MOVIMENTO
IMPEGNO E TESTIMONIANZA Il 9 Settembre il Vescovo e la Veggente sono tornati a Roma.
Purtroppo le condizioni di salute di Marisa si erano ulteriormente aggravate
e la Madonna ci ha fatto sapere: "Marisella non sta affatto bene, la
sua salute peggiora sempre più. La sua vita è dura ed ogni
giorno lo diventa sempre più. È stata due mesi fuori Roma
a causa del caldo, perché le creava difficoltà nella respirazione
ed è tornata in condizioni peggiori di quando è partita".[Lettera
di Dio del 12 settembre 2007]
Anche Mons. Claudio era "molto stanco e provato" come ha riconosciuto
Marisa, parlando con la Madonna.
Il 14 Settembre, preceduto da un triduo, abbiamo celebrato il dodicesimo
anniversario del primo grande miracolo eucaristico.
Gesù ci ha ricordato "Voi avete pensato che i potenti uomini
della Chiesa l'avrebbero accettato, ma non è stato così. È
stata una giornata memorabile; tutti eravate contenti e felici, ma gli uomini
della Chiesa hanno distrutto tutto".[Lettera di Dio del 14 settembre
2007]
In occasione della festa dell'Esaltazione della Croce 360 milioni di anime
dal Purgatorio sono andate in Paradiso. Alla testa del corteo c'erano la
Madonna, S. Giuseppe, nonna Iolanda e Marisa che poi è tornata sulla
Terra per completare la sua missione di sofferenza.
Il Vescovo ci ha insegnato a difendere la verità. Abbiamo il dovere
di professarla sempre, anche quando è scomoda e controproducente
per noi. Bisogna aborrire la menzogna, anche la più piccola, perché
contraria a Dio, somma Verità.
S.E. Mons. Claudio Gatti non ha mai taciuto o nascosto le debolezze della
comunità per un falso amor proprio: ha sempre affermato - "Solo
quando siamo coscienti dei nostri errori, li possiamo eliminare". Per
questo motivo Mons. Claudio ha sempre pubblicato integralmente le lettere
di Dio che contengono rimproveri per la nostra comunità.
Nella lettera di Dio del 12 Settembre la Madre dell'Eucaristia ha richiamato
alcune persone che, approfittando dell'assenza del Vescovo, avevano trascurato
le sue direttive e disatteso le sue disposizioni.
Nella lettera di Dio del 30 Settembre i rimproveri sono stati più
forti, e diretti a mancanze più gravi: 1) raffreddamento dei rapporti
tra i giovani, 2) poca partecipazione alla sofferenza di alcuni membri malati
della comunità. La Madre dell'Eucaristia ha concluso: "Voi attendete
da Dio il trionfo, aspettate che realizzi ciò che ha promesso, ma
voi cosa fate per Dio? Cosa fate per il prossimo?".
Il 15 Settembre, festa della Beata Vergine Maria Addolorata, Marisa ha incontrato
alcuni pellegrini, provenienti dall'Alto Adige, che le hanno posto diverse
domande; alcune di esse riguardavano Medjugorje. La Madonna che ci ha sempre
insegnato di non fare paragoni fra i diversi luoghi in cui è apparsa,
ha detto ai pellegrini che "non dovevano chiedere di Medjugorje"
e a Marisa che "non doveva parlare di Medjugorje" perché
lei "appartiene alla Madre dell'Eucaristia, che abbraccia tutto".
Nella stessa apparizione ha mostrato affettuosa sollecitudine nei riguardi
del Vescovo: "Eccellenza, alzati in piedi, lo sai che non puoi stare
in ginocchio".
Siamo autorizzati a spiegare il motivo per cui S.E. Mons. Claudio, tra lo
stupore e riprovazione di coloro che non lo sanno, resta seduto quando appare
la Madonna e si siede, dopo un breve tempo in ginocchio, anche quando si
manifestano Dio Padre, Gesù, lo Spirito Santo. Gesù ha voluto
legare a sé in modo indissolubile il Vescovo da Lui ordinato, imprimendo
sulle sue ginocchia i segni delle cadute provocate dalla sfinitezza e dal
peso della croce, mentre saliva verso il Calvario. Sono segni, a volte visibili
e a volte invisibili che gli impediscono di restare a lungo in ginocchio,
perché, come già è avvenuto, le gambe non lo sostengono
quando si rialza e ricade sull'inginocchiatoio o per terra.
I due figliolini della Madre dell'Eucaristia amano moltissimo la Chiesa
ed il suo Capo visibile e hanno innalzato continue preghiere e offerto digiuni
e sofferenze a Dio per il trionfo dell'una e per il servizio apostolico
dell'altro nel mondo. Hanno infuso con l'esempio e la parola questo grande
amore in noi. Solo Dio conosce le S. Messe, le S. Comunioni, le ore di adorazione
eucaristica, i S. Rosari, i fioretti e i digiuni che, dietro la spinta del
Vescovo dell'Eucaristia e della vittima dell'Eucaristia, gli abbiamo donato
per il Papa e per la Chiesa.
Con gli ultimi cinque Papi: Pio XII, Giovanni XXIII, Paolo VI, Giovanni
Paolo I e Giovanni Paolo II Marisa ha avuto rapporti segreti e frequenti.
Dio ha mandato la veggente in bilocazione da ognuno di questi Sommi Pontefici
per riferire i Suoi messaggi; spesso lei non li comprendeva, ma riferiva
fedelmente senza omettere o aggiungere neanche una parola. È stata
vicina ai Papi citati anche nel momento della morte, pregando insieme alla
Madonna. Giovanni Paolo II ha sofferto più di tutti durante le ultime
ore della vita: non era in grado, a differenza di quanto hanno riferito
i suoi collaboratori, di pronunciare neanche una parola. Ha conversato mentalmente,
nei momenti di lucidità, solo con Marisa. Si è raccomandato
alle sue preghiere e l'ha invitata a continuare a soffrire per la Chiesa.
Giovanni Paolo II è morto il primo aprile e non il due, come ha affermato
il comunicato ufficiale del Vaticano. Perché è stato dato
l'annuncio della morte del Papa con ventiquattro ore di ritardo? A chi è
convenuto procrastinare questo annuncio?
Il Vescovo e la Veggente hanno conosciuto da Dio e dalla Madonna ciò
che è avvenuto prima, durante e dopo il conclave e possono dare la
risposta, ma la comunicheranno solo dopo che saranno stati autorizzati a
farlo.
Quando nonna Iolanda viveva con il Vescovo, l'ha sempre amato come un figlio
ed ora che è in Paradiso prega incessantemente per lui e non manca
di manifestargli il suo affetto, incaricando Marisa di trasmettergli un
bacio e dargli i suoi saluti. Nella graduatoria dell'amore, nonna Iolanda
pone sempre al primo posto il Vescovo: "Voglio bene a tutti, grandi
e piccoli, ma prima di tutto c'è il mio Vescovo".[Lettera di
Dio del 15 settembre 2007]
Tra i gravi problemi di salute, il dolore allo stomaco ultimamente ha afflitto
maggiormente Marisa: "Non posso mangiare, non riesco a prendere cibo,
sto sempre male con lo stomaco".[Lettera di Dio del 16 settembre 2007]
Più passava il tempo e più Marisa sentiva la salute declinare,
le forze diminuire e i dolori aumentare. Con suo grande dispiacere non riusciva
più neanche a scendere in chiesa per partecipare insieme alla comunità
alla celebrazione della S. Messa.
Gesù stesso per farci comprendere la gravità della situazione
ha posto una domanda e dato l'unica risposta possibile: "Questa è
l'ultima volta che Marisella scende in mezzo a voi? Vediamo ciò che
Dio Papà, come lo chiama il vostro Vescovo, ha deciso".[Lettera
di Dio del 14 settembre 2007]
Molte volte la Madre dell'Eucaristia ci ha esortato "a pregare molto
Dio Papà perché prenda la vostra sorella, oppure la faccia
stare un pochino meglio".
Tutti i membri della comunità hanno risposto con sollecitudine all'invito
della Madonna e Gesù ha riconosciuto: "Siete bravi, perché
avete pregato molto per Marisella". Purtroppo noi abbiamo pregato tanto,
ma Marisa non è stata meglio.[Lettera di Dio del 2 settembre 2007]
Di questo mancato miglioramento Marisa si è lamentata con la Mamma
Celeste: "Se ben ricordi, avevi detto che negli ultimi tempi della
mia vita sarei stata bene e avrei goduto un pochino, invece mi accorgo che
sono peggiorata e mi sento molto male".[Lettera di Dio del 23 settembre
2007]
Al nostro Vescovo Dio ha fatto un grande dono e concesso un particolare
privilegio: quando parla alle anime e celebra la S. Messa, gode della presenza
della Madonna e qualche volta di S. Giuseppe e di nonna Iolanda. Questo
privilegio non è concesso a tutti i sacerdoti, come erroneamente
è stato affermato da più parti, ma soltanto ad alcuni e non
sempre.
Dio ha reso felice S.E. Mons. Claudio quando gli ha comunicato il nome dei
cardinali e vescovi che condividono con lui questo dono immenso.
Il Vescovo, durante i Giovedì di Settembre, ha proseguito il racconto
della vita sua e di Marisa, per affidare alla comunità la memoria
di quanto Dio aveva operato attraverso loro. La Madre dell'Eucaristia ha
evidenziato "l'importanza di conoscere la storia di questi miei due
figli. Quando lo capirete, sarà troppo tardi".[Lettera di Dio
del 20 settembre 2007]
La Madonna non ci ha nascosto la loro sofferta situazione: "Questo
è un momento molto triste e pieno di sofferenze per i miei due carissimi
figliolini" e ci ha procurato una grande gioia quando ci ha fatto sapere
che: "Non potete neanche immaginare quante persone avete convertito
con le vostre preghiere". Per comprendere bene la lettera di Dio del
27 Settembre 2007 è necessario fare una premessa e dare una spiegazione.
Alcuni anni fa il Signore ha chiesto a Marisa e ad altre cinque persone
di patire grandi sofferenze naturali, di vivere un'immolazione totale e
di partecipare e condividere intensamente la Sua passione. All'inizio tutte
hanno accolto con generosità l'invito divino, ma sono riuscite ad
accettarlo solo per poco tempo. Una dopo l'altra, lacerate dalla grande
sofferenza, hanno rinunciato alla missione e chiesto al Signore di tornare
a condurre una vita normale. Marisa non solo è rimasta l'unica a
collaborare con Gesù all'opera della redenzione, ma si è fatta
carico anche della sofferenza che gli altri cinque chiamati avevano rifiutato
di portare avanti.
La Veggente ha sofferto molto le sofferenze della Croce ed è stata
aiutata nel sostenerla solo dal fratello Vescovo.
La natura umana ha reclamato, la sfinitezza si è accentuata, lo scoraggiamento
si è affacciato e la tentazione di lasciare si è fatta sentire
in modo prepotente, ma Marisa ha sempre riportato vittoria e non ha mai
ritirato il sì che aveva pronunciato.
Con questa premessa si possono comprendere bene le frasi della Madonna stralciate
dalla lettera citata: "Marisella, perché Dio non si decide a
prenderti e a portarti in Paradiso in modo che sia tutto più tranquillo?
Se ha deciso che tu debba ancora restare sulla Terra, ci sarà un
motivo molto grande, molto importante. Sei l'unica persona rimasta a soffrire,
sei l'unica veggente, l'unica anima che si è offerta a Dio Papà,
a Dio Fratello, a Dio Amico, a Dio Uno e Trino. Oh, se anche gli altri avessero
continuato la loro missione, forse oggi la situazione sarebbe migliore.
Tu hai avuto la tentazione di lasciare, ma non puoi, figliola, sei troppo
legata al tuo sposo Gesù, a Dio Onnipotente, alla Madre dell'Eucaristia.
Chiedo sempre preghiere per voi due, miei cari figliolini. So che la vostra
vita è dura, difficile; nessuno ha sofferto quanto te e quanto il
mio santo Vescovo. Marisella, coraggio, figliola, coraggio. Tu sai che le
tua ossa saranno spezzate dal dolore e tu dirai sì, perché
non sei capace di dire no".
Il 2 Ottobre abbiamo celebrato il compleanno di nonna Iolanda; se fosse
stata in vita avrebbe compiuto 101 anni. Il Vescovo ha ricordato alcuni
episodi della sua vita e l'ha proclamata, insieme alla Madre dell'Eucaristia
e al Custode dell'Eucaristia, patrona del nostro Movimento ed in particolare
della Comunità di Roma.
Più Marisa manifestava il desiderio di andare in Paradiso, più
la Mamma Celeste ci ripeteva "quando arriverà il suo momento,
lei gioirà e farà gioire anche voi".[Lettera di Dio del
5 ottobre 2007]
La Veggente non mancava occasione di manifestare a Dio il suo struggente
desiderio: "Voglio morire ed aspetto con ansia che mi chiamiate presto".
Dio stesso l'ha tranquillizzata durante una teofania riservata a lei e al
Vescovo: "Sarà presto, ma non quel presto che pensate voi. Io
so, Marisella, quando e come ci raggiungerai in Paradiso".
Il 7 Ottobre Gesù, la Madonna, S. Giuseppe, nonna Iolanda, il Vescovo,
la Veggente e i cinque nipotini sono andati di nuovo sul fiume Giordano
a mangiare "del buon pesce, non come quello che vendono in Italia".
Gesù e Don Claudio hanno continuato il colloquio centrato sulla situazione
attuale della Chiesa.
Da diversi giorni Marisa non prendeva quasi più cibo e non riusciva
a chiudere occhio, a causa di gravi problemi di salute e di forti dolori
in ogni parte del corpo. Noi ce ne siamo resi conto quando la Madonna ci
ha fatto sapere: "Ormai sono nottate che Marisella non riesce più
a chiudere occhio ed è straziata dai dolori".[Lettera di Dio
del 12 ottobre 2007]
La Mamma ha parlato anche del figlio: "Il Vescovo moralmente è
schiacciato da tutte le parti".[Lettera di Dio del 12 ottobre 2007]
La Madre dell'Eucaristia ci ha parlato frequentemente dell'amore e ci ha
sempre insegnato che deve essere universale e non rivolto solo ai membri
della propria razza o religione: "Per fare un'opera di carità,
non bisogna appartenere alla stessa religione o guardare se la pelle è
bianca, nera, rossa, gialla. Dovete amare tutti".[Lettera di Dio del
14 ottobre 2007]
Maria è anche maestra di vita e non ci ha mai fatto mancare i suoi
insegnamenti. Ha esortato i sacerdoti a parlare in modo chiaro, semplice,
comprensibile a tutti e a seguire l'esempio di Gesù che "non
parlava in modo difficile, quando insegnava".[Lettera di Dio del 14
ottobre 2007]
L'importanza di questo concetto ci è stata ribadita quando ha rivelato
un episodio avvenuto durante la celebrazione del Concilio Vaticano II che
ha avuto come protagonisti il futuro papa Giovanni Paolo I e il futuro Vescovo
Claudio Gatti. Albino Luciani, allora Vescovo di Vittorio Veneto, era stato
incaricato di svolgere una relazione su un delicato argomento, ed ha chiesto
a Claudio Gatti, allora seminarista, di leggerla, sostenendo: "Se la
capisci tu che sei un semplice seminarista, la può comprendere qualsiasi
persona". Questa è sapientia cordis.
Nella lettera di Dio del 19 Ottobre 2007 la Madre dell'Eucaristia ha mostrato
una certa severità quando ha affermato che chi ha scritto che "Gesù
ha trascurato la Mamma non è degno di essere al posto che occupa,
lo dovrebbe lasciare ed andare via".
Il Vescovo ha sempre chiesto l'approvazione della Madonna prima di pubblicare
la presentazione che precede la raccolta annuale delle Lettere di Dio e
redige la cronistoria di tutto ciò che è avvenuto nel luogo
taumaturgico. Il 21 Ottobre la Madonna ha suggerito ai due figliolini di
non stampare alcuni brani perché avrebbero innescato una più
feroce opposizione da parte di alcuni componenti della Gerarchia ed ha aggiunto:
"Marisella, non ti preoccupare, tutto un giorno verrà detto,
tutto si conoscerà, ma per il momento fate come vi dico".
Dio ha chiesto al Vescovo dell'Eucaristia e alla Vittima dell'Eucaristia
l'immolazione totale e alla nostra comunità l'impegno della preghiera
per sostenere la Chiesa: "Pregate, pregate, pregate, miei cari figli,
perché la situazione nella Chiesa diventa sempre più critica,
più triste, più penosa".[Lettera di Dio del 26 ottobre
2007]
Dopo quasi quaranta anni di sofferenze, di prove, di lotte, di tradimenti,
di persecuzioni e di condanne i due profeti, chiamati da Dio a realizzare
nella Chiesa difficili ed importanti missioni, accusavano una stanchezza
preoccupante, una forte delusione e un'amarezza incontenibile. La tristezza
si era impadronita della loro anima e potevano ripetere con Cristo: "L'anima
mia è triste da morire". (Mt. 26, 38)
A tutto questo si era aggiunta la presa di coscienza che Dio continuava
a dilazionare i suoi interventi per ribaltare la situazione e realizzare
il trionfo del Vescovo, come aveva promesso molte volte.
Il 21 Ottobre il Vescovo, durante una teofania riservata a lui e a Marisa,
si è sfogato con Dio: "Spero sia possibile ad un figlio lamentarsi
con i genitori, per questo, Dio Papà e Mamma del Cielo, mi rivolgo
a Voi. È impossibile per Marisa e per me continuare a vivere in questa
situazione: la stanchezza ci schiaccia, la spossatezza si impadronisce ogni
giorno sempre più di noi e non riusciamo neanche più a trascinarci
per andare avanti. Gli ultimi tre anni: 2005, 2006, 2007 sono stati tremendi,
terribili e non voglio parlare dei precedenti. Nonostante abbiamo avuto
promesse sempre rimandate e date continuamente spostate, abbiamo sempre
chinato il capo e detto, anche se brontolando: "Sì, Dio mio,
sia fatta sempre la Tua volontà". Abbiamo terrore del domani.
Ci avete detto che nessun santo ha sofferto come noi. Abbiamo raggiunto
un primato e lo manteniamo da anni, ma ora basta, mio Dio.
La Madre dell'Eucaristia ci ha confidato che la sua vita non è stata
così dolorosa e carica di problemi come la nostra; anche per questo
dico "basta, Dio Papà".
Sentire continuamente, notte e giorno, Marisa invocare la mamma, nonna Iolanda,
di venire a prenderla, perché non ce la fa più, è una
spada che mi penetra nel cuore. Ti abbiamo sempre dato prova di avere fede
in Te e non mi vergogno di dire che, se un uomo avesse detto ciò
che hai detto Tu e non avesse realizzato quanto promesso nel tempo stabilito,
io non avrei più creduto in quell'uomo, ma in Te, Dio Papà,
pongo pienamente la mia fiducia, la fede, l'amore, altrimenti non sarei
qui a supplicarTi, ma sarei andato altrove a godere un po' di libertà.
Nel Vangelo di oggi c'è scritto "Dio interverrà prontamente
in favore dei suoi figli" ma l'avverbio "prontamente" per
noi non si è verificato. È vero: ci avete salvato da situazioni
critiche, ma la sofferenza, il dolore, la paura e la tensione ci schiacciano
come una pesante croce. Giorno dopo giorno, mese dopo mese, anno dopo anno
abbiamo vissuto il nostro Getsemani e percorso la strada che dal Getsemani
arriva al Calvario. Quante volte ho assistito alla morte e immolazione di
mia sorella; lei era in croce ed io sotto la croce, uniti dallo stesso dolore.
Lo so che vuoi convertire ancora molte anime, che la situazione della Chiesa
diventa sempre più critica, che il mondo va verso la sua autodistruzione,
ma noi non abbiamo già pagato moltissimo per tutto questo? Perché
coloro che ci hanno fatto soffrire vivono meglio di noi? Non offenderTi,
Dio Papà, se Ti parlo in questo modo.
Non vedere in me il Vescovo che hai ordinato, ma Tuo Figlio Gesù.
Hai detto frequentemente che quando io parlo, Lui è dentro di me
e parla per me. Non vedere il mio volto, ma quello dell'unico, vero, grande
Mediatore che insieme alla Madonna, a S. Giuseppe, a nonna Iolanda, a tutti
gli angeli e i santi del Paradiso intercede per noi. Dio mio, è ora
di dare la giusta ricompensa a Marisella e di chiamarla a Te. Io non voglio,
né posso, imporTi nulla, ma semplicemente ripeterti la richiesta
che Gesù e la Madonna mi hanno incoraggiato a farTi.
Signore, io ho bisogno di riprendermi, di acquistare nuove forze ed energie,
prima di andare, così l'ha definita la Madonna, nella tana dei lupi
e nel covo dei serpenti.
Ti prego, non tenerci più nel Getsemani, non tenerci più sul
Calvario, apri finalmente le Tue braccia a chi ha tanto sofferto e dille:
"Vieni, figlia mia, nella felicità eterna che hai conquistato
con una vita piena di sofferenze".
O Dio Papà, allunga il tuo sguardo verso noi due, Tuoi figli, che,
nonostante tutto, Ti amano e ti hanno dato prova di sapersi immolare fino
alla fine.
Ed ora, Dio Papà, Dio Fratello, Dio Amico, Dio Uno e Trino, ci inchiniamo
riverenti in profonda adorazione e cantiamo: Santo, Santo, Santo il Signore
Dio dell'universo. I cieli e la terra sono pieni della tua gloria. Osanna
nell'alto dei cieli. Amen".
Dio Papà ha risposto al nostro Vescovo così: "Figlio
mio, ho ascoltato quanto hai detto con amore e sofferenza. È vero
ho fatto molte promesse e, potrei dire, come dite voi, che le ho rimandate
molte volte. Ma ricordatevi: ciò che ho promesso, arriverà,
non però quando dite voi. Accetto quanto hai detto, è tutto
giusto, ma ti prego, figlio mio, abbi pazienza; so che ne hai avuta tanta,
continua ad averla".
Sappiamo che il colloquio è stato più lungo, ma a noi è
stato rivelato solo quello che abbiamo riportato.
Marisa ha esposto il suo stato d'animo per ben due volte agli interlocutori
celesti in modo ampio e dettagliato. La prima volta il 24 Ottobre, durante
un'apparizione riservata a lei e al Vescovo, quando ha detto allo Sposo
divino: "Io sono giù moralmente e fisicamente, il nostro Vescovo
è molto giù moralmente e quando si toccano simili estremi
è difficile riprendersi. Ti chiedo con tutto il cuore, aiuta il Vescovo,
cerca di stargli vicino. Io non ho più la forza di sopportare i dolori
e sono molto stanca e provata, però, se questo serve per salvare
le anime, fa' di me quello che vuoi. Mi hai detto che le ossa si stanno
spezzando, e lo stomaco, la pancia, le orecchie, la testa, la gola e tutto
il resto si sta rovinando; non ho più niente di sano. Dacci la forza
e il coraggio di sopportare la sofferenza e di stare un pochino meglio.
Scusa, Gesù, ma sono un po' arrabbiata, perché da tanto tempo
mi dite che devo partire per il Paradiso e sto sempre qua. Sembra che mi
prendete in giro. Mi avete fatto cucire il vestito che indosserò
quando sarò morta, mi avete fatto preparare il lenzuolo funebre e
stampare i libretti. Ho anche scelto la cassa da morto. Gesù, se
sei il mio Sposo, aiuta la Tua sposa. Io voglio darTi tutta me stessa".
Gesù le ha risposto: " Marisella, sposa mia, cosa vuoi darmi
ancora? Non hai più nulla da dare, hai dato tutto. L'unica cosa che
devi chiedere è: la partenza per il Paradiso".
La seconda volta è avvenuta il 28 Ottobre, parlando con la Madonna
davanti a tutta la comunità: "Di tante belle promesse, ancora
non ho visto realizzarsi, neanche una. Perché Dio tarda a realizzare
le promesse belle? Eppure cerchiamo di fare tutto ciò che Lui chiede,
non soltanto io, ma anche gli altri. Tutti chiediamo "Dio, cosa fai?
Perché non vieni anche in nostro aiuto?" Capire Dio, lo so,
è difficile; l'hai detto Tu che rispondere ai perché di Dio
è difficile, ma oggi chiedo a Te: Perché? Perché? Io
ho conosciuto tanti veggenti, parola che a me non piace, comunque tutti
godono, si ingrandiscono e hanno tutto quello che vogliono. Noi cosa abbiamo?
Un piccolo gruppo che ci vuole bene. Tutte le persone per le quali ho pregato
e che Dio ha aiutato, dove sono andate? Perché intorno a noi c'è
questo vuoto, mentre dagli altri, benché non ci siano più
apparizioni, vanno sempre migliaia di persone? Aiuta il nostro Vescovo,
anche lui sta soffrendo moltissimo. Ieri ancora una volta l'ho visto piangere
e questo mi uccide. Perché Dio l'ha ordinato Vescovo se poi doveva
soffrire così tanto? A lui non era stata chiesta la sofferenza, lui
doveva darsi tutto alle anime, aiutare le anime, ma dove sono le anime?".
La Madonna ha riconosciuto: "Marisella, cara, quello che hai detto
è la sacrosanta verità".
In mezzo a tanta sofferenza è maturata una gioia, fra tante tenebre
è spuntata una luce, fra tante prove è sorta una speranza:
Dio ha approvato la decisione del Vescovo di collocare la Madre dell'Eucaristia
a fianco di Gesù, mentre istituiva l'Eucaristia, perché in
quel momento importante la Madre certamente stava vicino al Figlio. Questo
è stato plasticamente realizzato aggiungendo l'effige della Madre
dell'Eucaristia con le mani giunte, nello spazio vuoto tra Gesù e
Giovanni nel blocco marmoreo che riproduce il quadro dell'Ultima Cena di
Leonardo da Vinci, affrescato nel refettorio del monastero della Madonna
delle Grazie a Milano. Secondo recenti studi lo stesso Leonardo aveva pensato
di dipingere la Madonna in quello spazio vuoto, ma poi non ha assecondato
il suo intuito artistico.
Riportiamo l'articolo che apre il n. 71 del nostro giornalino "Perle
della Madre dell'Eucaristia" che parla della continua vicinanza di
Maria a Gesù, soprattutto nell'Ultima Cena.
"Eccellenza, mio Figlio ha voluto che tu leggessi tra le righe del
Vangelo ciò che è contenuto in profondità e che non
è stato detto esplicitamente né da chi l'ha scritto, né
da coloro che l'hanno letto". Nei vangeli, infatti, non è racchiuso
tutto ciò che ha detto e fatto Gesù durante la Sua vita; lo
stesso Giovanni negli ultimi versetti del suo Vangelo scrive: "Vi sono
ancora molte altre cose compiute da Gesù, che, se fossero scritte
una per una, penso che il mondo stesso non basterebbe a contenere i libri
che si dovrebbero scrivere".
Dio, attraverso i figli prediletti uniti a Lui, ci permette di conoscere
ulteriori dettagli che ci aiutano a comprendere meglio il Suo amore per
noi e ad aumentare la devozione e la fede verso il grande sacramento dell'Eucaristia.
Questo dono è stato concesso al nostro Vescovo, al quale Dio ispira
pensieri, verità e fatti riguardanti la vita di Gesù e di
Sua Madre, e che lui regala alla nostra comunità con grande gioia
e amore. Il Vescovo parla a tutti noi con la consapevolezza che le sue parole
non sono e non saranno patrimonio esclusivo di coloro che ora lo ascoltano,
ma sa che, per volontà divina, faranno parte del patrimonio della
Chiesa.
Nel Vangelo si parla poco della Madonna; da una lettura superficiale si
potrebbe dedurre che abbia avuto un ruolo marginale nella vita di suo Figlio,
ma noi sappiamo con certezza che Lei non Lo ha mai abbandonato, Gli è
sempre rimasta accanto in modo naturale o in bilocazione.
Tutta la vita terrena di Gesù è stata finalizzata al momento
dell'istituzione dell'Eucaristia che ha preceduto il sacrificio della Croce,
la sua morte e resurrezione. La prima frase che Gesù, incarnandosi
nel grembo purissimo di Maria, ha detto a sua Madre è: "Grazie,
Mamma, perché mi stai facendo un corpo che servirà per la
passione e la crocifissione. Mi stai dando il Tuo sangue, quel sangue che
io verserò durante la passione". Gesù con queste parole
ha voluto ringraziare sua Madre per la cooperazione al grande dono che Dio
ha fatto agli uomini: l'Eucaristia. Nell'Eucaristia Gesù è
presente in corpo, sangue, anima e divinità, ma quel corpo è
stato generato da Maria e quel sangue è frutto del sì di Maria.
Dopo il primo grazie di Gesù alla Mamma, sono seguiti i nove mesi
della gravidanza che ogni mamma compie per dare alla luce il proprio bambino.
Durante tutto il periodo della gravidanza, tra la Mamma e il piccolo Gesù,
presente nel Suo grembo, sono avvenuti intensi colloqui, grandi preghiere
rivolte al Padre; uno degli argomenti più trattati è stato
l'Eucaristia. Gesù ha parlato a sua Mamma di ciò che avrebbe
detto e di ciò che avrebbe fatto e si è soffermato molte volte
sull'istituzione del sacramento dell'Eucaristia. In occasione della circoncisione
del Dio Bimbo, otto giorni dopo la Sua nascita, prima che le Sue carni immacolate
venissero incise e producessero il primo sangue, Gesù, rivolto alla
Mamma che tremava per la prima sofferenza del Figlio, ha esclamato: "Tu
sei Madre dell'Eucaristia".
