MOVIMENTO
IMPEGNO E TESTIMONIANZA All'inizio del nuovo anno sociale il Vescovo era schiacciato
dalla spossatezza e la Veggente dilaniata dal dolore. Nessuno dei due era
in grado di riprendere le normali attività e Marisa lo ha evidenziato
in un colloquio con la Mamma del Cielo: "Il Vescovo sta crollando giorno
per giorno. Sono anni che triboliamo, che soffriamo e siamo molto stanchi.
Voi avete dichiarato il Vescovo santo e lui sta soffrendo paurosamente,
non ha la forza di parlare, di ricominciare gli incontri biblici, di ricevere
le persone, di svolgere i suoi compiti".[1]
Gesù e la Madonna hanno mostrato sollecitudine e preoccupazione per
Mons. Claudio Gatti: "Pregate per il vostro Vescovo, affinché
si riprenda completamente e possa stare di più in mezzo a voi".[2]
In un breve colloquio avvenuto alla presenza della comunità, Gesù
ha voluto dimostrare il suo affetto nei riguardi del Vescovo:
Gesù - Eccellenza, non buttarti giù, altrimenti arriva la
depressione e non ti reggi più in piedi. Già non stai bene
e mangi poco, pochissimo. Io mangiavo di più con gli apostoli, pescavamo
il pesce, lo cucinavamo e lo mangiavamo.
Vescovo - Eri più giovane di me.
Gesù - Ma tu non sei vecchio, quando il cuore è giovane, si
è giovani. I vecchi sono coloro che si lamentano sempre. Tu pensi
che i tuoi ragazzi, perché hanno più o meno 30 anni siano
più giovani di te? No, lo sono solo per l'età. Tu sei forte,
coraggioso, ritorna ad essere come prima e vedrai che Dio non ti abbandonerà".[3]
Lo stesso Gesù ha riconosciuto che: "I miei due figliolini hanno
vissuto 34 anni di sofferenza, di grande sofferenza; quanto vi ha raccontato
ieri il vostro Vescovo è nulla in confronto ai tormenti che hanno
vissuto".[4]
Il 2 ottobre due nostri giovani, Domenico e Federica, hanno coronato il
loro sogno d'amore, sposandosi nel luogo taumaturgico.
Anche questo matrimonio, come altri, è stato preceduto e accompagnato
da tensioni, amarezze e pene inflitte da persone esterne alla comunità.
Ma niente e nessuno ha turbato la gioia degli sposini, che hanno sentito
il calore e l'affetto della comunità e particolarmente del Vescovo
e della Veggente. Al rito matrimoniale erano presenti la Madonna, S. Giuseppe,
nonna Iolanda, Marina, la mamma defunta della sposa, e Giovanni Paolo II.
La Madre dell'Eucaristia al momento in cui i due giovani hanno pronunciato
il "Sì" ha allargato il manto per indicare che prendeva
la nuova famiglia sotto la sua protezione.
Il 3 ottobre è avvenuto uno spiacevole episodio. Un membro della
comunità ha trovato una particola in terra e, pensando che fosse
consacrata, l'ha fatta consegnare al Vescovo. La Madonna ha avvertito immediatamente
Marisa: "Butta quell'ostia, perché oltre a non essere consacrata,
è stata collocata in cappella dal demonio. Il demonio tenterà
ancora di turbarvi e confondervi".
Dio aveva ordinato al Vescovo di scrivere una lettera a Benedetto XVI; nonostante
fosse aiutato ed ispirato dalla Madonna, con molta fatica ne aveva composto
il testo. Mons. Claudio doveva esprimersi con sincerità, senza fare
polemiche o recriminazioni. Aveva completato la stesura della lettera, esattamente
il giorno della festa dell'Assunzione e l'aveva spedita al Papa il giorno
dell'Esaltazione della Croce. La Madonna ha fatto sapere ai due figliolini
quali reazioni ha provocato la lettera, che non è stata consegnata
al Papa, con la scusa di non turbarlo. In compenso è stata letta
da molti ecclesiastici in Vaticano e in Vicariato. Non pochi hanno sorriso
di benevolenza ed hanno esclamato: "Chi l'ha scritta è un santo".
ma non hanno avuto il coraggio di dire a Benedetto XVI : "Cosa abbiamo
fatto? Dobbiamo riparare l'ingiustizia".
Marisa ha continuato a patire dolori naturali e la passione e, di conseguenza,
a passare notti insonni. Soprattutto quando viveva la passione ripeteva
con un filo di voce: "Soffro volentieri per la rinascita della Chiesa
e per il trionfo di mio fratello Vescovo".
Durante un'apparizione aperta a tutti, ha supplicato: "Ti prego, Dio,
ti prego, fa che arrivi questa grazia (ndr il trionfo del Vescovo). Tu lo
sai, io sono pronta a tutto, a farmi tagliare a pezzettini, a soffrire per
lui giorno e notte, ma fallo trionfare e fa di me ciò che vuoi".[5]
La Mamma ha detto alla figlia: "Sto pregando moltissimo affinché
arrivi questo benedetto trionfo per il vostro Vescovo".[6]
Con pazienza materna la Madonna ci ha di nuovo fatto sapere che: "Voi
attendete con gioia il momento grande che deve arrivare, ma sapete anche
che qualcuno (ndr Marisa) deve morire prima che questo avvenga. Anche questa
morte sembra che si avvicini, ma poi torna indietro, come le promesse che
Dio ha fatto".[7]
La delusione si è fatta sentire in molti membri della comunità
e una domanda assillava il loro cuore: "Perché Dio fa una promessa
che poi viene rimandata"?
La Mamma Celeste si è preoccupata di questo stato d'animo, pericoloso
per la crescita spirituale: "So che aspettate che si realizzi qualcosa
di bello e di grande, ma se la purificazione non si placa, se i grandi uomini
della Chiesa non si convertono, tutto diventa problematico. Sembra di giungere
al traguardo e invece tutto rientra. Perché? Dio non è come
voi pensate, Dio è amore, è felicità. Bisogna avere
fede in Lui, se agisce così, avrà i suoi motivi che a nessuno
è permesso di contrastare e criticare".[8]
I nemici del Vescovo e della Veggente, a causa di tanti continui spostamenti
delle date degli interventi di Dio, hanno messo in giro la voce che "non
avverrà mai niente, perché è tutto un inganno diabolico".
In quest'opera calunniatrice e demolitrice si sono distinte alcune persone
che hanno fatto parte della nostra comunità, dalla quale si sono
allontanate per non essere riuscite ad emergere ed imporsi, perché
il Vescovo l'ha impedito loro, o perché sono venute a galla loro
debolezze o erano corrose dall'invidia e dalla gelosia nei riguardi di Mons.
Claudio e di Marisa.
Di loro ha parlato la Madre dell'Eucaristia: "Molti si ritirano perché
- dicono - non vedono niente, niente arriva, niente succede, ma quando verrà
il vostro tempo, dove saranno quelli che se ne sono andati? Come molti non
entreranno nel Regno dei Cieli, così coloro che sono usciti non rientreranno
nel luogo taumaturgico".[9]
Se, durante la S. Messa, il Vescovo invece dell'omelia desidera fare un
discorso in tono familiare, scende dall'altare e si siede il più
vicino possibile ai membri della comunità.
Così ha fatto il 9 ottobre, quando ha parlato della condizione dolorosa
vissuta durante il periodo estivo. Ha ricordato tutti i momenti della loro
Via Crucis che non finisce mai. Ha ringraziato i fratelli e le sorelle della
partecipazione alla loro sofferenza e ha sottolineato che sono andati avanti
per le preghiere, digiuni, sacrifici e fioretti che hanno offerto.
Mentre parlava il Vescovo, molti avevano le lacrime agli occhi e ripetevano
nel loro cuore: "Dio, quando finiremo di assistere ai misteri dolorosi
del nostro Vescovo e della nostra sorella"?
Sempre il 9 ottobre nella camera di Marisa è stata celebrata una
funzione, della quale parlerà la Storia della Chiesa. Secondo le
disposizioni della Madonna tutto è stato fotografato, registrato
e ripreso. Oltre naturalmente al Vescovo e alla Veggente, erano presenti
solo i loro nipoti e pronipoti, che un domani dovranno testimoniare quanto
hanno visto e udito.
La Madonna è venuta accompagnata da S. Giuseppe, da nonna Iolanda
e dagli ultimi Papi: Pio XII, Beato Giovanni XXIII, Paolo VI, Giovanni Paolo
I e Giovanni Paolo II. Altri santi e gli angeli facevano ala alla Regina
del Cielo. Per il momento e fino a quando il Vescovo non salirà alle
altezze vertiginose, come ha promesso Dio, non possiamo rivelare nulla di
quanto è avvenuto nella camera di Marisa.
