Infatti la Madre dell'Eucaristia ha comunicato
alla vittima d'amore: "Marisella, questa notte hai salvato undici milioni
di anime. Miei cari figli, vi invito a pregare per lei, affinché ogni
giorno riesca ad accettare la croce che è molto pesante. Durante questa
santa Quaresima continuerò a chiedervi preghiere per la grande missione.
A voi sembra che tutto sia fermo, ma la grande missione dei miei due cari figliolini
è in atto". [35]
Ciò che ci ha sorpreso e meravigliato in ogni momento è stato
il constatare come il vescovo e la veggente, nonostante siano colpiti da continue
cattiverie, calunnie e menzogne, ricevano duri colpi dai più potenti
uomini della Chiesa e vivano nell'isolamento completo, voluto dal card. Ruini,
riescono a mostrare sempre un equilibrio incredibile, una lucidità perfetta
e una serenità invidiabile.
Chiunque vivesse come Don Claudio e Marisa manifesterebbe certamente depressione
e squilibrio. Questo è il segno che Dio è con loro.
Noi abbiamo sempre notato in loro serenità, forza di combattere, scherzare
e ridere, anche se a volte la sensazione che tutto fosse crollato o stesse crollando
è stata molto forte.
La vigilia dell'anniversario della sua ordinazione sacerdotale Don Claudio ha
ricevuto l'invito di partecipare all'annuale incontro dei sacerdoti compagni
di Seminario, ordinati nel 1963, presieduta dal card. Canestri, antico direttore
spirituale durante gli anni di formazione sacerdotale.
Don Claudio ha deciso di non parteciparvi per i seguenti motivi:
· ha scritto molte lettere al card. Canestri, ma non ha mai ricevuto
neanche un rigo di risposta;
· i compagni di Seminario di Don Claudio sono sempre stati molto lontani
dal nostro vescovo, non si sono fatti vivi, neanche quando è stato ingiustamente
sospeso a divinis; non hanno accettato la sua ordinazione episcopale fatta da
Dio, né il miracolo eucaristico avvenuto nelle sue mani il giorno 11
giugno 2000, festa di Pentecoste.
Con queste premesse cosa andava a fare in mezzo a persone che hanno rifiutato
trenta anni del suo sacerdozio?
Le cause di questo rifiuto sono state indicate dalla Madre dell'Eucaristia:
· paura di ritorsioni da parte del card. Ruini;
· invidia della forza, del coraggio, della notorietà nella Chiesa
dell'unico vescovo ordinato da Dio, dopo Pietro e gli apostoli.
I membri della comunità hanno accolto l'invito della Madonna: "Preparate
la festa del vostro vescovo, festeggiatelo con canti, con gioia, anche se a
volte viene voglia di piangere", e si sono attivati per preparare tutto
con amore, impegno e sacrificio.
Abbiamo fatto precedere alla festa un triduo di tre giorni di preghiera, digiuno,
fioretti e una veglia, organizzata e guidata da alcuni nostri giovani.
La notte precedente il giorno dell'anniversario è stata particolarmente
dura e sofferta per Marisa, che ha di nuovo vissuto per intero la passione.
Quando è sorto il nuovo giorno Marisa era talmente provata e sfinita
da non avere la forza di alzarsi dal letto ed è stato necessario sorreggerla
per fare anche un solo passo.
La Madonna ha fatto gli auguri al suo vescovo: "Gli auguri più sentiti
vanno al mio vescovo, al vescovo dell'Eucaristia, al vescovo dell'amore, al
vescovo dei giovani. Questi auguri sono fatti da una mamma che come voi soffre
e attende pazientemente il trionfo della verità. Auguri, Eccellenza,
da tutto il Paradiso. Ricordati che tu sei in Gesù, Gesù è
in te e siete un tutt'uno". [36]
Domenica 11 marzo abbiamo festeggiato la festa del sacerdozio, che coincide
con l'anniversario dell'ordinazione sacerdotale di Don Claudio. Per tutta la
giornata abbiamo elevato a Dio preghiere e ringraziamenti per aver donato ai
suoi figli il sacerdozio, grande sacramento che rende presente Cristo in corpo,
sangue, anima e divinità e attualizza il sacrificio della croce in ogni
tempo e luogo. Inoltre coloro che lo ricevono devono annunciare la Parola di
Dio e celebrare gli altri sacramenti.
Il 14 marzo Marisa ha avuto una grave crisi cardiaca e se non fosse intervenuto
Dio sarebbe morta. La Madonna ha detto: "Dio ha salvato questa creatura,
non per sé, ma perché c'è bisogno di lei.
Ne hanno bisogno gli uomini della Chiesa che continuano ad occupare i posti
di potere e ad accumulare denaro. Dio ha scelto questi miei due cari figli prediletti
di Roma e ha affidato loro una grande missione ricca di sofferenza. Miei cari
figli, voi non lo potete capire e non avreste potuto sopportarla. Il vostro
vescovo si chiede: "Con tanti uomini sulla Terra, perché Dio ha
scelto noi, povere creature? ", ed io dico: "Con tanti sacerdoti sulla
Terra, non ce n'è uno vicino a lui". Molti si fanno beffe di lui,
ma peccano gravemente. I miei due cari figliolini per vivere in grazia soffrono
in continuazione, piangono quando sono soli, per non farsi vedere e non pesare
sugli altri". [37]
Per far comprendere l'importanza dell'episcopato dato direttamente da Dio a
Don Claudio, la Madonna ripetutamente ha usato l'espressione "il grande
vescovo".
Il 19 marzo, giorno della sua festa, S. Giuseppe ci ha comunicato: "Oggi
sono 90 milioni le persone convertite", ed ha aggiunto "Se continuate
così, miei cari figli, credo che arriverete al numero stabilito da Dio
prima del previsto".
S. Giuseppe, il santo venerato con amore particolare dal nostro vescovo, ha
mostrato sempre sollecitudine nei riguardi di Don Claudio, fino a preoccuparsi
della sua salute: "Eccellenza, siedi per favore. Sono d'accordo con la
Madonnina che devi curarti; devi fare ciò che è consentito all'uomo,
ora basta andare avanti senza curarsi. Marisella, dico solo che il vescovo deve
curarsi, provvedere alla sua salute. È bello che si dedichi alle anime
e dia tutto sé stesso per loro, ma è molto importante la sua salute,
altrimenti non può farcela".
La Madonna ha sempre aggiornato Don Claudio e Marisa sulla reale situazione
della Chiesa e in particolare della diocesi di Roma. Il vescovo ha appreso con
dolore che diversi sacerdoti di Roma sono massoni; alcuni li conosce personalmente.
La Madre dell'Eucaristia ha ripetuto frequentemente che sono numerosi i sacerdoti
che credono nei miracoli eucaristici avvenuti nel luogo taumaturgico, ma hanno
paura di affermarlo.
Don Claudio ha avuto conferma di questo da alcuni parroci, i quali hanno fatto
sapere a Don Claudio che non vengono ad adorare l'Eucaristia che ha sanguinato,
per evitare le punizioni e le sospensioni minacciate dal card. Ruini. Don Claudio
si è limitato a commentare: "La Chiesa non ha bisogno di Don Abbondio,
ma di Padre Cristoforo".
Il 22 marzo S. Giuseppe, a nome di Dio, ci ha detto: "Dio raccomanda di
non ricevere i giornalisti, finché non lo dirà Lui. Avete ubbidito
sempre, siate ubbidienti anche in questo momento: dite di no e basta. Dio vi
ha detto che si stava tramando qualcosa sotto traccia, questa è una delle
tracce".
Per i presenti questa raccomandazione di Dio è risultata incomprensibile,
ignorando i fatti che l'avevano provocata, per il vescovo e la veggente è
suonata come chiara approvazione di quanto avevano deciso.
Il 15 marzo aveva telefonato un giornalista di Canale 5 chiedendo di parlare
con Mons. Gatti. Essendo il vescovo assente per diverso tempo, il giornalista
ha telefonato molte volte, mostrando di essere assai interessato ad un colloquio
con Don Claudio .
Dopo vari tentativi andati a vuoto, Giuseppe Di Feo, così si chiama il
giornalista, è riuscito a parlare con il vescovo, al quale in modo insistente,
ma educato, ha chiesto di permettergli di intervistarlo.
Il vescovo ha pregato il giornalista di richiamarlo dopo alcuni giorni, perché
voleva pensarci bene, prima di dargli una risposta.
Don Claudio, ci ha confessato, era assalito da questo sospetto: come mai Canale
5, che aveva preparato un servizio televisivo corredato con riprese del luogo
taumaturgico, con materiale offerto da noi e con interviste rilasciate da lui,
da Marisa e da alcuni giovani e adulti, non aveva più trasmesso nulla,
pur avendoci assicurato l'autorizzazione del direttore, mentre ora tornava alla
carica?
Poiché non conosceva la trasmissione "Link" che doveva ospitare
il servizio televisivo che ci riguardava, ha chiesto ai nostri giovani di fare
una ricerca su Internet per raccogliere informazioni.
Ciò che gli hanno riferito i nostri giovani ha definitivamente convinto
il vescovo a non rilasciare l'intervista, né permettere riprese televisive.
Il motivo? Link è una trasmissione che cura anche servizi erotico-sessuali.
Don Claudio, quando il giornalista ha richiamato, gli ha detto chiaramente che
per il motivo sopraccitato era da escludere che egli o qualsiasi altro membro
della comunità rilasciasse interviste.
La prudenza di Don Claudio ha evitato che cadessimo nel tranello organizzato
da massoni, ad insaputa del giornalista, per buttare discredito sui miracoli
eucaristici avvenuti nel luogo taumaturgico. Così si spiega la raccomandazione
di Dio, trasmessa da S. Giuseppe, "di non ricevere i giornalisti, finché
non lo dirà Dio".
Ed ora iniziamo a parlare di una delle sofferenze più difficili patite
dal vescovo e dalla veggente: l'ingiusta condanna fatta dal vertice della C.E.I.
nei loro riguardi.
Il card. Ruini, approfittando del suo ruolo di presidente della C.E.I., ha mandato
a tutti i vescovi d'Italia un comunicato ufficiale della C.E.I., datato 12 gennaio
2001, pochi giorni dopo il rinnovo del suo mandato per la terza volta, con il
quale ha di nuovo condannato il vescovo, la veggente e il movimento (Allegato
n. 1).
La Madonna, a nome di Dio, ha detto: "Il comunicato è pieno di falsità.
Hanno raggirato tutto pur di farvi chiudere, di stancarvi, di portarvi alla
morte. Ma io già vi ho detto che non riusciranno a portarvi alla morte,
perché Noi siamo con voi. Il card. Ruini ha molto gioito firmando il
comunicato come presidente della C.E.I. e non come Vicario del Papa; questo
significa che loro stanno avanzando, conquistando potere, accumulando denaro
e voi, miei due cari figli, sapete chi sono". [38]
Don Claudio e Marisa hanno conosciuto il comunicato ufficiale della C.E.I. che
era stato pubblicato sulla rivista diocesana di Roma, il 24 marzo, dietro indicazione
di un sacerdote che lavora in Vicariato.
Quando il vescovo e la veggente l'hanno letto hanno molto sofferto, perché,
amando moltissimo la Chiesa, erano stati condannati proprio dagli uomini della
Chiesa.
Il citato comunicato è stato mandato anche a tutti i parroci della diocesi
di Roma e alcuni di loro l'hanno affisso alle porte della loro chiesa con lo
stesso entusiasmo con il quale Martin Lutero, nel 1517, affisse le sue famose
95 tesi alle porte della chiesa del castello e dell'università di Wittenberg.
Il 25 marzo, festa dell'Annunciazione del Signore, c'è stata una delle
più lunghe apparizioni della Madonna. In quella circostanza, Don Claudio
e Marisa, hanno aperto il loro cuore ferito alla Madre dell'Eucaristia che ha
parlato a lungo ai suoi due cari figliolini per infondere in loro la forza e
il coraggio di andare avanti.
Quello che hanno detto la Madonna, il vescovo e la veggente è talmente
importante che abbiamo pensato di riportare per intero tutta l'apparizione per
i fatti e gli elementi espressi che faranno parte della Storia della Chiesa:
Marisa - Non hai portato la lettera di Dio?
Madonna - Giuseppe, mio amato sposo, prendi l'Eucaristia e consegnala
al piccolo Gesù.
Ho portato la lettera di Dio. So ciò che volete sapere. Dio chiede a
voi: cosa dobbiamo fare noi?
Marisa - Voi di su? Io che ne so!
Puoi dire a Dio che ho detto tanti sì, tanti, però adesso non
mi sento più di continuare a dire sì, perché non ho più
la forza, non ho più il coraggio. Il mio sì, pronunciato nel 1973
e ripetuto ogni volta, quando accettavo la sofferenza che Dio voleva, riguardava
soltanto me. Adesso però mi sono accorta che sono passati quasi trent'anni
e la sofferenza riguarda anche il nostro vescovo. Voi avete ordinato al vostro
vescovo di celebrare la S. Messa nella nostra cappella, dopo tre anni e mezzo
che non la celebrava, ed egli ha ubbidito. Avete detto al nostro vescovo di
continuare ad ubbidire a Dio e abbiamo ubbidito sempre.
Mi guardi con un viso sorridente e triste, ma voglio ancora dirti che noi non
abbiamo mai chiesto nulla. Dio ha deciso di dare al nostro sacerdote l'episcopato;
gli ha detto: "Ti ordino vescovo per avere la pienezza del sacerdozio e
ti do tutti i poteri" e il nostro sacerdote con il pianto nel cuore e l'amarezza
ha detto sì, io ho detto sì, tutti abbiamo detto sempre sì.
Ma voi che cosa avete fatto per aiutare noi contro gli uomini della Chiesa?
Tutti abbiamo detto sì, grandi e piccoli, soprattutto il nostro vescovo.
Mi dispiace parlare così, cara Mamma mia, mi dispiace, però siamo
stanchi. Chi non lo capisce può anche andare via, ma noi siamo stanchi
di questa situazione: più ci comportiamo bene, più restiamo nascosti
nella nostra piccola chiesa e più veniamo condannati, denigrati, calunniati.
E adesso è arrivata una lettera piena di calunnie e diffamazioni, scritta
dagli uomini della Chiesa.