Durante la vita pubblica, Gesù ha scelto gli apostoli e li ha ammaestrati,
spostandosi con loro da un luogo all'altro e mentre camminava, la Madonna
rimaneva sempre in fondo, per dare tutto lo spazio a Gesù ed agli
apostoli. Gesù a volte si fermava, si girava, sorrideva alla Mamma
e le faceva cenno di avvicinarsi dicendole: "Vieni, mamma, vieni vicino
a Me". La Mamma si avvicinava e Gesù la prendeva sotto braccio
per continuare insieme il cammino.
Il giorno dell'istituzione dell'Eucaristia, Gesù, come ci racconta
Giovanni, chiese a lui e a Pietro di preparare il necessario per la celebrazione
della Pasqua. Pietro e Giovanni, in poco tempo non avrebbero potuto fare
tutto da soli; si doveva comprare l'agnello, pulirlo e cuocerlo; occorreva
preparare i pani azzimi e le erbe amare. I due discepoli sono stati aiutati
dalla Madonna e dalle pie donne. Nell'ottavo capitolo del Vangelo di Luca
leggiamo che erano con Gesù e i Dodici: Maria Maddalena, Giovanna
e Susanna, liberate dal demonio e da altre infermità, e altre donne
che non vengono nominate, che servivano Gesù e gli apostoli offrendo
i loro averi. Queste donne, insieme alla Madonna, hanno sempre accompagnato
Gesù e formavano una piccola comunità al suo seguito. Gli
apostoli non potevano pensare alle vettovaglie, al cibo e a cercare i posti
dove dormire, a questo provvedevano le loro sorelle, ma soprattutto la Mamma
di Gesù si prodigava, affinché tutto fosse preparato con cura
e nel modo migliore. Dal momento che solo la Madonna sapeva a cosa sarebbe
servita la sala del Cenacolo, si è messa umilmente al servizio del
Figlio come cuoca ed inserviente, pulendo ed ornando con amore la sala per
la Pasqua. Era consapevole che la vita di suo Figlio volgeva alla fine e
avrebbe dovuto affrontare la cattura, la passione e la morte. Nonostante
la gioia e la sofferenza albergassero insieme nel suo cuore, non ha detto
niente alle compagne, pregava ed era felice che il frutto del suo lavoro
potesse servire per la prima, grande e solenne S. Messa che avrebbe celebrato
Gesù.
Gesù, una volta giunto nel Cenacolo, è stato accolto dalla
Mamma e dalle altre donne che, su suggerimento della Madonna, per riservatezza
e discrezionalità si sono riunite in una stanza attigua, così
da lasciargli la possibilità di parlare ancora una volta agli apostoli.
Il Figlio di Dio ha spiegato loro che avrebbe celebrato l'Eucaristia, quel
grande mistero, quel grande sacramento di cui aveva parlato molte volte
precedentemente e ha pronunciato parole che hanno infuocato il loro cuore.
Poco prima dell'istituzione dell'Eucaristia, Gesù ha chiamato la
Mamma e l'ha fatta sedere vicino a sé. È impensabile che Gesù
sacerdote e vittima non avesse vicino Sua Madre nel momento più importante
della Sua missione terrena. La Madonna non ha dimenticato le pie donne e
ha pregato Gesù: "Anche le mie sorelle sarebbero felici di riceverti",
e Gesù ha permesso anche a loro di fare la S. Comunione. In quel
momento, per la prima volta, la Chiesa era presente nelle sue realtà
molteplici: Gesù Eucaristia, la Madre dell'Eucaristia, i ministri
dell'Eucaristia ed i laici. La Chiesa era tutta intorno all'Eucaristia.
Successivamente, dopo la morte e risurrezione del Cristo, la Madonna ha
incoraggiato gli apostoli a celebrare la S. Messa, invitandoli a ripetere
il gesto di Gesù. La Madre dell'Eucaristia, oltre ad essere madre,
è stata anche maestra dei primi vescovi, degli apostoli e dei primi
cristiani, mettendo a disposizione di tutti l'approfondita conoscenza del
mistero eucaristico, ricevuta grazie agli intimi colloqui con il Figlio.
Dopo l'ascensione di Gesù al cielo, la Madonna è stata colei
che ha conservato nel modo più luminoso e sublime il ricordo della
vita di Gesù e delle sue azioni. Agli insegnamenti di Suo Figlio
ha aggiunto in modo discreto i Suoi, e gli apostoli ne hanno fatto tesoro.
Nel Vangelo si parla poco della Madonna, proprio dietro Sua richiesta. La
Madre dell'Eucaristia voleva che la scena fosse occupata completamente dal
Figlio, dal Messia, e che nessun altro potesse richiamare su di sé
l'attenzione, che doveva essere concentrata esclusivamente su Gesù.
Il 24 ottobre 2007, la Madre dell'Eucaristia ha fatto il suo ingresso ufficiale
nella rappresentazione dell'Ultima Cena. Durante l'apparizione riservata
al Vescovo ed alla Veggente, infatti, Dio Padre, Dio Figlio e Dio Spirito
Santo hanno benedetto una statua della Madre dell'Eucaristia realizzata
da un membro della nostra comunità. All'inizio dell'incontro di preghiera,
la statua è stata portata dal Vescovo nella nostra cappella e collocata
nel vuoto presente tra Gesù e Giovanni nella scultura raffigurante
l'Ultima Cena di Leonardo da Vinci. Dopo duemila anni un'altra verità
importante è stata ufficialmente rivelata da Dio: Maria, Madre dell'Eucaristia
era accanto a Gesù durante l'Ultima Cena.
Novembre è stato il mese in cui gli ammalati sono stati al centro
del nostro amore e della nostra attenzione. Non c'è lettera di Dio
in cui Gesù, la Madonna e Marisa non abbiano parlato di loro. Riportiamo
alcuni di questi brani:
"Nella casa del nostro caro Vescovo ci sono diversi malati, prima uno,
poi due, infine tre; ogni tanto c'è qualcuno che s'ammala. Sono molto
provati. Anche alcune persone che li aiutavano non vengono più, perché
sono malate. Perché Dio vi sta mettendo continuamente a dura prova?".[Lettera
di Dio del 1° novembre 2007]
"Sono tanti i malati, non solo in questa piccola comunità".[Lettera
di Dio del 2 novembre 2007]
"Mamma, aiuta i nostri malati, hai visto in quanti stiamo soffrendo?
Perché tutte le sofferenze e malattie sono presenti tra noi?".[Lettera
di Dio del 3 novembre 2007]
"I nostri malati stanno sempre poco bene. Tutte le nostre preghiere
a cosa servono?".[Lettera di Dio del 4 novembre 2007]
"Sono qui per darvi quell'aiuto che tutti desiderate per la salute".[Lettera
di Dio del 18 novembre 2007]
"Preghiamo tutti insieme per la guarigione dei malati e poi chiniamo
il capo e diciamo: Dio, sia fatta la Tua volontà".[Lettera di
Dio del 21 novembre 2007]
"Bisogna pregare per le persone malate, perché ce ne sono molte,
soprattutto nella vostra comunità. Se vengono guarite, ringraziate
Dio, solo Lui fa le grazie e i miracoli".[Lettera di Dio del 23 novembre
2007]
"Pregate moltissimo per le persone malate che sono sole in ospedale,
nessuno va a trovarle; vivere da soli in ospedale è molto triste".[Lettera
di Dio del 25 novembre 2007]
Per ottenere la guarigione dei nostri malati abbiamo fatto catene di preghiere,
veglie notturne, adorazione eucaristica e abbiamo offerto a Dio fioretti,
sacrifici e digiuni.
Finalmente il Signore ci ha ascoltato, ha guarito diversi membri della nostra
comunità. Ha compiuto veri e propri miracoli, restituendo la salute
ad alcuni e facendo portare felicemente a termine gravidanze ad alto rischio.
Purtroppo per Marisa non abbiamo ottenuto neanche un lieve miglioramento.
La Madonna le ha spiegato: "Marisella, la tua strada è segnata,
lo sai da anni. Tu conosci la volontà di Dio a tuo riguardo".[Lettera
di Dio del 18 novembre 2007]
Il 4 Novembre la Madre dell'Eucaristia ci ha comunicato che "d'accordo
con i miei due figliolini il prossimo anno sarà l'anno della speranza".
La data d'inizio dell'anno della speranza sarà l'otto dicembre. Allora
parleremo più diffusamente di questa iniziativa della Madonna.
Il Vescovo va ripetendo da anni che la Chiesa dovrebbe definire quanto prima
l'ultimo dogma mariano: Maria Corredentrice e Mediatrice di tutte le grazie.
Per farci comprendere che svolge il ruolo di mediatrice a vantaggio dei
suoi figli la Madonna ci ha fatto sapere: "Quando il Vescovo parla
con Dio, io sono sempre vicino a lui".[Lettera di Dio del 4 novembre
2007]
Il Vescovo ha sentito in modo via, via più nitido fiorire nel suo
cuore un desiderio: festeggiare il 16 novembre, giorno in cui ha ricevuto
la comunicazione di essere stato dimesso dallo stato clericale e ridotto
allo stato laicale.
L'intera vicenda è dettagliatamente e chiaramente esposta nel volumetto
"È arrivato l'ultimo colpo di Satana" da pag. 8 a pag.
15; qui vogliamo solo raccontare ciò che ha fatto il nostro Vescovo
per ridare una carica e una spinta alla Comunità che mostrava una
preoccupante stanchezza e una iniziale sfiducia dopo aver atteso per lunghi
anni i promessi interventi di Dio.
La Madre dell'Eucaristia ha commentato così l'iniziativa del Vescovo:
"Non ho conosciuto nessuno che ha saputo trasformare la sofferenza
in gioia". S.E. Mons. Claudio Gatti ha spiegato alla Comunità
che la nostra resurrezione e il suo trionfo devono essere preceduti dalla
sua morte morale e dalla morte mistica e fisica di Marisa.
Ha chiesto di preparare la cappella nel modo migliore, addobbare l'altare
con fiori bianchi, usare i paramenti più solenni e i vasi sacri più
preziosi. Ha concluso: "Eseguite i canti più significativi per
esprimere la gioia e la sicurezza nella vittoria finale di Dio sui Suoi
nemici".
La Comunità ha risposto con entusiasmo all'iniziativa del Vescovo
ordinato da Dio e ha preparato quanto richiesto.
La sera del 16 Novembre la cappella era gremita di persone come non mai
e il Vescovo vi ha fatto l'ingresso rivestito dell'abito episcopale. Prima
della S. Messa c'è stata l'apparizione della Madonna e la teofania
di Dio. Riportiamo i brani più significativi del messaggio che ci
hanno rivolto.
Madonna - Sia lodato Gesù Cristo, miei cari figli. Oggi, secondo
il Vangelo del Vescovo Claudio, è la sua festa: sono passati cinque
anni da quando è stato ridotto allo stato laicale e l'ha voluto festeggiare
con Noi e con voi. Ha voluto abbellire la cappella, addobbare l'altare,
vestirsi con gli abiti liturgici più solenni e usare i vasi sacri
più preziosi, nonostante accusi molte sofferenze. Noi abbiamo pregato
per questa festa, gli siamo stati molto vicino. Oggi il vostro Vescovo per
il suo modo di agire dovrà ottenere delle benedizioni e delle grazie
da Dio Onnipotente: Lui sa tutto, fa tutto, ha creato tutto e ha gradito
questa iniziativa. Io sono la Mamma, non posso fare più di tanto,
ma, credetemi, abbiamo molto pregato per il Vescovo che ha sempre bisogno
di preghiere, perché, secondo la logica umana, è stato, oso
dire questa parola, rigirato dall'Alto e dagli uomini, da tutti. Voi, mio
piccolo gregge, che conoscete bene il vostro Vescovo, sapete quanto è
grande la sua bontà, generosità, carità, amore, umiltà,
tutte virtù e doni che Dio gli ha dato. Vi siete chiesti: perché
ha tutte queste virtù e deve continuare a vivere nel nascondimento?
Vi ripeto: è difficile capire i perché di Dio".
Dio Padre - Dio sa quello che fa e quando dice qualcosa la mantiene, ma
aspetta il momento giusto per intervenire. Il Vescovo, ordinato da Me, come
è stato trattato? L'ho voluto Io? No.
Marisa - Però potevi aiutarlo un pochino, poco poco. Pensa che lui
stesso ha detto: "Sono cinque anni che sono stato ridotto allo stato
laicale e voglio far festa insieme al mio cenacolo, insieme ai miei cari".
Non Ti dice niente questo?
Dio Padre - Oh sì, mi dice molto!
Madonna - Miei cari figli, la Mamma vi ringrazia per tutto ciò che
avete fatto in questo giorno nel preparare questa santa festa, così
l'ha chiamata il vostro Vescovo. Vi sembrerà strano tutto questo,
ma non è strano, è bello, è umile, è santo.
Marisa - Mamma!
Nonna Iolanda - Auguri, Eccellenza, l'Eccellenza mio, auguri!
Purtroppo, con grave danno della Chiesa, falsi veggenti ed ex veggenti hanno
continuato a far parlare e a seminare zizzania. Di fronte a queste particolari
situazioni la Madonna non poteva non intervenire: "Voi non immaginate
quante persone dicono di vedermi, di avere locuzioni e visioni, ma non è
vero. Io appaio solo da voi e tutti sapete che sono vicina al mio Vescovo
quando celebra la S. Messa".[Lettera di Dio del 18 novembre 2007]
La Mamma del Cielo ha riconosciuto l'eroismo di molti membri della Comunità
che per restare fedeli a Gesù Eucaristia e a Lei hanno sopportato
la disapprovazione dei familiari. Alcuni genitori, fratelli e sorelle sono
arrivati a parlar male, a calunniare i congiunti che credono nelle apparizioni
della Madre dell'Eucaristia e nei miracoli eucaristici avvenuti nel luogo
taumaturgico.
La dolorosa denuncia della Madonna prosegue: "Per amare mio Figlio
Gesù, avete tutti contro: parenti, amici e soprattutto sacerdoti.
Chi ha sopportato tutto questo avrà il diritto di entrare in Paradiso
e di vedere Dio. Molti genitori hanno fatto soffrire e continuano a far
soffrire i figli. I fratelli gettano fango contro i fratelli, anche con
altri che non vi conoscono".[Lettera di Dio del 18 novembre 2007]
Gesù aveva profetizzato: "Il fratello tradirà il fratello
a morte e il padre il figlio. I nemici dell'uomo saranno quelli della sua
casa". (Mt 10, 21-36)
La Madre dell'Eucaristia ha più volte assicurato i nostri giovani
che li avrebbe protetti da pericoli ed incidenti ed ha mantenuto la Sua
promessa anche il 21 Novembre quando ha salvato una ragazza della Comunità
da un incidente di macchina che poteva essere mortale: "Oggi è
stato evitato un incidente mortale ad una ragazza della Comunità.
Molti incidenti finora non sono avvenuti perché sono stata pronta
a fermare le macchine e a tenere in piedi i ciclomotori".[Lettera di
Dio del 21 novembre 2007]
La Madonna ha sempre mostrato la sua sollecitudine materna nei riguardi
del Vescovo. Al figlio, provato e sofferente, ha permesso di sfogarsi con
lei; non gli ha fatto mai mancare il suo aiuto e conforto. Frequentemente
è intervenuta per invitare i membri della Comunità a non importunare
il Vescovo per problemi terreni, ma solo per chiedere consigli nel campo
spirituale; come ci ha caldamente raccomandato il 30 Novembre 2007: "Non
affliggete il vostro Vescovo con problemi umani che riguardano voi personalmente.
Il vostro Vescovo deve aiutarvi nel cammino spirituale, può darvi
anche qualche consiglio, ma ricordatevi che è molto preso dal suo
lavoro e dalle persone malate. Non andate sempre a piangere sulla sua spalla,
approfittando della sua bontà e perché è pronto ad
aiutare tutti. Avete mai pensato: chi aiuta lui? Lui con chi parla? Con
chi si sfoga? Quando ne ha bisogno, intervengo Io o Gesù, intervengono
il mio amato Giuseppe, nonna Iolanda; vogliamo che lui si sfoghi con Noi,
che appoggi il suo capo sul cuore di Gesù, come è successo
tante volte ".
L'8 dicembre 2007, terminato l'Anno dell'Umiltà, è iniziato
l'Anno della Speranza. Il Vescovo ci ha invitato a rivolgere lo sguardo
verso la Madre dell'Eucaristia, colei che sempre invochiamo con le parole:
"Salve, o Regina, Madre di misericordia, vita, dolcezza speranza nostra
".
Maria è il capolavoro di Dio, è la speranza del genere umano;
tutti noi nella nostra debolezza, ammirando questa meravigliosa creatura,
possiamo essere confortati ed illuminati dalla Sua luce e dalla Sua grazia
immensa.
Maria è la speranza della Chiesa, da lei è sempre accompagnata
e sostenuta lungo i secoli nel suo cammino a volte irto, spinoso, difficile
e segnato da persecuzioni. Maria è la nostra speranza: noi possiamo
avere la certezza di rassomigliare a Dio secondo la Sua volontà ("fece
l'uomo a Sua immagine e somiglianza"), quindi possiamo somigliare spiritualmente
anche all'Immacolata Concezione e sperare di diventare ostie pure, immacolate
e gradite a Dio. La speranza di cui ci ha parlato il Vescovo non è
quella umana, ma quella soprannaturale, è la virtù teologale
che è presente nell'uomo quando c'è la grazia; sperare, in
questo caso, vuol dire avere la certezza. Nella lettera ai Romani, riferendosi
ad Abramo, S. Paolo scrive: "Egli credette, sperando contro ogni speranza",
cioè ebbe la certezza che Dio avrebbe mantenuto le sue promesse e
lo avrebbe reso capostipite di un popolo numeroso come le stelle del cielo;
tale certezza rimase sempre nel cuore di Abramo, anche nel momento in cui
il Signore gli chiese di offrire come vittima sacrificale il suo unico figlio
Isacco.
Il Vescovo ci ha spiegato che anche noi, come comunità, siamo chiamati
a sperare contro ogni speranza, dobbiamo avere la certezza che Dio realizzerà
i suoi piani e porrà a capo del Clero colui che dal Clero è
stato condannato e allontanato, anche se le apparenze umane oggi indicano
esattamente il contrario. Dal punto di vista umano nessuno può pensare
che chi è stato ucciso moralmente, potrà risuscitare per compiere
imprese talmente grandi che tutti gli uomini si meraviglieranno; questo
avverrà, perché Dio non delude, realizza i suoi disegni quando
Lui lo decide. S. Paolo stesso nella lettera ai Romani ci insegna che "la
speranza non delude" (Rom. 5,5).
Il Vescovo ci ha esortato a chiedere alla Madre dell'Eucaristia di infondere
in noi una speranza sempre più forte in un momento in cui, come comunità,
siamo soli, abbandonati, traditi, umiliati, calunniati e dispersi. Inoltre
dobbiamo vivere in modo gioioso l'attesa che Dio realizzi i suoi disegni
("Abbiate gioia mediante la speranza" - Rom. 12,12); imitando
Maria, che dal momento dell'Annunciazione ha atteso con gioia la nascita
di suo Figlio. Nel suo cuore era presente gioia, ma anche dolore, ben sapendo
che quel bimbo che aveva in grembo avrebbe dovuto soffrire tanto. Durante
la passione e morte di suo Figlio provò gioia e dolore, consapevole
che attraverso la morte di Gesù sarebbero risorti tanti suoi figli.
Sempre l'8 Dicembre la Madonna, S. Giuseppe, nonna Iolanda e Marisa hanno
accompagnato dal Purgatorio in Paradiso oltre cento milioni di anime. Non
conosciamo la loro identità, sappiamo solo che per Marisa diventa
sempre più triste e difficile, una volta compiuta la missione, tornare
sulla Terra.
In occasione della Festa dell'Immacolata sono venute molte persone, anche
da fuori Roma, per festeggiare insieme a noi Colei che è immune da
ogni colpa e piena di grazia.
Abbiamo portato solennemente in processione la reliquia della Madonna, l'abbiamo
intronizzata sull'altare e abbiamo alternato preghiere, canti e momenti
di riflessione silenziosa. Il Vescovo ha concluso l'incontro spirituale
e ha recitato una preghiera spontanea che ha commosso Gesù e tutti
coloro che lo avevano accompagnato. (Allegato n.1)
Prima della celebrazione della S. Messa Gesù ci ha rivolto il Suo
messaggio e ha colloquiato affettuosamente con la Veggente davanti a tutti.
Quanto hanno detto Gesù Eucaristia e la Vittima dell'Eucaristia è
talmente bello, dolce ed importante che abbiamo deciso di riportarlo integralmente.
Gesù - Oggi è una grande festa: l'Immacolata Concezione. Io,
Gesù, sono venuto insieme alla Mamma ed al mio amato papà.
Abbiamo ascoltato ciò che il Vescovo ha detto. Ha formulato una preghiera
bella, sentita e sofferta, che per la sua semplicità e profondità
ha conquistato tutti i cuori. Io, Gesù, mi sono commosso; la preghiera
del Vescovo mi ha molto colpito. Io e la Mamma ci siamo guardati e ho visto
due lacrimoni uscire dai suoi occhi, come sono usciti dagli occhi di S.
Giuseppe, di nonna Iolanda e di tutti coloro che mi circondano. Noi abbiamo
chiesto tanto ad alcune anime e tutte hanno risposto no, eccetto due: il
mio Vescovo e la mia sposa; per questo ci siamo completamente appoggiati
a voi due, miei cari figliolini. Vi abbiamo dato e continuiamo a darvi una
grande forza, anche se nei momenti di grande sofferenza non l'avvertite.
Marisella, questa notte ti ho aiutato. Avevi i terribili dolori della passione
e grandi sofferenze naturali e quando il Vescovo ti ha dato Me, Gesù
Eucaristia, ho detto: "Basta sofferenza" e ti ho fatto addormentare.
È triste per Noi poter contare solo su pochissime persone per far
rinascere la Chiesa, che è governata molto male. I suoi pastori cercano
soltanto di emergere, di primeggiare. Parlano al negativo di alcune nazioni
e non si rendono conto che alla fine potrebbe scoppiare un conflitto con
i loro cittadini, stanchi di sentire offese e giudizi pesanti contro la
loro patria. Io ho detto: "Prima togli la trave dal tuo occhio e poi
la pagliuzza dall'occhio di tuo fratello". I pastori della Chiesa devono
togliere la trave dai loro occhi e poi la pagliuzza da quelli dei semplici
fedeli che li seguono.
Gli uomini della Chiesa non attirano le anime, per questo dico al Vescovo
Claudio: non restare più chiuso nella tua casa, esci fuori, vai a
trovare le persone sulle quali puoi contare e non aver paura di incontrare
anche coloro che non ti amano, anzi ti odiano e sono invidiosi e gelosi
nei tuoi riguardi. Non aver paura di loro, perché tu sei a posto
davanti a Dio e agli uomini. Chi non crede in te, è un grande peccatore
e un grande sacrilego.
Oggi Maria è festeggiata come Immacolata Concezione, ma è
sempre Madre dell'Eucaristia, Madre di tutte le madri.
Marisa - Gesù, non parli più?
Gesù - No. Sono commosso.
Marisa - Se vi siete commossi, se vi escono le lacrime dagli occhi, perché
non date un aiuto al nostro Vescovo? Perché non mandate qualcuno
ad aiutarlo? Abbiamo sbagliato a dire sempre sì a tutto ciò
che ci avete chiesto? Avrei voluto dire qualche volta no, ma non ci sono
riuscita, il sì è stato più forte di me, mi sembrava
di mancarvi di rispetto, di offendervi. Pur brontolando, abbiamo sempre
accettato tutto.
Gesù, ti prego, aiutaci. Guarda quante poche persone ci sono accanto.
È vero che non abbiamo un grande prato per accogliere molta gente,
ma siamo veramente pochi. A tutti Voi del Cielo che mi state ascoltando,
chiedo aiuto e sostegno per il nostro Vescovo. Ripeto ancora: prima io verrò
in Paradiso, prima lui salirà alle altezze stupende, alle alture
meravigliose.
Umanamente parlando, sono stata presa in giro molte volte. Mi hai fatto
preparare tutto per la mia dipartita e sto ancora qui, malata e sofferente.
Cerco di nascondere tanti dolori, ma non sempre ci riesco, per questo anch'io
chiedo il Vostro aiuto, perché nessuno si accorga, specialmente il
Vescovo, che sto soffrendo. Ieri notte e questa notte mi hai asciugato il
sangue, ma è rimasta qualche macchiolina sul cuscino e se ne sono
accorti. Mi avevate promesso che le ferite non si sarebbero più aperte
e il sangue non sarebbe più uscito ed invece altri hanno visto ciò
che io non volevo si vedesse. Ho offerto la mia vita per il Vescovo e voglio
soffrire più che posso per mio fratello, mi addolora vederlo molto
giù moralmente. Era brillante, sorridente, sempre pronto ad aiutare
gli altri, ora, come noi romani diciamo, è molto abbacchiato.
Gesù - Voi tutti qui presenti aiutate questo povero Vescovo, pregate,
pregate, pregate per lui. Ha sempre fatto del bene e non ha mai offeso né
Me, né la Madonna, né nessun uomo della Terra, eppure è
stato deriso, offeso, calunniato ed anche sputacchiato dalle suore in via
delle Benedettine. Il vostro Vescovo ha chinato il capo e ha cambiato marciapiede.
No, questo non deve assolutamente ripetersi. Perché le persone che
si comportano male, i pedofili, gli immorali, i disonesti, non vengono ripresi?
Che cosa ha fatto il vostro Vescovo per essere condannato?
Marisa - Ho chiesto solo che lui torni a far parte del Clero a testa alta,
non ho detto se come Vescovo o Papa. Ho chiesto che coloro che l'hanno ingiustamente
condannato, si ravvedano e si rendano conto di aver fatto tanto male a lui
e alle persone che lo stimano e lo amano.
Gesù - Purtroppo coloro che lo amano sono pochi in confronto a quelli
che lo odiano o nutrono invidia e gelosia nei suoi riguardi, ma anche loro
dovranno morire e andranno all'inferno. Ricordatevi che chi offende e calunnia
un sacerdote o un vescovo pecca gravemente e se celebra la S. Messa e fa
la S. Comunione commette sacrilegio. Ecco perché la Mamma vi dice
spesso: "Ricevete Gesù in grazia".
Se qualche volta avete delle preoccupazioni, che non saranno mai così
grandi come quelle del vostro Vescovo, alzate gli occhi al Cielo e chiedete
aiuto a Dio. È vero che i bimbi danno da fare, ma è meglio
che diano da fare i bimbi che si comportino male i grandi. I bimbi non peccano,
peccano i grandi. A Maria Immacolata, alla Madre dell'Eucaristia chiedete
questo regalo: fa' che il nostro Vescovo trionfi.
Marisa - Volevo chiederti: "Che fine ha fatto frate Gino?".
Frate Gino - Eccomi, Marisella, sono in Paradiso.
Marisa - Ti ricordavo brutto, scusa, scusa. Adesso sei bello.
Gesù - Sapessi quanto ha sofferto frate Gino! Ma ora gode in Paradiso.
Tutti voi quando sarà l'ora, salirete in Paradiso e gioirete. Sorridete,
siate allegri.
Marisa - Non ti dimenticare di quel nostro giovane. Ti raccomando i bimbi,
i giovani, gli adulti della nostra comunità, ma soprattutto il nostro
Vescovo. Auguri, Madonnina. Non ho altro da dirti, se non che sono molto
provata. Cercherò di sorridere. È andato via Gesù,
è rimasta la Madonna.
Madonna - Miei cari figli, vi ringrazio della vostra partecipazione. Ringrazio
le persone venute da lontano per amore verso il Vescovo.
Insieme al mio e vostro Vescovo benedico voi, i vostri cari, i bambini,
gli anziani, i malati e i missionari. Vi porto stretti al mio cuore e vi
copro con il mio manto materno. Andate nella pace di Dio Padre, Dio Figlio,
Dio Spirito Santo.
Marisa - Mi fai scendere?
Madonna - Fai quello che il Vescovo ti dice, Marisella, ubbidisci. Nel nome
del Padre, del Figlio, dello Spirito Santo.
Marisa - Gli angeli hanno preso la Madonna e l'hanno portata in alto, in
alto, in alto. Aveva intorno molti fiori."
Nell'approssimarsi della Novena del Natale la Madre dell'Eucaristia ci ha
invitato, anche quest'anno, a preparare a Gesù il corredino che consiste
in buone azioni, preghiere, fioretti e sacrifici.
Sappiamo che Dio ha affidato a Marisa molti segreti e solo alcuni di essi
la Veggente ha potuto confidare al Vescovo.
Il 16 Dicembre la Madonna ci ha rivelato che: "La vostra sorella ha
ricevuto un segreto molto importante che la sta distruggendo, anche se non
lo dimostra, e riguarda proprio la Chiesa". Ci è stato comunicato
anche che riguarda il futuro del nostro Vescovo, ma non sappiamo altro.