Ci è permesso solo riportare alcuni passi della lettera di Dio che
la Madonna ha trasmesso in Suo nome.
"Miei cari figliolini, per voi due la vita è dura. Sostenete
una lotta molto difficile, però vorrei che in voi regnasse la gioia.
Auguri, figlio mio, auguri di santità, voglio sperare che Dio operi
quanto prima ciò che ha promesso. Eccellenza, ti mando un bacio dal
Paradiso. Quando arriverai in quel luogo che ora è sporco e che tu
dovrai ripulire, avrai molto da fare, molto, molto, molto. Lì ci
sono persone che pensano solo a se stesse, al potere, ai soldi e al piacere.
Avrai molto da fare, quindi devi essere forte. Non soffrire per chi ti ha
ucciso, non ne vale la pena. Non pensare a coloro che ti hanno condannato.
Ti benedico".
La Madonna e Marisa sono andate spesso negli ospedali per aiutare, non viste,
i degenti. I luoghi più frequentemente visitati sono stati gli ospedali
per bambini e gli ospizi per anziani. Molti malati sono guariti perché
Marisa ha preso su di sé i loro mali, anche se solo temporaneamente.
La Madre dell'Eucaristia ci ha fatto sapere: "All'ospedale Bambin Gesù
abbiamo visto tanta sofferenza, soprattutto nelle mamme e nei papà
dei bimbi, alcuni dei quali, anche se ben curati, sono morti. Da lì
siamo andati in un altro luogo ancora più triste, un ospedale per
anziani, soli e abbandonati".[10]
L'amore verso gli ammalati e gli anziani che la Madonna ha chiamato "le
perle del Signore" sono uno dei più ripetuti e insistenti insegnamenti
che il Vescovo ci ha impartito.
Per conoscere l'attuale critica situazione della Chiesa è sufficiente
leggere le lettere di Dio che abbiamo pubblicato integralmente, anche se
consci che ci attireranno addosso critiche, condanne e persecuzioni: "Voi
non potete conoscere tutto il male che c'è nella Chiesa e la Madonna
non può neanche dirlo, posso parlarne solo con la Veggente. Nella
Chiesa si verificano fatti molto gravi. Non guardate le numerose persone
che vanno a San Pietro; la maggior parte sono stranieri e vanno in Vaticano
non tanto per il Santo Padre, quanto per visitare la basilica e i musei".[11]
Il Fondatore e Capo della Chiesa e la Madre della Chiesa hanno colloquiato
spesso con il Vescovo e la Veggente del presente e del futuro della Chiesa.
A volte, durante le apparizioni aperte a tutti, anche a noi il Signore ha
parlato della Chiesa e di alcune sue situazioni particolari, come dell'ultimo
Conclave, che ha eletto Benedetto XVI: "Sono venuto, e mi costa dirlo,
per farvi sapere che diversi cardinali durante il Conclave hanno compiuto
azioni veramente disoneste. Hanno cercato in tutti i modi di fare ciò
che volevano e non hanno rispettato né il S. Vangelo né il
C. I. C. Non pensate che lo Spirito Santo sia sceso sul Conclave; lo Spirito
Santo è con voi, Dio Padre è con voi, Io, Gesù Eucaristia,
sono con voi".[12]
Sappiamo che il Vescovo e la Veggente conoscono dettagliatamente ciò
che a noi è stato detto sinteticamente. Per ora tacciono, parleranno
solo se e quando Dio vorrà.
A noi è stato anche annunciato che: "Chi dovrà salire
sul trono dopo di lui (n. d. r. Benedetto XVI) avrà molto da fare,
da lavorare; dovrà destituire dalle cariche le persone che fanno
soffrire".[13]
Marisa intanto ha continuato a vivere la sua missione di vittima tra atroci
tormenti naturali, dolori soprannaturali e prove morali. A volte il carico
che doveva sopportare era tanto pesante che sbottava a piangere e supplicava
il Signore "di portarla via". Nella notte tra il 19 e 20 ottobre,
è stata di nuovo in pericolo di vita; come le altre volte è
intervenuto Dio e le ha fatto superare il momento critico.
Quest'anno abbiamo anticipato la festa della Madre dell'Eucaristia al 23,
approfittando della domenica per dare la possibilità di parteciparvi
a tutti coloro che lavoravano. Abbiamo fatto la processione, aperta dalla
Veggente che portava la reliquia della Madonna e chiusa dal Vescovo che
sosteneva l'Eucaristia che aveva sanguinato.
Gesù ci ha comunicato la lettera di Dio, nella quale ci ha ricordato
che da dodici anni la Madre dell'Eucaristia veniva in mezzo a noi e che
nel luogo taumaturgico erano avvenuti 185 miracoli eucaristici.
C'è stata anche la teofania trinitaria, le tre Persone divine si
sono manifestate a Marisa sotto le sembianze di tre Gesù.
Molti hanno scritto libri sulla vita del Signore ed hanno attinto notizie
dai Vangeli e da fonti storiche umane.
Nessuno ha ricevuto informazioni dal diretto interessato, ma al nostro Vescovo
Gesù ha detto: "Eccellenza, tu conosci una parte della mia vita,
quanto raccontano i Vangeli: non conosci la mia vita per intero. Volevo
dettarla e farla scrivere a Marisella, ma non è in condizione di
poterlo fare. Per la vostra sorella è difficile, anzi impossibile
scrivere anche solo una pagina. Detterò la mia vita a te, Eccellenza,
e tu la scriverai stando seduto alla scrivania d'oro. Scriverai ciò
che ti dirò e ciò che il tuo cuore sentirà, perché
tu mi senti nel tuo cuore".[14]
È inutile sottolineare che tutti attendiamo con ansia che diventi
realtà la promessa del Divin Maestro e siamo sicuri che "questa
vita" farà molto bene a coloro che la leggeranno.
Novembre è iniziato con una imprevista sofferenza per Marisa. Pensavamo
di trascorrere in serenità e nella gioia la festa di Tutti i Santi,
ma non è stato così. Non c'è stata neanche l'apparizione
della Madonna, perché Marisa si è svegliata con un tremendo
dolore in tutta la parte destra del corpo, che le impediva anche il più
piccolo movimento. In un secondo momento abbiamo saputo che Dio aveva voluto
che Marisa patisse quei terribili dolori per riparare i sacrilegi commessi
dai sacerdoti. La spiegazione ci è stata data dalla Madre dell'Eucaristia
nell'apparizione del primo sabato del mese: "Dio vuole la conversione
degli uomini della Chiesa. Se non arriverà la loro autentica conversione,
Dio interverrà, ma non in questo momento, perché sono troppi,
troppi, troppi quelli che vivono nel peccato e non amano Gesù Eucaristia".[15]
Marisa non si è mai preoccupata della sua salute, ma degli altri
e in modo speciale del fratello: "Ti raccomando in modo particolare
il nostro Vescovo, sta crollando e tu lo sai. Io non so più cosa
fare, soffro e offro tutte le mie sofferenze per lui".[16]
Frequentemente lo scoraggiamento e la delusione a causa dei continui rinvii
da parte di Dio dei suoi interventi si sono impadroniti dei nostri cuori
e la Mamma ha sempre cercato di impedirci di crollare e di tirarci su il
morale: "A volte sembra tutto perduto, ma non è così.
Dio sa quello che fa, si fa attendere, si fa aspettare, si fa desiderare,
ma poi deporrà i potenti dai troni, li farà cadere uno ad
uno, in modi diversi, e innalzerà gli umili, i semplici, i buoni".[17]
Nel finale di questa apparizione, al momento della benedizione la Madonna
ha collocato, non è la prima volta, dei puntini, invece di pronunciare
la parola richiesta.
Ecco l'espressione: "Insieme al mio sacerdote, al mio grande Vescovo,
al mio
benedico voi".
Per chi conosce le lettere di Dio è estremamente facile capire quale
parola la Madonna non ha pronunciato per motivi di prudenza. Riempiremo
quel vuoto con la parola giusta al momento giusto.
La Madre della Chiesa ha ancora una volta sollevato il velo sulla reale
condizione della Chiesa, quando ha detto: "Pregate per la missione
del Papa e per la conversione sua e di tutti i prelati che gli sono vicino".[18]
Ancora una volta la Veggente ci ha dato un grande esempio quando, pur sapendo
tutto ciò che il card. Ratzinger ha compiuto contro il Vescovo ordinato
da Dio, ha esclamato, parlando con la Madonna: "Amo tutti i papi, quelli
morti che sono in Paradiso e quello vivo".[19]
Quando vive dolorosamente la passione o quando le sofferenze naturali raggiungono
il massimo, la Mamma Celeste e la mamma terrena vengono a consolare la figlia:
in una di queste situazioni la Madonna ha detto a Marisa: "Figlia mia,
angelo adorato, hai sofferto sempre molto e combattuto insieme a tuo fratello
Vescovo contro tutti, specialmente i grandi uomini della Chiesa ed ora sei
sfinita. Vorrei portarti presto in Paradiso, ma non conosco i disegni di
Dio a tuo riguardo".