Scusami, perdonami, ma questa è l'amarezza e il pianto di tua figlia
che parla anche a nome del vescovo. Dov'è finito tutto l'amore che dite
di avere per il vescovo? Nel dire: "Ti amiamo, sei grande, sei obbediente,
sei onesto"? E intanto arrivano le mazzate dagli uomini della Chiesa. Noi
siamo con la Chiesa e veniamo cacciati dagli uomini della Chiesa; che cosa dobbiamo
fare? Non lo sappiamo più. Ti dico ancora, Madonnina, che io oggi sono
scesa perché i nostri giovani hanno ricoperto con le tavole tre rampe
di scale per portarmi giù. Sei, sette ragazzi mi hanno aiutato a scendere,
sulla sedia a rotelle, per portarmi giù, perché era la tua festa.
Io sono scesa soprattutto per loro, per il lavoro che hanno fatto per tutta
la giornata di ieri fino a sera tardi. Solo i ragazzi sanno la fatica che hanno
fatto. Per loro sono scesa, mi dispiace, perché non sarei scesa per nessun
altro motivo.
Da quando ero piccola ti ho sempre ubbidito, ho sempre detto sì, non
ho mai detto no; neanche il sacerdote. Ti ricordi quando per tuo ordine ha lasciato
tutte le coccinelle e i lupetti per andare dove tu ci mandavi? Erano quattrocento,
le ha lasciate e siamo andati dove Dio voleva; abbiamo lasciato tante cose per
seguire Dio, per ubbidire a Dio. Ci sono tante persone che possono testimoniare
che abbiamo sempre ubbidito a Dio. E gli uomini della Chiesa cosa hanno fatto?
Hanno diffamato anche l'ultimo miracolo eucaristico, il miracolo avvenuto nelle
mani del nostro vescovo l'11 giugno 2000. Hanno diffamato tutto. Lo so che hanno
soprattutto offeso Dio e te, però a voi non possono far nulla, ma a noi
sì, a noi sì. Non ce la facciamo più ad andare avanti.
Io sono stanca e non voglio più saperne di niente, di niente, di niente;
non ce la faccio più.
Questa è la lettera, che certamente voi del cielo conoscete benissimo,
che descrive noi che insegniamo ad amare l'Eucaristia come dei Caini, degli
assassini. Ci accusano di rovinare le persone. Non so che cosa dobbiamo fare,
io non lo so, non lo so, e, da come mi stai guardando, capisco che non lo sai
neanche tu. Che cosa dobbiamo fare? Ci mandano le spie, ci controllano dove
andiamo e per strada non ci salutano. Entriamo nei negozi e se qualche persona
ci riconosce scappa via. Alcuni dottori ci hanno riconosciuto e non ci hanno
rispettato neanche come pazienti Che cosa dobbiamo fare per non morire su questo
pianeta Terra? La nostra è una croce grandissima, io non ce la faccio
più, credimi. Con tutto l'amore che ti voglio, non ce la faccio più.
Anche il nostro vescovo dice che non ce la fa più. Nessuna persona che
ci vuole bene e che ci è rimasta accanto sopporta di vedere la nostra
grande sofferenza. Quante persone sono andate via dopo che i signori del Vicariato
hanno parlato male! Quante persone ci hanno abbandonato, eppure abbiamo dato
a tutti una parola, un gesto di amore, un segno di affetto.
Che cosa dobbiamo fare? Rispondi, cosa dobbiamo fare? Che cosa dobbiamo fare?
Non rispondi? Vai da Dio, chiedi a Dio che ci ha detto di ubbidirgli. Abbiamo
fatto tutto quello che ci ha chiesto, gli abbiamo sempre detto sì. Oggi,
cara Madonnina, dico no, non ce la faccio più; ho le carni martoriate,
non ce la faccio più. Ho sempre accettato tutto: la passione, la sofferenza
fisica e quella morale. Mai nessun veggente ha sofferto quanto noi; anzi, hanno
goduto, si sono ingranditi, hanno realizzato svariate iniziative. Noi, eccoci
qui. Siamo come prima delle apparizioni. Che cosa abbiamo in più? Il
tendone, la Basilica che a Dio piace tanto. Non abbiamo potere, non abbiamo
chiesa, non abbiamo niente, non chiediamo niente, non vogliamo niente.
Ti chiedo perdono, a me dispiace parlarti in questo modo, perché ci siamo
sempre voluti bene, però è troppa la sofferenza. Sono tanti anni
che soffro e non ho paura di patire, ma mi avevi promesso che io avrei sempre
sofferto e il sacerdote avrebbe trionfato. Invece lo condannano tutti: grandi
e piccoli. Mandano lettere ai parroci e li minacciano: "Se voi andate da
quello lì vi sospendiamo a divinis". I parroci passano la parola
ai vice parroci e anche essi non vengono qui, altrimenti vengono sospesi. Eppure
si sono convertite milioni di anime, per le nostre sofferenze, ma dove sono?
Mandane almeno una da noi per aiutare.
Perché non mi rispondi? Dicci cosa dobbiamo fare. Che cosa dobbiamo fare?
Quando mi hai detto: "Gesù vuole che vivi la passione", ho
detto sì, non mi sono mai tirata indietro. Dovevo soffrire per salvare
un'anima? Ho detto sì, ho detto sempre sì, ma oggi non mi chiedere
nulla, perché non me la sento di dire sì.
Parla, ti prego, almeno tu parla; non mandare lettere anche tu. A chi gli uomini
della Chiesa hanno mandato lettere piene di calunnie e diffamazioni? A un povero
vescovo. Che cosa fa di male? Fa amare e conoscere l'Eucaristia. Eccoci qui,
siamo pochi, che cosa facciamo di male? Perché preghiamo? Hai visto che
adesso molti fanno l'adorazione eucaristica, ma la fanno per metterci in cattiva
luce. Infatti dicono: "Non può essere vero che la Madonna ci rimproveri
di non amare l'Eucaristia, perché l'adorazione eucaristica la facciamo".
Che cosa dobbiamo fare? Perché il Papa non si muove? Vogliono farci capire
che il Papa ha approvato tutto questo, anche se non emerge il suo nome. Perché
il Papa cerca solo la massa? Perché ama le grandi parate? Quelle persone
invitano i cantanti pur di avere tanti giovani.
Madonna - Grazie, Marisa, Marisella nostra cara, grazie di quanto hai
detto. È vero, è come tu hai detto, ma Dio non vuole uccidere
i suoi uomini; non vuole una seconda arca di Noè, con la quale possono
salvarsi pochissime persone; aspetta che ci siano le conversioni.
Marisa - E noi? Che dobbiamo fare?
Madonna - Dio vi ha detto di andare avanti e di non curarvi di queste
persone. Se il vescovo vuole scrivere ai vescovi d'Italia, rispondendo punto
per punto a tutte le menzogne che sono contenute nel comunicato ufficiale della
C.E.I., lo faccia pure.
Don Claudio - E a che serve?
Marisa - Ma non risponderanno, anzi ci bastoneranno di più. Che
cosa dobbiamo fare? Noi aspettiamo una tua risposta. Non so se ubbidiremo a
quanto dici, lasciaci liberi di rispondere o non rispondere, lasciaci fare come
ci sentiamo noi.
Madonna - Va bene, Marisella, siete liberi di fare come vi sentite.
Marisa - Però mi dispiace, oggi dovevamo festeggiare la Madre
dell'Eucaristia, e ci tenevamo tanto a questa festa, invece siamo tutti prostrati
da questa dolorosa situazione. Attendiamo una risposta decisa, sicura, incoraggiante;
non credo di pretendere troppo. Sono anni che non riesco a dormire per le sofferenze
che offro per la Chiesa e gli uomini della Chiesa. Ma io chi sono? Sono una
semplice laica; prendi dei sacerdoti, convertili, fai fare loro quello che hai
fatto fare a noi.
Madonna - Posso parlare, Marisella?
Marisa - Sì, sì.
Madonna - Miei cari figli, innanzitutto la scarsa presenza di persone
mi fa soffrire molto, perché significa che con tanti miracoli che Dio
ha fatto in questo luogo taumaturgico anche coloro che sono venuti qui non hanno
capito nulla. Ripeto ancora: "È più facile correre a vedere
una statuina che piange o che sanguina che correre a vedere mio Figlio Gesù
Eucaristia che sanguina".
Voi siete qui per festeggiare la Madre dell'Eucaristia, festeggiatela! La lettera
che è arrivata è un comunicato ufficiale ed è piena di
falsità. Hanno raggirato tutto pur di farvi chiudere, di stancarvi, di
portarvi alla morte. Ma io già vi ho detto che non riusciranno a portarvi
alla morte, perché noi siamo con voi. Rispondere a questo comunicato
è giusto, Eccellenza, perché così fino all'ultimo avrai
detto ciò che pensi, con verità ed onestà, perché
naturalmente tu sei nella verità, ma ricordati che loro non risponderanno.
Voi avete sperato che questo fosse l'ultimo colpo di satana; oh, sarebbe infelice
se fosse l'ultimo colpo di satana, perché vorrebbe dire che non c'è
più tempo per altre conversioni. Inoltre ciò che hanno aggiunto
in fondo al comunicato fa capire che sono pronti a martoriarvi, ancora agendo
sotto traccia, senza mai scoprirsi, mandando avanti altri. Il cardinal Ruini
ha molto gioito nel firmare come presidente della C.E.I. e non come vicario
del papa; questo significa che loro stanno avanzando, conquistando potere, accumulando
denaro e voi, miei due cari figli, sapete chi sono.
Caro vescovo, io non voglio ordinarti né di scrivere né di non
scrivere, ti lascio libero di fare quello che il tuo cuore sente. Io posso solo
consigliarti: scrivi per far trionfare la verità, e ciò che scriverai
rimarrà agli atti. Potete fare ciò che hanno pensato Filippo e
Marisella, lavorare su Internet, nel sito. Un domani tutti dovranno sapere che
questi miei due angeli sono morti per la Chiesa. Tutti i presenti sono liberi
di aiutarli.
Grazie, Samuele, dei tuoi saluti, grazie, perché mi hai salutato. E tu,
Marisella, non mi saluti?
Marisa - Io ti voglio bene e tu lo sai, ma ciò che avevo dentro
dovevo dirlo, me ne dispiace, però dovevo dirlo. Io devo difendere il
vescovo, lo devo difendere perché io ho detto sì e lui ha sofferto,
se io non avessi detto sì lui non avrebbe sofferto; la colpa è
mia perché ho detto sempre sì. Se io non avessi accettato lui
non avrebbe sofferto; io ho detto sempre sì senza pensare che lui andava
incontro alla grande sofferenza.
Madonna - Basta adesso, Marisella, basta. Volete partecipare alla Santa
Messa come se fosse l'ultima della vostra vita? Volete con me festeggiare la
Madre dell'Eucaristia per quanto potete? Io vi amo, non dimenticatelo mai.
Marisa - Ma anche noi ti amiamo, soltanto non sono più d'accordo
nel dire ancora sì, perché a causa del mio sì io mi sento
colpevole di aver portato Don Claudio all'immolazione e alla distruzione. Dovevo
dire no, ma non mi sentivo, mi sembrava brutto dire di no a Dio, e ho detto
sempre sì. Ma adesso non ce la faccio più.
Spero che le persone presenti comprendano il mio stato d'animo.
Madonna - Sì che ti comprendono, Marisella. Chi non ti comprende
vuol dire che non ha capito nulla della tua vita. Stai tranquilla, pensa in
questo momento a te stessa.
Marisa - Ah sì? E tutto quello che ho dato fino adesso? Da quando
sono nata, per un motivo o l'altro ho sempre sofferto.
Madonna - Vogliamo pregare tutti insieme Dio Padre con la preghiera che
Gesù ha insegnato a tutti? Coraggio, Marisella, allarga le braccia e
guarda Dio Padre.
Recitate la giaculatoria che piace tanto a Gesù: Cuore Eucaristico di
Gesù, tu sai, tu puoi, tu vedi, provvedi ai nostri bisogni, aiutaci con
la tua grazia. Madre dell'Eucaristia, prega con noi.
Miei cari figli, perdonatemi se vi ho parlato così, ma sono la Mamma
del cielo e della terra, anch'io devo ubbidire a Dio; perdonatemi, la vostra
Mamma vi chiede perdono.
Marisa - No, tu non devi chiedere perdono, soltanto vogliamo un aiuto
più concreto; sembriamo pecorelle smarrite, non sappiamo più che
fare.
Madonna - Insieme al mio e vostro vescovo benedico voi, i vostri cari,
i vostri oggetti sacri. Vi porto tutti stretti al mio cuore e vi copro con il
mio manto materno.
Andate nella pace di Dio Padre, di Dio Figlio, di Dio Spirito Santo.
Sia lodato Gesù Cristo.
Marisella, il vescovo ha compreso ciò che ho detto.
Marisa - Hai compreso?
Don Claudio - Cosa devo capire, che continua tutta la sofferenza? Posso
fare una domanda io? Dille se la posso fare.
Marisa - Ti può fare una domanda?
Madonna - Sì, certo.
Don Claudio - Siamo arrivati alla situazione che temevo: essere condannati
dagli uomini della Chiesa. Io avevo chiesto a Dio di non permettere che si arrivasse
a questo punto: avere contro tutta la Chiesa italiana, la Congregazione della
Dottrina della Fede e la Congregazione del Clero. Cosa significa questo comunicato
per Dio? Per me significa una cosa sola: essere condannati dalla Chiesa che
amiamo tanto e per la quale siamo pronti a dare la vita. Non ci hai detto cosa
dobbiamo fare. Devo scrivere a Ruini e perdere altro tempo? Scrivere ai vescovi
d'Italia che hanno paura del loro presidente? Io condivido in pieno quello che
ha detto mia sorella. Sì, è vero ci sentiamo abbandonati, gettati
in un mare in burrasca, sommersi, schiacciati dalle onde. E gridiamo come gli
apostoli: "Signore, destati altrimenti periamo". Non ho mai parlato
così davanti ai miei fratelli e alle mie sorelle, ma sento che questo
è il momento di farlo. Sono confuso, Dio mi tira da una parte, la Chiesa
dall'altra. Questo vuole Dio? Io non mi sento di continuare a combattere e tu
sai il motivo: perché ai posti di comando ci sono tutti uomini che ha
messo il Papa: alla Congregazione della Dottrina della Fede, alla Congregazione
del Clero, alla presidenza della C.E.I. Voglio una parola chiara da te: devo
combattere contro queste persone che sono state elette dal Papa e che dicono
che il Papa è con loro non con noi? Puoi rispondermi?