Nella stessa apparizione ha confermato quanto Marisa ci aveva raccontato
il giorno precedente: l'episodio avvenuto in Vaticano, protagonisti: un
grande personaggio facilmente identificabile, e un cardinale non italiano,
del quale non importa rivelare il nome. Lasciamolo raccontare alla Madre
della Chiesa:
Madonna - Ieri sera la vostra sorella vi ha raccontato come ....... ha risposto
al cardinale che gli aveva chiesto di riesaminare l'intera vostra vicenda,
dopo aver letto tutta la vostra storia su Internet: "Io non accedo
su Internet e quindi non me ne intendo di queste cose". Che significa:
non accedo ad Internet? Se un cardinale chiede di riesaminare una vicenda,
perché gli rispondi così? Ecco perché dico: i grandi
uomini della Chiesa sono tornati indietro e continuano ad andare indietro;
pensano al potere e ai soldi. Cosa c'è Eccellenza?
Vescovo - Ho fatto un gesto e tu hai capito il significato; usiamo la scopa
e ripuliamo la Chiesa.
Madonna - Sì, ma forse le scope sono terminate, perché la
befana le ha prese tutte!
Vescovo - Ma noi ci stiamo ancora e, se e quando Dio vorrà, faremo
pulizia nella Chiesa.
Madonna - Hai ragione, sono con te. Purtroppo quei signori continuano a
fare sacrilegi, tanti, tanti, tanti. Pregate per loro, non c'è bisogno
che io faccia il loro nome, voi avete ben capito a chi mi riferisco, perché
il vostro Vescovo non vi tiene nascosto nulla e vi ha detto tutto".
Infatti S.E. Mons. Claudio Gatti ci aveva precedentemente informato che
una quindicina di cardinali e vescovi erano andati dai più alti vertici
del Vaticano e del Vicariato per perorare la nostra causa e per invitarli
a rivedere il caso. Non solo non hanno avuto risposte soddisfacenti, ma
sono stati bruscamente invitati ad uscire dalla stanza. In seguito alcuni
di loro hanno ricevuto delle lettere, con le quali sono stati o destituiti
o spostati ad altri incarichi.
Ci è stato anche rivelato che quei signori del Vaticano e del Vicariato
la notte non dormono, perché hanno sempre il volto del Vescovo davanti
agli occhi e temono di perdere, da un momento all'altro, cariche e potere.
Marisa ha continuato a sopportare dolori naturali estenuanti e a vivere
la passione in modo estremamente doloroso. Ha trascorso molte notti in poltrona,
scossa da una tosse insistente e fastidiosa. Per due volte è arrivata
alle soglie della morte che non ha varcato solo per intervento di Dio. Era
molto preoccupata ed amareggiata per le fatiche e i disagi che altre persone
dovevano affrontare per aiutarla: "Quando mi porti via? È un
bene per tutti perché io do molto da fare".[Lettera di Dio del
24 dicembre 2007]
La Madre dell'Eucaristia ci ha parlato con sofferenza e preoccupazione della
situazione della nostra nazione: "Non crediate che l'Italia vada bene,
no, non va bene. Non agiscono bene né i pezzi grossi della Chiesa,
ne i pezzi grossi dello Stato. Molte persone non hanno più fiducia
né nello Stato né nella Chiesa".[Lettera di Dio del 22
dicembre 2007]
La notte di Natale la Madonna ha consegnato di nuovo Gesù Bambino
a Marisa che l'ha stretto sul cuore con affetto e delicatezza. Inoltre ha
promesso che durante la celebrazione della S. Messa: "Il piccolo Gesù,
il mio amato sposo ed io saremo vicino al nostro santo e caro Vescovo e
l'aiuteremo, perché è molto stanco e assai provato".[Lettera
di Dio del 24 dicembre 2007]
Finalmente il 2007 che, come ha sottolineato la Madonna, "è
stato un anno duro e difficile non solo per voi, ma per gli uomini del mondo",
è terminato.
I giovani e i loro figliolini hanno voluto attendere l'inizio del nuovo
anno insieme ai genitori spirituali. Hanno fatto seguire alla S. Messa un
incontro di preghiera, durante il quale hanno meditato sui doni e benefici
che Dio, durante l'anno, aveva concesso loro e all'intera Comunità.
La riunione si è conclusa con il canto del Te Deum.
Nell'attesa della mezzanotte hanno sperimentato "quanto è dolce
e bello che i fratelli stiano insieme".
Quando mancava un quarto d'ora alla fine del vecchio anno si sono di nuovo
riuniti in preghiera nella camera di Marisa ed hanno avuto la felice sorpresa
dell'apparizione della Madonna e della teofania di Dio. Ecco riportato quasi
integralmente il meraviglioso e importante dialogo che Dio Papà e
la Mamma Celeste hanno avuto col Vescovo e la Veggente.
Madonna - Miei cari figli, vi domanderete perché sorrido. Perché
da tempo ero qui ad ascoltare ciò che diceva il vostro Vescovo. Ha
detto quasi tutto lui. Noi cosa possiamo aggiungere, dopo la sua bella preghiera?
Il suo cuore è grande, l'amore che ha verso gli uomini è enorme.
Dovreste cercare di imitarlo, di fare come lui e, credetemi, sta soffrendo
moltissimo.
Voglio finire il vecchio anno ed iniziare il nuovo con voi, ma sto anche
visitando altre nazioni, specialmente quelle povere. Miei cari figli, figlioli
carissimi, il 2007 è stato un anno difficile per tutti, ma specialmente
per il Vescovo e la Veggente. Lei vuole partire dalla Terra e venire in
Paradiso con noi. Molti altri desiderano la sua partenza, dato che sarebbe
un bene per lei e per coloro che rimangono: dal Cielo darà molti
aiuti e farà cose grandi, come Dio ha promesso.
Dio è Padre, ma a volte deve essere anche forte. Dovete capire che
non è facile ottenere ciò che volete. È vero, Dio ha
promesso, continua a promettere e continua a cambiare la decisione della
partenza della vostra sorella, ma voi non sapete perché Lui agisce
in questo modo.
Ho sentito Marisella brontolare con Dio. Noi del Paradiso non ne abbiamo
sofferto, anzi abbiamo sorriso e ci siamo detti: "Povera creatura del
cielo, quanto deve soffrire!". Io, il mio amato sposo S. Giuseppe,
nonna Iolanda e nonna Speranza siamo andati da Dio e lo abbiamo supplicato:
"Dio Padre, Dio Onnipotente, guarda quei due figli che sono nel mondo,
ma non sono del mondo, aiutali, fai ciò che hai promesso, altrimenti
come uomini possono anche dire
tu lo sai, Marisella, cosa hai detto.
Marisa - Sì, lo so, ti chiedo: perché fare una promessa e
poi non mantenerla o rimandarla? Perché dover soffrire così
tanto, quando avete detto che la mia missione è finita?
Madonna - È finita per i sacerdoti, Marisella, non per il Mondo.
Marisa - E allora? Cosa debbo fare ancora? Non ho più forza, il mio
corpo è malato, è pieno di dolori. Che cosa ho chiesto a Dio,
Madonnina? Di farmi stare un pochino meglio e di essere indipendente, per
permettere al Vescovo di compiere qualcosa. Tu cosa faresti al mio posto
se fossi qui con noi, tra queste quattro mura? Sto sempre in poltrona e
se devo alzarmi, ho bisogno di qualcuno, perché non cammino da sola.
Sto peggiorando; sento che sto peggiorando.
Madonna - Sì, lo so che i dolori sono tremendi, lo so che stai vivendo
la passione di Gesù ogni giorno. Poiché sei la sposa di Gesù
dovrai aiutare gli uomini della Terra, senza distinzione, tutti hanno bisogno
della tua sofferenza.
Marisa - Madonnina, io chiedo a Te. "Il Vescovo cosa c'entra in tutto
questo?" Non sopporto più di vederlo soffrire per causa mia.
Tu hai detto che non devo dire per colpa mia. Non riesco a vederlo così
tanto addolorato, Ti prego, dillo a Dio, è disumano quello che stiamo
soffrendo. Non abbiamo persone che ci possono aiutare. Ditelo a Dio, piangete
ai suoi piedi.
Dio Padre - Non c'è bisogno, Marisella, sono qui anch'Io.
Marisa - Non Ti vedo.
Dio Padre - Tu lo sai; Io sono il fiore, tu e il Vescovo le farfalle. Io,
Dio, non dimentico quello che ho detto e mantengo la parola, ma voglio fare
ciò che è meglio per questo Mondo sporco. Ogni giorno si sporca
sempre di più e nessuno dice: "Vado a pulire un angolo del Mondo".
Quello che hai detto, Marisella, ieri e stamattina, quando ti sei sfogata
con Me, è vero. Voi uomini della Terra potete avere questa impressione,
ma non è così. Io Dio non ho mai deluso nessuno; posso deludere
te che sei la Sposa di Gesù? Parla, parla, dì pure.
Marisa - Io mi sento delusa, mi sento abbandonata da Te.
Dio Padre - No, non dire questo, Io, Dio Padre, Dio Onnipotente, non abbandono
nessuno e se non arriva ciò che ho promesso, è per colpa degli
uomini, non mia.
Marisa - Tu però avevi promesso
mamma mia, adesso mi fulmina,
che se la situazione non fosse cambiata, ci avresti pensato Tu. Io non ho
neanche un pezzo del corpo senza dolore. Mamma mia! Non ti arrabbiare con
me, dico quello che penso.
Dio Padre - Sì, e fai bene, dire la verità è una gran
bella qualità. Questo è l'anno della speranza, della certezza,
come dice il vostro Vescovo, e Io, Dio, faccio ciò di cui il mondo
ha bisogno. Il mondo si deve convertire, ripulire da tutto il marciume.
Quando Paolo VI ha detto che il fumo di satana è entrato in Vaticano
e nelle chiese, ha detto la verità. Tu cosa faresti al mio posto?
Io, Dio, ho creato il Mondo, e vedo i miei uomini sporchi e un sudiciume
impressionante ovunque.
Marisa - Al tuo posto che avrei fatto? Non so che avrei fatto, Tu sei Dio,
io sono una semplice creatura, non posso fare nulla al posto Tuo. Dove stai
guardando? Hai visto dove sto?
Dio Padre - Sì, creatura del Cielo.
Marisa - Guarda questi dove stanno. (Marisa indica un quadro che raffigura
sacerdoti, vescovi e cardinali all'Inferno)
Dio Padre - Tu saresti contenta, se andassero all'Inferno?
Marisa - No. A me dispiace se vanno all'Inferno, però ci vogliono
andare loro, non sono io a mandarli. Tu hai detto che non bisogna pensare
al potere, alla poltrona, ai soldi, al sesso, al denaro. Dio, l'hai detto
Tu.
Dio Padre - Sì, è vero. Il piccolo Gesù che ti sta
guardando con due occhioni, ha una croce grande alle spalle, come da anni
l'hai anche tu. Non perdete la fiducia verso di Me, vi prego. Io so ciò
che faccio, ma tu, Marisella, non puoi saperlo.
Marisa - Dio, puoi aspettare un momento.
Dio Padre - Vuoi chiedermi se almeno la notte vi faccio riposare?
Marisa - Sono nottate intere che passo senza dormire, a soffrire, e malgrado
tutto, prego, prego, recito rosari. Io e il Vescovo brontoliamo, però
continuiamo a pregare: vuol dire che crediamo, che abbiamo fiducia in Te
anche se mi sento tradita, mi sento
non so che mi sento
Vescovo - Stanca, provata, delusa.
Marisa - Sono stanca, provata, delusa e abbandonata.
Dio Padre - No, Marisella, non dire queste cose. Io non abbandono nessuno.
Quando la morte arriva, è uguale per tutti.
Marisa - Io voglio la morte. La morte è la mia vita. Quando mi fai
morire? Quando mi porti via? Mi hai fatto fare il vestito, l'addobbo per
il letto, le scarpe col merletto e il libretto, dice il Vescovo.
Dio Padre - Marisella, tu pensi che non veda ciò che il Vescovo sta
facendo? Il Vescovo è molto intelligente, ha tanto amore, tanta comprensione
, ed è giù perché sta aspettando che Io dica:
"Alzati e vai a San Pietro".
Marisa - No, non vuole questo lui, anzi, ha detto che rinuncia a tutto,
pur di vedermi stare meglio, essere indipendente nelle mie cose. Quando
non vedo le persone in faccia non riesco a parlare. Dio, Tu mi vedi?
Dio Padre - Marisella, certo che ti vedo.
Marisa - Abbiamo bisogno di aiuto, non soltanto io e il Vescovo, ma le mamme,
i papà, i bambini, le donne che vogliono un figlio, le ragazze che
cercano marito e i giovani che cercano moglie: questi devi aiutare.
Dio Padre - Marisella, Io ho aiutato tutti, ma a volte è emerso l'orgoglio.
Marisa - Mi dici i nomi? Ho perso la speranza per Nadia e Paola.
Dio Padre - No, non devi perdere mai la speranza.
Marisa - Noi abbiamo bisogno di Te e Tu dici che hai bisogno di me, ma chi
sono io?
Dio Padre - Marisella, non è così, Io non ho bisogno di nessuno,
ma desidero che tu mi aiuti per gli uomini.
Marisa - Allora famose a capì, detta alla romana. (Rivolta al Vescovo)
Dio conosce il dialetto romanesco?
Vescovo - Conosce tutte le lingue.
Marisa - Allora, senti, noi abbiamo tanti giovani, che vogliono aiutare,
ma cosa debbono fare per aiutare?
Dio Padre - Non c'è altro: amare e pregare. Guarda quel quadro, rifletti
bene, perché c'è qualcosa che nessuno ha capito.
Marisa - Il Vescovo dice che non l'ha capito neanche lui, eppure è
intelligente.
Vescovo - Che c'è nel quadro che non capiamo?
Marisa - Lui si riferisce ai demoni, ma che c'entrano?
Vescovo - Chiedi spiegazioni.
Marisa - Ma che spiegazioni! Mi fulmina.
Vescovo - Ci aiuti a capire, Dio Papà?
Dio Padre - Che c'è da capire?
Marisa - Non lo so, Tu hai detto che non abbiamo compreso qualcosa nel quadro.
Dio Padre - Stai prendendo molta confidenza con Me, Marisella.
Marisa - Chiedilo alla Madonnina: io sono fatta proprio così. Quando
parlo con Lei, parlo liberamente. Lo faccio anche con Te, dal momento che
sono delusa, abbandonata, arrabbiata.
Dio Padre - Sei ancora arrabbiata con Me?
Marisa - Sì. Mi dà fastidio non vederti, perché se
Ti vedessi in faccia sarei più tranquilla, non riesco a parlare con
un fiore, è più forte di me.
Dio Padre - Basta, Marisella, tu sai
Marisa - E che so io.
Dio Padre - Sai qual è il tuo lavoro.
Marisa - Certo che lo so. O Dio, ho parlato con Dio, gli ho detto un sacco
di cose! Mamma mia! La Madonnina ride dietro al fiore. Volevo dirTi
cosa gli volevo dire? Non mi ricordo più.
Dio Padre - Che sei in vena di parlare.
Marisa - Vorrei chiederTi: quando finirà questo tormento? Io non
ce la faccio più, anche il Vescovo e gli ex giovani non ce la fanno
più. Guarda i miei nipoti, non hanno più il sorriso aperto,
bello, celestiale direi. Ridono tanto per ridere. Anch'io rido tanto per
ridere. Pensa, sono arrivata a raccontare delle barzellette per far ridere.
Vescovo - Guarda che Dio sta ridendo.
Marisa - Adesso io sto benissimo con Te. Rimani tutta la notte? Mi fai dormire?
Dio, la lingua mi fa male, mi batte, è piena di quelle palline bianche.
Non posso parlare, non posso mangiare, non posso cantare. Non ho denti,
almeno mia madre aveva la dentiera, io non posso mettere neanche quella.
Ce l'ho, ho speso ottocento euro, e non l'utilizzo.
Dio Padre - Sì, è brutta, Marisella. Stai meglio senza dentiera.
Marisa - Che ne sai Tu come sto meglio io? (Rivolta al Vescovo) Ma se è
uno Spirito come fa a sapere se ho o non ho la dentiera?
Vescovo - Dio sa tutto, è Onnisciente.
Marisa - Tu sei Onnipotente, Onnisciente, Eterno.
Dio Padre - Adesso, Marisella, torniamo al discorso serio.
Marisa - Ho paura di tornare al discorso serio, perché Tu mi dici
sempre le stesse cose: devo soffrire, devo pregare, devo morire, ma non
muoio. Che devo fare? Sono sola. Ho mio fratello Claudio, ma lui è
Vescovo, Ti domando con tutto il cuore
Vescovo - Con rispetto
Marisa -
con rispetto, non con il cuore: perché l'hai ordinato
Vescovo? Mi sembra che sia diventato lo zimbello di tutti. Perché
l'hai ordinato Vescovo, se poi doveva fare il badante? Perché?
Dio Padre - Lui non fa il badante, lui cura Gesù e la Madonna.
Vescovo - Sono malati pure loro?
Marisa - Dio, dicci qualcosa di bello. Siamo quasi tutti qui, ne mancano
solo alcuni, ad attendere qualcosa di bello. Dicci qualcosa che ci possa
far risalire perché sto perdendo la fiducia.
Dio Padre - La fiducia verso di Me?
Marisa - Devo dire la verità? Dobbiamo essere sinceri, leali, onesti?
Sì.
Dio Padre - Ora, cara Marisella, mi ritiro.
Marisa - Dove vai? Ecco la Madonnina. Ciao. Sai che fino adesso ho parlato
con Dio?
Madonna - Sì che lo so. Quante ne hai dette!
Marisa - Avevo ragione? Dì la verità.
Madonna - Eh, non posso dirlo davanti a Dio.
Marisa - Dici le bugie?
Madonna - No, Marisella. Quello che hai detto è giusto, ho sentito
il tuo amore verso il Vescovo e verso gli uomini, ho sentito che dal cuore
tuo è partita la speranza di commuovere Dio.
Marisa - Gli parlate anche voi? Glielo dite? Mamma, mamma
ti bacio
caramente. Tua affezionatissima figlia. Hai detto a Dio quello che ti avevo
chiesto?
Nonna Iolanda - Marisella, noi preghiamo moltissimo per voi con gli angeli,
con i santi e con le anime salve, inginocchiati davanti a Dio. Marisella,
credimi, l'aiuto non ti manca. Quando stai male male, quando stai in fin
di vita, noi siamo sempre pronti ad aiutarti.
Marisa - Ma io non voglio essere aiutata, voglio morire, voglio andare via
da qui, non voglio più stare sulla Terra. Mi sento un rifiuto della
società. Che parolona! Forse l'ho detta troppo grossa, ma mi sento
così. Mammina, sai che amo Dio. Parlo così per sfogarmi, però
ho detto la verità. Perché Lui è Dio dobbiamo dire
le bugie? No, ho detto quello che pensavo. Va bene, tanto quello che vorrei
sentire, non esce fuori. Allora, mi fai dormire questa notte, no stamattina!
Oggi è il primo! Buon anno, Madonnina, auguri a tutti. Non ho fatto
gli auguri a Dio, faglieli tu da parte mia, perché se ritorna io
comincio ad avere un po' di paura. Vedo Te in persona e Dio come un fiore
bellissimo, grande grande e sento la voce che esce dal punto centrale del
Fiore. Vicino al fiore c'erano due farfalle. Che cosa sono le due farfalle?
Madonna - Auguro a tutti un buon anno. Vi chiedo di pregare, di non essere
orgogliosi, superbi, di essere sinceri, leali, onesti verso tutti, specialmente
voi, giovani, che avete ricevuto tanto dal Vescovo; dovreste baciare la
terra dove cammina.
Marisa - Va bene, anch'io auguro a voi un buon anno. (Rivolta al Vescovo)
Loro ce l'hanno il Capodanno?
Vescovo - Sì, quando stanno sulla Terra.
Marisa - Buon anno anche a voi. Cercate di aiutarci, aiutate il Vescovo.
Io sono pronta anche a farmi tagliare a pezzetti, purchè aiutiate
il Vescovo. Aiutate il Vescovo, per favore. Non poteva restare un semplice
sacerdote e continuare a fare la vita che facevamo prima? Le persone anziane
muoiono senza vedere niente, gli ex giovani, i giovani, i bimbi, da Jacopo
Madonna - Ti sento la sera, quando cominci a dire tutti i nomi: Jacopo,
Samuele, Emanuele, Nicole, Sara, Mariasole, Denise, Micelle, Miriam, Ismaele
Marisa - E aggiungo Mariselle e Adrian. Aiuta tutti questi bimbi, aiuta
i papà e le mamme, aiuta tutti, tu, Madonnina, che sei una donna
vera, una donna forte, aiutaci tutti. Dio se n'è andato, non ci ha
dato neanche la benedizione.
Madonna - Marisella, la Sua presenza è benedizione. Adesso tutti
insieme rivolgiamo lo sguardo in alto e preghiamo Dio Onnipotente.
Padre nostro
Gloria al Padre
Auguri, miei cari figli, auguri a te, santo Vescovo, a te, Marisella, a
voi ex giovani e a quelli più giovani, auguri a tutti i bambini,
anche a quelli del terzo mondo, ai bambini che muoiono, agli anziani, auguri
a tutto il mondo. Che sia un anno di gioia e di felicità per tutti.
Marisa - Anche per noi due, ti prego. Oggi chi ha più bisogno di
tutti siamo noi due, maggiormente il Vescovo. Adesso conviene andar via,
perché i ragazzi non ce la fanno più a rimanere in ginocchio,
si straziano.
Madonna - Esagerata, Marisella! Si straziano invece di essere contenti che
ci sono io?
Marisa - Il Vescovo ha detto "si straziano" non l'ho detto io.
Vescovo - Possiamo andare avanti ancora, se vuoi.
Madonna - No, adesso io mi devo ritirare e andare a colloquiare con Dio.
Marisa - Voglio sapere una cosa: tu vedi Dio col fiore o senza fiore?
Vescovo - Senza, senza.
Marisa - Senza fiore? Ma che fortuna! Anche mamma e tutte quelle persone
Lo vedono così com'e?
Madonna - I santi vedono Dio, senza fiore, così com'è. Va
bene, insieme al mio e vostro santo Vescovo benedico voi, i vostri cari,
tutti i bambini e quelli che aspettano la nascita del Bambino: benedico
tutti. Vi copro tutti stringendovi forte al mio cuore. Andate nella pace
di Dio Padre, di Dio Figlio, di Dio Spirito Santo. Sia lodato Gesù
Cristo.
Marisa - Ciao, mamma, buon anno.
Nonna Iolanda - Buon anno a te, all'Eccellenza e a tutti voi, miei nipoti
e pronipoti. Auguri a tutti.
Marisa - Ciao, mamma.
Nonna Iolanda - Ciao, tesoro.
Nei primi giorni del nuovo anno la sofferenza mistica e naturale si è
abbattuta sul corpo di Marisa, già molto provato, in modo impressionante
e devastante.
Il Vescovo aveva compreso che se Dio aveva chiesto alla vittima dell'Eucaristia
una sofferenza così acuta doveva esserci un motivo molto grave, ma
è rimasto sconvolto quando la Madonna l'ha rivelato il 7 Gennaio
durante un'apparizione riservata: "Cara Marisella, Dio ti ha chiesto
questa atroce sofferenza per riparare i peccati commessi dai pedofili, specialmente
dai sacerdoti pedofili".
L'Autorità Ecclesiastica, dopo anni in cui aveva sottovalutato e
tentato di nascondere la turpe piaga dei sacerdoti pedofili, finalmente
ne aveva preso coscienza. Il card. Claudio Hummes, prefetto della Congregazione
per il Clero, lo scorso 8 Dicembre "ha proposto a tutti i Vescovi Ordinari
diocesani di promuovere l'adorazione eucaristica per la riparazione delle
mancanze dei sacerdoti e in modo particolare per le vittime delle gravi
situazioni di condotta morale e sessuale del Clero".
Dal 2002 abbiamo pubblicato lettere di Dio in cui si parla della pedofilia
dei sacerdoti, che hanno provocato reazioni furiose da parte del Vicariato
di Roma, di altri rappresentanti dell'Autorità Ecclesiastica e di
numerosi sacerdoti. Tutti costoro sono arrivati a negare l'origine soprannaturale
delle apparizioni di cui gode Marisa Rossi, affermando che la pedofilia
non esisteva nel Clero, mentre molti di coloro che facevano gli offesi e
si stracciavano le vesti come i farisei, da anni, ne commettevano indisturbati
il peccato.
Riportiamo alcuni dei citati brani.
Madonna - Quanti sacerdoti rovinano i bambini. Hanno parlato tanto dell'America,
ma non hanno parlato dell'Italia. Anche in Italia e in altre nazioni ci
sono quei miei figli che rovinano i bambini, rovinano delle piccole creature.
Costoro quando leggono le lettere di Dio si scandalizzano".[Lettera
di Dio del 29 maggio 2002]
Madonna - Gli uomini della Chiesa continuano a compiere azioni non buone.
Il signor Ruini ha piazzato i suoi uomini in tutta l'Italia e anche all'estero.
Costoro commettono azioni vergognose e fra loro ci sono pedofili".[Lettera
di Dio del 7 ottobre 2003]
Madonna - Anche voi soffrite quando venite a conoscenza dei comportamenti
sbagliati dei sacerdoti che non sono né puri né casti, addirittura
sono pedofili".[Lettera di Dio del 15 luglio 2002]
Dio Padre - Mi fa male vedere che i miei sacerdoti sono immorali, disonesti,
pedofili, alcolizzati e drogati".[Lettera di Dio del 31 dicembre 2006]
Gesù - Perché i sacerdoti pedofili, immorali, disonesti, non
vengono ripresi?".[Lettera di Dio del 8 dicembre 2007]
Il Vescovo conserva gelosamente da più di due anni una serie di fotografie
che lo ritraggono come sarà vestito in futuro. Il 7 Gennaio le ha
mostrate ai giovani, che conoscono il suo futuro e potranno testimoniarlo,
aggiungendo nuovi ed interessanti particolari. Il 10 Gennaio abbiamo celebrato
il sesto anniversario dell'annuncio del trionfo dell'Eucaristia.
La storia del Vescovo e della Veggente è in sintonia con quella di
altre anime, che hanno portato nella Chiesa nuovo vigore spirituale e sono
state strumento per introdurre in essa grandi verità teologiche.
S. Margherita Alacoque, semplice suora di clausura, ha fatto divampare nella
Chiesa la devozione al Sacro Cuore di Gesù ed ha introdotto la pratica
dei primi nove venerdì del mese; da sola ha dovuto lottare contro
illustri teologi e vescovi che parlavano con distacco e rifiuto di questa
"inutile teologia muscolare", come loro la definivano. Per loro
il cuore era un semplice muscolo; mentre noi sappiamo, secondo le promesse
di Gesù, che molte anime hanno raggiunto il Paradiso grazie alla
pratica dei primi nove venerdì del mese.
"Io sono l'Immacolata Concezione": questo ha annunciato la Madonna
a Lourdes nel 1858 a Bernadette, una pastorella priva di cultura e ammalata.
Grazie anche a lei questo dogma è stato accolto e capito nella Chiesa
e fa oggi parte del patrimonio di fede.
Nel 1917, la Madonna è apparsa a tre semplici bambini e per quelle
rivelazioni soprannaturali, nella Chiesa è scoppiata la nuova devozione
al Cuore Immacolato di Maria ed è stata introdotta la pratica dei
primi cinque sabati del mese.
Suor Faustina, una suora polacca molto malata, morta giovanissima nel 1938,
ha incontrato numerosi ostacoli, ma è riuscita a portare nella Chiesa
il concetto dell'amore misericordioso di Gesù. Ha disegnato il Cristo,
pieno di compassione e pietà, che si rivolge a tutti gli uomini e
mostra il Cuore squarciato dal quale escono due raggi, uno bianco e uno
rosso.
Il Signore si è servito di due anime semplici ed umili, il Vescovo
Claudio Gatti e la Veggente Marisa Rossi, per realizzare un Suo grande piano,
che comprende il trionfo dell'Eucaristia, annunciato il 10 gennaio 2002,
il trionfo della Madre dell'Eucaristia, dichiarato ufficialmente da Gesù
nel giugno 2003, ed il trionfo della Chiesa, che si sta realizzando attraverso
tappe intermedie e che si compirà quando la Veggente salirà
al Padre ed il Vescovo raggiungerà le alture stupende. Insieme hanno
portato avanti la loro missione nel silenzio e nel nascondimento; con amore
e sofferenza hanno combattuto la buona battaglia. Il Signore ha proclamato
il trionfo dell'Eucaristia e la loro vittoria con una grande scritta a lettere
d'oro, che Marisa ha visto durante l'apparizione del 10 gennaio 2002. Poco
prima che tutta la comunità ricevesse questo annuncio, la Madonna
ne aveva già parlato, in modo inaspettato ed improvviso, con il Vescovo
e la Veggente in un messaggio riservato che solo dopo sei anni, il 10 gennaio
2008, è stato reso pubblico:
Madonna - Miei due cari figliolini, non avete ancora compreso che avete
riportato la vostra vittoria, tutti sanno che voi due avete vinto, specialmente
tu, Eccellenza, con la tua forza e il tuo coraggio di combattere coloro
che non vivono in grazia. Hai vinto e sai che questa vittoriosa battaglia
ti porterà prima alle alture stupende e poi in Paradiso. Sai anche
che per tutti coloro che non credono nell'Eucaristia è già
aperto l'inferno e questo ti angoscia. Quando ti senti giù moralmente
pensa che hai riportato la tua vittoria. Non voglio più sentirti
dire che sei un fallito e che non fai nulla. Non occorre raccogliere tanta
gente nelle grandi piazze e gridare come fanno tanti. No, nel silenzio e
nel nascondimento tu hai vinto la tua battaglia e Noi siamo con te.