La Madre della Chiesa ci ha confidato più volte come ha vissuto dopo
l'Ascensione al Cielo di Gesù: "Dopo la morte di mio Figlio
Gesù fui affidata a Giovanni, il più giovane degli Apostoli.
Accompagnavo spesso gli Apostoli, quando andavano ad evangelizzare, ma non
mi facevo notare, volevo il loro trionfo. Quando ero con loro, cucinavo,
li aiutavo, e cercavo di fare tutto ciò che potevo. E quando non
li accompagnavo e tornavano a casa con i piedi gonfi e malati, li curavo.
Ero con gli Apostoli quasi sempre in bilocazione. Loro non mi vedevano,
ma sentivano che una presenza spirituale molto potente li aiutava".[20]
Il Vescovo e la Veggente hanno continuato ad andare in bilocazione nei paesi
poveri e bisognosi. Ultimamente sono stati nello Zaire, dove nonna Iolanda
e Marisa si sono prese cura dei bimbi malati e Mons. Claudio ha catechizzato
i giovani e le ragazze. Dietro nostre precise domande, abbiamo saputo che
i due figliolini della Madonna, quando parlano alla gente, si esprimono
sempre nella lingua locale. Il Vescovo per compiere funzioni sacre o amministrare
i sacramenti indossa i paramenti sacri e le insegne episcopali, mentre durante
gli spostamenti in luoghi vicini è vestito con comodi abiti.
Il 17 novembre ci è giunto un annunzio traumatico: "Questa mattina
la vostra sorella è stata privata della vista per un'ora, in lei
non c'era dolore, ma gioia, perché ormai aveva visto tutto il creato
di Dio ed era contenta di soffrire per la conversione delle anime. Questa
notte la vista se ne andrà di nuovo, non so se per sempre o per qualche
tempo. Noi preghiamo Dio, affinché la cecità non si compia,
o se deve arrivare sia per poco tempo".
Dopo l'incontro biblico il Vescovo ha cenato con Marisa: mentre lei si mostrava
calma e serena, Mons. Claudio era teso e preoccupato. La comunità
ha organizzato una catena di preghiere alla quale hanno aderito tutti i
suoi membri. Marisa è andata a letto tranquilla, la Madonna e nonna
Iolanda sono andate dalla figliola, l'hanno abbracciata, baciata e benedetta.
La Veggente si è addormentata serenamente tra le braccia della Mamma
Celeste. Prima di addormentarsi aveva perso di nuovo la vista.
Il Vescovo si è messo in preghiera, seduto in poltrona, nella sua
camera e solo quando ha sentito nel cuore l'invito materno di andare a riposare,
è andato a letto. La mattina Mons. Claudio, appena svegliato, ha
notato che Marisa dormiva con il sorriso sulle labbra. Poco dopo ha aperto
gli occhi e rivolta al Vescovo gli ha detto: "Ciao, Don Claudio, hai
dormito bene"?: aveva riacquistato la vista.
La salita al Calvario di Marisa è continuata come ha detto Gesù:
"Marisella non sta affatto bene e ha tanti, tanti e tanti problemi
di salute. Nessuna persona ricoverata in ospedale è gravemente malata
come lei. La vita dei due miei figliolini è stata molto provata.
Sono stati eroici e lo saranno fino alla fine".[21]
La Madonna ha anche accennato alla sofferenza del Vescovo: "Il vostro
Vescovo soffre molto, perché ama molto. Ha amato anche coloro che
si sono allontanati, ha amato i sacerdoti e ha pregato per loro".
Molte volte Marisa ha visto la mamma, nonna Iolanda, davanti a Dio che pregava
per il Vescovo.
Ci è stato confermato dalla Madre dell'Eucaristia: "Tutti in
Paradiso stiamo pregando per S.E. Mons. Claudio Gatti, ma chi prega di più,
dopo me e S. Giuseppe, è lei. Nonna Iolanda si aggrappa a Dio, si
inginocchia con la testa china verso il basso e prega Dio per l'Eccellenza".[22]
La Madonna ha sempre condannato il fanatismo e il culto della persona. Ciò
che altrove, dov'è apparsa la Madonna, è esploso in modo preoccupante,
da noi è avvenuto in modo modesto: la diminuzione dei presenti quando
era assente Marisa. Il richiamo materno è stato immediato: "Non
dovete venire per la Veggente, dovete venire per Gesù Cristo".[23]
Il 3 dicembre, primo sabato del mese, abbiamo celebrato il secondo anniversario
della morte di nonna Iolanda. La Mamma del Cielo si è espressa così
di colei che tutti chiamano nonna: "Dio ha voluto che nonna Iolanda
fosse dichiarata santa per il Cielo. Quando conoscerete la sua storia, capirete
che è una donna che ha tanto sofferto, per tutta la vita, ma ora
è felice. Ha cominciato a conoscere la felicità quando è
entrata in questa casa, ma soprattutto quando ha incontrato l'Eccellenza.
Mio caro Vescovo, il bacio che io e nonna Iolanda ogni notte ti diamo, è
per darti più forza e coraggio".
Marisa non ha potuto partecipare alla S. Messa, dopo l'apparizione, a causa
di gravi problemi di salute, ma il Signore le ha permesso di essere ugualmente
presente. A un fianco del Vescovo, mentre celebrava la S. Messa, si sono
collocati la Madonna e S. Giuseppe, dall'altro nonna Iolanda e Marisa in
bilocazione. Quando il Vescovo ha parlato "della nonna del Cielo, un
sorriso la illuminava ed ogni tanto accarezzava colui che ama in modo particolare".
La Veggente ci ha dato ancora un esempio grandioso e luminoso. Pur continuando
a spasimare in ogni parte del corpo e a vivere la passione ripeteva: "Sono
felice di soffrire, se così posso salvare le anime. Sono felice che
Dio mi abbia dato questo dono. Don Claudio, aiutami a portare la mia croce.
Anche tu, caro fratello, hai salvato molte anime con la tua immolazione".
Il Signore ha rivelato ai due figliolini che con la loro sofferenza, ultimamente
si erano convertite un milione e mezzo di anime, fra le quali molti sacerdoti
e vescovi.
Poiché il Vescovo accusava una notevole spossatezza ci è stato
detto dall'Alto: "Pregate, affinché il Signore gli conceda un
po' più di forza, perché quando i tormenti sono tanti, anche
il fisico ne risente troppo e tutto diventa complicato. Eccellenza, se tu
entrassi oggi nella tana dei lupi, sai a cosa mi riferisco, avresti una
vita assai difficile, e io non voglio questo, hai già tribolato abbastanza.
Io sono la tua mamma, ti ho sempre amato e lo sai".[24]
Il giorno della festa dell'Immacolata Concezione, la festeggiata ci ha di
nuovo comunicato che: "Oltre Marisella, non ci sono più veggenti.
Noi tutti del Paradiso veniamo solo qui, sotto questo tendone. Non abbiamo
cercato la massa e la grande popolarità. Il Vescovo e la Veggente
sono le persone più care al nostro cuore per tutte le sofferenze
che hanno dovuto subire".
Dopo l'anno dell'Eucaristia, l'anno dell'Amore. È stata questa la
splendida iniziativa lanciata ad ottobre da S.E. Mons. Claudio Gatti, Vescovo
ordinato da Dio. L'8 dicembre, festa dell'Immacolata Concezione, la nostra
comunità è entrata nell'anno dell'Amore, che terminerà
l'8 dicembre 2006.
"L'Eucaristia è l'amore di Dio rivolto agli uomini, adesso è
necessario che l'amore degli uomini vada verso Gesù Eucaristia, verso
Dio, verso la Trinità. L'anno dell'Amore è la risposta all'anno
dell'Eucaristia: non farlo seguire da un impegno concreto sarebbe sterile".
Così il Vescovo dell'amore, come lo ha chiamato la Madre dell'Eucaristia,
ci ha spiegato le ragioni che lo hanno portato a lanciare l'anno della carità.
Dobbiamo impegnarci ad amarci il più possibile. L'amore deve essere
vissuto all'interno delle famiglie e delle comunità. Dobbiamo riuscire
a realizzare ciò che ci ha detto Gesù un anno fa, cioè
riunire tutti i nostri cuori e formarne uno grande unito al Suo Cuore Sacratissimo,
al Cuore Immacolato di Maria e al grande cuore di San Giuseppe che non può
essere escluso dalla fiamma d'amore, che noi vogliamo realizzare. Ognuno
deve sentire dentro di sé il desiderio di viverla per poter contagiare
anche gli altri. Non devono esserci divisioni, conflitti, discussioni e
se dovessero sorgere, devono essere immediatamente vinti dalla carità.