Madonna - Il Papa non è con loro, il Papa è stato raggirato
come hanno tentato di raggirare te. Essi sono più forti e, umanamente
parlando, vanno avanti e allargano sempre di più il loro cerchio. Allora
bisogna stare o con loro o contro di loro. Ma chi è contro di loro? Nessuno,
perché tutti hanno paura. Io vorrei che almeno tu non cedessi le armi
e non diventassi come uno di loro. Il Papa conosce solo quello che vogliono
fargli sapere. Sa anche di questo comunicato, ma per ora non può far
nulla e non sa tutto. Tu sai come lo tengono in piedi e che prima era un forte
Santo Padre e ora è un debole Santo Padre. Ormai è nelle mani
di questi uomini della Chiesa che lo raggirano come vogliono. Si sentono forti
e potenti, fanno capire che anche il Papa ha approvato quel comunicato, ma non
è vero, è tutta una manovra cattiva del signor Ruini.
Caro Don Claudio, se vuoi, chiudi tutto. Stai pensando: "Ho perso trent'anni".
No, non hai perso trent'anni, hai salvato tante anime. Le persone presenti ti
lasceranno chiudere o saranno con te? È arrivato il momento di decidere
seriamente: o stare con te o con i massoni; questo è ciò che posso
dirti. Ti capisco, mi metto al posto tuo, al posto vostro, perché so
che la Chiesa è arrivata al momento più critico della sua storia.
Non era mai successo che su una veggente e su un semplice sacerdote ordinato
vescovo da Dio si accumulasse tanta invidia e gelosia fino ad arrivare alla
calunnia e alla diffamazione. Il santo Padre Pio, santa Bernadette e santa Giovanna
d'Arco in confronto a voi non hanno sofferto nulla. Nessun santo del cielo,
nessun uomo della terra ha sofferto quanto voi due. Questa sofferenza ha salvato
tante anime. Voi mi chiedete: "Perché non vengono qui?". Non
possono, hanno il divieto, altrimenti per loro, se sono sacerdoti scatta la
sospensione a divinis, se sono laici, altre punizioni. Avete salvato tante anime,
siete arrivati a 200 milioni, non è poco, mio caro vescovo, mio amato
vescovo, mia cara Marisella.
Marisa - Hai detto 200 milioni?
Madonna - Sì, 200 milioni di anime. Voi, piccolo gregge, alla
grande sofferenza del vescovo e di Marisella avete aggiunto le vostre preghiere,
sacrifici e digiuni per arrivare a questa grande cifra: 200 milioni di anime.
Marisa - Ma noi non vedremo mai neanche una di queste anime?
Madonna - Che cosa ha fatto il salesiano che veniva qui?
Marisa - Anche lui?
Madonna - Si è messo con loro, si è unito a loro e poiché
il Segretario Generale della Congregazione della Fede Mons. Bertone è
un salesiano
Marisa - Siamo arrivati a questo punto? Dicci tu come stanno le cose.
Madonna - Avete un'intelligenza molto forte. Don Claudio, Eccellenza
Reverendissima, hai ancora qualcosa da dire?
Don Claudio - No, non lo so, sono molto confuso, sono lacerato. Sento
la gioia per la conversione di milioni di persone, ma
Non posso parlare,
non ce la faccio, perché ho un groppo alla gola.
Madonna - Volete partecipare alla S. Messa e festeggiare la Madre dell'Eucaristia?
E tu, mio caro sacerdote prediletto, vescovo ordinato da Dio, vuoi celebrare
la Santa Messa con tutto l'amore come hai sempre dimostrato?
Don Claudio - Sì, sì.
Marisa - Ma noi aspettiamo il vostro aiuto. Vogliamo sapere che cosa
dobbiamo fare. Dobbiamo chiudere? Che cosa dobbiamo fare, smontare tutto e andarcene
via lontano? Che cosa dobbiamo fare?
Madonna - Restate dove siete, anche se questo vi dovesse portare alla
morte.
Marisa - Se dobbiamo arrivare a questo punto io dico di no, preferisco
chiudere, non so il vescovo. Vuoi chiudere?
Don Claudio - No, questo mai, non è questo che voglio, non voglio
chiudere. Ripeto solo che non voglio essere considerato l'uomo che sta distruggendo
la Chiesa, non lo voglio, non riesco ad accettarlo, è più forte
di me. Io amo la Chiesa, ed essere indicato dai miei confratelli, dai compagni
di seminario e dai sacerdoti di Roma come colui che sta distruggendo la Chiesa,
non riesco ad accettarlo e tu lo sai.
Madonna - Ma tu sai pure che è in atto una grande vendetta contro
di te, per il coraggio e la forza con cui difendi la verità e proteggi
l'Eucaristia. Come può un solo uomo distruggere la Chiesa? Loro la distruggono,
loro parlano e sparlano. Come puoi tu da solo distruggere la Chiesa? Scrivono
contro di te per ferirti, per vendetta. Tu sai che il signor Ruini ha detto:
"Mi vendicherò e lo schiaccerò", e sta arrivando a questo.
Quindi stai tranquillo, non sei tu che distruggi la Chiesa. Chi è intelligente,
chi legge su Internet, chi conosce voi non dirà mai che tu "distruggi
la Chiesa". Possono distruggere la Chiesa un semplice vescovo e una handicappata
veggente? Scusa, Marisella, se dico questo. Oh, ci vuole ben altro; loro distruggono
la Chiesa. Dovete essere tranquilli, lasciate dire, lasciate fare. Certo, questo
è un colpo di satana, ma non sono finiti; finiranno solo dopo che avrete
chiuso tutto, ma questo Dio non lo vuole anche se vi ha lasciato liberi. Poiché
prima che Dio parlasse tu, mio caro vescovo, hai detto: "Non chiudo"
e tu, Marisella, "Chiudo" noi, scusami, accettiamo la decisione del
superiore.
Marisa - Certo, perché ora vi fa comodo quella del superiore,
ma non accettate le decisioni di quei superiori, nei quali parla lo Spirito
Santo.
Madonna - No, Marisella, non parla lo Spirito Santo in loro, state tranquilli,
non è lo Spirito Santo a parlare in loro, è ben altro, è
colui che si è ribellato a Dio per primo.
Adesso vi prego, se non hai altro da dirmi, Eccellenza, preparatevi per la S.
Messa. Anzi, oggi voglio che tu benedica me, il mio amato sposo, gli angeli,
i bimbi angeli che ho intorno, i santi, i papi, ti chiedo in ginocchio di benedire
noi tutti. Coraggio, sono davanti a te e a Marisella. Benedici, mio caro figlio
prediletto.
Don Claudio - La benedizione di Dio onnipotente Padre, Figlio e Spirito
Santo discenda su di voi e rimanga per sempre, amen.
Madonna - Sia lodato Gesù Cristo. Marisella, non mi dai un bacio
oggi?
Marisa - Sì, tanto faccio sempre quello che dice il mio direttore
spirituale. Lui ha detto sì e io ti do il bacio.
Madonna - È dato col cuore, Marisella?
Marisa - Ma sì, anche se il cuore è tutto sgangherato te
lo do.
Madonna - Samuele, canta a Dio.
Marisa - Se lo farai soffrire non so se canterà ancora. Ciao.
Ho fatto la cattiva? Le ho detto tutto quello che avevo nel cuore.
Don Claudio - Le hai detto quello che era giusto che tu dicessi.
Il contenuto della lettera di Dio è talmente chiaro che ci siamo astenuti
dal fare anche il più piccolo commento. Una volta ancora la sofferenza
è stata fertile, perché ha portato la conversione delle anime
a 200 milioni.
"Mio caro vescovo, mio amato vescovo, mia cara Marisella, avete salvato
tante anime, siete arrivati a 200 milioni, non è poco". Quando la
Madonna ha fatto questo annuncio fra le lacrime è spuntato il sorriso
sulle labbra del vescovo e della veggente.
Don Claudio ha dato ascolto all'invito della Madonna: "Se il vescovo vuole
scrivere ai vescovi d'Italia, rispondendo punto per punto a tutte le menzogne
che sono contenute nel comunicato ufficiale della C.E.I., lo faccia pure".
Infatti ha scritto una lunga lettera ai confratelli vescovi e l'ha mandata anche
al card. Ruini (Allegato n. 2).
Ma il presidente della C.E.I. non solo, almeno per educazione, non ha risposto
al vescovo, come ha fatto le altre volte, ma addirittura ha ordinato ai vescovi
d'Italia e ai sacerdoti di Roma di comportarsi come lui: silenzio assoluto.
Forse non ha risposto, perché non aveva tempo; invece l'ha trovato per
scrivere e fare gli auguri di Natale al venerabilissimo capo del Grande Oriente,
al Gran Capo della massoneria Gustavo Raffi, come lo stesso afferma in una intervista
rilasciata al quotidiano "Il Giornale" e pubblicata domenica 5 maggio
2002.
Il 29 marzo la Madonna ha ricordato a Marisa una visione che aveva avuto diverso
tempo prima: visione estremamente significativa. Aveva visto tutti i papi: da
una parte quelli umili, semplici, poveri in spirito, dall'altra i papi che hanno
pensato a diventare grandi, ad esercitare il potere, ad accumulare denaro; gli
uni e gli altri erano circondati da sacerdoti, vescovi e cardinali. I due gruppi
erano divisi da un fiume. Questa visione è anche profetica, annuncia
e fa comprendere eventi futuri.
Si è accentuata ancora la preoccupazione per la salute del vescovo, sempre
più stanco e prostrato.
I medici che hanno sottoposto Don Claudio ad accurate visite mediche e ad accertamenti
clinici, non hanno saputo nascondere la loro preoccupazione.
Don Claudio non si è mai mostrato preoccupato della sua salute. Conosce
il suo futuro, dove il Signore vuole che arrivi e ha pensato "Ci penserà
il Signore a rimuovere questo ostacolo".
Preoccupata e addolorata era invece Marisa, certamente al corrente più
degli uomini delle condizioni di salute del vescovo.
Il 1° aprile, come ha detto la Madonna "È un giorno brutto e
bello. Tre anni fa, proprio il 1° aprile, il vostro vescovo fu sospeso a
divinis, perché non aveva gettato l'Eucaristia macchiata di sangue, portata
in questo luogo taumaturgico. Non si può sospendere un sacerdote per
una simile ragione. Voi sapete che gli era stato ordinato di gettare l'Eucaristia,
definita dagli uomini della Chiesa: "fenomeno da baraccone, pezzo di pane".
Chiedo ad ognuno di voi, anche se non siete sacerdoti: Cosa avreste fatto al
suo posto? Avreste preso l'Eucaristia e l'avreste gettata? Ecco: il vescovo
non l'ha fatto e per questo è stato sospeso a divinis".
Come S. Paolo "si è gloriato delle tribolazioni, sofferte per Cristo",
(Rom 5,3) il vescovo Claudio si gloria della sospensione a divinis per aver
difeso l'Eucaristia.
La Madre dell'Eucaristia ha sempre difeso Don Claudio e ci ha ricordato più
volte che è stato condannato "per aver sempre ubbidito a Dio".
Infine ha annunciato che dopo che avremo pagato il nostro contributo di sofferenza
"comincerà una nuova era, una nuova storia".
Il Signore non ha bisogno della sofferenza degli uomini per salvare le anime,
perché la Sua passione, da sola, ha cancellato il peccato, restituito
la grazia e reso gli uomini figli di Dio, ma chiede, perché le ama, ad
alcune anime di unirsi al suo patire e collaborare all'opera di redenzione.
Per questo motivo la Madre dell'Eucaristia si è espressa così:
"Per te, Marisella, la passione durerà tutta la Quaresima e sarà
dura, molto dura.
Coraggio, Dio ti aiuterà, non ti lascerà sola. Si salveranno tante
anime, tu non puoi neanche immaginare quante.
Anche nonna Jolanda sta facendo grandi cose durante questa Quaresima per aiutare
il vescovo e per la salvezza delle anime. Eccellenza, anche tu ne stai salvando
tante, ma non quelle alle quali stai pensando, non c'è possibilità
di salvezza per loro.
Collaborano perfino i giovani, anche i piccoli Jacopo, David Maria, Samuele
e Emanuele". [39]
Il vescovo non ci ha rivelato l'identità di coloro, per i quali non c'è
possibilità di salvezza, ci ha accennato solo che sono cardinali, vescovi
e sacerdoti massoni che hanno profanato l'Eucaristia e peccato contro lo Spirito
Santo.
La Madre dell'Eucaristia ha chiesto di pregare perché la lettera indirizzata
da Don Claudio a tutti i vescovi d'Italia e a tutti i sacerdoti di Roma "scritta
in modo forte, ma con tanto amore, porti alla conversione almeno alcuni di quei
figli che continuano a correre soltanto dove c'è la possibilità
di emergere. Ed emergono facilmente, perché sono seguiti da tanti e riescono
ad avere attori, cantanti, musica per di riunire molte persone". [40]
Le conversioni nel mese di aprile si sono susseguite con ritmo incalzante. È
giusto aggiungere che ci sono altre anime generose, non appartenenti alla nostra
comunità, che collaborano al grande progetto della conversione.
Alla domanda assillante che molti della comunità si sono fatti: "Dobbiamo
salvare solo noi le anime?" ha risposto la Madre dell'Eucaristia: "Il
compito più grande è qui, in questo luogo taumaturgico; tante
anime vi aiuteranno, ma non saranno al vostro livello, non a livello così
grande, così elevato". [41]
"Oggi il numero delle anime convertite è arrivato ad una cifra molto
elevata. Mi raccomando, non sbagliare con i numeri. Scrivi 725 milioni e 500
mila anime convertite".
La gioia di Marisa nell'apprendere come in poco tempo si fossero convertite
tante persone è stata talmente grande che ha esclamato: "Se andiamo
avanti così celermente io preferisco avere la passione tutti i giorni,
così arriviamo prima al traguardo" e la Madonna le ha risposto:
"No, Marisella, hai sofferto troppo, figlia mia. Hai sofferto la passione
fino a questa notte, hai fatto addirittura più di quanto ti avevamo chiesto".