Eccellenza Reverendissima, figlio mio prediletto, devi essere forte e incoraggiare
questa creatura (Marisa N.d.R.) che soffre giorno e notte tutte le sofferenze
del Cielo e della Terra; devi capire che ha bisogno di te. Dio ha scritto
a grandi lettere che tu hai riportato la tua vittoria per amore di Dio Padre,
di Dio Figlio, di Dio Spirito Santo, per amore della Madre dell'Eucaristia,
per amore delle anime semplici, umili, delle anime docili e anche per amore
di quelli che dicono di capire tutto e non capiscono niente, credono di
sentirsi a posto e sono invece orgogliosi e superbi. Davanti a te, anche
se non la vedi, c'è la scritta: "Il mio sacerdote prediletto,
il mio Vescovo, ordinato da Me, ha riportato vittoria". Quante, quante
persone conoscono questa vittoria!
Vuoi essere "grande" come quei cardinali, quei vescovi e quei
sacerdoti che quando dicono la Messa davanti alle telecamere fanno teatro?
No, rimani così come sei. Noi ti vogliamo così.
Hai riportato vittoria, questo deve dare tanta gioia a te e a tua sorella.
Però, purtroppo, non godi, ma soffri molto perché sai che
tanti tuoi fratelli e confratelli andranno all'inferno. Tu sai che l'inferno
esiste e sai quante e quante persone ci vanno, ma adesso parliamo e pensiamo
soltanto alla tua vittoria; tu hai vinto, tu sei stato ordinato vescovo
da Dio, tu sei il Vescovo dell'Eucaristia.
Moltissime persone nel mondo ti stimano e ammirano il tuo coraggio, ma tante
altre, purtroppo, hanno paura di manifestarti stima e fiducia. Coraggio,
vai avanti, non ti scoraggiare, ti prego, perché se tu ti scoraggi,
tua sorella si abbatte, i giovani e gli adulti della comunità si
abbattono e tutte le anime in tutto il mondo che ti vogliono bene, tornano
indietro e crollano.
Tu sei la roccia della Chiesa, sei la roccia che Dio ha scelto; anche tu,
Marisella, sei una grande roccia, purtroppo con molta sofferenza, direi
troppa, ma questa è la volontà di Dio. Tanti auguri e i miei
ringraziamenti a nonna Iolanda che continua a pregare e soffrire per questi
miei due figli. Devi pensare che sei una nonna fortunata perché hai
accanto a te due sante persone, il Vescovo e tua figlia che ti amano e ti
aiutano come possono. Miei cari figli, via gli scoraggiamenti, adesso lo
dico al plurale a tutti e tre, avete riportato vittoria, avete riportato
vittoria.
Marisa - Ci fai capire come?
Madonna - Il Vescovo comprende bene ciò che dico. Ora preghiamo insieme
agli altri... Ho ancora da dirvi che le vostre preghiere hanno portato alla
vittoria il mio figlio prediletto, il mio Vescovo, il vostro Vescovo".
Il piano diabolico massonico che mirava a distruggere la centralità
dell'Eucaristia nella Chiesa è stato sconfitto.
I falsi pastori della Chiesa che hanno tradito Cristo, non potendo attaccare
Lui, hanno scagliato il loro odio contro il Vescovo e la Veggente, organizzando
complotti ed attentati per eliminarli; hanno combattuto ferocemente i miracoli
eucaristici e sono riusciti a bloccare servizi televisivi ed articoli giornalistici
che si erano espressi positivamente e con rispetto sui grandi fatti di Via
delle Benedettine. Il Vescovo e la Veggente però, hanno vinto su
costoro e si è realizzato ciò che il Vescovo ha definito "il
capolavoro di Dio": i sacerdoti, i vescovi e i cardinali massoni sono
stati costretti, per non farsi scoprire, ad allinearsi con i difensori dell'Eucaristia
e a mostrare attenzione e attaccamento verso l'Eucaristia. Inoltre, per
dimostrare che i rimproveri della Madre dell'Eucaristia non erano rivolti
a loro, si sono trasformati in predicatori, animati da zelo e fervore eucaristico.
Anche se non amano l'Eucaristia, hanno organizzato giornate eucaristiche,
hanno presenziato ai congressi eucaristici, hanno parlato e scritto del
mistero eucaristico, fingendo di onorarlo e amarlo. Al colmo della falsità
per le loro omelie e per i loro scritti hanno utilizzato i messaggi della
Madre dell'Eucaristia e i pensieri e le riflessioni prese dalle catechesi
del Vescovo, ma senza mai citare la fonte.
La Madre dell'Eucaristia ha più volte evidenziato che ormai si fa
adorazione eucaristica in tutto il mondo e tutta questa metamorfosi è
avvenuta non per merito umano, ma di Dio, che è intervenuto arrivando
in zone lontane che l'uomo non poteva raggiungere. Il messaggio eucaristico
è stato portato a milioni di anime col timbro umano del Vescovo ordinato
da Dio, per questo la Madonna ha affermato sei anni fa: "Molti, molti
ti conoscono, Eccellenza, e ti stimano in ogni parte del mondo".
Sofferenza e prostrazione aumentavano a dismisura fino a far presagire il
crollo totale dei due figliolini della Madre dell'Eucaristia, se Dio non
avesse continuamente concesso loro nuova forza e abbondante grazia.
Per Marisa il desiderio di raggiungere il Cielo diventava sempre più
impellente e non mancava occasione di manifestarlo in modo semplice e diretto:
"Quando mi portate via? Se io vado via tutti staranno meglio, soprattutto
il Vescovo che potrà riposare, fare la sua vita e con la scopa mandar
via tutti quei signori".
Può comprendere l'ultima allusione solo chi ha visto il quadro composto
da un membro della comunità, che ha una portata profetica, ma per
il momento non è opportuno che sia esposto.
Il 12 Gennaio Marisa ha vissuto uno dei suoi ricorrenti momenti critici.
È stata assalita da dolori tremendi in ogni parte del corpo, ha avuto
una crisi cardiaca, ha perso la vista e respirava a fatica. Umanamente parlando
tutto faceva presagire che fosse arrivato il momento di partire, anche se
il Vescovo sapeva che non era quello. I presenti si sono messi in preghiera,
è apparsa la Madonna, ha aiutato Marisa a superare la critica situazione
e le ha detto: "Figlia mia, la morte si avvicina". Però
noi non sappiamo quanto ancora sia distante.
Il 13 Gennaio la Madonna ha ripreso il colloquio: "So cosa mi vuoi
chiedere, Marisella, so che tutti aspettate quel santo giorno, anche Noi
lo aspettiamo". (il giorno della sua dipartita N.d.R.)
Per sdrammatizzare la situazione la Mamma del Cielo ha usato un tono scherzoso;
a Marisa che le diceva: "Penso che sia sufficiente ciò che ho
sofferto, ormai è ora che parta" ha replicato: "Hai preparato
la valigia?".
La Veggente ha concluso parlando della difficile situazione sua e del Vescovo:
"Aiutaci, perché stiamo crollando e andiamo sempre più
giù, sempre più giù. A volte scherziamo e ridiamo per
camuffare la nostra difficile situazione".
Il 17 Gennaio è avvenuto un affettuoso e lungo incontro tra Dio e
i suoi due figliolini. Dio si è rivelato un papà molto paziente,
permettendo al Vescovo di esternare il suo stato d'animo, afflitto e preoccupato,
e gli ha ripetuto che non ha mai fatto mancare il Suo aiuto. La Madonna
è sempre vicino ai due figliolini e gli angeli aiutano Marisa a muoversi
quando il Vescovo è assente o occupato a svolgere i suoi compiti
sacerdotali. Ha rivelato al Vescovo e alla Veggente un segreto tremendo
che essi hanno ascoltato allibiti e confusi. Infine ha affermato di aver
gradito molto il gesto del Vescovo di dare in beneficenza tutte le offerte
raccolte nel periodo natalizio.
La Madonna ci ha comunicato con grande tristezza e sofferenza che: "Il
mondo è diventato una spazzatura. Gli uomini fanno a gara a chi può
colpire di più i fratelli. I Capi della Chiesa e dello Stato dicono
parole prive di amore. Non sanno amare, chiacchierano soltanto e non fanno
il loro dovere".[Lettera di Dio del 18 gennaio 2008]
A causa di questa preoccupante situazione Dio ha chiesto alla Veggente una
immolazione totale e molto dolorosa, come ci ha rivelato la Madonna: "La
sua sofferenza continua dalla mattina alla sera e dalla sera alla mattina.
È molto forte ed è molto difficile subirla, ma lei l'accetta,
anche se a volte piange. È stata scelta in mezzo a tanti uomini.
Dio l'ha chiamata e lei ha detto un sì, grande come tutto il mondo,
perché il dolore è tanto".[Lettera di Dio del 18 gennaio
2008]
Mons. Claudio ci ha fatto notare che la notte in cui si accentuavano maggiormente
le sofferenze di Marisa era quella tra il sabato e la domenica. I motivi
erano evidenti e non c'era bisogno di specificarli. Il Vescovo ordinato
da Dio si univa alla vittima umana e trascorreva nella preghiera al suo
fianco l'intera notte, per cui quando si avviava all'altare per la celebrazione
della S. Messa vedevamo che si trascinava. Ma al momento dell'omelia si
trasformava: il volto si distendeva, le rughe sparivano, gli occhi s'accendevano
di nuova luce e le parole fluivano chiare e profonde dal suo cuore.
Non esageriamo se affermiamo che assistevamo ad una reale trasfigurazione
del nostro Vescovo. La Madre dell'Eucaristia ci ha spiegato il mistero:
Gesù entrava nel Vescovo e formava un tutt'uno con lui.
Nell'ultima decade di gennaio e nella prima di febbraio non ci sono state
apparizioni della Madonna per i membri della Comunità, date le condizioni
di salute di Marisa che si erano ulteriormente aggravate. I dolori naturali
non le davano tregua e quelli soprannaturali incombevano in modo impressionante.
Inoltre era quasi completamente afona, per cui non era in grado di trasmettere
le lettere di Dio.
Per tutto questo periodo inoltre è riuscita a riposare solo una manciata
di minuti per notte. Il Vescovo ha sempre vegliato vicino alla sorella,
che di notte viveva la passione in modo più drammatico e doloroso;
durante il giorno, quando poteva, scendeva nel suo studio, si sedeva alla
cattedra d'oro, come l'ha definita la Madonna, e lavorava indefessamente
per ultimare tutti gli scritti rimasti incompiuti.
Certamente era aiutato dal Signore, perché nessuno avrebbe potuto
trascorrere tante notti senza riposare e al mattino dedicarsi a lavori mentali
importanti e delicati.
La Madonna ha mostrato verso i due figliolini la sua affettuosa maternità
anche per problemi naturali: li ha invitati a provvedere in tempo a trovare
una casa per le vacanze estive e li ha consigliati, a differenza degli scorsi
anni, ad orientarsi nella ricerca di un alloggio piccolo, capace di ospitare
poche persone.
Ha tranquillizzato il Vescovo: "Eccellenza, quando andrai al mare,
a Marisella penseremo Io e nonna Iolanda. Tu devi andare tranquillo e non
pensare a lei, ma a te. Inoltre, qualora ci fossero dei gradini, quando
uscirete per le passeggiate, aiuteremo Marisella a scenderle e a salirle".
Il Signore si è servito di Marisa per compiere importanti missioni.
La Veggente difatti è andata frequentemente in bilocazione in Vaticano,
in Vicariato e in altre sedi ecclesiastiche. Quando doveva riferire i messaggi
di Dio agli ecclesiastici, si manifestava improvvisamente davanti a loro
e non era raro il caso che costoro provassero insieme stupore e paura. Invece
se doveva solo prendere visione di ciò che accadeva in quei luoghi
per poi riferirlo al Vescovo, girava indisturbata, senza essere vista da
nessuno.
Il Vescovo di queste "esperienze particolari" ci ha solo confidato
"Non immaginate neanche ciò che ha visto e udito Marisa in quei
luoghi".
Il 5 Febbraio Dio Padre si è di nuovo manifestato ai due figliolini.
Il Vescovo ci ha rivelato un frammento del colloquio con Dio.
Vescovo - Al posto mio i santi che sono in Paradiso cosa avrebbero fatto?
Dio Padre- Non avrebbero continuato, si sarebbero tutti ritirati, ma non
per questo avrebbero perso la santità.
Vescovo - Ed io?
Dio Padre- Tu sei una penna bianca. Tu sei Claudio, mio figlio, mio fratello,
mio amico. Io sono il tuo Papà.
Il Vescovo ci ha anche confidato che non dovrà più ordinare
Vescovi quei sacerdoti, compresi quattro ex compagni, che Dio gli aveva
indicato in un primo tempo, perché non hanno avuto il coraggio di
testimoniargli fiducia e solidarietà. Al loro posto avrà altri
collaboratori, dei quali a suo tempo conoscerà i nomi.
Dio ha comunicato ai due figliolini che gli esponenti della Gerarchia: "che
hanno calunniato, combattuto e condannato il Vescovo che Lui ha ordinato,
non sono felici, le notti non dormono, hanno il volto del Vescovo davanti
agli occhi ed hanno paura, perché sanno che è nella verità.
Nessuno di loro si salverà".
Li ha anche aggiornati sulla situazione della Chiesa ed ha parlato loro
di delicati ed importanti problemi, dei quali non sappiamo nulla, coperti
come sono dal più rigoroso segreto.
Il Padre Celeste si è rivolto alle sue due creature chiamandole "tesori
di Dio, amori di Dio" e con altri dolci appellativi dai quali traspariva
la Sua tenerezza.
L'otto febbraio è nata Mariselle, figlia di una coppia di nostri
giovani, nascita propiziata dalle sofferenze di Marisa e dalle preghiere
della Comunità.
Per la festa della Madonna di Lourdes, Marisa è andata in bilocazione
alla grotta di Massabielle a Lourdes, dove l'attendeva S. Bernadette. Insieme
hanno atteso in preghiera l'arrivo della Madonna, alla quale hanno raccomandato
S.E. Mons. Claudio Gatti e con la quale hanno parlato del futuro del Vescovo
ordinato da Dio. Successivamente tutte e tre si sono spostate nel nostro
luogo taumaturgico, dove sono state raggiunte da nonna Iolanda ed hanno
pregato molto per la Chiesa. Infine hanno gustato il dolce preparato dalla
Madonna, identico a quello che preparava a Nazaret per la Sacra Famiglia.
Dopo ventidue giorni, in occasione della festa della Madonna di Lourdes,
c'è stata finalmente l'apparizione per la nostra Comunità.
"Quando 150 anni fa sono apparsa alla piccola Bernadette, era tutto
più facile. Oggi molti dicono che mi vedono, ma non è vero,
e chi ne paga le conseguenze è la vostra sorella. Accettate questo
lungo Calvario, non tanto per voi, quanto per la vostra sorella e per il
Vescovo, perché lo stanno vivendo da molti anni. Verrò soltanto
la domenica finché la vostra sorella non starà un pochino
meglio e Dio deciderà ciò che tutti attendono: la sua dipartita
per il Paradiso".
Comunque la Madre dell'Eucaristia ha gratificato il Vescovo e la Veggente
di apparizioni particolari e di colloqui importanti. Durante uno di questi
incontri riservati ha fatto loro sapere che molti vescovi e cardinali, finché
erano semplici sacerdoti, si comportavano in modo irreprensibile, ma man
mano che hanno percorso i gradini della scala gerarchica, sono stati sempre
più divorati dall'ansia della carriera e per raggiungere più
rapidamente possibile l'obiettivo sono arrivati ad accettare compromessi
e a compiere azioni disoneste.
Ha fatto ai figliolini un lungo elenco di questi ecclesiastici, molti dei
quali erano conosciuti dal Vescovo.
Gli ex compagni di Seminario del Vescovo, in occasione del 45° anniversario
dell'ordinazione sacerdotale, hanno organizzato quest'anno a Grottaferrata
il tradizionale incontro e si sono limitati semplicemente a comunicarglielo
e non a invitarlo. Il motivo di questa nuova e grave mancanza di carità
verso un confratello è sempre lo stesso: hanno avuto paura che se
il signor Ruini, come lo chiama la Madonna, fosse venuto a conoscenza dell'invito
al Vescovo ordinato da Dio per celebrare con loro, li avrebbe privarti degli
uffici che ricoprono e delle case in cui abitano.
Dio Padre ha ordinato al nostro Vescovo di inviare agli ex compagni di Seminario
una lettera, accompagnata dal decalogo dei Sacerdoti, formulato dalla Madonna
(Allegato n.2) e di rispedire al mittente la lettera
mandatagli "per conoscenza". La Madre della Chiesa ci ha raccomandato:
"Oggi e domani pregate per i confratelli del vostro Vescovo".[Lettera
di Dio del 24 febbraio 2008]
S.E. Mons. Claudio Gatti ha pregato molto per i confratelli e ha celebrato
per loro la S. Messa.
Purtroppo non tutti hanno accolto bene la lettera, alcuni hanno pronunciato
parole pesanti contro il confratello.
Il mese di febbraio si è chiuso con la seguente comunicazione da
parte di Gesù al Vescovo e alla Veggente: "Miei cari figliolini,
Noi, le Tre Persone della S.S. Trinità, ci siamo riuniti ed abbiamo
parlato della partenza di Marisa. Noi sappiamo quando farla venire in Paradiso.
Era presente anche la Madre dell'Eucaristia. Eccellenza, tu sarai il primo
a saperlo, per predisporre tutto quello che hai già programmato,
nel modo migliore. Abbiate fiducia in Noi. Dio può far attendere,
ma non delude mai. Voi non potete neanche immaginare quello che stiamo preparando
sulla Terra e in Paradiso per la dipartita di Marisella".
Il mese di Marzo si è aperto con un miracolo eucaristico che ha visto
Marisa come destinataria e tre nostri giovani come testimoni. Trascriviamo
l'avvenimento miracoloso come ci è stato raccontato.
Era il primo sabato del mese e un giovane e due ragazze si trovavano nella
camera di Marisa per farle compagnia e per assisterla in quanto versava
in condizioni di salute preoccupanti. Lei si trovava seduta sulla sua poltrona,
il giovane le era di fronte e le ragazze sedevano alla sua sinistra. Ad
un tratto Marisa è andata in estasi e ha cominciato a colloquiare
con la Madonna. I presenti non potevano sentire la sua voce in quanto muoveva
solamente le labbra e dalla sua bocca non usciva nessun suono. Ad un tratto
hanno notato che Marisa ha aperto la bocca e chiuso gli occhi, come fa sempre
quando riceve la S. Comunione da Gesù o dalla Madonna, ed hanno visto
chiaramente che all'interno della bocca aveva del sangue. Poi Marisa ha
chiuso la bocca e si è messa in preghiera. I tre giovani hanno avuto
paura perché pensavano che avesse perso sangue dalla bocca. Terminato
il ringraziamento la Veggente ha spiegato che la particola che aveva ricevuto
in comunione si era trasformata in sangue, del quale, come era avvenuto
altre volte, aveva goduto il dolce sapore e l'inebriante profumo.
Marzo, il mese nel quale ricorre l'anniversario dell'ordinazione sacerdotale
del nostro Vescovo, ha visto Marisa particolarmente sofferente e notevolmente
sfinita a causa di gravi e fastidiosi dolori che l'hanno spinta ad emettere
frequentemente questo lamento: "Dio Papà, prendimi, non ce la
faccio più". Comunque non si è sottratta al suo dovere
di presenziare alle apparizioni della Madonna e trasmettere le lettere di
Dio.
Quelle del primo e del due marzo sono state molto lunghe e coinvolgenti.
I temi trattati sono particolarmente importanti, ne elenchiamo alcuni:
- L'ordinazione episcopale del nostro Vescovo, fatta direttamente da Dio,
ha dato molto fastidio ai suoi confratelli;
- Dio vuole che almeno la metà degli uomini sia convertita, prima
di iniziare ciò che ha promesso;
- Mons. Claudio non ordinerà più vescovi alcuni sacerdoti
italiani perché sono arretrati spiritualmente;
- Il Vescovo deve scrivere ai cardinali indicati dalla Madonna e presentare
la soluzione che ha maturato per risolvere il problema dei sacerdoti che
vogliono sposarsi o si sono già sposati e vogliono essere riammessi
all'esercizio del ministero sacro;
- Il signor Ruini ha fatto una campagna cattiva nei confronti del luogo
taumaturgico e "se avesse avuto il carisma della carità, dell'amore
avrebbe dovuto chiamare il confratello Mons. Claudio Gatti per parlare con
lui";
- Molti sacerdoti non credono all'Inferno;
- Parenti, ex amici, ecclesiastici, suore e laici continuano a parlar male
del Vescovo ordinato da Dio perché sono mossi dalla gelosia e dall'invidia;
- La Madonna vuole che "diventiamo d'esempio per tutte le Chiese",
vuole portarci alla santità, perché dice che siamo più
bravi di tante persone;
- A Marisa la Madonna ordina di non sottoporsi più ad analisi, non
deve più seguire le prescrizioni mediche, ma fare solo ciò
che Dio le dice;
- Infine ribadisce che, oltre Marisa, oggi non ci sono più veggenti.
Nei giorni seguenti, aggravandosi ulteriormente la salute, si è manifestato
Dio Papà, chiamato dai due figliolini. Dio ha immediatamente compiuto
quanto aveva promesso. Ecco i consigli che ha dato a Marisa per alleviare
i problemi di salute.
"Dolce creatura del Cielo, le medicine ti hanno quasi distrutta, però
non puoi lasciarle del tutto e per sempre. Per un certo periodo non prenderle,
fai solo l'insulina. Mangia la pasta al dente, via le minestre e tutto il
resto. Bevi spremute di mandarino e frullati di banane. Marisella, stai
tranquilla, domenica prossima ti aiuteremo a scendere per stare insieme
a tuo fratello Vescovo, ai tuoi nipoti, ai giovani e agli adulti. Voi due
siete i miei amori".
L'otto marzo, terzo giorno del triduo in preparazione della festa del Sacerdozio
e vigilia del 45° anniversario dell'ordinazione sacerdotale del nostro
Vescovo, Dio Papà si è ancora manifestato "ai due suoi
tesori ed amori" e si è intrattenuto con loro in un lungo colloquio.
Noi conosciamo solo i temi trattati, non ciò che di essi Dio ha detto:
- Situazione spirituale dei sacerdoti, vescovi e cardinali, con particolare
riferimento a quella degli ex compagni di Seminario del Vescovo;
- Molti esponenti del vertice della Chiesa sono scomunicati perché
hanno profanato con parole pesanti e giudizi offensivi l'Eucaristia che
ha sanguinato il giorno 11 giugno 2000, durante la S. Messa celebrata dal
Vescovo dell'Eucaristia;
- Vescovi e cardinali litigano furiosamente tra loro per occupare "i
primi posti" nella gerarchia ecclesiastica.
Questa la conclusione del lungo colloquio: "Figliolini miei, so che
soffrite tanto e siete sfiniti, ma Io vi sono sempre vicino e vi aiuto".
Tra sacramento dell'Eucaristia e sacramento dell'Ordine c'è interdipendenza,
perché non c'è Eucaristia senza Sacerdozio e i sacerdoti sono
ordinati in funzione dell'Eucaristia.
Molte volte il Vescovo ordinato da Dio ha parlato di questo inscindibile
binomio.
Il 9 marzo, come facciamo da diversi anni, abbiamo celebrato e festeggiato
l'Eucaristia e il Sacerdozio. Abbiamo organizzato una solenne processione
eucaristica che è terminata con una sentita e partecipata adorazione
eucaristica durante la quale i giovani e gli adulti della comunità
hanno manifestato una profonda fede, un infuocato amore verso l'Eucaristia
e un grande rispetto e riconoscenza verso coloro che partecipano dell'unico
sacerdozio di Cristo. Il Vescovo ha ringraziato Dio del dono immenso del
Sacerdozio con un'appassionata preghiera. (Allegato n.3)
Dopo la benedizione eucaristica, c'è stata una lunga apparizione
della Madre dell'Eucaristia che ci ha trasmesso un'importante lettera di
Dio: "Nella Chiesa c'è bisogno di sacerdoti, vescovi e cardinali
santi, ma purtroppo non ci sono; per questo motivo il vostro Vescovo sta
male, prega e soffre. È distrutto per colpa di quei sacerdoti, vescovi
e cardinali che fanno i propri comodi e tengono i piedi in due staffe: vogliono
essere sacerdoti ed avere la donna vicino. Non c'è bisogno che Io
vi parli di quei ministri di Dio in peccato, pedofili, che aspirano solo
al potere, che nascondono i soldi e non hanno amore. Ma ora parliamo del
nostro Vescovo, non tutti avete capito la bontà, l'amore, la generosità
che ha per tutti.
Oggi in Paradiso c'è una grande festa per il sacerdote, ordinato
Vescovo da Dio, ma non è ancora la festa che tutti attendete con
ansia. Noi del Cielo, quando il Vescovo celebrerà la S. Messa, saremo
tutti presenti intorno a lui. Il Vescovo è molto stanco, eppure lavora,
lavora, lavora. Quando ha un po' di tempo, libero dalla persona a lui cara
che ha continuamente bisogno del suo aiuto, scende nel suo studio a lavorare.
Tutto quello che Dio gli chiede, lui lo fa".
L'ultima fatica del Vescovo dell'Eucaristia è stata quella di scrivere
ai 68 cardinali, indicati dalla Madonna, per prospettare la soluzione per
riammettere al ministero sacro i sacerdoti sposati e per non allontanare
da esso quelli che desiderano sposarsi.
La lettera è stata presentata da Marisa alla Madonna: "Ti presento
la lettera che Gesù ha chiesto di mandare a quei cardinali che Tu
hai indicato. Questa lettera è stata ispirata da Voi. Il Vescovo
si è definito un umile segretario di Dio, per farci comprendere che
solo Dio fa ciò che vuole".
È seguita la S. Messa, durante la quale il Vescovo ha cominciato
a mettere in pratica l'ultimo consiglio suggerito dalla Madonna. Dopo l'elevazione
dell'ostia e del calice ha prolungato la genuflessione per po' di tempo
ed ha adorato in silenzio Gesù Eucaristia, presente in corpo, sangue,
anima e divinità. Non è un'innovazione liturgica, ma un modo
per permettere al celebrante e ai fedeli di adorare il mistero eucaristico
che viene celebrato.
Abbiamo avuto conferma che alcuni sacerdoti stanno seguendo l'esempio del
Vescovo dell'Eucaristia. Ci auguriamo che tutti i ministri dell'Eucaristia,
sacerdoti e vescovi, accolgano il consiglio della Madre dell'Eucaristia
per avere la gioia di immergersi sempre più nel mistero eucaristico.
In Marisa, più che mai sofferente e sfinita, il desiderio di andare
in Paradiso è diventato sempre più forte. Purtroppo le cure
mediche per lei sono state spesso non solo inutili, ma anche controproducenti.
La Mamma del Cielo le ha detto: "Marisella, per te non c'è nulla
da fare. Fatti coraggio. Noi ti aiuteremo".
Infatti Dio Papà si è sostituito ai medici e di volta in volta
le ha indicato le terapie indispensabili che doveva fare.
Il 16 marzo, Domenica delle Palme, Gesù ci ha manifestato il suo
stato d'animo: "A volte anche a Me viene da pensare che sono morto
invano, mi sono lasciato crocifiggere invano, perché il mondo peggiora
sempre più, va sempre più indietro".
Poi ci ha parlato della dolorosa situazione di Mons. Claudio: "Perché
c'è tanto rancore e tanto odio contro il nostro Vescovo? Hanno paura
di parlare in suo favore, di riconoscere pubblicamente che è nella
verità, cominciando dai grandi capi della Chiesa. Io, Gesù,
l'ammiro perché segue le mie orme". Infine ci ha confidato:
"Dio Padre che ha creato l'uomo a Sua immagine e somiglianza vuole
ancora salvare tanti figli, specialmente i sacerdoti, con questo termine
intendo anche i vescovi e i cardinali e perché no anche il Papa?
Anche lui è un sacerdote e fa degli errori".
Quest'anno la festa liturgica di S. Giuseppe coincidente con il Mercoledì
Santo che aveva la precedenza, è stata spostata ad altra data. Noi
abbiamo voluto ugualmente celebrare il Custode dell'Eucaristia. Pensavamo
di godere, come ogni anno, di una sua apparizione, ma purtroppo a causa
delle precarie condizioni di Marisa non è stato possibile.
Il Vescovo, durante la preghiera prima di andare a letto, ha manifestato
il suo rincrescimento per il mancato incontro con il santo che ama in modo
particolare e ha detto: "Caro S. Giuseppe, il giorno della tua festa
non è ancora terminato e potresti ancora rallegrarci con la tua presenza".
Non ha fatto in tempo ad aggiungere altro che è apparso S. Giuseppe:
"Dio mi ha detto: Vai dai miei due figliolini, vai a confortarli; lì
c'è il Mio Vescovo che ti ama moltissimo. Ed io sono venuto per ringraziarvi.