L'anno dell'amore sarà la risposta che noi daremo, come comunità,
a Dio Padre, a Dio Figlio e a Dio Spirito Santo, a Dio Uno e Trino realmente
presente nell'Eucaristia: ecco la nostra testimonianza e il nostro impegno.
Senza amore, senza carità, non si approda da nessuna parte. Se non
c'è l'amore vuol dire che non c'è nemmeno una forte presenza
eucaristica. Solo l'Eucaristia ha la potenza di trasformare, di cambiare
e indirizzare le anime verso il bene e soltanto con la vita in grazia di
Dio, nel rispetto dei comandamenti, riusciamo a credere nell'impossibile,
a sperare contro ogni speranza e ad amare anche i nostri nemici: è
il grande insegnamento di Gesù Eucaristia e della Madre dell'Eucaristia.
Un aiuto, un sorriso, o un trattenere dentro di sé una parola forte,
un atto d'amore che noi compiamo verso un altro membro della comunità,
un conoscente, un familiare, un collega di lavoro, ha una risonanza mondiale.
Quell'atto di carità rivolto ad un fratello, ad una sorella, può
essere preso da Dio come occasione per convertire altre persone.
L'amore è superiore alla preghiera: "Prima imparate ad amare
poi pregate", ci ha insegnato Gesù. Se noi operiamo un gesto
di carità ad un fratello vicino, un altro fratello lontano centinaia
o migliaia di chilometri può essere salvato. Ecco perché il
Vescovo ci ha incoraggiato a moltiplicare gli atti d'amore fra di noi, i
sorrisi, gli atteggiamenti positivi. Dobbiamo bloccare qualsiasi parola
o atteggiamento che può far soffrire anche minimamente un altro fratello
per generare nella Chiesa una valanga di grazie, di benedizioni, di aiuti
soprannaturali. Più ci ameremo tra noi, più dimostreremo di
amare Dio.
La conversione degli altri dipende dall'amore che noi sapremo dare ad un
nostro fratello, con un gesto, una parola, una nostra azione. "Ogni
briciola di carità è un gradino della grande scala che porta
al Paradiso e che aiuta i vostri fratelli a salirla", sono le meravigliose
parole di una lettera di Dio.
La sera della festa dell'Immacolata Mons. Claudio e Marisa sono andati in
bilocazione al fiume Giordano, dove li attendevano Gesù, la Madonna,
S. Giuseppe e nonna Iolanda. Gesù ha preso sottobraccio il Vescovo
e si sono allontanati per parlare. Sappiamo che il loro colloquio, come
al solito, ha ruotato intono alla Chiesa. Cotto il pesce, si sono tutti
riuniti per mangiarlo. Gesù ha benedetto la mensa e dopo aver cantato
un Inno a Dio, i presenti hanno gustato l'ottimo pesce, cucinato dalle due
Mamme. Dal Giordano tutti si sono spostati a Betlemme, alla Basilica della
Natività, dove Gesù, la Madonna, S. Giuseppe e nonna Iolanda
sono entrati, passando attraverso i muri, e Mons. Claudio e Marisa hanno
oltrepassato la piccola porticina, che si è loro spalancata davanti.
Infine, mentre Gesù è tornato in Paradiso, tutti gli altri
sono andati ad aiutare la popolazione del Ruanda, provata dalla mancanza
di cibo, d'acqua e di medicinali.
Si è verificata all'interno della nostra comunità una situazione
incresciosa. Due membri di essa, aizzati da persone esterne, anche se in
qualche modo unite a noi, hanno cominciato a diffondere lamentele e pettegolezzi
"sull'eccessivo costo dell'ultimo libro delle lettere di Dio".
La nostra Mamma e Maestra è intervenuta immediatamente per stroncare
questo coro di chiacchiere controproducenti: "Prima di giudicare, prima
di parlare, dovevate aprire il libro e guardare. Non lo volete? Non prendetelo.
Questo libro ha il doppio delle foto rispetto al precedente e le foto costano
molto, aggiungete il lavoro dei ragazzi che l'hanno impaginato e il costo
della tipografia. Non avete neanche considerato il lavoro del vostro Vescovo.
Cosa dobbiamo fare di più"?[25]
Qualche giorno dopo, altri membri della comunità, pur sorretti da
buone intenzioni, hanno spedito delle lettere, di loro iniziativa, ad alcuni
vescovi e cardinali. L'aspetto delle lettere era grossolano e il contenuto
discutibile. La pessima figura per questa spedizione epistolare l'avrebbe
fatta il nostro Vescovo. La Madonna, con pazienza materna, è tornata
a richiamarci alle nostre responsabilità:
"Non si spediscono lettere, come quella preparata da voi, a persone
altolocate, anche se non sono a posto. Io ho penato quando le ho viste perché
i vescovi e i cardinali non sono calzolai, o postini, questo non lo accetto;
non si deve mancare di rispetto a nessuno, piccolo o grande che sia. Purtroppo
ogni volta che dico che state camminando, che siete bravi, tornate indietro".[26]
Ai rimproveri la nostra Maestra ha fatto sempre seguire gli incoraggiamenti:
"Avete commesso degli errori, ma cercate di dimenticare, di correggervi
e di andare avanti".[27]
Come già detto, il Vescovo ordinato da Dio aveva scritto per ordine
della Madonna il 14 settembre 2005 una lettera a Benedetto XVI, che non
era stata consegnata al Papa, ma era stata distribuita a molti ecclesiastici
con la consegna di non farne cenno al destinatario. I giovani e gli adulti
del nostro Movimento allora hanno inviato a tutti i cardinali e vescovi
che svolgono il ministero in Italia e in Vaticano, una copia della lettera,
esortandoli "a liberarsi dalla paralizzante paura nei riguardi di chi
detiene il potere e decidersi coraggiosamente a trattare i contenuti della
lettera scritta da Mons. Claudio Gatti al Papa in una delle loro assemblee".
(Allegato)
Le condizioni dell'apparato digerente di Marisa hanno continuato a peggiorare
e a provocarle dolori a volte così insostenibili da causare svenimenti
a ripetizione. In quei momenti tremendi le due Mamme, la celeste e la terrena,
erano vicine alla figlia, per aiutarla. Il Vescovo a volte non riusciva
a trattenere le lacrime nel vedere la sorella spasimare così atrocemente
e la Madonna gli diceva: "Tesoro di Dio, non distruggerti, questa è
la sua missione".
Lo Zaire, il Sudan e la Cina sono diventati teatro delle attività
caritatevoli e apostoliche del Vescovo e della Veggente: Dio li ha mandati
spesso in quelle nazioni.
Il Signore non ha mai abbandonato i suoi cari figliolini ed è sempre
intervenuto per evitare loro situazioni drammatiche. Il Vescovo ha sperimentato
la particolare assistenza di Dio quando per una serie di cause che qui non
è opportuno descrivere, stava per essere costretto a farsi amputare
il piede. Dio è intervenuto e l'esame del doppler ha confermato l'inesistenza
del problema.
La notte di Natale, sempre a causa delle sue precarie condizioni di salute,
Marisa non è potuta scendere in chiesa per partecipare alla S. Messa.
Per consolarla la Madonna le ha consegnato Gesù Bambino che ha stretto
al cuore con amore e delicatezza, mentre esclamava: "È tenero;
ha la carne morbida, morbida, è piccolino".
Il Signore ha concesso a Marisa un'altra grande gioia: l'ha condotta in
Paradiso dove oltre Gesù, la Madonna, S. Giuseppe, nonna Iolanda
ed altri santi e gli angeli, ha visto anche il Vescovo ordinato da Dio che
indossava l'abito che vestirà quando arriverà alle altezze
vertiginose e alle alture stupende.
Un altro episodio dimostra la vicinanza della Mamma Celeste a Marisella
ed è avvenuto pochi giorni prima della fine dell'anno. Al momento
della Comunione, durante la S. Messa celebrata dal Vescovo nella camera
di Marisa, Mons. Claudio ha visto una particola sollevarsi in volo e andare
da Marisa che l'ha presa sulla mano e si è comunicata. La Madre dell'Eucaristia
aveva portato Gesù Eucaristia alla vittima dell'Eucaristia, durante
la S. Messa, celebrata dal Vescovo dell'Eucaristia.
I giovani della comunità hanno festeggiato la fine dell'anno solare
2005 e l'inizio del 2006 insieme al padre e alla madre spirituale. Poco
prima dello scoccare della mezzanotte si sono tutti raccolti in preghiera
e a mezzanotte in punto è apparsa la Madonna che ha consegnato una
lettera di Dio, riservata ai presenti.