[42]
La Madre dell'Eucaristia ha tratto dal fiorire di tante conversioni questa conclusione:
"Nelle grandi basiliche ci sono molte persone che lavorano, si impegnano
e fanno entrare miliardi in denaro, invece da voi entrano milioni di anime convertite.
Cosa desiderate di più?" Marisa ha replicato: "Rispondo io
per tutti; le anime convertite". [43]
La Madre dell'Eucaristia è tornata a parlare delle lettere spedite dal
vescovo ai suoi confratelli d'Italia e di Roma e ci ha rivelato quale esito
hanno avuto: "Le lettere del vescovo sono arrivate; come al solito alcune
sono state accettate e tenute come reliquia, altre stracciate, altre
preferisco
non dirlo. Quella lettera può convertire il più incallito peccatore,
il più lontano miscredente o ateo, ma coloro che si dicono uomini di
Dio, chiamati e scelti da Dio, che hanno avuto il dono dello Spirito Santo,
continuano a lottare contro il vescovo. Dio continua ad aspettare le conversioni,
la sua mano sta scendendo lentamente". [44]
Don Claudio ha scritto diverse lettere ai cardinali e ai vescovi, perché
nessuno di loro possa dire un giorno: "Io non sapevo nulla" e perché
al momento opportuno si decidano da quale parte stare: o con Cristo o contro
Cristo.
La mancanza di riposo per molte notti, una sofferenza morale enorme, i dolori
fisici tremendi hanno prostrato il fisico già debilitato del vescovo
e della veggente.
L'ordine medico è stato: interrompere il lavoro e prendersi un po' di
riposo: anche la Mamma celeste ha ordinato ai suoi due figli di allontanarsi
da Roma per riposarsi.
La meta scelta è stata Pistoia, dove risiede una coppia dei nostri giovani.
La cura migliore sono stati i sorrisi che il piccolo Emanuele ha fatto agli
zii. Durante la permanenza a Pistoia sono avvenuti alcuni episodi significativi
e fatti mistici che, essendo strettamente personali, è bene tenere sotto
silenzio.
Il 28 aprile Samuele ed Emanuele, due nipotini di Don Claudio e Marisa, hanno
ricevuto dallo zio vescovo il santo Battesimo.
Alla cerimonia ha partecipato la Madonna che ha allargato il suo manto materno
sui due nuovi piccoli cristiani, sui genitori e parenti e su tutta la comunità.
Dio ha fatto a Samuele e a Emanuele un grande dono. La Madonna, insieme alla
zia Marisa, ha portato i due piccoli in Paradiso, dove hanno cantato, adorato
Dio e giocato con altri bimbi.
Probabilmente i due piccolini non conserveranno traccia di questa esperienza
straordinaria nelle loro menti e nelle loro coscienze, ma certamente la ricorderanno,
quando, a Dio piacendo, andranno a godere definitivamente in Paradiso.
Il mese di aprile si è concluso con un grande annuncio della Madonna:
per le sofferenze del vescovo e soprattutto della veggente e per le preghiere,
digiuni e sacrifici della comunità, le anime convertite sono arrivate
a 860.000.000.
È iniziato il mese mariano per eccellenza e Dio Padre ha mandato S. Giuseppe
"a portare la sua lettera di amore e di pace per tutto il mondo".
S. Giuseppe ha detto: "Questo mese di maggio deve essere pieno di amore,
di gioia, di sacrificio e di preghiera, deve essere così grande, forte
e potente da far cessare le guerre, non solo quelle combattute con le armi,
ma anche le guerre tra i sacerdoti, tra le suore e nelle famiglie". Tenendo
presente la difficile situazione di molti nostri giovani all'interno delle loro
famiglie, ha aggiunto: "I genitori, anziché gioire perché
i loro figli seguono un cammino spirituale molto elevato, li sgridano e quasi
li prendono in giro, non sono contenti se partecipano alla Santa Messa, ricevono
la Santa Comunione, fanno un'opera di carità".
La Madre dell'Eucaristia ha invitato caldamente i suoi figli di tutto il mondo
a rispettare i sacramenti perché sono gravemente offesi. Quando i parenti
non sono contrari, è facile ricevere il battesimo e l'estrema unzione,
ma tutti gli altri sacramenti vengono ricevuti con leggerezza e non in grazia.
Molte persone ricevono il sacramento della cresima solo perché debbono
sposarsi e quello del matrimonio solo per dire che si sono sposati, ma non c'è
amore in loro. Il matrimonio celebrato in peccato porta alla rovina. Nella confessione
il penitente dice quello che vuol dire e il resto gli rimane dentro perché
si vergogna. E quanti arrivano al sacerdozio senza essere convinti! Lo ricevono
solo per paura del giudizio degli amici, dei parenti o del paese e dopo un po'
si ritirano, oppure fanno una doppia vita.
Molte persone entrano in chiesa al momento della Santa Comunione, la ricevono
ed escono subito, parlando di problemi futili ancora con la particola in bocca.
L'Eucaristia non è un pezzo di pane da mandare giù o da buttare
via. Fanno la Santa Comunione in peccato. Sono milioni le persone che ricevono
la Santa Comunione senza sapere cosa significhi".
La Madre dell'Eucaristia ha apprezzato il lavoro pastorale svolto dal vescovo
per far crescere spiritualmente il suo gregge: "Dico a te, mio caro vescovo,
sii felice per come sei e per come sono coloro che vengono qui per pregare,
per amare Gesù Eucaristia".
Questi apprezzamenti fatti dalla Madre dell'Eucaristia, ci hanno ricordato quelli
fatti ai Tessalonicesi da S. Paolo. Don Claudio ha sempre dimostrato di amare
molto S. Paolo, si è ispirato al suo stile di vita e si è conformato
al suo insegnamento. La figura del grande apostolo ha continuato ad affascinare
il nostro vescovo che non ha mai nascosto di aver vissuto diverse sue esperienze
e situazioni.
Premeva in lui una domanda alla quale, pur avendo dato una risposta nel suo
cuore, desiderava che rispondesse Gesù. La domanda era: S. Paolo da chi
è stato ordinato vescovo, visto che non vi è risposta né
leggendo gli Atti degli Apostoli né le sue lettere?
Il 3 maggio dopo che la Mamma ci aveva comunicato la lettera di Dio, è
apparso Gesù che rivolto al vescovo gli ha chiesto: "Chi ha ordinato
vescovo S. Paolo, Eccellenza?".
Don Claudio ha risposto alla domanda con un'altra domanda, interessato alla
conferma di quanto già pensava: "Tu, Gesù?".
Sorridendo Gesù ha continuato: "Io, Gesù, sono qui e sono
vicino alla Mamma. Accanto a Me ci sono gli apostoli, ma soprattutto ci sono
San Pietro, il primo Capo della Chiesa, e S. Paolo. Io ho fermato Paolo che
andava ad uccidere i cristiani. L'ho accecato e poi gli ho ridato la vista.
E l'ho ordinato vescovo, come ho ordinato te".
La Mamma ha evidenziato la bontà del Figlio: "Vedete quanto è
buono Gesù, è venuto a dare l'annuncio desiderato al vostro vescovo",
e ha aggiunto una considerazione che ha fatto arrossire Don Claudio : "La
tua ordinazione episcopale, Don Claudio, è ancora più grande,
perché è partita da Dio che ti ha detto: "Ti ordino vescovo".
Dio è venuto in questo luogo, ha ordinato il vescovo che un domani ordinerà
altri vescovi e sacerdoti".
Sappiamo che ordinare i nuovi vescovi sarà uno dei compiti più
importanti che Don Claudio riserverà a sé, e pensiamo che in futuro
chi sarà nominato vescovo dal Papa preferirà ricevere l'ordinazione
episcopale da chi l'ha ricevuta direttamente da Dio.
La Madonna ha parlato frequentemente anche della salute di Marisa che va sempre
più declinando: "Alla vostra sorella vengono a mancare progressivamente
le forze, ma non è ancora giunto il suo tempo. Quando arriverà
quel giorno, molto presto, voi non sentirete più le lettere di Dio, ma
io sarò ugualmente sempre presente durante la S. Messa celebrata dal
nostro vescovo". [45]
Per noi è motivo di consolazione sapere che quando Marisella volerà
in Paradiso, la Madonna continuerà ad essere presente in mezzo a noi,
durante la S. Messa celebrata da Don Claudio .
Marisa ha goduto molte volte l'esperienza soprannaturale di essere portata in
Paradiso, ma recentemente ha chiesto alla Madonna: "Non mi portare più,
perché quando torno giù, vedo ancora più buio". Comprendiamo
questa richiesta di Marisa; deve essere molto duro, dopo aver goduto in Paradiso,
tornare a soffrire sulla Terra.
Ma il giorno 13 maggio, anniversario dell'emissione dei voti e festa delle anime
consacrate, la Madre dell'Eucaristia ha portato la sua figliolina a godere in
Paradiso: "È da molto tempo che non saliva con Noi e oggi Dio ha
permesso questo, perché l'attende una vita molto difficile e spesso deve
partire con me per posti dove c'è guerra e sofferenza".
Marisa, insieme alla Madonna, è stata recentemente in luoghi dove imperano
la guerra, la fame e la miseria e soprattutto in Romania "dove c'è
miseria e tanta cattiveria nelle persone. I bambini crescono come se fossero
bestioline, eppure sembrano dire: "Cosa possiamo fare?". Ne sono stati
battezzati tanti. I bimbi sentono la mancanza di affetto, di cibo, di vestiti
e di tutto ciò che serve a ogni creatura del mondo". [46]
Durante il mese di maggio la Madre dell'Eucaristia ha parlato anche di due dolorosi
problemi:
· veggenti che non vedono più la Madonna e fanno credere di vederla;
· il tradimento di un arcivescovo che è entrato in una setta anticattolica
e si è sposato.
Circa il primo punto ha detto: "Alcuni veggenti non mi vedono più
e alcuni sacerdoti organizzano grandi adunate e chiedono di pagare l'ingresso
alle persone che vi partecipano per sentirli parlare. Tanta gente è accorsa
a queste adunate, ma io non sono apparsa. Ormai queste persone si sono fatte
un nome talmente grande che moltissimi fedeli corrono dove sono loro, disposti
a pagare l'ingresso. Pagano per sentire un sacerdote che parla, per assistere
ad una apparizione non autentica". [47]
Dell'arcivescovo che ha tradito, la Madre dell'Eucaristia ha detto: "Tanti
sacerdoti, vescovi, arcivescovi e cardinali sono come colui che ha tradito la
Chiesa. Sono tanti, anche se, essendo poco conosciuti, non fanno rumore. Questo
arcivescovo è conosciuto in tutto il mondo e la situazione è preoccupante
perché può ribaltare tutto e portare dietro di sé molte
anime. A voi chiedo di pregare per queste anime, per queste persone che ingenuamente
hanno seguito colui che dice di essere con Dio. Tutto può cambiare se
lui vuole". [48]
Anche durante il mese mariano la sofferenza naturale per Marisa è stata
molto forte, e tremenda quella soprannaturale, come ha riconosciuto la Madre
dell'Eucaristia: "Marisa questa notte ha sofferto la vera passione, quella
che soffre solo ogni tanto. La spada le penetrava nel petto e nella spalla,
causando dolori acutissimi. La vostra sorella è stata eroica nell'accettare
e nel non dire nulla, anzi ha cercato di incoraggiare il fratello vescovo".
[49]
Don Claudio, difatti ci ha sempre confessato che per lui è di estremo
tormento assistere Marisa mentre vive la passione.
Comunque per l'immolazione di Marisa, la sofferenza di Don Claudio, le preghiere
e i digiuni della comunità le conversioni sono notevolmente aumentate.
Di esse ci ha parlato la Madre dell'Eucaristia: "Sono 920 milioni le anime
convertite: ce ne sono dappertutto. La maggior parte di esse sono salve per
merito della vostra sorella, del vescovo e delle vostre preghiere. Quando la
conversione è autentica, l'anima non torna più indietro".
[50]
"Grazie a Marisella si sono convertite altri 10 milioni di anime".
[51]
"Siete arrivati a 940 milioni di anime convertite che comprendono suore,
sacerdoti, vescovi e cardinali". [52]
Abbiamo saputo da Gesù che il vescovo e la veggente, a causa delle persecuzioni
che subiscono da parte degli uomini della Chiesa, dei tradimenti e delle calunnie,
a volte, in segreto, sfogano il loro dolore piangendo.
"Quando mi trovavo solo nel Getsemani o in qualsiasi altro luogo, versavo
lacrime per le persone che non si convertivano. Così voi, miei due cari
figliolini, sorridete e date gioia quando siete con le persone, ma quando vi
ritirate e siete soli, piangete sul mio cuore". [53]
Ai giovani amareggiati, perché accusati di non fare parte della Chiesa,
Gesù ha assicurato: "La Chiesa è salva, perché è
di Dio e nessun uomo, anche se grande e potente, può distruggerla. Miei
cari figli, voi siete la Chiesa, siete tutti con la Chiesa". [54]
Il 27 maggio abbiamo festeggiato Marisa e pregato per le anime consacrate. Per
l'occasione sono venute nel luogo taumaturgico persone provenienti da diverse
regioni d'Italia.
Abbiamo premesso alla festa un triduo, durante il quale è sempre venuto
Gesù per incoraggiarci a pregare per le anime consacrate e soprattutto
per Marisa, che alla vigilia "avrebbe passato una notte terribile".
Tante sofferenze hanno provocato il grande annuncio fatto da Gesù il
giorno della festa: "Avete raggiunto un miliardo di anime convertite. Miei
cari figlioli, non siete tanti, eppure siete arrivati a convertire in poco tempo
un miliardo di anime di ogni religione e razza, non soltanto cattoliche. Ecco
la grazia grande, il miracolo grandissimo che nel vostro piccolo, nella vostra
umiltà e semplicità, avete ottenuto: un miliardo di convertiti".
Nella stessa circostanza abbiamo inaugurato una statua in bronzo della Madre
dell'Eucaristia, opera del noto scultore Manfrini, donata da benefattori milanesi
che vogliono restare anonimi. La statua è stata collocata di fronte "alla
basilica" come se volesse dare il benvenuto a coloro che vi entrano per
pregare.