Dall'inizio della S. Messa sono stato accanto alla mia amata sposa e vicino
al Vescovo ordinato da Dio. Voi avete poche persone, ma io ne vedo moltissime,
specialmente quelle che avete salvato col vostro sacrificio".
Il Giovedì Santo la Madre dell'Eucaristia in un'apparizione riservata
alla Veggente e al Vescovo ha detto a quest'ultimo: "Eccellenza, devi
risorgere con Gesù, per questo Noi stiamo pregando. Inoltre stiamo
cercando di neutralizzare coloro che non sono degni di celebrare la S. Messa
e ricevere Gesù Eucaristia: sacerdoti e laici". Come stia avvenendo
questa azione di Dio non lo sappiamo né riusciamo ad immaginarlo.
Purtroppo anche quest'anno non abbiamo potuto celebrare la Veglia pasquale:
il Vescovo era talmente sfinito che non era in grado di sostenere la lunga
cerimonia.
Il 23 marzo, Pasqua di Risurrezione, all'inizio del nuovo giorno Marisa
ha visto la scena del Risorto e alla sua esclamazione: "Come sei bello,
Gesù" il Redentore ha risposto: "Anche tu quando sarai
in Paradiso, sarai bellissima. Ora, Mia sposa diletta, vieni accanto al
Tuo Gesù, tu sai quanto ti amo. Grazie, Marisella, perché
per tutta la vita ti sei immolata per convertire gli uomini, specialmente
i sacerdoti. Da anni la mia Mamma ti ha detto che sarai felice solo in Paradiso".
Prima della S. Messa Gesù Risorto è apparso di nuovo alla
Veggente davanti ai membri della Comunità ed ha fatto due affermazioni
che ci hanno rattristato:
- "Molti non credono alla Mia Resurrezione, specialmente coloro che
hanno studiato teologia e, conoscendo la verità, dovrebbero credere
di più";
- "Il sesto comandamento non è più rispettato né
dai sacerdoti né dai laici".
Ha confermato quanto già ci aveva detto il Vescovo: "Per redimervi
potevo anche non morire; sarebbero state sufficienti le poche gocce di sangue
versate il giorno della circoncisione, ma ho voluto soffrire per amore degli
uomini".
Infine ha fatto il grande annuncio: "Io sono risorto per tutti, sono
risorto per te, Eccellenza, affinché si avveri tutto ciò che
è stato detto da Dio Padre Onnipotente, da Me, Dio Figlio e da Dio
Spirito Santo".
Anche nel mese di marzo il Vescovo e la Veggente hanno trascorso molte nottate
senza poter chiudere occhio. In quelle ore notturne si scatenava tutto:
crisi di respiro, tosse insistente, forzata emissione di catarro, dolori
diffusi a tutto lo scheletro osseo, dolorosi crampi muscolari, sofferenza
lancinante allo stomaco e all'intero apparato digerente. Al mattino Marisa
era completamente priva di forze e il Vescovo era pallido e sfinito.
Durante la giornata i suddetti problemi di salute si presentavano singolarmente
o tutti insieme, per cui non c'era mai tregua o relax per i due poveri figli
di Dio. Inoltre quotidianamente, in forma più o meno intensa e secondo
tempi più o meno lunghi, Marisa soffriva la passione. Era frequente
anche che ai dolori fisici e alle sofferenze mistiche si aggiungessero tribolazioni
morali. Ciò che faceva soffrire maggiormente Mons. Claudio e Marisa
era la critica condizione della Chiesa e la scandalosa situazione spirituale
di tanti sacerdoti, vescovi e cardinali; dell'una e dell'altra erano continuamente
aggiornati da Dio Padre, da Gesù e dalla Madonna. Tutto questo oceano
di patimenti si abbatteva furiosamente su di loro e li faceva gemere e ripetere
sempre più frequentemente il lamento di Gesù nel Getsemani:
"Passi da me questo calice". (Mt. 26, 39)
Durante una delle quotidiane preghiere del mattino, il Vescovo ha manifestato
a Dio la sensazione tremenda di sentirsi abbandonato. Dio gli ha risposto:
"Figlio Mio, tesoro di Dio, Io non ti rimprovero per quello che hai
detto. È vero: vi sto chiedendo da molto tempo ciò che non
ho mai chiesto a nessuno. Sfogati pure con il tuo Papà e continua
a dirmi ciò che hai nel cuore".
Nella stessa circostanza Dio ha comunicato "ai due Suoi amori"
che i loro persecutori hanno compreso da tempo di avere sbagliato nel dimettere
dallo stato clericale il Vescovo dell'Eucaristia, non perché si sono
pentiti d'aver ingiustamente condannato un innocente, ma perché,
sciogliendolo dal vincolo dell'ubbidienza, gli hanno dato la possibilità
di agire liberamente, senza chiedere a loro i permessi necessari.
Quei signori pensavano di intimidirlo, di distruggerlo, di farlo sparire,
ma non hanno fatto i conti con Dio che ha infuso nella sua mente lucidità
e chiarezza e nel suo cuore forza e coraggio. Inoltre sanno che gli ecclesiastici
che hanno fiducia, stima e rispetto per il Vescovo ordinato da Dio stanno
aumentando. È vero che per paura non lo difendono apertamente, ma
è altrettanto vero che alcuni sono andati da Benedetto XVI e dal
signor Ruini per perorare la sua causa, purtroppo senza ottenere nulla.
Dio ha fatto sapere che quei signori sono stati smascherati quando hanno
negato che il miracolo eucaristico avvenuto durante la S. Messa celebrata
dal nostro Vescovo l'11 Giugno 2000 fosse d'origine divina e l'hanno attribuito
ad un intervento diabolico; per aver profanato l'Eucaristia sono scomunicati
e ridotti allo stato laicale, latae sententiae.
Comunque la feroce persecuzione dei potenti nemici accerchia i due figli
di Dio, ma crollerà come le mura di Gerico al suono del corno. (cfr.
Gs. 6)
Dio sta lavorando molto per far rinascere la Chiesa: "Noi stiamo scegliendo
dei vescovi, non dico bravissimi, ma bravi, che un domani possano collaborare
con il nuovo Papa. È molto difficile il nostro impegno. L'attuale
Papa non lascia il trono, delega tutto ai collaboratori, non fa nulla, o
meglio passa il tempo leggendo".[Lettera di Dio del 30 marzo 2008]
Con la fine di marzo il primo trimestre dell'anno è volato via e
noi eravamo nelle stesse condizioni dell'inizio; terribilmente demoralizzati.
La Madonna ha cercato di accendere di nuovo la speranza nei nostri cuori:
"Questo è l'anno della Speranza, della certezza e deve dare
a tutti il coraggio di andare avanti, stringendo denti e pugni e aggrappandosi
al tabernacolo".[Lettera di Dio del 30 marzo 2008]
Il primo aprile del 2008, esattamente dieci anni dopo la sua ingiusta sospensione
a divinis, il Vescovo ordinato da Dio, Sua Eccellenza Monsignor Claudio
Gatti, ha portato a conoscenza della comunità alcuni particolari
che, dieci anni prima, non aveva potuto svelare integralmente. Per far meglio
comprendere al lettore lo svolgersi degli avvenimenti è opportuno
fare un piccolo passo indietro e un breve riassunto. Il cardinal vicario
Camillo Ruini, l'8 dicembre del 1994, aveva proibito a Don Claudio Gatti
di celebrare la S. Messa nel luogo taumaturgico di via delle Benedettine,
con il pretesto di voler esaminare l'attività del Movimento Impegno
e Testimonianza e di studiare le apparizioni della Madre dell'Eucaristia.
A tal fine istituì una commissione che avrebbe dovuto interrogare
i testimoni, fare tutte le verifiche del caso ed analizzare le numerose
ostie che hanno sanguinato nel luogo taumaturgico (fino ad oggi sono avvenuti
complessivamente 185 miracoli eucaristici). Niente di tutto questo è
stato fatto. Se lo stesso Don Claudio Gatti, allora ancora semplice sacerdote,
non avesse incoraggiato alcuni membri della comunità ad andare in
Vicariato, questi ecclesiastici non avrebbero incontrato nessun membro della
comunità. Se il futuro Vescovo ordinato da Dio non si fosse recato
spontaneamente in Vicariato, gli uomini della Chiesa avrebbero saputo ben
poco. L'impegno della commissione era quello di verificare, ma, dopo tre
anni e mezzo, nulla è stato fatto, in quanto era già stata
decisa la condanna del sacerdote. Aspettavano solo un appiglio, che non
hanno mai trovato nella condotta esemplare di Don Claudio Gatti, che ha
sempre esercitato il ministero sacerdotale in pieno accordo con i precetti
ed i dettami della Chiesa.
È stato proprio Dio, che conosce le intenzioni degli uomini, a far
uscire allo scoperto i suoi nemici, ordinando a Don Claudio di celebrare
la santa Messa, ed indicando la data dell'8 marzo 1998, trentacinquesimo
anniversario della sua ordinazione sacerdotale. "Io, Gesù, voglio
qui la santa Messa. Io, Gesù, voglio qui l'Eucaristia consacrata
dal mio sacerdote".[Lettera di Dio del 22 febbraio 1998]
In quei giorni, Don Claudio Gatti, lacerato fra l'obbedienza a Dio e l'amore
per la Chiesa, ha cominciato a porsi diversi interrogativi che lo hanno
profondamente turbato. La sua sofferenza aumentava man mano che si avvicinava
la data dell'8 marzo. A questi interrogativi per anni Don Claudio non ha
saputo dare una risposta. "Perché Dio mi mette in aperto contrasto
con l'autorità ecclesiastica - si chiedeva il sacerdote - perché
mi devo mettere in una situazione di aperta ribellione, proprio io che ho
sempre predicato obbedienza e docilità? Perché devo essere
considerato come uno che spacca l'unità della Chiesa?". Una
risposta solo recentemente si è affacciata al Vescovo, ma ne parleremo
più avanti.
Comunque di fronte all'ordine di Dio, Don Claudio ha chinato il capo e ha
detto: "Sono pronto all'immolazione", tanto era sicuro che per
questa sua obbedienza a Dio gli uomini avrebbero trovato il pretesto per
condannarlo.
Il 27 febbraio 1998, Don Claudio ha spedito al cardinal Ruini una lettera
nella quale chiedeva, a nome del Signore, il permesso di celebrare la santa
Messa l'8 marzo. La celebrazione era richiesta "una tantum" e
solo per la circostanza dell'anniversario sacerdotale. Don Claudio ha allegato
alla missiva anche il messaggio di Gesù del 22 febbraio, nel quale
il Signore gli ordinava di celebrare la Messa l'8 marzo. Il 5 marzo il Vicegerente,
Monsignor Cesare Nosiglia, ha telefonato a Don Claudio comunicando il netto
rifiuto del cardinal Ruini di fronte alla richiesta della celebrazione di
quell'unica santa Messa. "Il cardinale ha ricevuto la tua lettera -
ha spiegato Nosiglia per telefono - non ti accorda la facoltà di
celebrare la S. Messa l'8 marzo e ti chiede obbedienza alle sue direttive".
Don Claudio ha risposto con fermezza: "Non posso ubbidire a voi perché
disubbidirei a Dio" e ancora: "Di fronte ad un ordine di Dio sono
disposto anche a perdere la vita, pur di rispettarlo".
Il giorno successivo, 6 marzo, si è presentato, senza nessun preavviso,
in via delle Benedettine, il cancelliere del vicariato, Don Giuseppe Tonello,
che ha voluto vedere immediatamente Don Claudio. Don Tonello gli ha letto
il decreto di Ruini, decreto nel quale il porporato minacciava la sospensione
a divinis se il sacerdote avesse celebrato la Messa l'8 marzo. Terminata
la lettura del decreto, Don Claudio l'ha piegato e posato sulla sua scrivania,
dicendo: "Ora facciamo riposare questo decreto, perché lei sa
bene che, poiché lo ricuso, chiedo un nuovo decreto". Infatti,
secondo il Codice di Diritto Canonico, nei dieci giorni che vanno dal momento
della comunicazione del primo decreto, alla comunicazione del secondo, viene
sospeso l'ordine dato. Era il 6 marzo e Don Claudio aveva manifestato chiaramente
la sua intenzione di ricusare il decreto. Quindi, la S. Messa celebrata
da Don Claudio l'8 marzo era fuori dalla proibizione del decreto, perché
per dieci giorni, cioè dal 6 marzo al 16 marzo 1998 il decreto era
sospeso. È stata punita quindi un'azione commessa durante la sospensione
del decreto. È stato sospeso a divinis un sacerdote solo perché
ha fatto ciò che tutti i sacerdoti dovrebbero fare ogni giorno con
amore: la celebrazione eucaristica, l'atto di culto più importante
e più gradito a Dio.
Don Claudio ha poi perfezionato la ricusazione del decreto, nel limite dei
prescritti 10 giorni. Infatti il ricorso, col quale chiedeva la revoca del
decreto, è stato spedito il 14 marzo al cardinal Ruini. Gli alti
prelati si sono aggrappati anche al fatto che sulla lettera scritta dal
sacerdote non c'era la data, dimenticando che faceva fede il timbro postale,
portante appunto la data del 14 marzo.
L'8 marzo 1998, il Vescovo, obbedendo a Dio, ha celebrato una delle sante
Messe più sofferte della sua vita e ha anche pianto durante la consacrazione.
Il sacerdote non temeva le conseguenze del suo gesto, ma sapeva che sarebbe
stato strumentalizzato per colpire le apparizioni, i miracoli eucaristici
e negarne l'origine soprannaturale.
Il 21 marzo un messo del vicariato ha lasciato un plico in via delle Benedettine,
nel quale era contenuta la convocazione di Don Claudio in Vicariato per
le ore 13 del 1° aprile. Il 27 marzo il Vicegerente, Mons. Nosiglia,
ha chiamato di nuovo Don Claudio confermandogli la convocazione.
Il 1° aprile 1998, Don Claudio si è recato in Vicariato e ha
portato con sé l'Eucaristia che aveva sanguinato il 22 marzo, ponendosela
sul cuore per avere il coraggio di affrontare "i lupi rapaci in veste
d'agnello". È stato ricevuto e condotto in una stanza nella
quale erano presenti Mons. Nosiglia, Don Tonello e il vicario giudiziale,
padre B. Martinello. Gli è stata letta la lettera di Ruini, non presente
all'incontro, contenente la notifica della sanzione della sospensione a
divinis; lettera alla quale il Vescovo dell'Eucaristia avrebbe risposto
poi punto per punto. Mons. Claudio Gatti ci ha confidato che Nosiglia era
molto teso, lui, invece, era molto calmo. Subito dopo è stato redatto
il verbale; la Madonna era accanto a Don Claudio e lo ha aiutato; il sacerdote
ha corretto il verbale, ha fatto scrivere ciò che lui desiderava,
praticamente lo ha dettato lui stesso. Don Claudio si è poi preoccupato
della situazione spirituale di Mons. Nosiglia e ha chiesto di parlare da
solo con lui, ben sapendo a cosa sarebbe andato incontro il Vescovo offendendo
Dio. A quel punto, Don Tonello e padre B. Martinello sono usciti dalla stanza
e non si sono resi conto che nell'anticamera c'era un membro della comunità
che aveva accompagnato il nostro sacerdote. Costui ha sentito chiaramente
padre B. Martinello dire a Don Tonello: "Don Gatti ha le idee molto
chiare". Quando poi Don Claudio è rimasto solo con il vescovo
Nosiglia, gli ha detto: "Cosa state facendo? Davanti a Dio, alla Chiesa
e alla Storia vi siete assunti delle gravi responsabilità, il vostro
operato sarà sconfessato e le vostre decisioni saranno dichiarate
invalide ed illegittime". Nel tentativo di aiutare e salvare Nosiglia,
Don Claudio gli ha consigliato: "Se vuoi salvarti l'anima, allontanati
da Roma, chiedi una diocesi, scappa da Roma". Il nostro sacerdote,
cresciuto alla scuola della Madonna, ha aggiunto: "Per noi è
un vanto soffrire ora per l'Eucaristia, presto si realizzerà il trionfo
dell'Eucaristia e ci sarà il nostro trionfo, ma voi quale sorte avrete?".
Don Claudio ha quindi preso l'Eucaristia che aveva sanguinato il 22 marzo,
si è inginocchiato in profonda adorazione, nella speranza che il
confratello avesse un moto di spirito, un rialzo morale, un momento di lucidità.
La speranza era anche quella che la presenza di Gesù Eucaristia lo
aiutasse a scuotere la sua coscienza e che lo aiutasse ad ammettere che
stava sbagliando. Nosiglia, in quel momento, poteva decidere di stare dalla
parte di Dio o contro di Lui. Don Claudio ha capito che stava combattendo,
ed ha pregato, affinché potesse riportare vittoria, ma la paura del
cardinale Ruini è stata più forte, per cui, con uno sguardo
duro e usando un'espressione forte, il Vescovo ha detto: "Cosa mi hai
portato? Per noi quello è un pezzo di pane, buttalo!". Il Vescovo
dell'Eucaristia ci ha confidato che solo successivamente ha capito che lo
sguardo duro di Nosiglia, non era rivolto contro di lui, ma contro chi lo
aveva messo in quella brutta situazione: Ruini.
Pochi istanti dopo sono tornati gli altri due sacerdoti, hanno letto il
verbale, Don Claudio lo ha firmato e, salutando Nosiglia, gli ha detto:
"Prega per me, non perché ho sbagliato, ma perché abbia
la forza di accettare serenamente ciò che di male e di cattivo avete
fatto voi". Nosiglia ha così risposto: "Prega anche tu
per me". Don Claudio, alzando gli occhi al cielo, ha aggiunto: "Spero
e mi auguro che ci ritroveremo dall'altra parte tutti e due insieme".
Don Claudio è quindi uscito dal Vicariato e si è recato in
piazza San Giovanni, dove Marisa, quasi tutti i giovani e numerosi adulti
della comunità lo stavano aspettando. Erano stati avvertiti del suo
arrivo. Si erano posti in adorazione, nella basilica lateranense, per tutto
il tempo dell'incontro. La Madonna era sia con coloro che pregavano, sia
con Don Claudio che stava combattendo per difendere Gesù Eucaristia
e la verità. Diversi membri della comunità, vedendo il sacerdote
sereno e sorridente, hanno pensato che non fosse stato condannato, che l'incontro
fosse andato a buon fine. Marisa, invece, in bilocazione con la Madre dell'Eucaristia
per tutto il tempo accanto al sacerdote, sapeva come erano andati i fatti
e ha esclamato: "No, l'incontro non è andato bene, l'hanno crocifisso!".
Don Claudio, quella stessa sera, si è trovato nella condizione di
consolare i suoi figli spirituali che, da piazza San Giovanni, lo avevano
raggiunto in via delle Benedettine: "Asciugate le lacrime, fate tornare
il sorriso sui vostri volti, aprite il cuore alla speranza - sono state
le toccanti parole di Don Claudio ai suoi figli più giovani - perché
questo è un giorno di vittoria e di trionfo. Gesù vi ha fatto
l'onore di soffrire qualcosa per Lui e a me e a Marisa ha chiesto di immolarsi
per Lui. Oggi mi sento più sacerdote, più simile a Cristo,
perché sono anche vittima e posso dire con Gesù di essere
sacerdote e vittima. Ai primi cristiani veniva chiesto di non adorare Gesù
e a causa del loro rifiuto venivano perseguitati, flagellati e uccisi. Essi
hanno versato il sangue in modo cruento, noi lo versiamo in modo incruento,
amando l'Eucaristia, per la quale siamo pronti a dare la vita. Ora cantiamo
"Vieni Maria", invitiamo la Madre dell'Eucaristia a venire in
mezzo a noi e come segno di vittoria e di tripudio, desidero che accogliate
la Madonna con lo sventolare i fazzoletti come fossero bandiere e stendardi".
I giovani hanno subito sventolato i fazzoletti in attesa dell'apparizione.
Il più assoluto segreto su questa lettera di Dio è stato mantenuto
per 10 anni, fino a quando Sua Eccellenza Mons. Claudio Gatti, il primo
aprile del 2008, ha sciolto la consegna del silenzio dopo aver ricevuto
l'ordine dall'Alto di rivelarne i contenuti. Di seguito ne pubblichiamo
alcuni stralci. La Madre dell'Eucaristia ha elogiato il comportamento e
il coraggio di Don Claudio: "Il vostro sacerdote ha combattuto la battaglia,
ha fatto un gesto di grande eroismo che nessun sacerdote della Terra avrebbe
fatto. Anzi, per paura, avrebbe rinnegato l'apparizione eucaristica, pur
di sentirsi a posto, pur di avere tutto dai grandi sacerdoti". La Madonna
ha poi aggiunto:"Capisco, mio caro sacerdote prediletto, la tua grande
sofferenza, ma anche il tuo grande eroismo. Tu puoi dire: "porto la
palma del martirio", hai fatto tutto ciò che potevi fare, piccolo
sacerdote davanti agli uomini, ma grande agli occhi di Dio, hai amato, ami,
sai amare
il vostro sacerdote ha subito il martirio".
La Madre dell'Eucaristia, riempiendo di gioia i cuori dei presenti, ha poi
affermato: "Tu, mio caro sacerdote prediletto, sei grande, molto grande,
per questo Dio Padre mi ha mandato per dirti: ti dichiariamo santo!".
E ancora: "Questo decreto non è valido, in esso c'è insincerità,
anche tutti gli altri decreti non sono veri". "Hai fatto di tutto,
hai cercato di salvare anche il Vicegerente - ha continuato la Mamma celeste
- ora sta a lui decidere da quale parte stare", e poi un'altra carezza
materna rivolta sempre a Don Claudio: "Sii forte, porta la palma del
martirio e fai vedere e conoscere la tua santità". Poi è
venuto Gesù, che ha detto: "Dio Padre ti ha dichiarato santo,
Dio Padre ci ha chiamato uno ad uno e ci ha detto: andate in quel luogo
taumaturgico perché oggi Dio ha santificato Don Claudio Gatti, poi
toccherà a Marisella". (come poi è avvenuto il 2 maggio
del 1999 - N.d.R.)
Il nostro sacerdote, nei giorni seguenti, ha scritto a Ruini confutando
punto per punto tutta la sua lettera di condanna. Don Claudio sapeva che
dal punto di vista giuridico, la lettera del Vicario Generale non aveva
valore. Ha chiesto consiglio a un legale rotale, esperto di diritto canonico,
che ha affermato: "Guardi, in Vaticano c'è una legge non scritta
che dice che i superiori hanno sempre ragione; non si aspetti qualcosa di
buono per lei. Nessuna Congregazione Romana metterà mai in discussione
l'autorità del vescovo". Don Claudio, comunque, incoraggiato
dalla Madonna, anche per lasciare una testimonianza, ha scritto una lettera
appellandosi alla Congregazione per il Clero di cui era prefetto il cardinale
Dario Castrillon.
La Congregazione, in appello, esaminate le carte e i procedimenti per vedere
se c'erano dei difetti, dei vizi di forma o, se tutto era a posto, ha dato
ragione al superiore. Il cardinale Castrillon, messo sull'avviso da Ruini,
si è servito di una testimonianza falsa e ha indicato una data sbagliata.
La testimonianza falsa è quella di Don Claudio Cazzola, allora parroco
della parrocchia di Nostra Signora di Guadalupe, il quale ha testimoniato
che Don Claudio Gatti aveva celebrato la S. Messa l'8 marzo del 1997. In
verità Don Claudio ha celebrato la Messa l'8 marzo del 1998, e non
l'anno precedente, inoltre, don Claudio Cazzola non era presente a questa
celebrazione eucaristica. La Congregazione per il Clero ha usato una testimonianza
falsa e ha indicato una data errata. Don Claudio ha scritto alla Congregazione
per il Clero mettendo in evidenza queste falsità, ma nessuno gli
ha mai risposto, nonostante fosse evidente la sua ingiusta e illegittima
condanna.
Abbiamo già parlato dei laceranti interrogativi che si è posto
in quei giorni Don Claudio Gatti, nel momento in cui Gesù gli chiedeva
una cosa e l'autorità ecclesiastica gliene chiedeva una esattamente
opposta. Il Signore ha fatto comprendere, negli anni successivi, al Vescovo
dell'Eucaristia, i motivi per i quali ha portato il sacerdote nella condizione
di doversi confrontare aspramente con l'autorità ecclesiastica: le
ragioni ci sono state rivelate lo scorso primo aprile, a dieci anni esatti
dalla sua sospensione a divinis. Questa condanna, seguita poi da quella
della riduzione allo stato laicale, entrambe subite ingiustamente, hanno
dei significati precisi. Il primo vuole smascherare queste persone, quando
un domani apparirà chiaro a tutti che erano in malafede e saranno
condannate, inoltre tutti i loro atti saranno dichiarati nulli ed invalidi.
Si capirà quindi che erano lupi in veste d'agnello, che erano mercenari
e non pastori, condannati dalle loro stesse azioni. Uno dei compiti della
grande missione che Dio ha affidato al Vescovo ed alla Veggente sarà
proprio quello di smascherare i nemici dell'Eucaristia. Inoltre, la sospensione
a divinis e la riduzione allo stato laicale hanno restituito al Vescovo
quella piena e totale libertà che prima, come sacerdote incardinato
nella diocesi di Roma e dipendente dalla stessa, non aveva. Proprio questa
libertà ha permesso al Vescovo dell'Eucaristia di scrivere le numerose
lettere e indirizzarle a tutta la gerarchia cattolica. In queste lettere
difende la verità, i 185 miracoli eucaristici avvenuti nel luogo
taumaturgico, le numerose Teofanie Trinitarie, le apparizioni della Madre
dell'Eucaristia. Inoltre ha potuto denunciare le ingiustizie e gli "abusi
di potere", come li ha definiti Gesù, da parte dei vertici ecclesiastici
contro di lui. Gli uomini della Chiesa, riducendolo allo stato laicale,
non potevano più dire nulla, non potevano più comandare nulla
e non potevano più esigere dal Vescovo obbedienza.
Le loro cattive, ingiuste e malvagie azioni si sono ritorte contro di loro
e la verità, che è dirompente di per sé, sta emergendo
e venendo fuori come una sorgente che inonda il terreno circostante.
Abbiamo potuto liberamente e senza chiedere l'autorizzazione all'autorità
ecclesiastica stampare le lettere di Dio, pubblicarle sul giornalino e sul
sito Internet della nostra comunità. È stato possibile diffondere
gli insegnamenti, aiuti e incoraggiamenti di Gesù Eucaristia e della
Madonna, perle preziose che alcune autorità ecclesiastiche avrebbero
voluto censurare, come hanno censurato Papa Giovanni Paolo II quando, in
un'udienza del mercoledì disse: "Maria, Madre dell'Eucaristia,
vi protegga tutti". Questi ecclesiastici hanno capito che il loro comportamento,
le loro ingiuste condanne sono degli autogol o dei boomerang che si stanno
ritorcendo contro di loro. Si sono resi conto che hanno sbagliato, anche
se per loro superbia e orgoglio non l'ammetteranno mai. Il Vescovo dell'Amore
ha avuto da Dio la conferma di tutti questi suoi pensieri, in uno dei frequenti
colloqui mattutini fra lui, la Veggente Marisa Rossi e Dio Padre. "Dio
mi ha dato la risposta e mi ha detto che sono disperati per quello che hanno
fatto, perché tutto si sta ritorcendo contro di loro, ma non possono
più arrestare nulla". Lo potrebbero fare solo se chiamassero
il Vescovo e riconoscessero che la sua ordinazione episcopale è di
origine divina. Dio ha anche aggiunto, rivolto a Mons. Claudio Gatti: "Non
ti illudere, perché sono ancora forti, sono un muro potente che vi
fronteggia e vi minaccia". San Paolo, nella prima lettera ai Corinzi,
ha scritto: "Se le potenze di questo mondo avessero conosciuto i piani
di Dio, non avrebbero crocifisso il Salvatore"(I Cor. 2,8). Se i potenti
uomini della Chiesa avessero pensato che, condannando il Vescovo dell'Eucaristia,
avrebbero favorito lui e sfavorito se stessi, non avrebbero fatto quello
che hanno fatto. Ciò non significa che queste condanne non abbiano
provocato un'enorme sofferenza al cuore del Vescovo Claudio Gatti. Anche
in questo, il Vescovo ordinato da Dio è simile al Cristo del Getsemani,
che ama profondamente e sente particolarmente vicino, in quanto partecipa
alla sua sofferenza e ripete nel suo cuore il grido: "Mio Dio, mio
Dio, perché mi hai abbandonato?". Fa sue anche le altre parole
del Redentore: "Padre, se puoi, allontana da Me questo calice, ma sia
fatta la Tua volontà, non la mia".
Il nostro Vescovo è capace di trasformare una grande sofferenza in
gioia, una terribile prova in una trionfante vittoria. Ha invitato i membri
della Comunità ad unirsi a lui nel ringraziare il Signore di essere
stato degno di immolarsi per l'Eucaristia. Ha voluto che la cappella fosse
un tripudio di fiori e l'altare adornato nel modo più solenne. Ha
indossato le insegne episcopali più preziose e si è rivestito
dei paramenti sacri più belli. Infine ha chiesto che venissero eseguiti
i canti delle grandi feste. Ha desiderato il meglio di tutto e noi l'abbiamo
accontentato.