Mons. Claudio ci ha permesso di pubblicare questo stralcio: "È
stato un anno molto duro per voi, ma soprattutto per i miei due figliolini
e per Noi; vederli soffrire ogni volta che scendevamo sulla Terra ci faceva
male. È stato un anno aspro, ma ricco di conversioni. Molte anime
sono state salvate, hanno rinunciato a Satana e sono tornate a Dio. Qualcuno
ha dovuto pagare per tutto questo. Dio aveva chiamato tre persone ad immolarsi
per la salvezza della Chiesa, di esse ne è rimasta una sola: la vostra
sorella".
Il primo giorno del nuovo anno il Signore ha affidato un importantissimo
compito alla Veggente. Il Vescovo ordinato da Dio non ci ha parlato dettagliatamente
del suo contenuto, ma si è limitato a dire che riguarda la Chiesa,
per la quale Marisa si sta consumando giorno dopo giorno fra atroci dolori
e una continua passione.
Sempre il 1° Gennaio la Madonna ci ha ricordato che: "Questo è
l'anno dell'amore, mettetelo in pratica e fate si che sia veramente un anno
pieno d'amore per tutti".
Il Signore ha fatto sapere al Vescovo e alla Veggente che la maggior parte
dei destinatari delle lettere, partite da Via delle Benedettine, le hanno
accolte con rispetto ed hanno creduto a ciò che contenevano: inoltre
le hanno fatte conoscere inviando fotocopie anche ad amici e confratelli
all'estero.
Addirittura i nemici dichiarati delle apparizioni della Madre dell'Eucaristia
e dei miracoli eucaristici, avvenuti nel luogo taumaturgico, hanno letto
le lettere, anche se con rabbia, e le hanno conservate nei loro archivi.
Un discorso a parte meritano i compagni di Seminario del Vescovo, ordinati
sacerdoti con lui nel lontano 1963. I sacerdoti di quel corso erano 33,
contando gli appartenenti alla diocesi di Roma e ad altre diocesi d'Italia.
Attualmente sono 27: alcuni di essi sono morti ed altri, di loro iniziativa,
hanno chiesto la riduzione allo stato laicale. Dei 27 sacerdoti, coloro
che sono incardinati nella diocesi di Roma o ne hanno fatto parte, compreso
il nostro Vescovo, sono 12.
Con questi ultimi Mons. Claudio ha cercato di avere rapporti finché
è stato possibile. Comunque da nessuno di loro, purtroppo, ha ricevuto
una parola di conforto e d'incoraggiamento, quando è stato colpito,
anche se illecitamente ed invalidamente, prima dalla sospensione a divinis
e poi dalla riduzione allo stato laicale. Sacerdoti accusati di pedofilia,
di abusi sessuali su minorenni e di altri gravi reati, sono stati trattati
dai confratelli meglio del nostro Vescovo.
Il motivo di questo distacco è uno solo: hanno paura del card. Ruini
che ha minacciato "di punire tutti coloro che avessero avuto contatti
di qualsiasi genere con Claudio Gatti".
Eppure il Vescovo ordinato da Dio ha sempre raccomandato alla Madonna i
suoi ex compagni di Seminario, ha pregato e fatto pregare per loro. Si è
interessato in modo particolare degli 11 sacerdoti romani e ne ha parlato
più volte con Dio Padre, Gesù e la Madonna.
Ha posto alla Madre dell'Eucaristia questa domanda: "Quanti degli 11
sacerdoti di Roma, miei ex compagni di Seminario, credono in me e nella
mia missione"? "Cinque credono ciecamente in te, cinque hanno
riserve e perplessità, influenzati da uno che è divorato dall'invidia
e gelosia nei tuoi riguardi, uno ti è completamente ostile, e tu
ne sai il motivo".
Per riservatezza tacciamo i loro nomi.
La Madonna ci ha sempre inculcato il rispetto verso l'autorità ecclesiastica:
"Chiunque governa la Chiesa, anche se non piace, va sempre rispettato.
Chi conosce bene la Storia della Chiesa sa purtroppo che non tutti i papi
hanno fatto il proprio dovere, ma voi rispettate e pregate per il suo Capo".
Gesù ha dato una spiegazione definitiva su un'ipotesi teologica,
lungamente dibattuta tra i teologi: l'esistenza del limbo: "Quando
gli uomini affermano che i bimbi morti senza il battesimo non vanno in Paradiso,
non sono in buona fede, a loro interessa scrivere per vendere libri e presentarsi
come profeti. Tutti i bimbi, anche quelli che non hanno ricevuto il battesimo,
dopo la mia morte e resurrezione sono in Paradiso con Me. Una volta i sacerdoti
parlavano dell'esistenza del limbo. Ma quale limbo? Cosa è il limbo?
Non ascoltate chi insegna una dottrina diversa da quella che Io ho insegnato".[28]
Il 15 Gennaio la Madre dell'Eucaristia ci ha consegnato un'importantissima
lettera di Dio, nella quale si parla in modo chiaro del nostro Vescovo,
della sua ordinazione episcopale, fatta da Dio, del suo ruolo all'interno
della Chiesa e dell'atteggiamento dei grandi uomini della Chiesa nei suoi
riguardi. L'importanza degli argomenti trattati, ci obbliga a riportarne
i brani più significativi: "Gesù ha ordinato Pietro vescovo
e l'ha stabilito Capo della Chiesa. Dio in persona ha ordinato Claudio Vescovo,
il più grande dell'intero episcopato, e l'ha stabilito Capo di tutto.
Questo ancora non è avvenuto; bisogna ancora "allungare il collo"
come dite sulla Terra. Dopo Pietro e gli apostoli mai più nessuno
è stato costituito vescovo da Gesù. Ma dopo tanti e tanti
secoli è stato ordinato da Dio un nuovo Vescovo: Mons. Claudio Gatti.
L'intervento divino ha fatto scoppiare tanta gelosia e invidia nei suoi
confratelli che, lo dico con parole molto crude, lo hanno massacrato sotto
tutti i punti di vista. Ma lui, imperterrito e forte, anche se oggi un po'
meno per motivi di salute, come Pietro va avanti con il suo piccolo cenacolo.
Chi soffre per questa elezione è il vostro Vescovo. Gli altri vescovi,
compreso il Capo della Chiesa, non l'hanno accettato o se l'hanno accettato,
hanno paura di manifestarlo. Molti di questi, lo stimano, gli vogliono bene,
ma tacciono per paura. Lo stesso signor Ruini, quando parla di lui con persone
altolocate di sua fiducia, ne dice bene, invece quando si trova con altri
che non fanno parte della sua combriccola, ne parla male e con toni minacciosi.
Eccellenza, cammina come una volta, con il passo sicuro di S. Giuseppe.
Non aver paura di nulla, lascia dire, lascia fare. Coloro che parlano male
di te, e tu sai chi sono, non meritano comprensione, sono molto invidiosi
e gelosi, vorrebbero vederti colare a picco, ma questo non succederà
mai. Non ti curar di loro: confratelli, suore, parenti, ex amici, chiunque
essi siano, lasciali dire, lasciali fare. Io sono sempre con te, Monsignor
Claudio Gatti, Vescovo di tutto il mondo, Capo di tutto il mondo".
Il 23 Gennaio Marisa ha vissuto un'esperienza tremenda. Ha avuto la visione
dell'Inferno e in esso ha visto sacerdoti, vescovi, cardinali e papi. L'ha
maggiormente sconvolta il riconoscere al suo interno non solo persone morte,
ma ancora vive. Solo al Vescovo ha fatto i nomi dei vivi presenti già
all'Inferno.
Qualche giorno dopo, mentre Marisa provava il vestito bianco che indosserà
sul letto di morte, è apparsa la Madre dell'Eucaristia e ha detto
alla figliolina che era bella, che la notte seguente avrebbe visto in sogno
la scena della sua morte e ciò che sarebbe avvenuto dopo.
Nel mese di Gennaio Marisa ha continuato a condividere i dolori della passione
con lo Sposo Divino, al quale ha generosamente offerto anche le numerose
e atroci sofferenze naturali. A volte la loro terribile miscela era così
devastante che sveniva o perdeva la vista; se, dopo aver pregato e dietro
invito della Madonna, il Vescovo poneva l'Eucaristia sugli occhi della Veggente,
subito lei tornava a vedere. Mons. Claudio, nel constatare quanto pativa
la sorella e nell'ascoltare i suoi gemiti, era sempre più provato
e stanco.
Una volta si è reso conto che Marisa stava morendo sotto i suoi occhi
e ha gridato: "Dio mio, dove sei"?, Gesù ha immediatamente
risposto: "Sono vicino a voi e vi aiuto".
La Madre dell'Eucaristia ci ha fatto sapere che uno dei frutti di tante
sofferenze è stata la conversione di 510 vescovi, fra cui 3 soli
italiani.