Durante il mese di maggio Dio ha fatto ai nostri giovani una grande grazia.
La Madre dell'Eucaristia ha rivolto ai singoli, ad ogni coppia di fidanzati
e ad ogni coppia sposata un messaggio, nel quale ha esposto la loro situazione
e dato consigli opportuni.
Il mese di maggio è terminato con un altro annuncio che ha immensamente
rallegrato il cuore del nostro vescovo: "Eccellenza, di' la Santa Messa
come se fosse l'ultima della tua vita, anche se so che già lo fai. Sai,
ogni tua santa Messa salva un'anima". [55]
Il mese di giugno è iniziato con un piacevole annuncio: "Oggi dovete
aggiungere altri venti milioni di conversioni".
Don Claudio ha provato un'altra grande gioia quando Gesù ha affermato
che i papi Pio XII e Paolo VI, che ama moltissimo, "sono santi per Noi
e se la Chiesa tarda a dichiararli santi, non importa".
Poi Gesù ha proseguito il discorso sulla santità: "Per voi
è difficile comprendere che possa esistere un santo vivente. Sulla Terra
ci sono due persone dichiarate sante dal Paradiso; questi due santi sono stati
eletti da Dio e soffrono e pregano per tutti. Voi li vedete scherzare, ridere,
fare qualche battuta e anche qualche scatto; anch'io ne ho fatti tanti e ho
preso a frustate le persone che non si comportavano bene. Chi non rispetta coloro
che Dio ha dichiarato santi sulla Terra, chi li calpesta, commette peccato,
perché è peccato calpestare e offendere i santi".
Infine, rivolto al vescovo e alla veggente ha loro comunicato: "Domani
andrete a Gaza. Non patirete niente fisicamente, né vi stancherete; volerete
e sarete là. Vi addolorerà solo vedere le persone che soffrono".
[56]
Il 2 giugno è venuto Dio Spirito Santo a comunicarci la lettera di Dio.
Ha esordito dicendo: "Chiedete il dono della pace e delle lingue, come
qualcuno desidera da tempo".
Sappiamo che "colui che desidera da tempo il dono delle lingue" è
il nostro vescovo. Infatti Don Claudio non conosce nessuna lingua straniera,
ma ha un desiderio così forte di rivolgersi a tutti gli uomini per far
conoscere e amare Gesù Eucaristia e la Madre dell'Eucaristia che ha chiesto
allo Spirito Santo il dono delle lingue.
Poi lo Spirito Santo ha rivolto questa domanda ai membri della comunità:
"Che uso avete fatto di tutte le lettere di Dio?" e ha dato la risposta:
"Molti hanno camminato, piano piano sono andati avanti, altri sono tornati
indietro e altri ancora, per fortuna pochissimi, non camminano affatto".
Il giorno seguente, festa di Pentecoste, è tornato ancora Dio Spirito
Santo per dirci: "Lo Spirito Santo non è conosciuto come Dio Padre
e Dio Figlio, anzi molti lo combattono e peccano con facilità contro
di Lui. Voi non potete immaginare quante persone istruite, quanti alti prelati
peccano contro lo Spirito Santo. Invocatelo, permettete anche a Me di fare la
mia parte. Non ci sono soltanto Dio Padre e Dio Figlio, ma anche Dio Spirito
Santo".
Durante la S. Messa di Pentecoste Marisa ha sofferto intensamente la passione.
Appena è terminata la celebrazione eucaristica è stata riportata
a braccia nella sua camera, dove è svenuta più volte a causa dei
terribili patimenti.
Il 4 giugno Gesù ha detto: "Godete di questa giornata, perché
Dio ha compiuto una grazia molto grande; a suo tempo saprete".
Il mistero è durato poco; alcuni giorni dopo, infatti, Don Claudio, per
ordine della Madonna, ha riferito alla comunità che il Signore l'aveva
guarito da un cancro al fegato che aveva già intaccato l'apparato digerente.
Il vescovo era al corrente del suo male da pochi giorni, mentre Marisa lo aveva
saputo da molto tempo dalla Madre dell'Eucaristia, ma era stata obbligata a
mantenere il segreto.
Aveva offerto a Dio tante preghiere, digiuni e i dolori passione, per ottenere
la guarigione del fratello vescovo, ed era riuscita a strappare la grazia a
Dio.
Il 6 giugno, l'ostia che aveva versato sangue un anno prima ne ha versato ancora
e da conchiglia si è trasformata in cuore.
Durante l'apparizione Marisa ha visto questa trasformazione "Una conchiglia
piena di sangue piano piano si sta trasformando in un cuore e dentro c'è
Gesù".
Domenica 10 giugno abbiamo commemorato il grande miracolo eucaristico avvenuto
un anno prima, durante la S. Messa celebrata dal nostro vescovo.
Gesù ci ha messo in guardia dal pericolo di vivere le emozioni del momento
e poi tornare a comportarci come prima: "Quel giorno avete esultato di
gioia, avete pianto, vi siete commossi, ma dopo un po' di tempo vi siete quasi
dimenticati del miracolo che è il più grande della storia della
Chiesa".
Poi ci ha spronato a diventare sempre migliori. "Voi, in confronto a tante
altre anime, siete migliori, ma non per questo vi dovete adagiare".
Nonostante Don Claudio fosse stato guarito per intervento divino dal cancro,
si sentiva spossato, molto stanco. Anche di questo ha parlato Gesù: "Continuate
a pregare per il vostro vescovo, ora la sua salute va bene, ma è subentrata
una stanchezza non indifferente, un po' strana".
Dai primi di giugno Marisa ha vissuto la passione tutti i giorni per la conversione
dei sacerdoti.
Il 13 giugno, ricorrendo la sua festa liturgica, S. Antonio ci ha portato la
lettera di Dio e ci ha comunicato che molte chiese hanno seguito il nostro esempio
nel fare l'adorazione eucaristica: "Da quando voi avete cominciato a farla,
come hanno chiesto Gesù e la Madonna, ora anche in diverse parrocchie
viene fatta l'adorazione eucaristica.
Ricordate quando tempo fa il vostro vescovo ha detto: "Quando avrò
la mia chiesa, ci sarà l'adorazione eucaristica ventiquattro ore su ventiquattro"?.
Ebbene, anche questa sua idea è stata rubacchiata. Il vescovo annuncia
tante belle iniziative che vengono rubacchiate da grandi e piccoli sacerdoti,
ma non vi preoccupate di questo, l'importante è che le anime si convertano
e, come ha detto il nostro Gesù e la nostra Madre dell'Eucaristia, che
le preghiere vadano avanti e l'adorazione si faccia sempre".
Gesù ha indicato quali qualità deve avere il sacerdote per salvare
le anime: "Deve essere forte, duro e dolce allo stesso tempo". [57]
Il 17 giugno abbiamo festeggiato la festa del Corpus Domini. Abbiamo portato
solennemente in processione l'Eucaristia che ha sanguinato e abbiamo elevato
a Dio preghiere e suppliche per la conversione delle anime.
Il giorno seguente la Madre dell'Eucaristia ci ha dato un'altra lieta notizia:
"Certamente sarete contenti se la Mamma vi dirà al posto di Gesù
che si sono convertite 100 milioni di anime, tra di loro ci sono dei protestanti
che sono tornati al cattolicesimo".
Il 18 giugno Gesù ha annunciato: "Domani il vescovo e Marisella
partono di nuovo per l'Africa, voi dovete accompagnarli con la preghiera.
I bambini, le mamme e i papà dell'Africa, dove i miei due figli sono
stati molte volte, non hanno nulla. Quando qualcuno parla loro di Gesù,
i bambini aprono gli occhietti e chiedono: "Chi è Gesù?".
I miei figli cercano di spiegarlo con parole semplici. Alcuni di questi bimbi
si abbandonano tra le braccia dei miei figli e muoiono".
La veggente ci ha descritto la misera situazione di milioni di persone che vivono
nel terzo mondo. Non hanno nulla e soffrono di tutto.
In occasione del secondo anniversario dell'ordinazione episcopale di Don Claudio
e del compleanno di Marisa è venuto Gesù per fare loro gli auguri
e per ringraziarli del grande lavoro che hanno svolto per la Chiesa e per le
anime.
Gesù ci ha comunicato che il vescovo ha ricevuto da Dio in modo abituale
e permanente il dono della bilocazione, prima esercitato solo in alcune occasioni:
"Ora Dio vuole che lui vada in bilocazione nei paesi poveri del mondo ad
accompagnare la Madre dell'Eucaristia, sua sorella e tutti i bambini del Paradiso
secondo necessità. Questa notte sono andati in Africa e hanno visto il
dolore, la fame e la sete che patiscono mamme e bambini, hanno visto che cosa
vuol dire soffrire e non avere accanto chi può aiutare. I nostri bimbi
del Paradiso aiutavano, davano da bere, da mangiare a coloro che stavano morendo".
[58]
Poi tra Gesù, Don Claudio e Marisa è avvenuto un colloquio, talmente
simpatico, semplice e cordiale, che abbiamo pensato di riportarlo integralmente.
Per gustarlo occorre fare una precisazione. Era talmente grande l'ansia del
vescovo di arrivare alla meta stabilita da Dio: tre miliardi e cinquecento milioni
di anime convertite, che da giorni ripeteva la stessa preghiera: "Signore,
Tu non hai bisogno di noi, povere creature, per convertire le anime, puoi farlo
benissimo da solo. Per questo, ti prego, salva Tu direttamente cinquecento milioni
di anime; in poche parole abbonaci una parte dei tre miliardi e mezzo, così
arriviamo prima al traguardo".
Dio ha esaudito la preghiera fatta dal vescovo da Lui ordinato.
Gesù - Volevi condonate delle anime, Don Claudio, Eccellenza
Reverendissima? Le anime da salvare sono state ridotte a tre miliardi!
(La comunità ha ringraziato Dio applaudendo)
Gesù - Non confondete; ho tolto, ho diminuito le anime da
salvare, invece di tre miliardi e cinquecento, il numero è sceso a tre
miliardi, ecco il condono. Avete capito questo?
Don Claudio - Posso parlare, Gesù?
Gesù - Parla, Eccellenza Reverendissima.
Marisa - Gesù, il vescovo è in pallone.
Don Claudio - Io ti ringrazio, Gesù, del tuo dono, perché
da giorni ti stavo chiedendo: "Dal momento che tre miliardi e mezzo sono
tanti, ce ne abboni una parte?". Tu, nella tua bontà, da tre miliardi
e mezzo sei sceso a tre miliardi, e a noi sembra più vicina la meta,
per questo noi ti ringraziamo e abbiamo applaudito perché
Gesù - Avete capito il contrario. Comunque dovete lo stesso applaudire
e cantare perché ormai sono 1.800.000.000 le anime convertite.
È talmente grande la gioia che avete nel cuore che non riuscite a comprendere
neanche il vostro Gesù. Non sono 3 miliardi i convertiti, però
avete fatto un bel passo avanti. Fate i conti a casa, figlioli, fate il compito
a casa, perché Io, Gesù, devo andare.
Marisa - Ma dove vai quando dici che devi andare?
Gesù - Come dove vado? Dio Padre, Dio Spirito Santo, tutti gli
angeli e i santi mi stanno aspettando, Io debbo andare.
Marisa - Vai, Gesù, noi facciamo i conti con la penna.
Gesù - Possibile, Eccellenza, che tu non abbia capito quante anime
sono rimaste?
Don Claudio - Un miliardo e ottocento? Un miliardo e settecento? Gesù,
io sono laureato in lettere non in matematica.
Gesù - Io non ho nessuna laurea, eppure faccio i conti bene.
Don Claudio - Ce lo dici per favore quante anime da convertire sono rimaste?
Gesù - Guardate la pazienza che ho questa mattina: un miliardo
mettetelo da parte, come la chiamate voi, nella cassaforte. Si sono convertiti
altri?
Don Claudio - Trecento.
Gesù - E oggi Io, Dio, ve ne ho condonati cinquecento.
Don Claudio - E sono ottocento.
Gesù - Però se contate i cinquecento milioni condonati,
dovete arrivare ai tre miliardi e mezzo, quindi o contate cinquecento prima
o contate cinquecento dopo.
Don Claudio - Sono rimasti un miliardo e settecento milioni.
Gesù - Ne sono rimasti pochini, coraggio, figlioli, coraggio.
Don Claudio - Grazie, Gesù.
Marisa - Ti volevo dire una cosa, Gesù, ma è meglio che
te la dica da sola.
Gesù - Ma adesso non mi cantate più alleluia?
Don Claudio - Sì, sì.
Marisa - Ti hanno applaudito, hai visto, Gesù, non capiscono più
niente quando sentono parlare di miliardi.
Gesù - Forza, Marisella, coraggio, che ti prende?
Marisa - Adesso mi sto emozionando io.
Gesù - Cantate e benedite Dio Padre, Dio Figlio e Dio Spirito
Santo, gridando con tutto il Paradiso: Alleluia.
Marisa - Ciao, Gesù, non aspetti neanche che ti dia un bacio?
Ciao.
Madonna - Io, la vostra Mamma, non ho nulla da dire se non fare gli auguri
ai due diamanti di cui ha parlato Gesù."
Il giorno seguente la Madre dell'Eucaristia ci ha di nuovo parlato del condono
concessoci da Dio.
"In questo momento Gesù è in preghiera. Per chi prega Gesù?
Per tutti coloro che hanno bisogno. Però non dovete approfittare e chiedere
altri condoni, perché non li può dare, altrimenti terminerebbero
le preghiere, i sacrifici, i fioretti, l'amore e la sofferenza. Gesù
non ha bisogno di tutto questo, può fare anche tutto da solo, ma dal
momento che vi ama, vi invita a lavorare alla sua messe con Lui, così
voi lavorate con Lui e per Lui". [59]
Poi ha parlato, unendoli, del volto rigato dal dolore di Gesù e del vescovo.
"Io sto guardando il mio Gesù che continua a pregare con il volto
rigato dal dolore. Anche il vostro vescovo ha il volto rigato dal dolore, ma
ha tanta gioia, tanto amore, tanta voglia di salvare le anime. Stamattina nel
Kenia ne ha battezzate almeno cinquecento. Battezzava, parlava di Gesù
e seminava le parole del S. Vangelo. Che gioia vedere un amore così grande!".