Alla grande festa ha partecipato la Madre dell'Eucaristia: "Abbiamo
festeggiato oggi il decimo anno della sospensione a divinis del Vescovo
ordinato da Dio. Quando la folla proclamava Giovanni Paolo II "Santo
subito" io pensavo al nostro Vescovo. Sì, tu, Eccellenza, per
Noi sei già santo. Accetta questa dichiarazione di santità,
non vergognarti, devi essere contento di aver dato tanto amore a tutti.
È vero sei stato trafitto e sei provato, tu non vuoi che Io parli
di coloro che ti perseguitano e non ne parlerò, ma tu sai da chi
sei pugnalato. Voi sapete che i suoi persecutori vivono in peccato, non
sono in grazia e commettono sacrilegi, perché l'hanno condannato
e ricattato ordinandogli di gettare Gesù Eucaristia. Mio caro figlio,
tu sai quanto è agitato il loro sonno, dormono poco e male, oppressi
dagli incubi. Fingono di essere felici e quando moriranno saranno infelici
per tutta l'eternità".[Lettera di Dio del 1° aprile 2008]
È il castigo che Dio ha inflitto ai laici, suore, religiosi e uomini
della Chiesa che hanno agito con cattiveria e calunniato il Vescovo che
Lui ha ordinato. Quando il Vescovo e la Veggente vedono in televisione questi
signori, riescono a leggere nei loro volti i segni della stanchezza, anche
se tentano di nasconderli in tutti i modi con i mezzi che l'inventiva umana
mette loro a disposizione.
L'anniversario della morte di Giovanni Paolo II è il primo o il due
aprile? La risposta la darà il futuro Papa quando svelerà
anche altri "segreti" che riguardano il Vaticano.
Mons. Claudio e Marisa, che conoscono bene ciò che è avvenuto
durante l'agonia del Pontefice e dopo la sua morte, ci hanno detto di aver
udito tante bugie e falsità da parte di coloro che hanno commemorato
il terzo anniversario della morte di Giovanni Paolo II.
Ogni tanto la Madre dell'Eucaristia ci ha anticipato qualche episodio della
vita di Gesù che dovrà scrivere il nostro Vescovo, assistito
ed ispirato dallo stesso Gesù che gli detterà tutto ciò
che non è contenuto nei Vangeli, perché finalmente possiamo
conoscere nei dettagli gli anni che il Divin Maestro ha trascorso sulla
terra: "Quando Gesù camminava lungo i sentieri, li percorreva
avendo a fianco due apostoli per volta. Parlava loro di Se Stesso e di come
loro dovevano comportarsi di fronte al popolo che era ostile. Maggiormente
Gli era vicino Pietro, perché era lui che dava forza e coraggio a
tutti. Gesù si beava di questo e parlava, parlava a più non
posso e raccontava ogni cosa della Sua vita, come fa il vostro Vescovo che
ha sempre tanto da raccontare".[Lettera di Dio del 6 aprile 2008]
Abbiamo sempre gioito ogni volta che Gesù e la Madonna hanno paragonato
il nostro Vescovo a San Pietro o a San Paolo. I giorni di aprile sono trascorsi
inesorabilmente lenti e appesantiti da gravi problemi di salute. Poche sono
state le notti in cui il Vescovo e la Veggente hanno potuto riposare: Marisa
pativa la passione o era assalita da tremende sofferenze naturali. Mons.
Claudio è stato colpito da una dolorosa trombosi che gli ha impedito
per settimane di muoversi liberamente. Per riassumere la dolorosa situazione
il Vescovo ci ha confidato: "Faccio fatica a vivere". Dio Papà
non ha mai fatto mancare il Suo aiuto ai due figliolini, a cui si è
manifestato più volte. Il Vescovo ci ha riferito solo un frammento
del colloquio avvenuto il 9 aprile.
Dio Padre - Figlioli, cosa volete dirmi?
Marisa - Ci hai promesso che ci avresti aiutato, ci hai fatto molte promesse,
ma finora non se n'è realizzata nessuna. Portami via, voglio morire
in santa pace, io non ho paura della morte, sono pronta a morire. Non ce
la faccio più a soffrire. Voglio che il Vescovo rimanga sulla Terra
per far trionfare la Chiesa. Non mi sembra di chiedere tanto dopo tutto
quello che abbiamo sofferto.
Dio Padre - Non chiedi tanto, però tu conosci la situazione della
Chiesa e del mondo. Io sto con voi e vi aiuto. Non vi abbandonerò
mai. Voi dovete stare con me.
Vescovo - Sono decenni che stiamo con Te. Io ho una tremenda paura del domani.
Non ce la faccio più. Ma in che cosa consiste il Vostro aiuto se
sono così sfinito? Mi pesa fare anche il più piccolo sforzo
e temo che il mio sistema nervoso crolli.
Dio Padre - Non crollerà il tuo sistema nervoso.
Vescovo - Dio Papà, Tu sai che in questi giorni ho pensato addirittura
di lasciare tutto.
Dio Padre - Lo so, ma Io non te lo permetterò.
Vescovo - Come farai ad impedirmelo?
Dio Padre - Io sono Dio e posso impedire tutto.
Vescovo - Se non vuoi che io chiuda tutto, perché sarebbe per noi
il totale fallimento, toglici almeno da questa tremenda situazione. Che
male abbiamo fatto noi?
Dio Padre - Non avete fatto nessun male.
Vescovo - Allora perché dobbiamo pagare per le colpe degli altri.
Dio Padre - Perché vi ho scelto per ripulire la Chiesa e per farla
trionfare. Io voglio portare tua sorella in Paradiso e te alle alture stupende.
Tu comprendi cosa voglio dire.
Vescovo - Tutto questo quando si verificherà?
Dio Padre - Non posso dirti quando, ma abbi fede nel tuo Dio Papà.
Vi abbraccio, vi bacio, vi benedico, cari figliolini.
Il Vescovo ha voluto che anche la Comunità fosse messa al corrente
della drammatica situazione in cui versavano lui e Marisa. Inoltre ha pensato
di indire per un mese una campagna di preghiere, di sacrifici, di fioretti
e di digiuni perché Dio si affrettasse a pronunciare la parola da
noi tanto attesa: basta. Il basta di Dio comporterà per noi la fine
delle sofferenze, delle calunnie, delle persecuzioni, delle condanne degli
uomini della Chiesa e l'inizio delle realizzazioni delle promesse che ci
sono state fatte.
Il 13 Aprile, prima dell'apparizione della Madre dell'Eucaristia, il Vescovo
che si trovava in camera di Marisa, costretta dai suoi malanni, si è
rivolto, via radio, ai membri della Comunità che stavano pregando
in Basilica per invitarli ad unirsi a lui nella supplica che intendeva rivolgere
alla Madonna, affinché si facesse interprete presso Dio delle sue
richieste. Ecco la preghiera sgorgata spontaneamente dal cuore lacerato
e sofferente del nostro Vescovo.
"Cara Mamma del Cielo, il titolo con cui Ti invochiamo, Madre dell'Eucaristia,
è dolce, soave e ci conforta nei momenti della prova, della sofferenza
e del dolore.
Io, Vescovo ordinato da Dio, chiamato da Dio a svolgere nella Chiesa, insieme
a Marisa, missioni che a giudizio umano sono difficili, se non impossibili,
in questo momento in cui i flutti della tempesta sembrano sommergerci, il
sole nascondersi dietro le nuvole, la luna non illuminare il nostro cammino
affaticato e provato, interpretando anche i sentimenti dei miei fratelli
e delle mie sorelle, mi rivolgo a Te, che sei potente per grazia presso
Dio.
Tu sei la Madre di Dio, la Madre dell'Eucaristia, la Madre della Chiesa,
è a Te che con confidenza mi rivolgo. Abbiamo imparato a rivolgerci
a Dio chiamandolo Papà in modo familiare e sempre unito al rispetto,
ma è verso la Mamma che i figli hanno più confidenza, più
facilità di dialogo e più trasporto. So che in questo momento,
come in tutti gli altri in cui ci rivolgiamo a Te, ci stai ascoltando con
amore e pazienza.
Tu sai cosa è maturato nel mio cuore tra ieri sera e questa mattina:
fare una campagna di preghiere, di fioretti, di sacrifici e, per chi può,
di digiuni, per implorare da Dio insieme a Te, a tutto il Paradiso e ai
nostri fratelli che sono in Purgatorio, di anticipare ciò che è
nei Suoi programmi. Tu solo ci puoi riuscire, Tu solo puoi realizzare questo
nostro desiderio. Nel passato hai dato prova di questa Tua potenza, quando
hai accelerato la discesa dello Spirito Santo su di Te e sugli apostoli
nel Cenacolo e quando alle nozze di Cana hai fatto anticipare a Gesù
il momento di operare miracoli. Tu sai meglio di noi come svolgere il compito
di Madre e di Mediatrice. Tu vedi come la Veggente ed io siamo stanchi e
provati, sembra che la spossatezza ci stia distruggendo l'esistenza e, come
già Ti ha detto Marisa domenica, facciamo fatica anche a sorridere
e a parlare. Ci consola sapere che, se siamo arrivati a questo logoramento,
è per aver collaborato a realizzare il trionfo dell'Eucaristia e
il Tuo trionfo; ora quest'ultimo tratto di strada è molto arduo e
difficile. Spesso ci smarriamo, non perché non vogliamo procedere,
non perché siamo incerti del traguardo, ma semplicemente perché
la mèta per le nostre forze, ormai esaurite, sembra troppo lontana
e distante.
Ci siamo sempre inchinati, anche se a volte con tumulto interiore e a volte
con lamenti esteriori, alla volontà di Dio che ci ha portato da una
situazione all'altra, lo abbiamo seguito in tutti questi cambiamenti. Ma
ora, o Madre, Ti diciamo con tenerezza filiale: convinci Dio ad intervenire,
perché siamo nell'anno della speranza. Un terzo di quest'anno ormai
è trascorso, mancano nove mesi al suo termine. Nell'indire l'anno
della speranza ho nutrito in me la fiducia che avrebbe segnato l'inizio
degli interventi di Dio. Riconosco che nel 1999, anno in cui doveva realizzarsi
il nostro trionfo, noi non eravamo pronti. In mezzo a noi c'erano delle
mele marce, che sono state tolte. Infatti attraverso le Tue carezze materne
e gli incoraggiamenti che ci hai frequentemente donato, questa comunità
ha imparato ad amare Dio, l'Eucaristia, e tutti gli uomini. Anche tra noi
a volte avvengono ancora scintille e scoppiano piccole discussioni dettate
dalla gelosia e dall'invidia, ma vengono subito sedate dall'amore.
O Madre, sii Tu la nostra condottiera. Come quando hai chiesto di fare la
missione presso i sacerdoti di Roma e io Ti ho detto: "Sii Tu la nostra
regina, vai avanti e noi Ti verremo dietro", anche oggi Ti ripeto:
"Tu sei la nostra Madre, vai avanti e noi Ti seguiremo". Lo so
che Tu, Mamma, vorresti vedere ultimato il nostro Getsemani. Io amo il Getsemani,
ma ormai da troppo tempo ci siamo rinchiusi. Conosciamo ogni angolo di quest'orto,
ogni pianta, abbiamo contato ogni foglia degli ulivi, per sottolineare da
quanto tempo ci siamo dentro. Ora prendici per mano e portaci verso il Tabor,
trasfigura il nostro atteggiamento così provato, afflitto, triste,
in un atteggiamento sereno, gioioso, esplosivo, perché Tu sei anche
la Madre della gioia e vuoi darla ai Tuoi figli.
Noi ci impegneremo da oggi a fare una campagna di preghiere e di buone azioni
per un mese, che terminerà il 13 maggio, festa della Madonna di Fatima,
alla quale siamo molto legati per i motivi che mi ha detto Dio Papà.
Ho iniziato questa preghiera prendendo a prestito un termine militare, "campagna",
e la termino prendendo ancora in prestito un altro termine militare, "accerchiamento".
Sì, noi vogliamo accerchiare Dio insieme a Te ed a tutto il Paradiso,
con il nostro amore, con la nostra fede, con la nostra speranza, con le
nostre preghiere e le nostre buone azioni. Non ci alzeremo da questa posizione
di preghiera e di sofferenza, fino a quando Dio, sorridendo, dirà
a Te, e Tu lo comunicherai a noi, che finalmente il lungo periodo della
prova è finito o perlomeno sta per finire. Marisa ed io Ti offriamo
come dono tutti questi 37 anni. Tu sai meglio di noi come sono stati tremendi,
sofferti e spinosi. Te li offriamo, Tu avvolgili nel tuo amore materno e
presentali a Dio, insieme al mio amato Giuseppe, alla cara nonna Iolanda,
agli ultimi papi e a tutti gli angeli e i santi, perché veramente
possa iniziare quanto prima ciò che Dio ci ha promesso e che noi
ciecamente crediamo e fiduciosamente attendiamo.
Mamma, grazie perché mi hai ascoltato. Dio Papà, certamente
hai seguito parola per parola questa mia preghiera, ed anche a Te va il
nostro affettuoso saluto, il nostro amore riconoscente e la richiesta di
perdono se non sempre siamo stati all'altezza della missione che ci hai
affidato. Tu sai, Dio, che noi Ti amiamo e per Te siamo pronti anche a dare
la vita.
A Te, Dio Papà, a Te, Dio Fratello, a Te, Dio Amico, a Te, Dio Uno
e Trino, gloria ed onore per tutti i secoli dei secoli. Amen".
Quando poco dopo è apparsa la Madonna, Marisa le ha rivolto queste
parole: "Tutto ciò che ha detto il nostro Vescovo è grande,
è bello, è vero. Tutti siamo pronti a fare qualcosa, affinché
trionfi la verità, tutti vogliamo fare sacrifici, fioretti, per chi
può anche digiuni; per arrivare a quel traguardo che aspettiamo da
molto tempo. Mio Dio, basta che Tu alzi un dito per mettere tutto a posto,
in ordine. Gli uomini potenti della Chiesa continuano a sbagliare, a farsi
beffe l'uno dell'altro e a trattarci male. Vorremmo vedere realizzarsi qualcosa,
chiudersi qualche buco. Dio Padre, Dio Figlio, Dio Spirito Santo, Voi siete
i nostri amori, e noi siamo i Vostri amori".[Lettera di Dio del 13
aprile 2008]
Durante la preghiera del Vescovo e della Veggente erano presenti la SS.
Trinità, la Madonna, S. Giuseppe, nonna Iolanda, gli ultimi Papi
e tutti gli angeli e santi del Paradiso. Molte persone della Comunità
non sono state capaci di trattenere le lacrime, tutti erano emozionati e
commossi. Per accontentare in parte l'intenso desiderio di Marisa di morire,
il Signore le ha fatto vedere in sogno il momento della sua morte e il suo
ingresso in Paradiso, accolta festosamente dagli angeli e dai santi. I dettagli
di questa visione li conosce solo il Vescovo, perché Dio gli ha promesso
che accompagnerà la sorella in Paradiso, per poi tornare sulla Terra
per completare l'ultima grande missione: far rinascere la Chiesa.
Il 18 Aprile è nato Adrian, figlio dell'ultima coppia di nostri giovani
volata al matrimonio.
Per superare la delusione del tempo che passava e non avveniva nulla in
nostro favore, i giovani, seguiti dagli adulti, hanno organizzato delle
veglie di preghiera che si sono protratte per tutta la notte. Hanno sacrificato
il sonno e fatto lunghe ore di adorazione eucaristica per chiedere a Dio
che s'affrettasse a pronunciare la parola basta ed iniziasse a compiere
ciò che aveva molte volte promesso.
L'opposizione da parte del Vicariato nei riguardi del nostro Vescovo non
si è mai affievolita, anzi è diventata sempre più feroce
e noi l'abbiamo sperimentata sulla nostra pelle. Quando il Vescovo era fuori
Roma o era assorbito da gravi e delicati problemi siamo andati a confessarci
dai sacerdoti di Roma, limitandoci a fare l'accusa dei peccati, senza entrare
in nessuna discussione su altri argomenti. Ma se il confessore ci chiedeva
dove avevamo intrapreso il cammino di formazione spirituale, rispondevamo
candidamente: "Nella Comunità Madre dell'Eucaristia, guidata
dal Vescovo ordinato da Dio Claudio Gatti". La maggior parte dei sacerdoti,
a questa affermazione, non ha replicato nulla, anzi alcuni ci hanno incoraggiato
a continuare, visti i buoni risultati spirituali ottenuti. Solo altri, pochi
in verità, ci hanno negato l'assoluzione. Ne citiamo uno per tutti:
don Fabio Laurenti, viceparroco della Parrocchia della Resurrezione. Questo
sacerdote, dopo aver apprezzato l'alto livello di cultura religiosa raggiunto
da una nostra ragazza, le ha chiesto dove avesse coltivato la sua maturazione
spirituale. Alla risposta: "Nel Movimento Impegno e Testimonianza Madre
dell'Eucaristia" ha reagito nervosamente, accusandola di estorcere
l'assoluzione in modo disonesto, perché il cardinal Ruini aveva espressamente
proibito ai sacerdoti di Roma di dare l'assoluzione ai membri di quella
Comunità.
Anche se sono pochi i sacerdoti che hanno obbedito all'imposizione arbitraria
del cardinal Ruini, fa pensare che un vescovo abusi della sua autorità
per perseguitare chi crede nei miracoli eucaristici avvenuti a via delle
Benedettine. Inoltre, quel sacerdote ha attribuito al cardinal Ruini l'affermazione
che la S. Messa celebrata dal nostro Vescovo l'11 giugno del 2000, durante
la quale è avvenuto il miracolo eucaristico, non è valida
e che l'effusione di sangue nell'ostia consacrata si era compiuta per opera
del demonio.
Chi fa queste affermazioni profana l'Eucaristia, pecca contro lo Spirito
Santo ed è colpito dalla scomunica latae sententiae. (Can. 1367)
Nonostante le preghiere, le adorazioni eucaristiche notturne, i fioretti,
i sacrifici e i digiuni, purtroppo vedevamo che la Veggente stava sempre
peggio e soffriva di più. Per evitarci di cadere nello scoraggiamento
la Madonna ci ha detto: "C'è un motivo molto grande e molto
profondo per cui la vostra sorella ha avuto dolori che spesso la fanno piangere
e invocare la mamma. La sua vita è molto dura, ma quando finiranno
tutte le sue sofferenze, capirete perché Dio le ha volute".[Lettera
di Dio del 20 aprile 2008]
Il Vescovo ci ha confidato che neanche lui conosce questo motivo. Ultimamente
Dio ha parlato ai due figliolini anche della situazione spirituale dei conventi
di suore. Questo colloquio si è prolungato per diversi incontri e
il Vescovo l'ha sintetizzato per noi con una frase terribile: "È
un disastro!".
Marisa, anche se deve spostarsi di pochi metri, è costretta a ricorrere
all'aiuto di qualcuno che la sostenga, a causa delle pessime condizioni
delle ossa e della sfinitezza che si sta impossessando sempre più
del suo organismo. Durante uno di questi spostamenti, mentre era sostenuta
dal Vescovo, ha avuto un improvviso cedimento delle ginocchia, che avrebbe
avuto conseguenze disastrose, se la Madonna e S. Giuseppe non fossero immediatamente
intervenuti per sostenerla.
Quando era già iniziata "la campagna" di preghiere, fioretti,
sacrifici e digiuni per chiedere a Dio di accelerare i suoi interventi a
nostro favore, il Vescovo ha chiesto ai giovani un ulteriore sforzo e la
rinuncia di qualcosa a cui erano particolarmente attaccati. I tifosi di
calcio hanno rinunciato a vedere le partite delle squadre del cuore, i caffeinomani
si sono astenuti dal caffé, altri hanno deciso il digiuno della televisione.
I restanti hanno fatto altri tipi di rinunce, ma tutte ugualmente impegnative;
molti adulti hanno seguito l'esempio dei giovani.
La Madre dell'Eucaristia ci ha ripetutamente incoraggiato durante la suddetta
"campagna": "Voi pregate e fate dei fioretti. So il motivo;
anch'io mi sono unita al Vescovo, ai giovani e agli adulti. Voi sapete,
anche se a volte avete brontolato, che non vi abbiamo mai lasciato soli,
vi abbiamo sempre aiutato. Ricordatevi che aiutare non significa che tutto
si avveri subito per la vostra tranquillità. Quello che deve arrivare
arriverà quando Dio deciderà, e Dio, a volte, è un
po' lungo e fa attendere".[Lettera di Dio del 27 aprile 2008]
Maggio è il mese in cui esplode la primavera, il mese dei fiori,
dei profumi, dei colori, è il mese in cui la creazione inanimata
si rinnova per presentare all'estate frutti gustosi e scenari bellissimi.
È anche il mese dell'amore, durante il trascorrere dei suoi giorni
i bimbi si aprono all'amore di Gesù Eucaristia e gli adulti si scambiano
il sì d'amore, celebrando il sacramento del matrimonio. Maggio è
per definizione il mese mariano per eccellenza.
Durante il mese di Maggio del corrente anno, la Madre dell'Eucaristia ha
moltiplicato gli incontri con i due figliolini, sempre schiacciati da una
sofferenza inaudita e prostrati da una spossatezza impressionante, tanto
che abbiamo domandato loro: "Come fate a portare avanti una vita umanamente
impossibile?". Il Vescovo ci ha risposto: "Se dovessimo assecondare
i lamenti del corpo ci ritireremmo a vita privata, lontana da qui, ma poiché
ascoltiamo la preghiera delle nostre anime, anche se sono tristi da morire,
restiamo dove il Signore vuole che lavoriamo".
La Madre dell'Eucaristia ha parlato di questa grande tribolazione: "Miei
cari figliolini, state soffrendo molto, ma pensate che questa sofferenza
è a fin di bene per tante anime".[Lettera di Dio del 3 maggio
2008]
"Sono due giorni che nonna Iolanda piange nel vedere i suoi due figli
ridotti così male".[Lettera di Dio del 4 maggio 2008]
In questa dolorosa situazione che ricorda il Getsemani ed il Calvario, la
Madre Dolorosa ci ha incoraggiato a continuare a sperare: "Tutta questa
grande sofferenza finirà e allora direte: Dio è stato di parola".[Lettera
di Dio del 4 maggio 2008]
La Mamma Celeste, pur inchinandosi sempre alla Divina Volontà, ha
espresso più volte il desiderio di vedere Marisella "presto
in Paradiso": "Pregate per Marisella e dite: Dio, aiuta questa
anima della terra e portala con Te in Paradiso".[Lettera di Dio del
3 maggio 2008]
Il 9 Maggio, durante un'apparizione riservata ai due figliolini, la Madre
dei sacerdoti ha fatto conoscere quale esito aveva avuto la lettera che
il Vescovo aveva scritto il 23 Marzo a ottanta cardinali (Allegato
n.4) sparsi in tutto il mondo, nella quale aveva trattato il grave e
delicato problema dei sacerdoti che chiedono di sposarsi e vogliono continuare
ad esercitare il ministero sacro e dei sacerdoti, ridotti allo stato laicale,
che vogliono essere reintegrati nel sacerdozio. Per risolvere tale problema
ha avanzato una proposta, approvata dal Sommo ed Eterno Sacerdote: "Le
lettere sono arrivate a trecento vescovi e cardinali, perché i destinatari
l'hanno fotocopiata e trasmessa ad altri confratelli. La maggior parte di
questi miei figli prediletti crede che tu sei stato ordinato Vescovo da
Dio, prega moltissimo per te, Eccellenza, e sanno che sei un uomo di fede,
schietto, amante della verità, pieno d'amore per la Chiesa e pronto
a tutto. Figlio mio, pensa quanti vescovi e cardinali hanno letto la tua
lettera".
Il 13 Maggio, festa della Madonna di Fatima, ricorreva l'anniversario dell'emissione
dei voti di Marisa. La mattina, Dio Papà si è manifestato
al Vescovo e alla Veggente, con i quali si è intrattenuto in un affabile
e lungo colloquio, del quale ha parlato la Madonna nell'apparizione, avvenuta
la sera, alla presenza di tutta la Comunità. Comunque, per comprendere
questo colloquio, è doveroso fare una premessa e dare una spiegazione.
Il Vescovo, i giovani e gli adulti in preghiera spontanea, recitata in diverse
circostanze, avevano chiesto a Dio di pronunciare finalmente la parola "basta"
con la quale finiva il tempo della sofferenza e dell'attesa per iniziare
quello della realizzazione delle promesse.
"Oggi Dio Padre si è manifestato al Vescovo e alla Veggente
e ha detto: arriverà il momento in cui dirò basta. La vostra
sorella ha tentato di chiederGli: ma quando? In quale giorno? Lui ha risposto:
"Io non vi deluderò. Ho detto che quando arriverà il
momento pronuncerò la parola che tutti attendete: basta. Sì,
dirò basta, ma non vi dico il giorno in cui la pronuncerò".
Voi direte: Dio si diverte a fare dei dispetti? No, Dio sa quello che fa
e ha i Suoi motivi se ha ribadito questo. Ci sarà un motivo grave
se questo "basta" ritarda. Quindi, coraggio, fatevi forza, appoggiatevi
a quella forza che viene da Dio".
Sempre in occasione della festa della Madonna di Fatima, Mons. Claudio ha
indirizzato al Papa, e per conoscenza a ottanta cardinali, una lettera in
cui lucidamente e dettagliatamente ha esposto per l'ennesima volta la scandalosa
storia della sua riduzione allo stato laicale, dimostrando, C.I.C. alla
mano, la sua invalidità. (Allegato n.5)
Domenica 18 Maggio, come avviene ogni anno, per dare anche ai membri dei
gruppi di preghiera fuori Roma la possibilità di festeggiare Marisa,
abbiamo celebrato la giornata delle anime consacrate. Abbiamo preparato
tutto nel modo migliore per fare una solenne processione eucaristica: addobbi,
fiori, luci, bandiere, paramenti sacri, ma purtroppo una fitta pioggia l'ha
impedita, per cui siamo stati costretti a ripiegare sulla sola adorazione
eucaristica. Il Vescovo ha terminato il momento di adorazione con una sua
improvvisata e toccante preghiera, durante la quale si è lamentato
con Gesù, perché, causa la pioggia, non avevamo potuto fare
la processione. Gesù ha risposto al Vescovo facendo cessare immediatamente
la pioggia e riapparire il sole e il sereno. Abbiamo potuto così
portare solennemente in processione l'Eucaristia che aveva sanguinato, come
desideravamo ardentemente.
Prima della S. Messa è apparsa alla Veggente la Madre dell'Eucaristia
che è tornata a parlare dell'ormai famoso "basta". "L'anima
mia magnifica il Signore. Vorrei che anche voi magnificaste il Signore,
il nostro Dio, che sembra che vi dia delle preoccupazioni e non dica mai
basta. Lui sa quando e come pronunciare questa parola che sembra piccolina,
ma è molto importante, perché chi sapete (la Veggente, N.d.R.)
vada al Padre. Se ha lasciato ancora in vita la vostra sorella, sa Lui quando
chiamarla. Dio farà quello che deve fare e voi sarete felici".
La Mamma Celeste ci ha ripetuto più volte che Dio inizierà
a realizzare le promesse che ci ha fatto, solo dopo la morte di Marisa,
solo dopo che la Veggente volerà in Paradiso. Il Vescovo l'accompagnerà
nella Patria Celeste per poi tornare sulla Terra e procedere all'ultima
missione affidatagli da Dio: far rinascere e cambiare la Chiesa.
Al termine dell'apparizione Marisa ha chiesto alla Madonna: "Volevo
sapere se quelle lettere sono arrivate". Marisa intendeva la lettera
che il 13 Maggio il Vescovo ha inviato al Papa e a ottanta cardinali. Questa
la risposta: "Sì, sono arrivate e sono state lette e rilette.
Qualcuno ha sventolato i fogli e ha detto: "Adesso io cosa faccio?"".
Non è difficile individuare "il qualcuno" di cui ha parlato
la Madonna.
La settimana che va dal 18 al 25 è stata vissuta dal Vescovo e dalla
Veggente in modo drammatico. Le sofferenze che hanno assalito Marisa sono
state talmente impressionanti che per ben due volte è arrivata sulla
soglia della morte, non oltrepassata per intervento divino.
Il Vescovo è stato colpito di nuovo da calunnie e cattiverie e offeso
con frasi e parole ingiuriose da parte degli uomini della Chiesa. Inoltre
è stato abbandonato e tradito da persone che aveva amato e beneficato.
Naturalmente la sua salute ne ha molto risentito, per cui si è lamentato
con Dio durante un colloquio.
"Mio Dio, non ho più le forze, sono amareggiato, mi sento distrutto;
vorrei chiudere tutto e ritirarmi a vita privata". Non ha fatto in
tempo ad aggiungere altro perché Dio si è manifestato e con
voce potente ha detto: "No, mai".
Il 25 maggio Gesù ha parlato di questo intervento divino: "Marisella,
cosa ha detto Dio al Vescovo che voleva chiudere questa piccola oasi di
pace che Lui ha reso taumaturgica? No, mai! I luoghi dove non ci sono più
apparizioni, dove non c'è più niente sono aperti e ci vanno
molte persone. E il Vescovo voleva chiudere questo luogo santo, dove vengono
la Trinità, la Madonna, gli angeli, i santi e dove vivono lui, l'unico
Vescovo ordinato da Dio, dopo gli apostoli, e la Veggente più importante
di tutta la storia della Chiesa. Mettetevi bene in testa: al Vescovo Dio
ha detto: No, mai!".[Lettera di Dio del 25 maggio 2008]
Sempre il 25 Maggio abbiamo celebrato la festa del Corpus Domini nel modo
più solenne. Dopo la processione eucaristica ci siamo fermati in
adorazione davanti all'Eucaristia che ha sanguinato, abbiamo aperto il nostro
cuore e recitato preghiere spontanee che hanno commosso fino alle lacrime
molte persone presenti. Abbiamo ripetuto molte volte: "Signore, pronuncia
finalmente la parola "basta" perché vediamo il Vescovo
e la Veggente logori per la fatica e distrutti dalla sofferenza".