La Mamma ha dato sempre forza e coraggio a Mons. Claudio e Marisa: "Coraggio,
Marisella, la tua salute va declinando giorno per giorno, ma vedo che sei
felice perché, nonostante tanta sofferenza, porti avanti la tua missione.
Cari miei due figliolini, siete i miei angeli, due martiri che spasimano
giorno e notte per la rinascita della Chiesa e per la conversione degli
uomini".[29]
"Certo, a volte la natura umana si ribella ed anche Marisella chiede
aiuto, conforto e mormora: "Portatemi via", è naturale".[30]
La Madre dell'Eucaristia ha chiesto al Vescovo di amministrare il sacramento
dell'unzione degli infermi a Marisa ed ha spiegato: "Non significa
che sta morendo, anzi l'estrema unzione aiuta a star bene, aiuta a vivere
o a morire secondo i piani di Dio".
Mons. Claudio ha invitato a partecipare al rito sacramentale solo i sei
nipoti, i quali si sono commossi fino alle lacrime.
Marisa era serena ed indossava l'abito bianco che vestirà sul letto
di morte. Il Vescovo, che a sua volta indossava l'abito che vestirà
quando volerà alle altezze vertiginose, era particolarmente emozionato
ed ha parlato con fatica: "Cara sorellina, la tua vita può essere
sintetizzata in questa espressione "amore tra le spine" perché
hai sempre amato e patito. Dio ti ha chiamata "Vittima dell'Eucaristia,
martire d'amore ed eroina della sofferenza". Hai cominciato a soffrire
da quando avevi pochi anni e da allora la tua vita è stato un continuo
e atroce tormento. Hai versato letteralmente il sangue, nei frequenti momenti
in cui le stimmate diventavano visibili, per la rinascita della Chiesa.
Ti ringrazio perché hai offerto la tua vita per il mio sacerdozio,
il mio episcopato e il mio futuro.
Milioni di anime si sono convertite e molte persone, compreso il sottoscritto
ed alcuni nipoti, hanno riacquistato la salute e/o non sono morte per le
tue sofferenze". Dopo il fratello, la sorella ha dato il suo testamento
spirituale: "Vi invito a vivere la carità più alta. Amate
tutti e perdonate coloro che vi fanno soffrire, così il vostro cuore
sarà libero e privo di risentimento e rancore, sentimenti che prima
di danneggiare gli altri, feriscono la vostra anima. Mostrate sensibilità
e delicatezza verso i bisognosi, gli ammalati e gli anziani. Quando sarò
in Paradiso pregherò e veglierò su di voi e sulla nostra comunità".
La Madre dell'Eucaristia, presente alla commovente cerimonia con S. Giuseppe
e nonna Iolanda, ha aggiunto: "Tutto ciò che la vostra sorella
ha detto, desideravo dirvelo io: carità, amore, sensibilità
verso tutti, specialmente verso i bimbi, i malati e gli anziani. Marisella,
lo so, sei combattuta tra la gioia di partire e la gioia di restare, ma
tu continua a fare ciò che Dio ti chiede, sempre. Figlia mia, ti
porteremo in Paradiso a godere e vedrai tante cose che sulla Terra non ci
sono. Tu già lo conosci, sai che il Paradiso è Dio, è
ricevere Gesù Eucaristia in grazia".
Infine la Madre dell'Eucaristia ha chiesto al Vescovo ordinato da Dio di
benedire lei, S. Giuseppe, nonna Iolanda e i nipoti e si è messa
devotamente in ginocchio con il capo chino verso il basso.
A tutti i presenti Mons. Claudio ha impartito la benedizione episcopale.
Il 2 Febbraio il Vescovo ha avuto un lungo ed importante colloquio con la
Madonna. Avremmo voluto pubblicarlo integralmente tanto è commovente,
ed affettuoso, ma la delicatezza degli argomenti trattati ci impone riserbo
e discrezione. Possiamo solo fare degli accenni, senza scendere nei particolari.
Prima di tutto il figlio si è sfogato con la Mamma Celeste. Ha lasciato
parlare il suo cuore, trafitto dalla sofferenza, e la sua anima, lacerata
dal dolore. Ha posto all'interlocutrice celeste una serie di domande, delle
quali ha ricevuto risposte esaurienti e chiarificatrici.
Infine la Madre della Chiesa ed il Vescovo ordinato da Dio hanno parlato
della situazione attuale della Chiesa, del Papa, della diocesi di Roma,
e degli ex compagni di Seminario del Vescovo. In particolare la Madre dell'Eucaristia
ha cominciato ad indicare i nomi degli ecclesiastici che collaboreranno
con il Vescovo quando salirà "alle altezze vertiginose".
Gli ha anche elencato alcuni sacerdoti, ai quali dovrà conferire
l'ordinazione episcopale.
Infine gli ha rinnovato la promessa che vedrà Lei e Marisella, dopo
la sua morte, e insieme a S. Giuseppe e a nonna Iolanda l'aiuteranno a portare
avanti la missione di far rinascere la Chiesa.
Le condizioni di salute di Marisa sono improvvisamente diventate critiche,
fino a subire un blocco intestinale e una grave crisi respiratoria. Il Vescovo
ha compreso che umanamente non c'era più nulla da fare, ma sapeva
anche che quello non era il momento della sua dipartita. Difatti Dio è
intervenuto, ha liberato Marisa dalla morte, ma non dalla sofferenza che
ha continuato a tormentarla e a farla gemere.
Tutti sappiamo che la Rivelazione Pubblica è terminata con la morte
dell'ultimo apostolo. Tutte le verità in cui dobbiamo credere e professare
sono state rivelate. Questo vale solo dal punto di vista dottrinale e non
riguarda le notizie della vita privata e pubblica di Gesù che sono
poche o scarne, come ci ricorda S. Giovanni: "Vi sono ancora molte
altre cose compiute da Gesù, che, se fossero scritte una per una,
penso che il mondo stesso non basterebbe a contenere i libri che si dovrebbero
scrivere". (Gv. 21,25)
Uno dei compiti della Rivelazione Privata è quello di darci maggiori
notizie riguardanti la vita di Gesù. Non dobbiamo dimenticare che
anche la Rivelazione Privata ha Dio come fonte.
Rifiutare la Rivelazione Privata, anche se non è peccato, espone
a brutte figure e a fare affermazioni erronee, come, purtroppo, è
avvenuto a Benedetto XVI. Se avesse letto, o meglio accettato, le lettere
di Dio che ci ha consegnato la Madre dell'Eucaristia, avrebbe tenuto presente
che, durante la vita pubblica, la Mamma è sempre stata vicino al
Figlio o nel modo ordinario o nel modo straordinario, cioè in bilocazione.
Per rendersene conto è sufficiente ricordare ciò che hanno
detto Gesù e la Madonna nella lettera di Dio del 5 febbraio 2006:
Madonna - Quando camminavamo, lungo le strade della Palestina, io cercavo
sempre di mettermi all'ultimo posto, perché avanti mandavo gli apostoli,
ma Gesù, non vedendomi, si girava e con voce meravigliosa mi diceva:
Mamma, vieni accanto a Me, non ti dimenticare che sei la mia mamma.
Gesù - E lei taciturna, silenziosa, sorridente si avvicinava a Me.
Io appoggiavo la mia mano sulle sue spalle e la stringevo al mio cuore.
Nella conclusione della sua prima enciclica, "Deus caritas est",
datata 25 Dicembre 2005 è scritto: "(La Madonna) accetta di
essere trascurata nel periodo della vita pubblica di Gesù".
Questa affermazione che può generare idee sbagliate nei fedeli ha
spinto la Madre ed il Figlio a precisare che:
Madonna - Gesù non mi ha mai trascurato, ma amato e rispettato come
Madre di Dio e come Figlia di Dio. Io sono la Mamma di Gesù e sono
stata sempre amata, rispettata e messa al primo posto.
Gesù - Ho sempre rispettato e amato la Mamma, come fanno tanti figli
buoni che onorano genitori.
Anche i grandi teologi dovrebbero con umiltà e semplicità
rispettare la Rivelazione Privata, i loro studi ne trarrebbero solo benefici
e vantaggi.