Marisa non ha mai cessato di soffrire la passione, come ha ricordato Gesù:
"Oggi è venerdì, voi sapete che tutti i giorni la vostra
sorella soffre la passione, ma oggi è ancora più forte del solito;
per questo non è con voi, ma voi potete aiutarla con la preghiera.
Pregate, affinché abbia la forza di accettare tutto per la conversione
degli uomini della Chiesa". [60]
Il 24 giugno il vescovo ha dato la Prima Comunione ad alcuni giovani di origine
sudamericana, venuti dalla Svezia e privi di guida spirituale. La loro preparazione
era stata curata da catechisti improvvisati e ultimata dal vescovo che nei giorni
precedenti alla Prima Comunione aveva riservato a sé degli incontri di
preparazione.
Il vescovo ha sempre insistito nell'insegnarci ad essere sempre umili e semplici
e ci ha dato un grande esempio di distacco dai soldi e dal potere, come ha riconosciuto
Gesù: "Mi piace questo luogo: qui non pensate al potere, ad avere
tanti soldi, siete sempre rimasti umili e semplici in tutto e per tutto".
[61]
Come S. Paolo non ha voluto che i Tessalonicesi fossero nell'ignoranza circa
i defunti, così Gesù ha voluto illuminarci circa la sorte dei
bambini morti senza battesimo, poiché continuano in proposito a girare
opinioni "strane".
"Qualcuno continua a dire che, quando muore un bimbo, senza aver ricevuto
il battesimo, va nel limbo. No, questo non è vero: sale subito in Paradiso
e gode la visione di Gesù e di Maria. I bambini in Paradiso sono tanti
e felici, godono moltissimo e pregano per i loro genitori. Il limbo non esiste.
Quando una mamma perde un bambino, anche se ancora nel grembo materno, ditele:
"Il vostro angelo è in Paradiso"". [62]
Nella stessa apparizione Gesù ha annunciato che il vescovo e la veggente
sarebbero andati nel Kenia, insieme alla Mamma Celeste.
Marisa ci ha di nuovo stupito per la sua semplicità e immenso amore dicendo:
"Il vescovo è un po' stanco, possiamo evitare di mandarlo?".
Gesù ha risposto così alla Sua dolce sposa: "No, lui deve
andare, deve benedire i matrimoni e fare le confessioni".
Marisa ha continuato a soffrire la passione, forti dolori fisici e struggenti
dolori morali. Ha bevuto il calice amaro delle tribolazioni insieme alla mamma,
nonna Iolanda. Per questo Gesù ha detto: "Oggi il mio saluto va
alla nonna Iolanda che continua a portare avanti il suo patire con tanto amore.
Voi non potete immaginare quanto queste due creature, mamma e figlia, affrontino
il dolore dalla mattina alla sera e a volte anche di notte. Vivono una sofferenza
dura, atroce, ma riescono ad offrirla a Gesù e a salvare tante anime".
[63]
Il 29 giugno abbiamo solennemente celebrato il secondo anniversario dell'ordinazione
episcopale del nostro vescovo. Gesù, la Madre dell'Eucaristia, S. Giuseppe,
gli apostoli Pietro e Paolo, tutti gli angeli e i santi sono venuti nel luogo
taumaturgico per fare gli auguri al vescovo ordinato da Dio.
Il Sommo ed Eterno sacerdote ha esordito con: "Il mio augurio, Eccellenza
Reverendissima, va a te per tutto l'amore che hai verso le anime. Hai vissuto
il tuo secondo anno di episcopato tra lotte e sofferenze, tra gioie e dolori".
La Madre dell'Eucaristia si è unita al Divin Figlio: "Auguri vivissimi
al mio amato vescovo, Sua Eccellenza Mons. Claudio, e grazie per tutto quello
che fai per la Chiesa, per le anime, nel nascondimento, nel silenzio, come vuole
Gesù, perché è così che si salvano le anime, nel
nascondimento e nel silenzio.
Pietro e Paolo hanno ammirato la forza del vostro vescovo nel portare avanti
da solo questa missione così grande e combattuta dagli uomini della Chiesa,
così nascosta e incompresa".
Gesù si è rivolto ai giovani: "Davanti a Me sono inginocchiati,
coloro che un anno fa sono stati ordinati ministri straordinari dell'Eucaristia.
Miei cari figliolini, siete tutti a posto. Mi avete portato con voi, avete portato
l'Eucaristia alle persone malate e a coloro che non potevano recarsi in chiesa.
Gioite se il vostro Gesù vi dice che tutti siete nella condizione di
essere ministri straordinari dell'Eucaristia e in grazia per portarmi alle anime
che hanno bisogno. Il mio augurio è per tutti voi".
Finalmente la Madre dell'Eucaristia ha dato il grande annuncio che tutti attendevamo.
Dopo averci ringraziato delle preghiere fatte e dei sacrifici sostenuti, ci
ha comunicato: "Per questo meritate la conversione di due miliardi di anime.
Avete visto che quando volete, sapete dare, sapete fare, in poco tempo siete
arrivati a questo buon traguardo?".
Marisa aveva donato il suo oro per farlo fondere e ricavare un anello episcopale
per Don Claudio con la riproduzione dell'immagine della Madre dell'Eucaristia:
era il regalo che la sorella aveva preparato al fratello vescovo per il suo
secondo anniversario di episcopato. La Madonna ha benedetto questo anello e
ha voluto che fosse la stessa donatrice a metterlo al dito del vescovo.
"Benedico questo anello che tu, Don Claudio, porterai al dito, sempre,
e da questo sapranno che tu sei il vescovo della Madre dell'Eucaristia.
Coraggio, Marisella, mettilo al dito del vescovo".
Il caldo afoso e umido di Roma ai primi di luglio è sempre controproducente
per la salute molto precaria di Marisa e per la situazione fisica di Don Claudio:
così anche quest'anno, il vescovo e la veggente sono stati costretti,
per ordine medico, ad allontanarsi da Roma.
Per motivi di riserbo e di discrezione racconteremo solo quei fatti ed avvenimenti
che il vescovo ha deciso che vengano conosciuti.
Quanto alle lettere di Dio, contenenti riferimenti a situazioni personali, al
presente della Chiesa e al futuro del vescovo, Don Claudio ha deciso di pubblicare
solo quella consegnatagli in occasione del trentesimo anniversario della chiamata
da parte di Dio a svolgere la grande missione.
Il 7 luglio, in occasione dell'onomastico di Don Claudio, sono apparsi Gesù,
la Madonna, S. Claudio vescovo e martire e S. Claudio della Colombiere per fargli
gli auguri.
Il vescovo e la veggente hanno continuato a recarsi in bilocazione in Palestina,
in Kenia, in Romania e in zone di guerra per soccorrere i poveri, prestare aiuto
ai feriti, dare conforto e coraggio ai bisognosi.
Il 15 luglio, preceduto da un triduo seguito da tutti i gruppi di preghiera
"Madre dell'Eucaristia" sparsi in Italia, Don Claudio e Marisa hanno
celebrato il 30° anniversario della loro chiamata da parte di Dio.
Per motivi di distanza e logistici erano presenti solo i giovani, che hanno
ricevuto i ringraziamenti della Madonna: "Vi ringrazio per tutti i sacrifici
fatti per venire a festeggiare i due nostri figliolini tanto cari a Dio che
stanno portando sulle spalle un peso molto grande".
Poi la Madonna ha voluto far sapere che per questo anniversario in Paradiso
c'era una grande festa: "Oggi, per voi il Paradiso fa una grande festa
che nessun uomo della Terra può comprendere".
Infine il grande annuncio, tanto atteso e sospirato: "Il vostro lavoro
di questi trent'anni vi fa arrivare a tre miliardi di conversioni. Siamo arrivati
ad un buon numero di anime convertite, grazie soprattutto a voi due, che in
questi anni avete dato moltissimo, non vi siete mai pavoneggiati né inorgogliti,
non avete mai cercato di primeggiare, siete rimasti sempre nel silenzio e nel
nascondimento. Nei vostri viaggi, nel vostro peregrinare da una città
all'altra, da una nazione all'altra, seminando rosari e preghiere ovunque, avete
salvato tante anime".
Anche la SS. Trinità si è fatta presente per benedire il vescovo
e la veggente. Gesù e la Madonna hanno ringraziato anche nonna Iolanda:
"Con una fatica ed una sofferenza che non potete immaginare, continua a
seminare preghiere sulla Terra per Don Claudio e Marisella. Voi non sapete che
la metà delle conversioni di questo ultimo momento è sulle spalle
di una signora di 95 anni".
La Madre dell'Eucaristia ci ha incoraggiato a proseguire con più impegno
nell'opera di conversione delle anime: "Adesso è il momento di intensificare
la preghiera, perché coloro che si debbono convertire ora sono i più
duri. Tra di loro ci sono soprattutto coloro che celebrano la S. Messa solo
per dovere, non sono in grazia di Dio e ricevono quindi Gesù non in grazia".
Durante i giorni della riunione del G8 a Genova si sono verificati violenti
scontri tra polizia e dimostranti che hanno provocato un morto e più
di cinquecento feriti. Il vescovo e la veggente sono andati in bilocazione nel
capoluogo ligure per prestare soccorso ai feriti ed hanno visto scene di guerra.
Dio ha permesso che il demonio continuasse ad assalire Marisa e la percuotesse
ferocemente. Il padre della menzogna addirittura ha tentato di uccidere il vescovo
e la veggente: Don Claudio e Marisa stavano tranquillamente nuotando, quando
il demonio ha assalito all'improvviso quest'ultima e l'ha colpita duramente,
facendole perder i sensi. Don Claudio, pensando che Marisa fosse in preda ad
un malore e vedendo che cominciava ad andare sott'acqua, è accorso per
aiutarla. Ma il demonio, approfittando di una depressione marina profonda, ha
afferrato il vescovo per le gambe e ha cominciato a trascinarlo sott'acqua.
Don Claudio ha avvertito di precipitare velocemente sotto la superficie del
mare, come un siluro, e non riusciva, per quanti sforzi facesse, ad arrestare
la corsa.
Improvvisamente ha percepito di essere riportato in superficie con una velocità
superiore a quella della discesa e appena è emerso, ha notato che Marisa
era in estasi e stava tranquillamente dialogando con la Madonna che le stava
dicendo: "Miei cari figliolini, il demonio ha tentato di affogarvi in mare,
ma Dio ha mandato i suoi angeli a salvarvi. Il demonio è molto arrabbiato
contro di voi, a causa delle tante anime che gli state sottraendo".
Il 1° agosto, accompagnati dai nostri giovani, il vescovo e la veggente
si sono trasferiti in montagna, a Frontignano, dove, per volontà di Dio,
si erano incontrati trenta anni prima.
Il 4 agosto 2001 il vescovo e la veggente, accompagnati da alcuni membri della
comunità, si sono recati nella meravigliosa vallata che si estende tra
Castelluccio di Norcia e la Forca Canapina per fare una passeggiata distensiva
e respirare l'aria salubre dei monti circostanti.
Arrivati in un tratto di strada tranquillo e solitario, tutti sono scesi dalla
macchina ed hanno iniziato a passeggiare. Marisa camminava faticosamente, sostenuta
dalle stampelle, improvvisamente le ha lasciate cadere per terra ed ha iniziato
a percorrere la strada con passo svelto e sicuro.
Era venuta la Madonna, l'aveva presa per mano e la faceva camminare. Madre e
figlia, sempre tenendosi per mano, hanno dialogato a lungo, hanno riso e scherzato.
Per il vescovo non era una novità quanto stava accadendo, lo era per
le altre persone presenti che seguivano felici e commosse. Dopo circa mezz'ora
la Madonna ha invitato Marisa a sedersi di nuovo in macchina, l'ha abbracciata
ed è andata via.
Quando Marisa si è ripresa dall'estasi, si è rivolta ai presenti
ed ha raccontato quanto aveva vissuto. L'attenzione del vescovo è stata
attratta da un capello nero che, adagiato sul petto della veggente, faceva contrasto
con il candore del maglioncino che indossava. Nessuno dei presenti, osservati
con attenzione dal vescovo, aveva i capelli neri. È stato spontaneo per
il vescovo domandarsi: "Di chi è questo capello?" che per di
più emanava un profumo particolare ed intenso.
Non è stato possibile neanche accennare una risposta, una folata di vento
ha fatto volare via il capello, tra lo sconcerto dei presenti.
Il più addolorato appariva il vescovo, aveva intuito che si trattava
di un capello particolare ed ha esclamato: "Speriamo che qualcuno ci faccia
sapere almeno a chi apparteneva".
Mentre tutti si accingevano a prendere posto in macchina, il vescovo ha gridato:
"Eccolo"; infatti sul petto di Marisa era comparso di nuovo. Don Claudio,
non avendo altro a disposizione, ha avvolto il capello in un fazzoletto di carta
e lo ha messo in tasca.
Arrivati a casa il vescovo e la veggente hanno controllato attentamente il capello
e si sono resi conto che in alcune parti aveva cambiato colore.
Più tardi è apparsa la Madonna: "Ho voluto donare un mio
capello a mio figlio: il vescovo Claudio Gatti. Il capello inizialmente tutto
nero, si è successivamente schiarito in alcune parti assumendo il colore
dei capelli del piccolo Gesù e del mio amato sposo Giuseppe".
Questo dono è unico ed esclusivo, perché la stessa Madre dell'Eucaristia
ha detto che "non è mai stato fatto a nessuno".
Il vescovo ha depositato il capello in un improvvisato reliquiario: una scatolina
di cartone.
Don Claudio e Marisa desideravano da tempo tornare alla fonte S. Lorenzo, dove
30 anni prima il vescovo ha iniziato a presenziare alle apparizioni della Madonna.
A quel luogo sono legati i ricordi delle prime esperienze del soprannaturale
vissute insieme.
Lì sono avvenute le più lunghe apparizioni, tre ore, di cui hanno
goduto Don Claudio e Marisa.
Lì la Madonna ha cominciato a parlare ai due figliolini della grande
missione che Dio aveva deciso di affidare loro.
Don Claudio e Marisa ricordavano il nome del luogo, ma non sapevano come arrivarci.
Aiutati da Giovanni, un caro amico, sono riusciti a trovare la strada per arrivare
e finalmente sono riusciti ad appagare il grande desiderio.