Il Vescovo ha concluso l'adorazione con una sua preghiera, che, come le
altre, ha emozionato i presenti. (Allegato n.6)
Gesù è apparso a Marisa e ha rivolto a tutti parole belle
ed affettuose: "Io vi capisco, ma, come ho detto ieri ai miei due figliolini,
non potete avere tutto e subito. Non potete neanche pensare che una promessa
fatta si realizzi subito. Anche Dio Padre ha i Suoi tempi e vanno rispettati.
Io non ho nulla da rimproverarvi, sono contento che abbiate aperto i vostri
cuori: è meglio aprire i cuori che tenere tutto dentro e pensare
male. È umano che a volte sgorghino frasi dure, forti, ma voi non
riuscite neanche ad immaginare tutto ciò che di grande avviene in
questo piccolo luogo. Dio Padre, Dio Figlio, Dio Spirito Santo non vengono
nel luogo taumaturgico per farvi soffrire. È stata chiesta solo ad
una persona (la Veggente N.d.R.) l'immolazione e la totale sofferenza. Certo
anche colui che le vive accanto (il Vescovo N.d.R.) patisce molto, ed è
giusto, perché quando uno vede soffrire un fratello o una sorella
partecipa alle sue pene. Ma il vero dolore è patito da una sola persona
che voi state aiutando con la preghiera e i fioretti; per questo sono commosso
e vi ringrazio. Io, Gesù, non ho sofferto quanto lei. Marisella è
stata premiata da Dio col dono della sofferenza. È difficile capire
certe verità, ma lei, a modo suo, le ha capite. Soffre e piange non
per se stessa, ma per il Vescovo e per voi qui presenti, perché il
suo amore è grande per tutti. Dopo quanto avete detto con le vostre
preghiere, posso solo annunciarvi che l'atteso "basta" è
segnato nel libro di Dio e che vi amo e vi capisco. Non distruggetevi nell'attesa
del "basta" di Dio ma siate forti per il vostro Vescovo, per voi
stessi e per coloro che vi sono accanto".[Lettera di Dio del 25 maggio
2008]
Il 27 Maggio durante una teofania riservata al Vescovo e alla Veggente,
Dio Papà ha rivelato ai due figliolini che la lettera inviata dal
Vescovo il 13 Maggio al Papa e a ottanta cardinali era stata fotocopiata
e distribuita ad un numero maggiore di vescovi e cardinali della precedente.
Il cinquanta per cento l'aveva accolta con rispetto e letta con sofferenza.
Diversi si sono commossi e, ultimata la lettura, si sono raccolti in preghiera
e l'hanno collocata sotto l'immagine della Madonna. Del rimanente cinquanta
per cento molti sono rimasti pensierosi, pochi hanno avuto reazioni cattive
nei riguardi del Vescovo ordinato da Dio. Dio ha fatto sapere che tutti
gli ecclesiastici che hanno calunniato il Suo Vescovo continuano a non dormire
la notte e ad avere gli incubi; nessuna medicina riesce a conciliare il
sonno.
Dio Padre ha illustrato dettagliatamente ai due figliolini la situazione
spirituale dei membri della gerarchia ed ha affermato: "Oggi molti
demoni sono nella Chiesa. Stiamo lavorando per cambiare altri sacerdoti,
vescovi e cardinali, ma ad un certo punto sarò costretto a dire:
basta".
Il colloquio è terminato con una richiesta da parte del Vescovo:
"Dio Papà, Tu sai che non posso allontanarmi da casa per nessun
motivo, neanche per andare a confessarmi, per cui Ti chiedo di darmi l'assoluzione
sacramentale". Dio l'ha accontentato: "Sì, figlio mio,
poiché il sacramento della confessione aumenta la grazia, Ego te
absolvo a peccatis tuis". A quel punto anche Marisa ha chiesto a Dio
di darle l'assoluzione, ma ha ricevuto questa risposta: "Figlia mia,
tu hai la fortuna di avere sempre con te il tuo direttore spirituale, chiedi
a lui di confessarti".
Il giorno seguente la Madre dei sacerdoti ha continuato a parlare della
condizione spirituale dei membri del Clero: fra loro ci sono pedofili, ladri,
sacrileghi, fornicatori, drogati, alcolizzati e quant'altro.
Nonna Iolanda che era con la Madonna ha detto alla figlia: "Marisella,
tutti ti stiamo aspettando in Paradiso".
Maggio si è aperto e si è chiuso all'insegna della sofferenza:
"Il Vescovo è molto stanco e subisce tremende delusioni da parte
degli uomini che lo feriscono e lo fanno soffrire. Sono giorni, giorni,
giorni che i miei figliolini non riescono a dormire, ultimamente hanno riposato
una sola notte. Non potete immaginare cosa significhi non dormire per molto
tempo. Durante le notti insonni affiorano alla mente tutti i tristi pensieri
e i brutti ricordi e si soffre ancora di più. Passare tante notti
senza chiudere occhio è molto duro".[Lettera di Dio del 31 maggio
2008]
Comunque, in mezzo a tante note tristi, è risuonata una nota gioiosa.
Il 31 Maggio Mariselle e Adrian, figli di due coppie dei nostri giovani,
hanno ricevuto il Sacramento del Battesimo. Sono gli agnellini più
piccoli del nostro gregge e i fiori più delicati del nostro giardino.
Durante il rito battesimale la Madre dell'Eucaristia ha tenuto aperto il
suo manto sul celebrante, i genitori, i padrini e i bimbi.
Nel mese di Giugno la Via Crucis del Vescovo e della Veggente è diventata
più aspra, difficile e dolorosa. La loro anima gemeva sotto i colpi
di tanti flagelli, e il loro corpo proseguiva, incespicando e cadendo, il
cammino verso il Golgota, che sembrava allontanarsi sempre più. Quasi
tutte le notti sono rimasti desti, sfiniti e doloranti in attesa delle prime
luci del nuovo giorno, durante il quale dovevano incessantemente affrontare
altri gravi problemi di salute e sofferenze sempre più impressionanti.
Il Vescovo ha definito "una prigione" la stanza di Marisa, perché
la Veggente era ed è costretta a trascorrervi tutte le giornate,
sé stesso e Marisa "prigionieri di Dio" perché impossibilitati
a godere anche solo pochi minuti d'aria in giardino.
La forzata immobilità generava pensieri tristi e momenti difficili
che venivano illuminati dalla luce che emanava da Dio, da Gesù, dalla
Madonna quando irrompevano improvvisamente per consolare, far compagnia
e dialogare "con i due martiri della Chiesa".
Anche durante questo mese la salute di Marisa ha avuto repentini e gravi
cedimenti che l'hanno ridotta in fin di vita, superati sempre e solo per
l'intervento divino. È logico che, in seguito a tutte queste tribolazioni,
il sistema nervoso del Vescovo e della Veggente ne ha molto risentito.
Il Vescovo si è lamentato più volte con Dio di questa difficile
e dolorosa situazione e l'ha invitato caldamente ad anticipare i suoi programmi,
già tante volte dilazionati.
Il figlio si è soprattutto sfogato con la Mamma Celeste del momento
tremendo che stavano vivendo lui e la sorella. La Madre dell'Eucaristia
ha risposto: "Figlio mio, Noi vi stiamo aiutando, altrimenti la vostra
situazione sarebbe peggiore
"
A questa rivelazione il Vescovo è rimasto allibito ed ha replicato:
"Perché c'è una situazione peggiore di quella che stiamo
vivendo?". La Mamma ha risposto al figlio con amore e tristezza: "Questo
per voi è un momento molto doloroso. State vivendo una forte prova,
ma passerà. Marisella è stata umiliata, calunniata ed offesa
da sacerdoti, vescovi, cardinali, religiosi, suore e laici. Non pensate
che Noi siamo contro di voi. La sofferenza a volte porta a pronunciare frasi
dure, potete farlo, perché ce lo siamo meritato. Questo periodo passerà
e quando sarà passato, Marisella partirà per il Paradiso.
Dio ha fatto molto per gli uomini della Chiesa. Lui vuole questo intervallo,
difficile, pieno di dolore. Solo Dio sa cosa ha Marisa, nessun dottore può
capire i malanni della mia figliola. Potreste chiamare tutti gli specialisti
che volete, ma nessuno potrebbe far nulla.
Tua sorella, Eccellenza, ha molti e gravi problemi di salute. Marisella
non guarirà. Vi siete aggrappati a Dio, Lui vi sta aiutando. Noi
attingiamo acqua da voi due per far fiorire il deserto, perché avete
dimostrato amore e sofferto moltissimo. Cosa dobbiamo fare per dimostrarvi
che vi amiamo?
A questo punto è intervenuta la Veggente: "Perché avete
dato l'episcopato a don Claudio? Per farlo soffrire? È diventato
lo zimbello di tutti". "No, Marisella - ha replicato la Madonna
- tutti hanno paura del Vescovo ordinato da Dio. Figliolini, accettate questo
momento di prova; è il più terribile di tutti gli altri che
l'hanno preceduto. Abbiate fiducia in Me e soprattutto in Dio. So che tu,
Eccellenza, sei amareggiato e sfinito e tu, Marisella, sei molto provata.
La Trinità è con voi, tutto il Paradiso è con voi".
Alla fine del colloquio si è manifestata la SS. Trinità e
Gesù ha detto: "Eccellenza, insieme a Noi, benedici tua sorella".
Più trascorreva il tempo e più diventava impellente in Marisa
il desiderio di partire per il Paradiso e l'ha manifestato al suo Sposo
chiedendoGli: "Quando mi comunichi i due numeri?"
Per comprendere il senso di questa domanda bisogna tenere presente che la
Madonna aveva detto qualche giorno prima a Marisa: "La data della tua
morte è formata da due numeri".
Gesù ha risposto alla sua sposa: "Lo sai che nel libro di Dio
c'è scritto quando dirà 'basta', ma non ti diremo mai con
molto anticipo il giorno della tua dipartita".[Lettera di Dio del 1°
giugno 2008]
La Mamma Celeste ha parlato di nuovo con la figlia della data della sua
morte: "Marisella, solo Dio conosce questa data. Quando arriverà,
te lo dirà Lui. Tu ti preparerai, perché non puoi andartene
all'improvviso".[Lettera di Dio del 7 giugno 2008]
Poiché anche la Comunità cominciava di nuovo a dare segni
di stanchezza e insofferenza per il prolungarsi del silenzio di Dio, la
Madre dell'Eucaristia ha voluto rincuorarci: "Continuate a pregare!
Arriverà, arriverà ciò che Dio ha promesso".[Lettera
di Dio del 8 giugno 2008]
L'undici giugno abbiamo celebrato l'ottavo anniversario del miracolo eucaristico,
avvenuto nelle mani del Vescovo, mentre celebrava la S. Messa. Abbiamo pensato
che, per festeggiare questo miracolo, definito dalla Madonna 'il più
grande di tutta la storia della Chiesa', il modo migliore era raccoglierci
in preghiera. Infatti alle ore 10 del mattino è iniziata l'adorazione
eucaristica e tutti i membri della Comunità si sono succeduti a turno
per fare compagnia a Gesù. Alle ore 20 il Vescovo ha celebrato la
S. Messa e, dopo aver distribuito la S. Comunione, ha invitato coloro, che
lo desideravano, ad andare davanti all'altare, inginocchiarsi e formulare
delle preghiere che venivano dal cuore. Molti giovani ed adulti, in modi
diversi, con accenti e parole diverse hanno chiesto a Dio di dire 'basta'
alle sofferenze del Vescovo e della Veggente e ad iniziare quanto prima
la realizzazione delle Sue promesse. In cappella si è creato un silenzio
impressionante e un raccoglimento profondo, mentre dagli occhi di molti
presenti sgorgavano abbondanti lacrime.
Dio Padre si è manifestato il giorno dopo ai due figliolini, durante
la preghiera del mattino, ed ha detto: "Io, Dio, mi sono commosso alle
vostre preghiere. Marisella è mia; la sua missione, la sofferenza
finirà con la sua morte. Eccellenza, puoi chiederMi di farla stare
meglio e di aiutarla, e questo lo facciamo, ma non di toglierle la sofferenza.
L'offre per i sacerdoti, anche se questa missione è finita, ma soprattutto
per te. Ti darò la forza un poco alla volta; tu vuoi tutto e subito.
Devi andare in vacanza per riposarti e recuperare le forze. Marisella non
ti disturberà, anzi potrà venire qualche volta con te al mare
per fare dei bagni. Gli angeli, soprattutto il suo Ismaele e il tuo Gioele,
l'aiuteranno. Dammi ancora del tempo; è vero che te ne avevo chiesto
un po' e ne è passato molto. Non essere precipitoso".
La commozione non ha risparmiato neanche gli altri abitanti del Cielo, come
ha detto la Madonna: "In Paradiso parliamo di voi, di quello che avete
fatto mercoledì scorso, delle preghiere e delle intenzioni che avete
formulato. È stata una cerimonia commovente e bellissima, durante
la quale, io, la Mamma, ho versato lacrime di sofferenza e di gioia. Insieme
a me hanno pianto commossi, il mio amato sposo Giuseppe, nonna Iolanda,
gli angeli e i santi".[Lettera di Dio del 15 giugno 2008]
Durante il mese dedicato al Suo Cuore, Gesù ha continuato a 'fare
gli scherzetti', come li chiama il Vescovo. Marisa non vedeva più
il fratello Claudio, ma lo Sposo Gesù, al quale rivolgeva sempre
la stessa domanda: "Gesù, quando mi porti via?".
Al nostro Vescovo hanno recapitato un articolo scritto da Zita Dazzi su
Repubblica, che riportava quanto aveva detto il Card. Carlo Maria Martini,
predicando un corso di esercizi spirituali a giovani sacerdoti. L'Arcivescovo
emerito di Milano ha esposto lucidamente ai giovani confratelli: "una
pista di riflessione per parlare dei peccati che interessano noi, come chierici,
anzitutto i peccati esterni come la fornicazione, gli omicidi e i furti".
Poi è passato ad esaminare la "cupidigia, la malvagità
e gli adulteri". Ha ammonito: "Quante bramosie segrete sono dentro
di noi. E poi c'è l'inganno, che per me è anche fingere una
religiosità che non c'è. Fare le cose come se si fosse perfettamente
osservanti, ma senza virtuosità". Ha parlato dell'invidia: "Il
vizio clericale per eccellenza. L'invidia ci fa dire: perché un altro
ha avuto quel che spettava a me? Ci sono persone logorate dall'invidia che
dicono: 'Che cosa ho fatto di male perché il tale fosse nominato
vescovo e io no?'. E ancora devo dirvi della calunnia: beate quelle diocesi
dove non esistono lettere anonime. Ci sono intere diocesi rovinate da lettere
anonime, magari scritte a Roma. C'è anche il vizio della vanagloria,
del vantarsi, ci piace più l'applauso del fischio, l'accoglienza
della resistenza. Grande è la vanità nella Chiesa e si mostra
negli abiti; continuamente la Chiesa si spoglia e si riveste di ornamenti
inutili. Ha questa tendenza alla vanità".
Mette in guardia i preti "dal vanto terribile del carrierismo. Anche
nella Curia Romana ciascuno vuole essere di più. Ne deriva una certa
inconscia censura della parola, alcune cose non si pronunciano perché
si sa che bloccherebbero la carriera. È il male gravissimo della
Chiesa, soprattutto quella ordinata secondo gerarchia, che ci impedisce
di dire la verità. Si cerca di dire ciò che piace ai superiori,
si cerca di agire secondo quello che si immagina sia il loro desiderio.
Purtroppo ci sono preti che si pongono l'obiettivo di diventare vescovi
e ci riescono. Ci sono vescovi che non parlano perché sanno che non
saranno promossi a sede maggiore. Alcuni altri non parlano per non bloccare
la propria candidatura al cardinalato. Siamo chiamati ad essere trasparenti,
a dire la verità".
Dopo aver letto l'articolo il nostro Vescovo ha commentato: "Sembra
che il Card. Martini abbia letto le lettere di Dio consegnateci dalla Madonna,
perché c'è molta somiglianza tra ciò che a noi è
stato detto e ciò che lui ha affermato. Mi permetto una piccola critica:
perché il cardinale Martini ha detto la sacrosanta verità
solo ora e parlando a semplici sacerdoti e non prima, rivolgendosi magari
al Sinodo dei Vescovi? Comunque, meglio tardi che mai, apprezzo molto la
sua confessione appassionata e sincera".
Il 20 giugno, giorno del suo compleanno, Marisa ha ricevuto gli auguri dal
suo Sposo Divino che le ha anche annunciato: "Marisella, la sofferenza
ti consumerà fino alla fine, avrai qualche giorno di gioia, ma questo
è il tuo cammino, questa è la tua missione". Poi, rivolto
a noi, ha aggiunto: "La Mia sposa è molto stanca, molto provata
ed Io cerco in tutti i modi di aiutarla, ma il suo fisico sta andando sempre
più alla deriva".
Nello stesso giorno ricorreva anche l'anniversario della ordinazione episcopale
del nostro Vescovo che, per indicazione di Gesù viene festeggiata
il 29 giugno, festa dei SS. Apostoli Pietro e Paolo. Al Vescovo e alla Veggente
Gesù ha fatto gli auguri.
Noi sappiamo che nel momento stabilito da Dio, Marisella volerà in
Paradiso e Mons. Claudio 'volerà ad altezze vertiginose, ad alture
stupende'.
Il solo pensiero di questo duplice grande distacco ci intristisce, ci fa
sentire orfani, e allora Gesù, per rincuorarci, ci ha detto: "Quando
il Vescovo e Marisella non saranno più presenti nel luogo taumaturgico,
Io continuerò ad essere con voi e vi aiuterò".[Lettera
di Dio del 22 giugno 2008]
Il 29 giugno, festa dei santi Pietro e Paolo, come ci è stato ordinato
da Gesù, abbiamo celebrato il nono anniversario dell'ordinazione
episcopale del nostro Vescovo. Nella stessa circostanza abbiamo anche concluso
l'anno sociale 2007 - 2008.
Quel giorno, nonostante un caldo opprimente, la basilica era completamente
piena, tanto da dover collocare molte sedie al di fuori per dare la possibilità
a tutti i presenti di seguire comodamente l'intera cerimonia.
La Madre dell'Eucaristia ha seguito in processione con noi Gesù Eucaristia,
circondato dagli angeli e dai santi. Alla processione è seguita una
lunga adorazione eucaristica, animata dai giovani e adulti della Comunità
con canti, pause di riflessione e preghiere spontanee: tutti hanno supplicato
di nuovo Dio di pronunciare finalmente la parola tanto attesa da noi: basta.
Il Vescovo ha concluso l'adorazione eucaristica con una toccante preghiera
con la quale ha chiesto a Gesù di pronunciare almeno una parola da
collocare vicino al 'basta' tanto atteso. Gesù è apparso a
Marisa accompagnato dagli apostoli Pietro e Paolo. La Veggente ci ha detto
che una luce meravigliosa si irradiava dal suo corpo, e ha avvolto tutti
i presenti.
Il dolce Maestro ci ha parlato dell'attuale situazione della Chiesa: "Voi
sapete che Paolo VI ha detto che il fumo di satana era entrato nelle file
della Chiesa e in Vaticano, questa penetrazione continua. Sono venuto insieme
a San Pietro e San Paolo, i due grandi santi che saranno a fianco di colui
(Vescovo ordinato da Dio N.d.R.)che salirà ad alture stupende, uno
a destra e l'altro a sinistra per aiutarlo (a far rinascere la Chiesa N.d.R.)
e per cercare in tutti i modi che nessuno si permetta di fargli del male.
Io, Gesù, ti dico: coraggio, Claudio, coraggio, Eccellenza. Volevi
una parolina che fosse vicino al 'basta'? Eccola: presto.
A te, Eccellenza, faccio i Miei più sentiti auguri di forza, di coraggio
e, se qualche volta ti abbatti, guarda la Croce e tirati su".
Il Fondatore e Capo invisibile della Chiesa ha permesso ai due Apostoli,
ordinati vescovi da Dio, come Mons. Claudio, di parlare al festeggiato.
San. Pietro: "Io sono Pietro, ho sofferto tanto, ne ho viste di tutti
i colori. Ho ricevuto sofferenze sia dai miei amici che dai nemici, ma ho
combattuto e riportato vittoria. Eccellenza, combatti, anche se hai già
ottenuto la vittoria. Io sono con te".
San Paolo: "Anch'io, Paolo, dopo aver trattato male Cristo e i Cristiani,
a mia volta sono stato trattato male, come Pietro, dagli amici e dai nemici,
ma Gesù era con noi. Noi siamo con te. Pronunci parole così
grandi che si avvicinano moltissimo a quelle che Gesù ti dice durante
i colloqui al Giordano".
L'apparizione è terminata con una grande benedizione: "Io, Gesù,
insieme a tutto il Paradiso che è qui con voi e al vostro Vescovo
do la benedizione. Alzati, Eccellenza, non essere timido e benedici insieme
a Noi".
Marisa ha visto una scena meravigliosa: Gesù, gli angeli e i santi
hanno pronunciato la formula di benedizione, insieme a S.E. Mons. Claudio
Gatti, Vescovo ordinato da Dio, Vescovo dell'Eucaristia.
Terminiamo con questa stupenda scena la presentazione delle lettere di Dio
dell'anno sociale 2007 - 2008.
Nel nuovo anno sociale 2008 - 2009 Dio dirà "basta" alle
sofferenze del Vescovo, della Veggente e alle nostre attese? Chiamerà
in Paradiso Marisa ed inizierà a realizzare ciò che ha promesso?
Deus Scit. Solo Dio sa.
Roma, 8 dicembre 2008
Festa dell'Immacolata Concezione
Conclusione dell'Anno della Speranza
A cura del Comitato Culturale del Movimento Impegno e Testimonianza
- Madre dell'Eucaristia
Questa è la preghiera che S. E. Mons. Claudio Gatti, Vescovo ordinato da Dio, ha formulato spontaneamente davanti all'Eucaristia che ha sanguinato. Essa evidenzia il nostro stato d'animo ed esprime la nostra fiducia illimitata negli interventi che Dio ha promesso per la rinascita della Chiesa e il nostro trionfo.
Dio Papà, Dio Fratello, Dio Amico, Dio Uno e Trino,
il cuore ci suggerisce di rivolgerci a colei che ci hai donato come Mamma,
alla Madre dell'Eucaristia, a Maria Immacolata, ma l'anima, che vede più
lontano, ci invita ad innalzare il nostro pensiero filiale ed affettuoso,
a Te, Dio nostro, insieme a tutto il Paradiso, che oggi ha accolto altre
anime provenienti dal Purgatorio e che si inchina adorante e riverente di
fronte al Tuo Trono. Noi ci disponiamo, piccoli ed umili, all'ultimo posto,
dietro i nostri fratelli e sorelle che godono già la visione del
Tuo Volto.
In questo momento volgiamo lo sguardo su Roma, città purificata dal
sangue dei martiri, ma ancor più santificata dal sangue che Tuo Figlio
ha versato molte volte in questo luogo taumaturgico. Da Roma, centro della
Chiesa e dal luogo taumaturgico, centro del trionfo eucaristico, partono
tanti ponti che arrivano in tutti i luoghi dove è apparsa la Madonna.
Per Te, Dio Uno e Trino, la distanza non è un ostacolo e puoi innalzare
sotto le volte del Cielo una moltitudine di ponti, in modo che i luoghi
delle apparizioni possano essere uniti tra di loro e converge verso Roma
e il luogo taumaturgico. Tu hai voluto che Roma e La Salette, dove la Mamma
ha pianto; Roma e Lourdes, dove hai confermato il dogma dell'Immacolata
Concezione; Roma e Fatima dove hai affidato a piccoli e semplici pastorelli
verità che ancora sono nascoste; ed infine Roma e tutti gli altri
luoghi, dove hai inviato la Madonna per elargire grazie e benedizioni, fossero
due facce della stessa realtà. Mio Dio, Tu hai ordinato che io, con
un decreto, riconoscessi l'autenticità e l'origine soprannaturale
delle apparizioni della Madre dell'Eucaristia alla veggente Marisa. Questo
decreto che, felice e docile, ho sottoscritto è Tuo, perché
Tu l'hai fatto nascere nel mio cuore ed io l'ho firmato alla presenza della
Madre dell'Eucaristia. Questi ponti sono la salvezza della Chiesa, anche
se sappiamo che ormai le apparizioni della Madonna sono ultimate nelle altre
parti e continuano solo a Roma, nel luogo taumaturgico, fino alla morte
della nostra sorella.
Dio nostro, Padre nostro, dolce Papà, in questo luogo dove spesso
ti manifesti, noi ti sentiamo vicino, e tendiamo verso di te, come bimbi
verso i genitori, le nostre braccia. Il nostro cuore pulsa forte, gli occhi
si dilatano per la gioia di incontrarti e la Speranza, virtù teologale,
a cui abbiamo dedicato questo nuovo anno, ci spinge ad ancorarci a Te.
Dio Papà, Dio Fratello, Dio Amico, noi abbiamo bisogno di sperare,
ma la nostra speranza, a volte, come fiamma colpita dal vento, sussulta
e sembra addirittura essere sul punto di spegnersi. Tu sai quante sofferenze
gli uomini ci hanno provocato, scagliandosi con cattiveria contro di noi,
quante prove abbiamo dovuto affrontare, quante cicatrici portiamo nella
nostra anima e quante lacrime la Mamma, ha raccolto e portato, come perle
preziose, davanti a Te. Molte volte abbiamo ripetuto: "Speriamo che
questa festa che celebriamo in tuo onore sia l'ultima che viviamo sotto
il pesante peso della Croce!". Rivolgiamo a Te una domanda, perché
solo Tu puoi darci la risposta: "Questa sarà l'ultima festa
mariana che celebriamo, mista a gioia e a sofferenza, a speranza e a abbattimento,
a voglia di proseguire la missione e alla tentazione di fermarsi?".
Dio nostro gli uomini che pensano solo ai propri interessi e trionfi non
possono aiutarci, solo Tu puoi stendere la Tua mano divina, il Tuo braccio
potente, per risollevarci e portarci a riposare sul Tuo cuore. Facci sperare,
fa che possiamo andare avanti fiduciosi, per arrivare alla serenità
e alla tranquillità, che invochiamo come giusta ricompensa dopo tanti
anni di dolore, di lotte e di calunnie. Attendiamo che inizi i tuoi interventi
in nostro favore.
L'anno della Speranza, che inizia oggi, faccia nascere in noi la certezza
di essere tuoi figli, la sicurezza di vedere un giorno il tuo volto e la
gioia di partecipare al trionfo che Tu molte volte ci hai promesso.
Dio Papà, Dio Fratello, Dio Amico, certamente ricordi la preghiera
che ti ho elevato ieri, all'inizio del giorno, una preghiera che esprime
dolore e che evidenzia il nostro stato d'animo pieno di amarezza e di tristezza.
Questa notte, in cui io e Marisa ti abbiamo donato alcune ore sottratte
al sonno e vissute nella sofferenza, mi hai ascoltato. Mentre il dolore
si abbatteva con furia inaudita sul corpo provato e straziato di Marisa,
mi sono rivolto a Te e Tu sei intervenuto. Io, Vescovo dell'Eucaristia,
ho dato Gesù Eucaristia in Comunione alla vittima dell'Eucaristia,
e finalmente si sono calmati in parte i suoi dolori e ha potuto riposare
per alcune ore. Mio Dio, io ti ho chiesto di non farmi più vivere
queste scene tremende e violente. Lo so che noi dobbiamo adeguarci a Te
e fare la tua volontà, ma ci permetterai, come figli, di aprirti
l'anima e di fare le richieste che ci stanno a cuore. Ora benedici la tua
Chiesa, rinnovala, falla rinascere, allontana da lei i pastori indegni che
tu hai definito lupi rapaci e serpenti velenosi. Donaci pastori secondo
il Tuo cuore. La Chiesa ha bisogno di pastori autentici, nel cui volto i
fedeli possano scorgere i Tuoi lineamenti. Benedici il mondo sconvolto da
guerre e lotte fratricide, poni la Tua mano sulla testa dei governanti,
perché si decidano a lavorare per il bene dei popoli che governano
e non per i propri interessi. Proteggi tutti i bambini, proteggi i nostri
bambini, quelli presenti e quelli che ci donerai, perché ad essi
è affidato il compito di conservare la memoria dei Tuoi interventi
miracolosi nel luogo taumaturgico. Dio, Uno e Trino, siamo alla Tua presenza,
ascolta le richieste e le preghiere che i miei fratelli e le mie sorelle,
nel silenzio del cuore ti stanno elevando. Esaudiscile e dona a tutti noi
la Tua paterna benedizione.
A Te, Dio Papà, Dio Fratello, Dio Amico lode e gloria per tutti i
secoli dei secoli.
Amen.