L'11 Febbraio 2006, festa della Madonna di Lourdes, la nostra comunità
ha accompagnato con la preghiera alcuni suoi membri che hanno ricevuto il
sacramento dell'Unzione degli Infermi. Mons. Claudio Gatti, nelle catechesi
che hanno preceduto quest'importante giornata, ha spiegato la necessità
di cambiare mentalità nell'accostarsi a questo sacramento. Non bisogna
riceverlo con timore, ma con spirito gioioso e sereno, perché ogni
sacramento innanzitutto aumenta la grazia, è un incontro con il Cristo
e un'espressione dell'immenso amore di Dio per noi. Il Vescovo ordinato
da Dio si è affidato alle preghiere dei malati della comunità
che hanno ricevuto questo sacramento, perché chi soffre è
più simile a Gesù ed è più vicino a Lui: "Affido
alle vostre sofferenze, ai momenti tristi delle vostre giornate il futuro
della Chiesa. Siate candele vive, palpitanti, perché il mondo e la
Chiesa hanno bisogno della vostra luce, delle vostre tribolazioni e del
vostro dolore. Dovete sentirvi come candele accese davanti all'altare di
Dio ed Io, ufficialmente e solennemente, affido a voi il futuro della Chiesa
e il mio futuro; chi soffre è più vicino a Gesù di
chi non sopporta malattie. Gesù ha detto: Venite a Me voi tutti che
siete affaticati e stanchi ed Io vi ristorerò".
Chi meglio degli ammalati, dei sofferenti, può aiutare i due figli
scelti da Dio per compiere la grande missione, offrendo le proprie giornate,
pene e preghiere?
L'Unzione degli Infermi è comunemente chiamata "Estrema Unzione",
perché frequentemente si conferisce all'ammalato ormai morente, quando
ormai non è più cosciente. Non è giusto vivere questo
sacramento come una sorta di "lasciapassare per l'anima", bensì
come una grazia necessaria per aiutare chi sta soffrendo. Il sacramento
può essere dato a chi ha una salute cagionevole, a chi è in
età avanzata, ma anche a coloro che devono affrontare una delicata
operazione e, qualora si dovessero ripresentare altre condizioni simili
o situazioni che destano preoccupazione, può essere nuovamente ricevuto.
L'Unzione degli Infermi aiuta il malato nella sofferenza, gli dà
la grazia, la serenità, la luce e l'equilibrio necessari per affrontare
la malattia ed essere un faro luminoso che brilla all'interno della famiglia.
È lo stesso Gesù a chinarsi sul sofferente per offrigli il
Suo aiuto, la Sua comprensione e il Suo conforto. Per alcuni l'aiuto consiste
nell'essere accompagnati all'abbraccio finale con Dio, per altri nel miglioramento
della salute o anche nella guarigione. La nostra sorella Marisa in una delle
sue più forti crisi di dolore, quando sembrava stesse per volare
in Paradiso, dopo aver ricevuto l'Unzione degli Infermi è riuscita
a superare quel terribile momento. A volte, quindi, questo sacramento può
restituire la vita, se ciò è conforme alla volontà
di Dio, che non sempre guarisce i suoi figli, perché la sofferenza
è una conseguenza del peccato originale e per giustizia Dio non può
annullarla: però aiuta e infonde coraggio. L'Unzione degli Infermi
genera la grazia di essere uniti al Signore e la forza di essere capaci
di sopportare le malattie e la sofferenza che fa paura; anche il Signore
l'ha sperimentata, per questo motivo viene incontro all'ammalato, ponendosi
al suo fianco.
Dio ha desiderato che lo scorso 11 Febbraio il Vescovo impartisse l'Unzione
degli Infermi a diversi membri della nostra comunità, affinché
nella Chiesa si diffondesse il senso autentico di questo sacramento che,
come gli altri, deve essere amato: Cristo li ha voluti ed istituiti e sono
fuoriusciti dal Suo costato. Tutti i Sacramenti sono espressa conseguenza
della passione e della morte del Cristo, pertanto bisogna guardare anche
l'Unzione degli Infermi in questa luce.
Il 10 Febbraio il Vescovo durante l'omelia ha affermato: "Domani un
chicco di grano sarà gettato nella Chiesa, affinché possa
crescere ed espandersi una nuova mentalità e concezione, grazie alla
quale si arriverà a ricevere con gioia questo sacramento. Quante
volte, in casi di malattie terminali, si è atteso troppo a lungo
per darlo ai malati che non erano più lucidi. Occorre impartirlo
prima, dopo l'ammalato non si rende conto del sacramento che riceve. Domani
sarà un momento estremamente importante per tutta la Chiesa".
L'amore, la misericordia, la compassione del Signore, lo hanno spinto ad
intervenire a vantaggio degli ammalati, e tanti sono guariti. Si è
commosso fino alle lacrime di fronte alla tomba dell'amico Lazzaro, o al
giovanetto figlio della vedova di Naim, mentre era portato alla sepoltura.
Il Signore ha voluto che il Suo amore, la Sua delicatezza e preoccupazione
verso gli ammalati restasse nella Chiesa.
Il Vescovo, poco prima di impartire l'Unzione degli Infermi ha riempito
il nostro cuore dicendo: "Ogni volta che riceviamo qualsiasi sacramento
noi ci incontriamo con Cristo, come oggi voi, cari ammalati. Dovete sentirvi
in questo momento amati da Cristo, Lui si rivolge a ciascuno di voi. Nel
momento in cui ricevete l'Unzione degli Infermi, sappiate che Gesù,
nella persona del Vescovo, si avvicina con amore, con rispetto e stima a
ciascuno di voi. È una grazia che inonda la vostra anima, un insieme
di benedizioni che rafforza la vostra fede, una luce profonda che si innesta
dentro il vostro cuore e vi dovrà illuminare e accompagnare per tutto
il tempo che Dio ha stabilito per ciascuno di voi. Non abbiate paura di
questo, né dei Sacramenti che Lui ha istituito, Gesù si china
su ciascuno di voi, vi bacia e si commuove".
Prima della celebrazione della S. Messa, durante la quale il Vescovo ha
amministrato il sacramento dell'Unzione degli Infermi a diversi membri della
comunità, la Madonna è apparsa a Marisa, accompagnata dagli
angeli, da S. Bernadette e da Don Andrea Santoro, il sacerdote ucciso in
Turchia mentre pregava da un fanatico musulmano.
La Madonna che, insieme a Gesù, ha assistito per otto anni l'amato
sposo Giuseppe, ha rivelato: "Io sono stata accanto al mio amato sposo
Giuseppe per tanti anni e l'ho visto soffrire, piangere e lamentarsi per
il dolore".[31]
Il 12 Febbraio la Madre dell'Eucaristia ha parlato ancora di quanto era
avvenuto il giorno precedente: "State ancora vivendo l'emozione di
ieri, quando è stato conferito il sacramento dell'Unzione degli Infermi.
È stata una cerimonia molto bella e sentita. Dio ha ispirato il vostro
Vescovo per farvi vivere questo sacramento in modo gioioso. L'Unzione degli
Infermi è molto importante e chi l'ha ricevuta deve essere felice,
contento. Una parte degli angeli e dei santi del Paradiso è scesa
in mezzo a voi, l'altra è rimasta a pregare davanti a Dio per voi".
Nella stessa apparizione la Madonna ha detto: "Sono sempre vicina al
vostro Vescovo, altrimenti da solo non ce la farebbe; ha bisogno di Noi
e ha bisogno anche di voi, aiutatelo e pregate per lui".
La Madonna ha fatto sapere ai due figliolini che i potenti nemici del Vescovo,
che occupano posti di rilievo in Vaticano, in Vicariato ed in importanti
sedi episcopali italiane e straniere, hanno letto con attenzione le lettere
di Dio e sono arrivati a comprendere, senza ombra di dubbio, quale futuro
Dio ha riservato al Vescovo che Egli stesso ha ordinato.
Per questo motivo stanno cercando in tutti i modi di screditare Mons. Claudio,
di seminare calunnie e sospetti contro di lui e così impedirgli "di
ascendere alle altezze vertiginose". Ma il piano diabolico è
destinato a fallire, "Perché - ha così detto la Madonna
- a Dio non la si fa. Il mio Tutto farà cadere come birilli, uno
dopo l'altro, tutti coloro che si opporranno ai suoi disegni".
Verso la fine del mese è avvenuto un altro affettuoso colloquio tra
la Madre dell'Eucaristia e i due suoi figliolini, e i temi trattati sono
stati esclusivamente personali e familiari, vale a dire hanno riguardato
il Vescovo, la Veggente e la situazione interna della casa di Via Delle
Benedettine. Alla fine del colloquio la Madre della Chiesa ha indicato al
Vescovo ordinato da Dio altri quattro sacerdoti sui quali imporrà
le mani per ordinarli Vescovi.
Il Vescovo ha chiesto ai suoi giovani di comporre una preghiera dedicata
a S. Giuseppe, il santo che, dopo la Madonna, ama di più. I giovani
hanno accettato con entusiasmo la proposta ed ognuno di loro si è
impegnato a formularla secondo la propria sensibilità e formazione
spirituale.
Sono emerse tante intelligenze, quanti sono i giovani, ognuno ha evidenziato
un aspetto diverso del Santo. A questo primo lavoro è seguito un
assemblaggio in cui, in modo progressivamente armonioso, sono state raccolte
le più belle e significative espressioni rivolte allo sposo della
Madonna.