Appena giunti alla fonte S. Lorenzo, mille ricordi hanno affollato la mente
del vescovo e della veggente e una grande emozione ha invaso il loro cuore.
Invocata è apparsa la Madonna che ha voluto condividere la gioia dei
due figliolini e ha rivolto loro parole di conforto, d'incoraggiamento e di
ringraziamento.
Il 26 agosto, il vescovo e la veggente, accompagnati da alcuni membri della
comunità, sono andati alle Forche Canapine.
Marisa era sulla carrozzella; d'improvviso si è alzata e, in estasi,
si è diretta verso un dirupo. Giunta all'altezza della staccionata di
protezione, colloquiando con la Madonna, le ha detto: "In Paradiso non
ci sono le staccionate". Poi guardando verso il cielo ha esclamato: "Il
volto di Cristo!".
La Madonna le ha annunciato: "La tua dipartita è vicina, anche se
i tempi di Dio non sono i vostri. Tu soffri molto e spesso vicino a te condivido
il dolore della passione di mio Figlio Gesù per permettere al vescovo
di riposare".
La Mamma del Cielo ha anche ricordato la promessa di Dio: "Ora siete in
pochi nel luogo taumaturgico, ma un giorno verranno molte persone a pregare".
Infine ha parlato del grande amore del vescovo per il suo gregge: "Il vostro
vescovo vi ama di un amore immenso e qualcuno di voi darà testimonianza
di questo a tutta la comunità".
Terminata l'apparizione, Marisa ha continuato a camminare con scioltezza, giocando
felice col piccolo Emanuele che stringeva finalmente tra le braccia pur rimanendo
in piedi.
La gioia di poter camminate autonomamente è durata fino a tarda sera,
poi la veggente è tornata nelle condizioni fisiche in cui era prima dell'apparizione.
Purtroppo anche nel mese di agosto la salute di Marisa ha lasciato molto a desiderare.
Forti dolori naturali si sono uniti alla sofferenza della passione. Anche Don
Claudio non ha potuto recuperare a livello fisico, come ha riconosciuto la Madonna:
"Non hai forza, sei stanco, non pensare al domani, pensa all'oggi".
[64]
Il 30 agosto Marisa, a letto, soffriva moltissimo per una contrattura muscolare
che dalla spalla sinistra le si irradiava al collo e al capo, estendendosi anche
al lato destro. Il vescovo e alcuni membri della comunità facevano del
loro meglio per alleviare le sue sofferenze, ma con scarsi risultati. Ad un
certo punto Marisa ha cominciato ad avvertire delle trafitture al piede destro.
Il vescovo ha esclamato: "Mio Dio, non è possibile che, già
così dolorante naturalmente, Tu le chieda di soffrire anche la passione!".
Ma era proprio quello che si temeva
Nel giro di pochi minuti Marisa è entrata in uno stato di sofferenza
terribile, vivendo tutti i dolori che Gesù ha patito durante la sua crocifissione.
Le sue mani e i suoi piedi si sono contratti come se fossero trapassati dai
chiodi, a stento riusciva a reprimere i gemiti che le sfuggivano. Si lamentava
anche per le spine che le trapassavano il capo, penetrandole fino dentro gli
occhi.
Le sue labbra erano diventate in poco tempo, completamente riarse, screpolate,
la gola inaridita. Ha chiesto dell'acqua e zucchero che le è stata subito
portata.
Il suo volto disfatto e i suoi occhi dolcissimi sembravano veramente quelli
di Gesù morente sulla croce! Il vescovo, che le era accanto, ha guardato
i presenti ed ha esclamato: "Ecco, questa è Marisa, quando di notte
soffre la passione".
Ad un certo punto è accaduto un fenomeno mistico che non è nuovo
in Marisa.
Per lei il vescovo non c'era più, al suo posto c'era Gesù e tra
loro si è svolto un colloquio dolcissimo:
Marisa - Sei venuto, Gesù?
Gesù - Sì, sono venuto per aiutarti, soffri molto, mia
sposa?
Marisa - Sì, ma le tratti tutte così le tue spose?
Gesù - Sono veramente poche quelle che accettano il dolore per
amore, non raggiungono le dita di una mano. Non vorrei farti soffrire, ma devo
fare la volontà del Padre.
Marisa - Perché non vai al Padre e gli dici di non farmi più
soffrire?
Gesù - Non vuoi salvare le anime?
Marisa - Sì, accetto tutto, mi fanno tanta compassione le anime,
poverine!
Gesù - Poverine?!
Marisa - Sì, non dico quelle che tu sai, ma quelle che ce la mettono
tutta, però sono deboli, tutti siamo poveri, deboli.
Gesù ha chiesto a Marisa: "Vuoi la mia benedizione?" e, senza
attendere risposta, ha tracciato un segno di croce sulla sua fronte e sulle
mani esclamando: "Questa benedizione non ti toglierà la sofferenza,
ma ti aiuterà a sopportarla".
In effetti durante tutto il colloquio la sofferenza di Marisa è apparsa
meno spasmodica, segno che era intervenuto un aiuto divino per far sì
che potesse sopportare i dolori terribili a cui il suo corpo era sottoposto.
Dopo la benedizione Marisa è sembrata stare un pochino meglio, almeno
sul piano dei dolori soprannaturali, la visione di Gesù è sparita,
ha riconosciuto il vescovo e si è resa conto della presenza di alcuni
amici.
Il Signore non ha mai fatto mancare il suo aiuto al vescovo e alla veggente,
anche in modo straordinario: "Gli angeli vengono ad aiutarvi, Io li vedo,
voi non li vedete, ma sentite quest'aiuto. Nessuno può andare avanti
per trent'anni da solo. Non pensate che Gesù, Io e gli angeli vi diamo
la forza e il coraggio di andare avanti?". [65]
Finalmente, è il caso di dirlo, è arrivato il momento di tornare
a Roma per iniziare il nuovo anno sociale.
Noi sappiamo, perché preannunciato dalla Madonna, che "sarà
molto duro". [66]
Roma, 8 dicembre 2002
Festa dell'Immacolata Concezione
A cura del Comitato Culturale
del Movimento Impegno e Testimonianza
"Madre dell'Eucaristia"
Qui sono citate le lettere di Dio da cui sono trascritti i brani riportati tra virgolette
[1] Lettera di Dio dell' 8 ottobre 2000
[2] Lettera di Dio del 15 ottobre 2000
[3] Lettera di Dio del 15 ottobre 2000
[4] Lettera di Dio del 24 ottobre 2000
[5] Lettera di Dio del 2 novembre 2000
[6] Lettera di Dio del 16 novembre 2000
[7] Lettera di Dio del 19 novembre 2000
[8] Lettera di Dio del 19 novembre 2000
[9] Lettera di Dio del 16 novembre 2000
[10] Lettera di Dio del 19 novembre 2000
[11] Lettera di Dio del 19 novembre 2000
[12] Lettera di Dio del 26 novembre 2000
[13] Lettera di Dio del 14 dicembre 2000
[14] Lettera di Dio del 31 dicembre 2000
[15] Lettera di Dio del 31 dicembre 2000
[16] Lettera di Dio del 2 dicembre 2000
[17] Lettera di Dio dell' 8 dicembre 2000
[18] Lettera di Dio del 10 dicembre 2000
[19] Lettera di Dio del 14 dicembre 2000
[20] Lettera di Dio del 14 dicembre 2000
[21] Lettera di Dio del 24 dicembre 2000
[22] Lettera di Dio del 25 dicembre 2000
[23] Lettera di Dio del 31 dicembre 2000
[24] Lettera di Dio del 31 dicembre 2000
[25] Lettera di Dio del 1° gennaio 2001
[26] Lettera di Dio del 7 gennaio 2001
[27] Lettera di Dio del 18 gennaio 2001
[28] Lettera di Dio del 4 febbraio 2001
[29] Lettera di Dio dell'8 febbraio 2001
[30] Lettera di Dio del 15 febbraio 2001
[31] Lettera di Dio del 22 febbraio 2001
[32] Lettera di Dio del 22 febbraio 2001
[33] Lettera di Dio del 1° marzo 2001
[34] Lettera di Dio del 1° marzo 2001
[35] Lettera di Dio del 4 marzo 2001
[36] Lettera di Dio del 9 marzo 2001
[37] Lettera di Dio del 15 marzo 2001
[38] Lettera di Dio del 25 marzo 2001
[39] Lettera di Dio del 4 aprile 2001
[40] Lettera di Dio del 5 aprile 2001
[41] Lettera di Dio del 7 aprile 2001
[42] Lettera di Dio del 15 aprile 2001
[43] Lettera di Dio del 12 aprile 2001
[44] Lettera di Dio del 15 aprile 2001
[45] Lettera di Dio del 5 maggio 2001
[46] Lettera di Dio del 13 maggio 2001
[47] Lettera di Dio del 22 maggio 2001
[48] Lettera di Dio del 29 maggio 2001
[49] Lettera di Dio del 17 maggio 2001
[50] Lettera di Dio del 13 maggio 2001
[51] Lettera di Dio del 17 maggio 2001
[52] Lettera di Dio del 26 maggio 2001
[53] Lettera di Dio del 24 maggio 2001
[54] Lettera di Dio del 26 maggio 2001
[55] Lettera di Dio del 27 maggio 2001
[56] Lettera di Dio del 1° giugno 2001
[57] Lettera di Dio del 16 giugno 2001
[58] Lettera di Dio del 20 giugno 2001
[59] Lettera di Dio del 21 giugno 2001
[60] Lettera di Dio del 22 giugno 2001
[61] Lettera di Dio del 25 giugno 2001
[62] Lettera di Dio del 26 giugno 2001
[63] Lettera di Dio del 27 giugno 2001
[64] Lettera di Dio dell'8 settembre 2001
[65] Lettera di Dio dell'8 settembre 2001
[66] Lettera di Dio dell'8 settembre 2001
Da diversi anni opera in Roma un gruppo denominato "Movimento Impegno
e Testimonianza - Madre dell'Eucaristia" animato da un sacerdote del clero
diocesano, Don Claudio Gatti, e dalla presunta veggente Marisa Rossi. Scopo
precipuo del Movimento è quello di diffondere asserite rivelazioni mariane
alla Rossi, avvalorate da supposti fatti taumaturgici collegato con il culto
eucaristico. Il Movimento è presente anche fuori Roma ma in forme molto
marginali.
Fin dal 1994 sono intervenuto vietando a Don Gatti di celebrare l'Eucaristia
e di presenziare o presiedere ad ogni atto di culto eucaristico e di culto pubblico
in genere nell'oratorio ubicato presso la sede del Movimento.
Dopo successivi ammonimenti, risultati peraltro inefficaci, con decreto in data
6 marzo 1998, n. 251/98 ho ribadito il divieto, di cui sopra, avvertendo Don
Gatti che in caso di ulteriore inosservanza delle disposizioni impartite sarebbe
incorso nella censura della sospensione latae sententiae con la conseguente
proibizione di porre atti connessi con la potestà di ordine, ai sensi
dei cann. 1334, § 2, 1319 e 1331, § 1, n. 1°.
Contro il decreto Don Gatti ha presentato ricorso alla Congregazione per il
clero. La medesima Congregazione con decreto in data 4 luglio 1998 n. 98001404
ha respinto il ricorso; ha confermato "la decisione dell'Em.mo Cardinale
Vicario quanto al merito e quanto alla legittimità"; ha imposto
al ricorrente di "ottemperare alle disposizioni che gli verranno impartite
[
] recedendo dalla contumacia, dando segni di ravvedimento e di penitenza".
Avendo convocato Don Gatti per dar seguito agli adempimenti richiesti dalla
Congregazione per il clero, persistendo la sua contumacia aggravata dalla dichiarazione
resa dal medesimo di "interrompere [
] qualsiasi rapporto e dialogo,
finché non verranno ritirati i decreti promulgati contro di noi e che
Dio ha dichiarato nulli, invalidi, illegittimi", con decreto in data 22
ottobre 1998, n. 1263/98 ho intimato all'interessato copia del decreto della
Congregazione per il clero ai sensi del can. 56; ho dichiarato che egli era
effettivamente incorso nella sospensione latae sententiae; ho imposto il divieto
a porre atti connessi con la potestà di ordine fino a nuova disposizione;
ho fatto presente che l'inosservanza delle disposizioni comunicate è
passibile di ulteriori sanzioni penali a norma del can. 1326, §, n. 1°;
ho disposto la pubblicazione sulla "Rivista diocesana di Roma" di
una nota di S. E. Mons. Cesare Nosiglia, Vicegerente di Roma, con la quale dare
divulgazione al decreto al fine di tutelare il bene spirituale dei fedeli.
I provvedimenti penali tuttavia non hanno fermato l'attività di Don Gatti,
il quale, dichiaratosi frattanto "vescovo ordinato da Dio - vescovo dell'Eucaristia",
ha aperto un sito Internet e ha cercato di diffondere il Movimento e le sue
attività in altre Diocesi (Bologna, Chiavari, Vicenza), determinando
immediati interventi dei rispettivi Vescovi, uno dei quali ha fatto proprie
le sanzioni da me decise.
Del caso si è interessata recentemente anche la Congregazione per la
Dottrina della Fede, la quale, "attesa la notevole pubblicità che
il Rev. Gatti ha dato e continua a dare" alle presunte rivelazioni e ai
supposti prodigi, ha ravvisato l'opportunità di "rendere noti i
provvedimenti adottati nei confronti del Rev. Claudio Gatti e del suo Movimento,
in tutto il territorio nazionale" attraverso un comunicato ufficiale della
Conferenza Episcopale Italiana.
Tanto si rende noto per opportuna conoscenza e per l'adozione di eventuali provvedimenti
a tutela del bene spirituale dei fedeli.
Roma, 12 gennaio 2001
Camillo Card. Ruini
Presidente C.E.I
Reverendissimo e carissimo fratello Vescovo,
le scrivo per impedirle di trarre conclusioni sbagliate dopo aver letto il comunicato
ufficiale della C.E.I. "circa il Movimento Impegno e Testimonianza - Madre
dell'Eucaristia" firmato dal Card. Ruini e datato 12 gennaio 2001.