Roma, 8 dicembre 2007
Festa dell'Immacolata Concezione
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Vescovo ordinato da Dio
Vescovo dell'Eucaristia

A tutti i confratelli, ex alunni del Seminario Romano Maggiore, ordinati sacerdote nel 1963
Carissimi,
mi avete mandato la comunicazione della riunione per festeggiare il 45°
anniversario della nostra ordinazione sacerdotale e contemporaneamente,
poiché avete scritto sull'invito "per conoscenza", avete
voluto farmi capire che la mia partecipazione è inopportuna.
Questo modo di agire è un'offesa alla carità e una mancanza
di rispetto alla mia persona.
Gli ecclesiastici pedofili, massoni, sacrileghi hanno ricevuto più
comprensione del sottoscritto che è stato condannato senza aver commesso
nulla di male e senza aver subito nessun processo.
Ho preso atto che avete deciso per motivi d'opportunità, di paura
dei vostri superiori e d'invidia nei miei confronti, di rompere i rapporti
con me, ma per tenere aperto almeno un canale ho pregato Don Sergio, l'unico
che mi ha dimostrato un po' d'amicizia, di fare l'intermediario tra voi
e me.
Un giorno dovrete rispondere alla Suprema Autorità Ecclesiastica
del vostro atteggiamento nei riguardi dell'Eucaristia che ha sanguinato
nella mie mani, durante la celebrazione della S. Messa. Questo miracolo
eucaristico è il sigillo, insieme agli altri 185 straordinari eventi
eucaristici, che Dio ha impresso alla mia ordinazione episcopale per dimostrare
che è di origine divina.
Quando Dio, per sua volontà e non per mio merito, mi innalzerà
"alle altezze vertiginose ed alle alture stupende", busserete
alla mia porta, ma potreste trovarla sbarrata.
Come al solito, affido al Signore il compito di difendermi e di ribaltare
la mia situazione nell'interno della Chiesa.
Accludo alla presente un messaggio che la Madonna ha rivolto a tutti i sacerdoti;
leggetelo e meditatelo.
Vi auguro ogni bene ed invoco su di voi la benedizione di Dio Papà
e la protezione della Mamma, la Madre dell'Eucaristia.
Roma, 11 febbraio 2008
Festa della Madonna di Lourdes
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Vescovo ordinato da Dio
P.S.: Vi rispedisco la lettera, contenente il vostro ipocrita invito, perché tenerla sarebbe per me fonte di sofferenza, causata dalla vostra incomprensione e dal vostro distacco. Se aveste accolto il mio invito di accedere ad Internet e leggere quanto abbiamo pubblicato sul nostro sito: www.madredelleucaristia.it, ora avreste in mano tutti gli elementi "per fare quella scelta" che non io, ma Dio, attende da ciascuno di voi.
In occasione del 45° anniversario della sua ordinazione sacerdotale, S. E. Mons. Claudio Gatti ha innalzato, davanti a Gesù Eucaristia, questa preghiera spontanea, perché con l'aiuto della Sua grazia, insieme a Marisa, ha fatto sempre la volontà di Dio con amore e sofferenza.
Gesù Eucaristia, Dio nostro fratello, è a Te
che, in questo istante, innalzo un grazie e manifesto riconoscenza, perché
ci hai dato ancora una volta la gioia e la possibilità di inneggiare
a Te e di lodarti. Per tua volontà noi, tue creature, siamo state
innalzate alla dignità di essere tuoi fratelli. Per noi è
un vanto lodare, adorare, far trionfare l'Eucaristia. Oggi, più che
mai, questo grazie si estende a tutti i 45 anni della mia vita sacerdotale:
9 marzo 1963 - 9 marzo 2008. Ti ringrazio di fronte ai miei fratelli, perché
in questi 45 anni di vita sacerdotale mi hai aiutato, protetto e sostenuto
in modo tale che, pur pensando alla mia debolezza, posso dire: "Grazie,
Gesù, perché non ti ho mai tradito in tutti questi anni".
Nove marzo 1963, sono prostrato ai piedi dell'altare, emozionato e commosso
e mentre gli altri cantano le litanie dei santi, io sto dialogando con Te,
Dio mio. Non sapevo, che in quel momento la Madre dell' Eucaristia era vicino
a me, e pregava per me insieme a Marisa. Quel giorno tu hai detto a me:
"Tu sei sacerdote in eterno secondo l'ordine di Melchisedek",
e a Marisa: "La tua vocazione non è un sacramento, ma sorregge
il sacramento". Negli anni seguenti ci hai fatto comprendere che, per
avere efficacia nell'azione pastorale, il sacerdote ha bisogno di avere
a fianco a sé una vittima. Per tutti questi 45 anni il sacerdote
e la vittima hanno unito le loro sofferenze e il loro amore, puro, casto,
sincero. Ci hai dato tanti doni ed ora, dopo 45 anni, noi ti presentiamo,
racchiusi in un unico grande scrigno d'oro, tempestato di pietre preziose,
i frutti del nostro lavoro. L'oro rappresenta l'amore che ci hai insegnato
a vivere e a praticare, le pietre preziose rappresentano le sofferenze che,
sotto vari nomi, ci hai dato in dono. Queste sofferenze nei Tuoi piani sono
state necessarie per far trionfare l'Eucaristia, la Madre dell'Eucaristia
e per far rinascere la Chiesa.
Questo trittico meraviglioso che fa tremare al solo pensiero, nei due terzi
ormai è stato completato, perché la Tua grazia non ci ha mai
abbandonato. E ora, Signore, siamo nell'imminenza del terzo trionfo, il
trionfo della Chiesa. Ci hanno accusato di non amare la Chiesa, ma io, qui
davanti a Te, non ho timore di affermare che nessuno come me e Marisa, l'ha
tanto amata. Questo l'hai detto Tu, tutte le volte che ci hai ringraziato
per tutto quello che abbiamo fatto e che facciamo per la Chiesa. È
la nostra Madre e per noi è una sofferenza vederla ancora oggi offesa
e umiliata da coloro che dovrebbero difenderla e servirla. O Gesù
Eucaristia, Capo e Fondatore della Chiesa, io te la raccomando, la ripongo
nella ferita squarciata del tuo petto, lì potrà essere custodita,
rivitalizzata e di nuovo gagliardamente esposta per tornare ad essere luce,
guida, conforto a tutto il mondo. Solo Tu, Signore, puoi rendere il volto
deturpato della Chiesa, giovane, bello, luminoso e brillante. Gesù,
Fratello nostro, la tua vita si è dilungata per circa trentasette
anni. Questo numero non ti dice nulla? Anche noi, ormai, stiamo per arrivare
alla soglia del trentasettesimo anno della missione, e questo ci fa sperare.
Permettimi di accostare ai tuoi i nostri trentasette anni, in cui abbiamo
assaggiato tutto l'amaro del fiele che i tuoi ministri, indegni di portare
questo nome, e il mondo ci hanno fatto assaggiare. Per la seconda lettura
della celebrazione eucaristica odierna, ho scelto il brano meraviglioso,
vibrante, appassionato di Paolo, in cui, con schiettezza e sofferenza, racconta
tutto ciò che ha patito per te. Se io e Marisa, dovessimo fare altrettanto,
permettimi di dirtelo con franchezza e senza presunzione, non ci basterebbero
le righe che Paolo ha scritto. Tu hai detto che nessun santo ha sofferto
quanto noi, quindi è giusto quello che dico, non è presunzione.
Tu hai sempre detto che l'umiltà è verità e Tu sai
che la bugia, la menzogna,la falsità mi ripugnano. Gesù Eucaristia,
oggi, oltre la Chiesa, ti raccomando tutto il Clero. Tu, Dio, puoi guardare
nel cuore di ogni sacerdote, dalla più alta alla più piccola
autorità e hai fatto guardare anche me e Marisa nel loro cuore. Come
Te, ci siamo ritirati, inorriditi e spaventati. È mai possibile Gesù,
che i tuoi sacerdoti siano caduti così in basso? Riportali alla purezza
di vita, alla generosità di ministero, all'amore sofferto e crocifisso
indispensabile per i pastori. Io, piccolo tuo servo insieme alla Madre dell'Eucaristia,
a S. Giuseppe, a nonna Iolanda, a Marisa, a tutti gli angeli e i santi,
ai miei fratelli, alle mie sorelle, ai miei figli, e agli uomini buoni e
onesti della Terra, mi inchino davanti a Te e ti supplico: "Mio Dio,
salva la Chiesa e falla rinascere".
Benedici, Dio Papà, Dio Fratello, Dio Amico, quella lettera che mi
hai chiesto di inviare ai 68 cardinali. Mentre la scrivevo, sentivo che
eri con me, mi suggerivi le parole, perché Tu sai, e non lo posso
nascondere, che, essendo molto stanco e preso da tanti problemi, umanamente
non avrei potuto scrivere quella lettera in poco tempo e in modo così
chiaro e incisivo. Noi aspettiamo, preghiamo, ma Tu prepara la strada e
i cuori ai destinatari per leggerla alla tua luce. Ora, Gesù, benedici
tutti noi. A ciascuna delle persone qui presenti va il mo grazie e la mia
benedizione, perché hanno resistito agli attacchi degli avversari
ed hanno difeso la verità per essere fedeli a Te e a questo luogo
taumaturgico. Hanno anche incontrato resistenze e lotte in famiglia, fra
parenti, amici e conoscenti. Ciascuno di loro è un piccolo apostolo
che ti ha dato testimonianza. Fa, o Signore, che da tanta sofferenza condivisa,
possa sorgere la speranza che è certezza nella realizzazione, permettimi
di dire quanto prima, dei tuoi disegni. Grazie, Dio Fratello, perché
hai avuto la pazienza di ascoltare le nostre piccole e povere parole, che
vengono da persone che ti amano.
A Te, Gesù Eucaristia, vero uomom e vero Dio, la lode, l'onore e
la gloria per tutti i secoli dei secoli. Amen.
Roma 9 marzo 2008
Festa del Sacerdozio
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Vescovo ordinato da Dio
Vescovo dell'Eucaristia

Carissimo confratello,
non possiamo continuare ad osservare, silenziosi ed impotenti, la grave
emorragia che da decenni colpisce la Chiesa: l'abbandono del sacerdozio
da parte di decine di migliaia di sacerdoti.
Secondo stime, non so se attendibili, i sacerdoti che hanno chiesto la dimissione
dallo stato clericale sono circa 150 mila, una cifra impressionante se si
pensa che coloro che esercitano attualmente il ministero sacro sono poco
più di 400 mila.
Dopo aver lungamente pregato e riflettuto, ho formulato una soluzione che
si può proporre a quei sacerdoti che, sempre più numerosi,
e a volte anche incoraggiati da vescovi, chiedono l'abolizione del celibato,
la facoltà di sposarsi e la possibilità di continuare ad esercitare
il sacerdozio. La stessa soluzione può essere estesa anche ai sacerdoti
che, avendo ottenuto la riduzione allo stato laicale, si sono sposati e
vorrebbero essere reintegrati nell'esercizio del sacerdozio.
La mia proposta spegnerebbe l'animosità e sterilizzerebbe le argomentazioni
di certi noti personaggi che si presentano come profeti, inviati da Dio,
per introdurre di nuovo nella Chiesa il sacerdozio esercitato da persone
coniugate.
San Paolo ha affermato che la verginità è una libera scelta
e non un precetto imposto dal Signore (I Cor. 7,25), ma coloro che aspirano
al sacerdozio, devono rassomigliare al Primo e Sommo Sacerdote e tener presenti
le sue parole: "Non tutti comprendono questo discorso, ma soltanto
coloro ai quali è dato. Vi sono eunuchi che si resero tali per il
regno dei cieli. Chi può comprendere, comprenda" (Mt. 19, 11-12).
È vero che per i primi tre secoli della storia della Chiesa i vescovi,
i presbiteri e i diaconi potevano contrarre matrimonio, ma bisogna anche
rammentare le ragioni per cui il Concilio di Elvira (360) ha imposto il
celibato al clero: l'abbassamento del tenore di vita e il crollo morale
dei suoi membri.
Fino ad allora i pastori della Chiesa potevano sposarsi, ma solo prima dell'ordinazione
sacra, non dopo. Se volevano sposarsi dopo l'ordinazione, dovevano rinunciare
all'incarico.
Sempre San Paolo ammonisce che coloro che si sposano "avranno tribolazione
nella carne ed io vorrei risparmiarvele. Io vorrei vedervi senza preoccupazioni:
chi non è sposato si preoccupa delle cose del Signore, compiacere
al Signore" (I Cor. 7, 28-32).
I ministri di Dio devono vivere il celibato con gioia, perché con
la loro vita casta devono ricordare ai fratelli laici, spesso immersi nella
materia, la condizione finale dell'uomo. La loro vita, votata alla castità,
è un'anticipazione dello stato della resurrezione: "Infatti
nella resurrezione non si prende né moglie né marito, ma si
è come angeli di Dio in cielo" (Mt. 22,30). La Madre dell'Eucaristia
ha fatto sapere che Dio vuole che i sacerdoti vivano in grazia, rispettino
il celibato e pratichino la virtù della castità.
Per impedire ai ministri sacri di peccare contro il sesto comandamento e
di commettere sacrilegi, è bene concedere loro, senza molte resistenze
da parte dell'Autorità Ecclesiastica, la riduzione allo stato laicale
per sposarsi.
Ai sacerdoti che vogliono sposarsi e continuare a svolgere il ministero
sacro, e ai sacerdoti ridotti allo stato laicale e sposati che vogliono
essere reintegrati nell'ordine sacro, la Chiesa, che deve continuare ad
amarli come figli prediletti, può concedere di far parte del diaconato
permanente e di svolgere le funzioni proprie del diacono.
Questi sacerdoti che hanno compiuto studi di teologia, completato la formazione,
accumulato esperienze, sono un potenziale prezioso per la Chiesa, alla quale
possono dare un valido contributo.
Possono essere ministri ordinari del Battesimo e della Comunione ed essere
delegati ad assistere al Matrimonio.
Possono impartire benedizioni particolari e la benedizione eucaristica.
Possono predicare la Parola di Dio e tenere corsi di preparazione al Battesimo,
alla Prima Comunione, alla Cresima, e al Matrimonio. In modo particolare
possono assistere spiritualmente gli ammalati e gli anziani che la Madonna
chiama "perle del Signore". Infatti possono andare frequentemente
a trovarli per recare loro il sostegno della Santa Comunione, e il conforto
della Parola di Dio. Inoltre, se gli ammalati e gli anziani che visitano
fossero in pericolo di vita e non fosse possibile reperire il sacerdote
per confessarli, potrebbero secondo il can. 976 del C.I.C. assolvere validamente
e lecitamente i loro peccati.
I presbiteri che esercitano le funzioni del diaconato devono essere incardinati
in una diocesi e dipendere da un vescovo. Sarà compito degli Ordinari
studiare i modi e stabilire i tempi per riammetterli all'esercizio del ministero
sacro.
Spero che questa proposta venga accolta favorevolmente dal Vaticano e dai
vescovi per chiudere una piaga molto dolorosa della Chiesa e mi auguro che
l'Autorità Ecclesiastica competente mi riconosca la paternità
di averla formulata.
Cari confratelli, dopo aver letto questa mia proposta non potete far finta
di nulla e coprire le vostre responsabilità col silenzio.
Dovrete rendere conto a Dio e al futuro Papa che certamente non sarà
quel cardinale, noto a tutti, che sta svolgendo un'attività frenetica
nel raccogliere consensi per ascendere al Soglio Pontificio.
Per conoscere come agisce Dio quando chiama qualcuno a svolgere una missione,
leggete la storia di Davide (I Sam. 16, 1-13).
Sui confratelli vescovi e sacerdoti che dovranno valutare la mia proposta,
invoco la luce dello Spirito Santo.
Maria, Madre dell'Eucaristia, ci protegga tutti (Giovanni Paolo II).
Roma, 23 marzo 2008
Festa di Pasqua: Risurrezione del Signore
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Vescovo ordinato da Dio

Beatissimo Padre,
dopo tre anni mi rivolgo di nuovo a V. S. per chiederle umilmente e fiduciosamente
di dedicare un po' del suo prezioso tempo a riesaminare il mio caso per
riammettermi nel Clero, perché questa è la volontà
di Dio.
Della mia dimissione dallo stato clericale esiste solo una comunicazione,
fattami dal card. Ruini, con lettera raccomandata, datata 5 Novembre 2002,
prot. N. 1466/02.
Questo è il testo della lettera inviatami dal card. Ruini che non
ha nessun valore giuridico: Il 18 ottobre 2002 il Sommo Pontefice Giovanni
Paolo II, nell'udienza concessa al Cardinale Prefetto della Congregazione
per la dottrina della fede, ha disposto la sua immediata dimissione dallo
stato clericale "ex officio et in poenam, cum dispensatione ab omnibus
oneribus e sacris Ordinibus manantibus". La decisione pontificia è
da considerarsi inappellabile.
Il 16 Novembre mi è stata recapitata la suddetta lettera e mi è
stato sufficiente leggere il nome del mittente per comprendere immediatamente
qual'era il suo contenuto. Infatti da diversi anni Gesù e la Madonna,
come documentano molte lettere di Dio già pubblicate, mi avevano
preparato a ricevere e sopportare l'ingiusta condanna che hanno definito:
"ultimo colpo di Satana".
Satana lotta contro la Chiesa e perseguita personalmente o per mezzo dei
suoi affiliati coloro che hanno ricevuto da Dio importanti missioni da svolgere.
Con la lettera chiusa in mano, mi sono recato immediatamente davanti al
Crocifisso, mi sono inginocchiato e ho chiesto al mio Signore la forza e
la grazia di sopportare il colpo diabolico che nei piani divini rappresentava
la mia morte morale. Poi ho aperto la busta e mentre leggevo il suo contenuto
"la mia anima era triste da morire" (Mt. 26,38). Ho assaporato
infatti alcune gocce del calice che Gesù ha bevuto nel Gethsemani.
Terminata la lettura della lettera, ho mormorato: "Grazie, mio Dio,
perché mi hai considerato degno di soffrire per il trionfo dell'Eucaristia
nel mondo e per la rinascita della Chiesa. Nessuno mi può separare
dal tuo amore né mi può privare del carattere sacerdotale.
Quando, alla mia morte, mi presenterò davanti a Te, ti mostrerò
che è bagnato dal mio sangue".
Pronunciata questa preghiera, ho sentito inondare il mio cuore dalla pace
e dalla serenità, tanto è vero che tutte le persone che sono
venute per confortarmi, come ha fatto l'angelo con Gesù (Lc. 22,43),
hanno capito che erano state precedute dal Signore.
Comunque non posso assolutamente pensare che due Papi: Giovanni Paolo II
e Benedetto XVI hanno gravemente mancato alla carità, offeso la verità
e trasgredito il C.I.C.; per me è assurdo.
Certamente altri, non sta a me indicarli anche se conosco i loro nomi, hanno
organizzato il complotto diabolico per ridurmi allo stato laicale, perché
secondo loro la mia presenza nel Clero era sgradita ed inopportuna in quanto
potevo intralciare i loro piani ed impedire loro di raggiungere gli squallidi
fini e i bassi interessi che stavano inseguendo da tempo e dei quali, per
rivelazione soprannaturale, ero a conoscenza.
Santità, condivido pienamente quanto ha scritto, pochi giorni prima
di essere eletto Papa, commentando la nona stazione della Via Crucis, celebrata
al Colosseo, alla quale si è unito per l'ultima volta Giovanni Paolo
II: "Ma non dobbiamo pensare anche a quanto Cristo debba soffrire nella
sua stessa Chiesa? Quante volte celebriamo soltanto noi stessi senza neanche
renderci conto di Lui! Quante volte la Sua parola viene distorta e abusata.
Quanta sporcizia c'è nella Chiesa, e proprio anche tra coloro che,
nel sacerdozio, dovrebbero appartenere completamente a lui. Quanta superbia,
quanta autosufficienza".
Comunque quanto hanno costruito quei signori con la menzogna e con l'inganno
crolla davanti alla forza della verità.
Tutti sanno che la dimissione dallo stato clericale può avvenire
ex officio, cioè senza il consenso dell'interessato, ma non può
essere stabilita per legge particolare (can. 1317) e, poichè è
una pena perpetua, neanche per decreto (can. 1342§2). Deve essere dichiarata
solo per via giudiziale da un tribunale di tre o cinque giudici. (can. 1425)
Si può facilmente riscontrare che nessun tribunale ecclesiastico
ha esaminato il mio caso e tantomeno emesso un giudizio di condanna nei
miei confronti.
Il card. Ruini ha scritto che la mia dimissione dallo stato clericale è
stata disposta e firmata da Giovanni Paolo II. Chi possiede il decreto pontificio?
Perché non mi è stato mai mostrato, pur avendolo chiesto molte
volte? Perché il card. Ruini non ha allegato alla sua comunicazione
almeno una fotocopia autenticata del decreto?
L'unica risposta intelligente è: perché non esiste nessun
documento firmato da Giovanni Paolo II.
Inoltre sempre il card. Ruini mi ha comunicato che la dimissione dallo stato
clericale mi è stata inferta "in poenam".
Il C.I.C. stabilisce che tale pena può essere inflitta solo se il
chierico ha commesso uno dei delitti indicati nei cann. 1364, 1367, 1370§1,
1387, 1394§1, 1395.
Quale di questi delitti ho commesso? Come mai il card. Ruini non mi imputa
d'averne commesso neanche uno?
Anche la risposta a queste domande è semplice: non ho commesso nessun
delitto e nessuno può provare il contrario. Di conseguenza posso
gridare davanti a tutta la Chiesa che sono innocente e che nei miei riguardi
è stato commesso un vero e proprio abuso di potere.
La mia innocenza è proclamata soprattutto da Dio che ha operato nelle
mie mani il più grande, importante, eclatante miracolo eucaristico
dei 185 avvenuti nel luogo taumaturgico.
Il giorno 11 Giugno 2000, festa di Pentecoste, avevo appena ultimato di
recitare la formula di consacrazione del pane, quando dall'ostia ha cominciato
a fuoruscire il sangue e a diffondersi su buona parte della sua superficie.
Per me il tempo si è fermato e sono rimasto a lungo immobile sull'ostia,
appoggiato all'altare, a fissare il sangue divino, mentre i numerosi presenti
piangevano per la commozione e pregavano con profondo raccoglimento.
Accludo alla presente la documentazione fotografica del suddetto miracolo
eucaristico.
Se gli uomini non provvederanno a riparare la grave ingiustizia commessa
nei miei riguardi, interverrà di nuovo Dio per ristabilire la verità
e dimostrerà ancora una volta che "gli ultimi saranno i primi".
(Mc. 10,31)
Santità, lei ha il potere di legare e sciogliere, per cui la soluzione
positiva di questa dolorosa storia è nelle sue mani.
Mentre mi inchino a baciare l'anello del Pescatore, invoco su di me e su
quanti amano Gesù Eucaristia e la Madre dell'Eucaristia la sua apostolica
benedizione.
Roma, 13 maggio 2008
Festa della Madonna di Fatima
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Sacerdote in eterno
Vescovo ordinato da Dio
In occasione della festa del Corpus Domini, il nostro Vescovo ha recitato una preghiera accorata e piena d'amore a Gesù, invocando il suo intervento per accelerare la realizzazione dei suoi disegni: "Questo vogliamo: farti trionfare a Roma e in tutta la Chiesa".
Caro Gesù,
noi crediamo e professiamo che sei la Seconda Persona della SS. Trinità
e che ti sei incarnato per redimerci e salvarci; per questo sei vero Dio
e vero Uomo. In Te in modo misterioso e reale coesistono, in un'unica persona
la natura umana e la natura divina e noi pieghiamo le ginocchia e ti riconosciamo
Dio. Tu hai voluto essere nostro fratello e noi riconosciamo a Te il diritto
di primogenitura. Tu sei il Primo, il più grande, il migliore di
tutti i fratelli: Tu sei Dio nostro fratello, noi siamo tuoi fratelli piccoli,
deboli e imperfetti; tra te e noi Tu hai instaurato un profondo legame d'amore.
Poiché tra fratelli che si amano esiste comprensione, complicità
e confidenza, noi ti gridiamo: "Gesù, nostro Fratello, ricordati
di Noi".
È vero, man mano che ci avviciniamo a Te, Tu ci fai sentire anche,
come ha detto tante volte la tua sposa, le punture delle spine. Vediamo,
e ne restiamo attoniti e sgomenti, le tremende ferite che non hanno risparmiato
neanche un centimetro del Tuo Corpo Divino. Vediamo il sangue scorrere ed
incontriamo i tuoi occhi pieni di lacrime, ma anche d'amore.
Gesù, Nostro Fratello, Tu hai vissuto più di noi e prima di
noi la sofferenza, la calunnia, i tradimenti, l'abbandono, l'incomprensione,
la solitudine, l'isolamento
Ti ricordi, Gesù, quando percorrevi
le strade della tua nazione? Incontravi tanti cuori che ti rifiutavano ed
eri angustiato e talmente sfinito che hai chiesto a Tuo Padre il sostegno
di un bastone.
Ti ricordi quando nel Getsemani hai vissuto il momento più tragico
e drammatico della Tua vita terrena e hai versato sangue? Tuo Padre, Nostro
Padre, ti ha mandato un angelo per consolarti e Tu hai debolmente pronunciato
queste parole: "Passi da me questo calice" e subito hai aggiunto:
"Sia fatta la Tua volontà"? Anch'io e Marisa, abbiamo detto
tante volte: "Passi da noi questo calice", ma: "Sia fatta
la Tua volontà" e man mano il calice diventava più pesante
ed il suo contenuto più amaro. Ma ora non abbiamo neanche più
la forza di pronunciare queste parole, perché, Tu lo sai, Gesù,
siamo crollati. Oh sì, Tu ci hai detto che, salendo sul Calvario
sei crollato anche tu, sei caduto anche tu e noi abbiamo chiamato queste
cadute, cadute d'amore. Sì, la nostra è una caduta d'amore,
perché, credo di poterlo gridare ai quattro venti, noi ti amiamo
e ti abbiamo sempre amato, affrontando prove dolorose, immense e continue;
però, Gesù, siamo crollati. Quando ieri nel lungo incontro
con Tuo Padre e soprattutto con la Tua Mamma, ci siamo sfogati ed io ho
detto loro che avevamo pensato di chiudere, Dio Papà con voce potente
ha detto: "Questo mai!". Noi siamo crollati, ma siamo in buona
compagnia perché tu sei crollato, mentre salivi sul Calvario. Il
grande profeta Elia è crollato, mentre era inseguito dalle guardie
della perfida regina Gezabele. Pietro è crollato e gli apostoli sono
fuggiti. Come vedi, Gesù, siamo in buona compagnia. Noi conosciamo
la nostra strada, ma non vediamo la sua fine. Vediamo in compenso: sofferenze,
calunnie, tradimenti e condanne. Gesù, tu ci hai preso tutto, è
rimasto solo il nostro amore per Te, il resto non lo vedo né in me,
né in Marisa. Posso affermare, come ho detto al nostro Dio Papà:
"Quanto ti abbiamo amato e quanto, nonostante tutto, ti amiamo ancora".
Tu hai messo sulle nostre deboli spalle la missione più grande di
tutta la storia della Chiesa: il trionfo dell'Eucaristia, il trionfo della
Madre dell'Eucaristia, il trionfo della Chiesa, quest'ultimo è l'unico
che ancora non si è realizzato, perché vuoi che coincida con
il nostro trionfo. Noi vogliamo seguirti, umili e semplici, dietro il tuo
carro di vincitore, non osiamo chiederti di salirci sopra, a noi è
sufficiente cantarti: "Christus vincit, Christus regnat, Christus ímperat".
Signore, fa che si realizzi quel mio sogno, in cui ho visto che portavo
solennemente l'Eucaristia che aveva sanguinato per le vie di Roma, al suono
delle campane, al canto dei fedeli, accompagnato dai rappresentanti di tutte
le chiese, che uniti e stretti a Te formavano un unico cuore, un'unica anima,
un'unica Chiesa.
Gesù, attendiamo che tu trionfi a Roma e in tutta la Chiesa. Ma ora
guarda la nostra stanchezza, guarda la nostra debolezza, guarda i nostri
limiti. Gemiamo sotto la croce, ma diciamo: "Vogliamo arrivare al traguardo
che Tu hai deciso e stabilito".
Noi abbiamo sempre seguito le tue orme e le abbiamo riconosciute tra mille,
perché erano bagnate dal Tuo sangue, ma da oggi in poi, Gesù,
non ci far mettere i nostri piedi sulle tue orme, ma prendici in braccio
e portaci dove tu vuoi che arriviamo. Oh Gesù, quanto è dolce,
solenne e potente questo nome! Ciascuno di noi qui presente ti grida: "Gesù,
vero Dio, Gesù, vero uomo, Gesù, fratello nostro, benedici
la tua Chiesa e quanto prima restituisci al suo volto la limpidezza, la
purezza, il candore che gli uomini hanno sporcato e deturpato". Gesù,
grazie, perché so che mi stai ascoltando. Insieme a Te tutto il Paradiso
ascolta le mie povere parole, le fa proprie e le ripete quando Tu, Dio Padre,
Dio Spirito Santo vi manifestate per dare loro quella gioia infinta, che
consiste nella visione beatifica di Dio Papà, Dio Fratello, Dio Amico.
Amen. Alleluia
Roma, 25 maggio 2008
Corpus Domini
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