La Madonna ha annunciato alla veggente Marisa Rossi: "L'Eucaristia, sacramento
d'unione, diventerà causa di divisione" e aveva precedentemente
detto ai tre pastorelli a Fatima: "La Chiesa si spaccherà in due:
da una parte e dall'altra ci saranno sacerdoti, vescovi e cardinali che si combatteranno
con molto accanimento".
Quindi la causa della futura divisione della Chiesa sarà l'Eucaristia
che da alcuni ecclesiastici sarà amata e adorata e da altri negata e
combattuta.
Questo è il terzo segreto di Fatima? Ora non è il momento di parlarne.
L'intera contesa tra il presidente della C.E.I. e me, vescovo ordinato da Dio,
ruota intorno al culto da attribuire all'Eucaristia che ha versato sangue e
ad altri numerosi miracoli eucaristici.
Fino a poco tempo fa questa contesa era ristretta al Card. Ruini e al sottoscritto,
ora invece si è allargata fino a coinvolgere tutti i vescovi d'Italia.
Infatti, poiché il Card. Ruini ha firmato il comunicato come presidente
della C.E.I. e ha presentato tale documento come "comunicato ufficiale
della C.E.I.", questo significa che tutti i vescovi italiani mi hanno condannato,
perché ho adorato l'Eucaristia che ha sanguinato durante la S. Messa
da me celebrata e attribuito il dovuto culto agli altri numerosi miracoli eucaristici.
Mi auguro comunque di avere motivo di pensare che anche nel mio caso sia avvenuto
ciò che ha dichiarato il 7 marzo 2001 al Corriere della Sera Mons. Giuseppe
Casale, vescovo emerito di Foggia: "Le riunioni dei consigli permanenti
e le assemblee della C.E.I. si risolvono in una prolusione-monologo del Card.
Ruini che, come professore, fa la sua lezione, alla quale si fanno solo osservazioni
di cortesia: non c'è un dibattito serio né il confronto delle
opinioni e spesso, rinviando tutto al consiglio, l'assemblea si decapita".
Sono costretto quindi, per amore della verità e per difendere l'Eucaristia,
a rivolgermi a tutti i vescovi d'Italia per dare la mia versione dei fatti,
in quanto il comunicato ufficiale della C.E.I. è pieno di menzogne e
manipolazioni della verità.
Io amo e non temo il potente Card. Ruini e so che Dio è Onnipotente e
interverrà al momento opportuno per mostrare chi è nella verità.
Il Card. Ruini ha definito Marisa Rossi "presunta veggente". Ebbene,
poiché il C.I.C. proibisce al giudice di formulare presunzioni (can.
1586), io mi chiedo: come è arrivato il suddetto cardinale a definire
Marisa Rossi "presunta veggente" senza aver svolto su di lei gli accertamenti
richiesti, le indagini necessarie e gli interrogatori dovuti?
I membri della commissione, nominata dal Card. Vicario, hanno incontrato Marisa
Rossi una sola volta e durante l'interrogatorio hanno mostrato: impostazione
aggressiva, acriticità nelle affermazioni, plagio, calunnia, manipolazione,
estorsione di affermazioni e contraddizioni, andando palesemente contro il can.
1564.
Inoltre hanno offeso Marisa Rossi chiamandola "eretica, indemoniata, sacrilega"
ed hanno gravemente mancato alla carità e al can. 220. Infine non hanno
redatto nessun verbale dell'interrogatorio come prescrive il can. 1569; per
questo motivo Mons. Nosiglia, presidente della commissione, interrogato da me
alla presenza dei commissari, ha dichiarato nullo questo unico interrogatorio.
A questo punto è lecito domandarsi: su cosa poggia il giudizio del Card.
Ruini circa Marisa Rossi? Sul nulla, perché nulla ha fatto di quanto
stabilito dal C.I.C. e dalla prassi della Chiesa.
Quindi il Card. Ruini ha abusato del suo potere.
Affrontiamo ora il delicato argomento dei "supposti fatti taumaturgici
collegati con il culto eucaristico".
Ogni volta che ho comunicato al Vicariato di Roma gli eventi miracolosi eucaristici,
il Card. Vicario e i suoi collaboratori li hanno sempre liquidati, senza fare
indagini e interrogatori, come: effetti di patologia religiosa, fenomeni da
baraccone, conseguenza di interventi diabolici. Diverse volte, personalmente
e per iscritto, ho chiesto al Card. Ruini di mandare esperti ed esorcisti per
valutare i miracoli eucaristici e mi ha sempre dato risposte negative, "perché
non ne ravvedeva la necessità".
Io stesso ho portato in Vicariato un'ostia insanguinata per farla esaminare
e Mons. Nosiglia mi ha ordinato: "Butta via quel pezzo di pane insanguinato",
ordine che non ho eseguito per non andare contro la mia coscienza e per non
incorrere nella scomunica latae sententiae riservata alla Sede Apostolica (can.
1367).
Io e molte persone siamo testimoni di moltissimi miracoli eucaristici.
Gesù e la Madonna hanno trasportato nel luogo taumaturgico, così
Gesù ha definito la nostra casa, centinaia di particole consacrate o
profanate o sottratte alla profanazione o prese in chiese, dove l'Eucaristia
non era amata dai sacerdoti e dai laici. Queste ostie, depositate nel tabernacolo
o sull'altare in Chiesa e sui fiori o immagini sacre in casa sono state date
in comunione a coloro che partecipavano ai nostri incontri di preghiera. Tutti
coloro che le hanno ricevute sono pronti a testimoniare che le ostie portate
da Gesù e dalla Madonna emanavano un profumo particolare e sprigionavano
un gradevole calore, che si avvertiva quando venivano introdotte in bocca.
Alcune delle ostie trasportate da Gesù e dalla Madonna hanno sanguinato
alla nostra presenza. Noi conserviamo quattro ostie insanguinate che a distanza
di anni sono ancora perfettamente conservate e il cui sangue non è andato
soggetto a decomposizione. Due di queste ostie hanno sanguinato più volte
a distanza di mesi, questo fatto è unico nella storia della Chiesa. Inoltre
abbiamo un corporale e un cuscinetto bagnati dal sangue fuoruscito da ostie
trasportate dal Sommo ed Eterno Sacerdote.
Sono avvenuti anche miracoli eucaristici di altro genere. Alla presenza di molte
persone un'ostia è fuoruscita dal costato di un crocifisso, è
passata attraverso il vetro della teca, messo a protezione, e si è depositata
sulle mani di Marisa Rossi.
Diverse volte si è verificata la moltiplicazione dell'Eucaristia nelle
mie mani; con poche particole, portate dalla Madre dell'Eucaristia, ho dato
la S. Comunione a circa duecento persone.
Il Vicariato, di fronte al ripetersi dei grandi miracoli eucaristici, senza
mai interrogare i testimoni di questi miracoli né fare indagini, ha reagito
sommergendomi di decreti che contenevano l'ordine di astenermi "dal compiere
atti di culto eucaristico e di culto pubblico in genere in occasione o in conseguenza
di presunte apparizioni di ostie" e la minaccia di sospendermi a divinis,
se avessi disubbidito.
Il Card. Ruini, attraverso Mons. Nosiglia, è arrivato al famigerato ricatto:
"Se neghi che quelle ostie, anche quelle insanguinate, siano Eucaristia
e che ti sei ingannato e hai ingannato, perché sono opera del demonio,
non ti sospenderemo". Era troppo, perché se avessi accettato, oltre
che incorrere nella scomunica, avrei peccato contro lo Spirito Santo, per aver
attribuito al demonio ciò che è opera di Dio.
Ho risposto: "Fate quello che volete. Preferisco essere sospeso a divinis
che profanare l'Eucaristia".
Quindi il vero motivo per cui il Card. Ruini mi ha sospeso a divinis non è
perché ho celebrato la S. Messa contro un suo ordine, che purtroppo non
ha tenuto conto che Cristo mi aveva ordinato di celebrare, ma perché
non ho ceduto al suo ricatto.
Gesù ha detto cha la sospensione a divinis "è illecita, illegittima
e nulla" e per dimostrare che ero perfettamente a posto di fronte alla
Chiesa e per altri motivi che sono esposti nel libro "Tu sei Vescovo ordinato
da Dio, Vescovo dell'Eucaristia", mi ha dato la pienezza del sacerdozio.
Quando il 20 giugno 1999 il Signore mi ha ordinato vescovo, ho pianto e tremato,
perché ero perfettamente cosciente a quale nuova feroce persecuzione,
da parte degli uomini della Chiesa, sarei andato incontro.
Io non volevo essere ordinato vescovo, ma il Signore non mi ha concesso la facoltà
di scegliere se essere o non essere vescovo né mi ha chiesto il permesso
di ordinarmi vescovo. Quando Gesù ha ordinato Pietro e gli altri apostoli
vescovi non ha imposto loro le mani sul capo, non ha recitato nessuna formula
di consacrazione, non ha compiuto nessun rito, ma ha manifestato la sua volontà
e dato un ordine: "Fate questo in memoria di me" (Lc 22,14). Anche
con me il Signore si è comportato nello stesso modo.
"Ti ordino Vescovo, ti do la pienezza del sacerdozio e ti do tutti i poteri",
così ha detto Gesù, mentre io piangevo e soffrivo.
Ho detto sì a Dio e gli uomini della Chiesa mi hanno infilzato.
Eppure Gesù è il Fondatore e il Capo della Chiesa, è il
Sommo ed Eterno Sacerdote, perché "ha un sacerdozio non transitorio"
(Eb 7,24).
Gesù non è il Capo emerito della Chiesa, come diversi ecclesiastici
vorrebbero, non ha abdicato al suo ruolo di capo e, senza chiedere il permesso
a nessuno, può rimettere i peccati, consacrare l'Eucaristia e ordinare
i vescovi. Dio può tutto, a Dio nulla è impossibile. Chi sostiene
che Dio non può ordinare un vescovo pecca gravemente e dimostra di ignorare
la Sacra Scrittura.
Gesù ha unito l'Eucaristia e il sacerdozio, istituendo i due sacramenti
nell'Ultima Cena.
Gesù ha unito il mio episcopato e i miracoli eucaristici, e ha messo
il suo sigillo sull'uno e sugli altri il giorno 11 giugno 2000, festa di Pentecoste,
quando ha operato l'ultimo grande miracolo eucaristico, alla presenza di oltre
cento persone.
Avevo appena ultimato di recitare la formula di consacrazione del pane, quando
dall'ostia ha cominciato a fuoruscire il sangue.
Per me il tempo si è fermato. Ero piegato sull'ostia che stringevo tra
le mie mani e fissavo il sangue divino che si diffondeva su buona parte della
sua superficie. Sono rimasto immobile per un tempo che ai presenti è
sembrato interminabile, perché pensavano che mi sentissi male, in quanto
sul mio volto si alternavano un pallore impressionante e un forte rossore.
Quando mi sono un po' ripreso, ho elevato lentamente l'ostia. Tra i presenti
si è creata molta emozione, ma tutto si è svolto in un clima di
profondo raccoglimento e viva emozione. Mentre abbassavo la mia ostia macchiata
di sangue, ho visto sulla patena altre due ostie grandi che, come dirà
successivamente la Madre dell'Eucaristia, erano state sottratte alla profanazione
e portate nel luogo taumaturgico, perché "il Vescovo, la veggente
e i membri della comunità amano moltissimo l'Eucaristia e sono pronti
a dare la vita per difenderla".
Dopo aver recitato la formula di consacrazione del vino e fatta l'elevazione
del calice, ho preso la patena che conteneva l'ostia da me consacrata macchiata
di sangue e le altre due ostie sottratte alla profanazione e sono passato lungo
i banchi della chiesa, perché i fedeli potessero vederle in maniera ravvicinata,
constatare la veridicità del fatto miracoloso, percepire il profumo che
emanava dall'ostia macchiata di sangue per testimoniare un domani l'avvenuto
miracolo.
Il Signore avrebbe operato un miracolo eucaristico così grande nelle
mie mani se io non fossi vescovo, e fossi un impostore?
Chi nega che l'ostia consacrata da me sia vera Eucaristia e afferma che il sangue
fuoruscito da questa ostia sia effetto di un intervento diabolico, pecca contro
lo Spirito Santo, profana l'Eucaristia ed incorre nella scomunica latae sententiae
riservata alla Sede Apostolica (can. 1367).
Poiché nel comunicato ufficiale della C.E.I., datato 12 gennaio 2001
e posteriore al miracolo eucaristico dell'11 giugno 2000, il Card. Ruini continua
a parlare di "supposti fatti taumaturgici collegati con il culto eucaristico",
io chiedo al presidente della C.E.I. se riconosce che l'ostia da me consacrata
è vera Eucaristia e che la fuoruscita del sangue dall'ostia consacrata
è opera di Dio.
Se dice sì, deve riconoscere l'origine soprannaturale del miracolo eucaristico,
perché il demonio non ha potere sull'Eucaristia, e di conseguenza di
tutti i precedenti miracoli eucaristici.
Se dice no, profana l'Eucaristia, pecca contro lo Spirito Santo ed incorre nella
scomunica latæ sententiæ riservata alla Sede Apostolica (can. 1367).
Ora non è più in discussione la mia persona, ma il mistero eucaristico,
del quale i vescovi sono custodi.
Poiché il Card. Ruini, secondo il suo stile, non risponderà alla
mia domanda, ma cercherà con altri modi di ridurmi al silenzio, è
dovere di ogni vescovo chiedere spiegazioni al presidente della C.E.I. sul suo
atteggiamento di fronte al miracolo eucaristico avvenuto durante la S. Messa
da me celebrata.
Ricordi ciò che ha detto Cristo: "Chiunque si dichiarerà
per me dinanzi agli uomini, anch'io mi dichiarerò per lui dinanzi al
Padre mio che è nei cieli; chiunque, invece, mi avrà rinnegato
dinanzi agli uomini, anch'io lo rinnegherò dinanzi al Padre mio che è
nei cieli" (Mt 10,32).
Riaffermo la mia comunione con il Papa e con i Vescovi che amano, adorano e
credono nell'Eucaristia.
La Madre dell'Eucaristia protegga la Chiesa Italiana.
Cordiali saluti
Roma, 8 aprile 2001
Domenica delle Palme
+ Claudio Gatti
Vescovo Ordinato da Dio
Vescovo dell'Eucaristia
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