A lavoro ultimato, è scaturita una preghiera, della quale la sposa
di Giuseppe ha detto: "Conosco la preghiera e l'ho letta a tutti in
Paradiso, è molto bella, a Noi è piaciuta moltissimo. Come
ben sapete, è stata approvata da S. E. Mons. Claudio Gatti. Un domani
sentirete parlare di questa preghiera, del vostro Vescovo e di coloro che
camminano passo dopo passo accanto a lui".[32]
La Madre dell'Eucaristia ci ha ripetuto frequentemente che "le lettere
di Dio", tradotte in varie lingue, sono conosciute in ogni angolo del
mondo. Ne abbiamo continue conferme, dato che gli accessi al nostro sito
su Internet sono assai numerosi e tendono sempre ad aumentare.
Anche molti sacerdoti, vescovi e cardinali leggono le lettere di Dio, come
ci ha informato la Madre dell'Eucaristia: "Voi non potete immaginare
quanti sacerdoti le leggono; alcuni di nascosto, altri tengono il libro
che le raccoglie sulla scrivania o sul comodino: la maggior parte di essi
crede alle lettere di Dio, a questo luogo taumaturgico e ai miracoli eucaristici.
Se alcuni ecclesiastici altolocati non continuassero a seminare zizzania
e a diffondere menzogne e calunnie contro il Vescovo e la Veggente, la Chiesa
potrebbe cominciare a cambiare".[33]
Dio vuole, e l'ha ribadito più volte, che il Papa riceva il Vescovo
ordinato da Lui e che gli altri vescovi riconoscano il Vescovo dell'Eucaristia,
ma questo ancora non è avvenuto e chissà quando avverrà.
Sappiamo che se gli uomini non prenderanno l'iniziativa, sarà Dio
a prenderla. Comunque la Madre dell'Eucaristia ci ha rivolto la seguente
domanda, alla quale ha risposto lei stessa: "Perché anche il
nuovo Papa non ha chiamato il vostro Vescovo? Perché quelle persone
che possono fare ciò che vogliono non lo hanno chiamato? Miei cari
figli, dovreste arrivarci da soli. Il vostro Vescovo a queste persone fa
paura, perché è retto, deciso, sicuro, è pieno di amore
e di sensibilità verso tutti. Come mai quelli che credono nel Vescovo
non reagiscono e non dicono al Santo Padre o al Signor Ruini: "Che
cosa stiamo ancora facendo"? Oh, se questi sacerdoti e vescovi andassero
a parlare con il Papa: "Santità, lei sa come stanno le cose,
intervenga per ristabilire la verità".
Come se ciò non bastasse, la Madonna ha concluso: "Griderò
sempre a tutti che il mio e vostro Vescovo è santo".[34]
L'8 Marzo scorso il Vescovo e la Veggente hanno vissuto un momento straordinario.
Era il terzo giorno del triduo in preparazione al 43° anniversario dell'ordinazione
sacerdotale di S. E. Mons. Claudio Gatti. Durante la Santa Messa, celebrata
alla presenza di numerosi membri della comunità, il Paradiso è
sceso sulla Terra ed ha attorniato il Vescovo ordinato da Dio. La presenza
della schiera celeste così massiccia e numerosa è la conferma
dell'autenticità della missione che Dio ha affidato 35 anni fa al
futuro Vescovo ed alla Veggente. Il 9 Marzo, giorno della ricorrenza, la
stanza della Veggente era stata trasformata in un giardino di fiori. Lo
scopo era quello di preparare una degna accoglienza alla Madre dell'Eucaristia,
nella speranza che sarebbe venuto a dare il suo messaggio anche Gesù.
La sorpresa è stata enorme quando la Madonna ha annunciato che sarebbe
venuto Dio Padre.
Il Vescovo e Marisa si sono prostrati in adorazione, seguendo l'esempio
della Madonna, ed è venuto Dio Padre che ha chiamato figliolo il
Vescovo Claudio Gatti, da Lui stesso ordinato, ed ha usato l'appellativo
di Eccellenza. Dio Padre, rivolgendosi al Vescovo dell'Eucaristia in un
modo affettuoso e paterno, gli ha detto: "Figlio mio, aprimi il tuo
cuore, dimmi tutto quello che vuoi e fammi le domande che ti premono".
S.E. Mons. Claudio Gatti ha colloquiato per diverso tempo con Dio Padre,
sfogandosi come un figlio fa con il proprio padre. Dio Padre ascoltava in
silenzio le parole che il Vescovo aveva nel cuore, pur conoscendole ancor
prima che venissero pronunciate dalle sue labbra, ed ha risposto alle sue
domande. Prima di esporre le ragioni per le quali è costretto ad
attendere per scalzare i potenti dai troni, il Signore ha manifestato il
desiderio di salvare ancora molte anime, specialmente quelle dei suoi figli
prediletti, i sacerdoti. Dio Padre ha detto che se dovesse intervenire ora,
in questo momento, "molti miei figli sacerdoti si perderebbero e questo
il mio cuore non lo accetta". Ancora più stupefacente è
stato quando il Vescovo si è sentito dire da Dio Padre: "Figlio
mio, ti prego, dammi ancora del tempo per convertire i miei figlioli".
Dio Padre Onnipotente ha quasi chiesto al Vescovo il permesso di ritardare
i suoi interventi. Dio Padre ha parlato del futuro di Mons. Claudio Gatti
e ha affermato che vi sta lavorando. Qualche settimana prima, infatti, la
Madonna aveva elencato i nomi di 10 ecclesiastici che collaboreranno con
il Vescovo dell'Eucaristia. Mons. Claudio Gatti ha chiesto a Dio Padre se
c'erano altri sacerdoti sui quali lui avrebbe potuto contare. Dio Padre
ha risposto affermando: "Sì, altri dieci sono pronti a mettersi
al tuo fianco". La Chiesa sta rinascendo non per merito degli uomini,
ma per l'azione di Dio, che sta dirigendo la sua Chiesa. Gesù Cristo,
capo della Chiesa, non ha bisogno degli uomini per i suoi disegni, ma 35
anni fa ha chiamato un umile sacerdote, ora Vescovo, e una semplice Veggente,
a collaborare a questa grande missione.
La sera, alle 20, tutta la comunità si è riunita per festeggiare
S. E. Mons. Claudio Gatti. Prima della celebrazione della S. Messa è
apparsa di nuovo la Madre dell'Eucaristia che ha detto: "Il Vescovo
vi racconterà il suo incontro con Dio avvenuto oggi. Io posso dirvi
soltanto che Marisella ha visto una grande luce, una fortissima luce, dalla
quale usciva la voce potente di Dio. I miei due figliolini tremavano per
l'emozione. È stato bellissimo. Dio ha parlato con altre persone,
ma mai a nessuno si è rivolto come ha fatto oggi con il Vescovo e
la Veggente. Vi invito ad avere pazienza e fiducia in Lui, come l'ha chiesto
oggi al Vescovo: "Eccellenza, dammi ancora un po' di tempo. Voglio
portare altre persone in Paradiso, non voglio che si dannino e vadano all'Inferno".
L'ha chiamato Eccellenza, l'ha chiamato santo, tutti appellativi che il
vostro Vescovo merita di avere".
Sarebbe sufficiente leggere le lettere di Dio di Marzo, per capire quanto
hanno patito il Vescovo e soprattutto Marisa in questo mese. Spesso Marisa,
a causa delle sofferenze, entrava in una specie di coma, aveva lo sguardo
perso nel vuoto e non reagiva a nessuno stimolo esterno. A volte, ma questo
avveniva quando era cosciente, perdeva la vista che riacquistava al contatto
con l'Eucaristia. Inoltre la Madre dell'Eucaristia quando i dolori raggiungevano
le punte più alte, le porgeva Gesù Eucaristia per darle forza,
coraggio e conforto.
Non era raro sulla sua bocca il lamento di Gesù nel Getsemani: "Padre
passi da me questo calice. Dio mio, portami via, non ce la faccio più".
Ai dolori naturali si sono aggiunte molte volte le sofferenze della passione.
Quando Dio lo permetteva, la Madonna la portava in Paradiso a godere. Allora
il suo volto si trasformava, gli occhi brillavano, un sorriso celestiale
fioriva sulle labbra e ripeteva: "Grazie, mio Dio, sono indegna del
tuo amore".
Anche se Marisa era priva di forze e non in grado di trasmettere la lettera
di Dio, la Madonna veniva ugualmente per benedire i presenti.
Quante nottate in bianco hanno trascorso Mons. Claudio e Marisa! Il Vescovo
offriva a Dio ininterrotte preghiere e la Veggente incruente e cruente sofferenze.
Quando la situazione diventava troppo tormentosa, il Vescovo dell'Eucaristia,
piangendo, supplicava Dio: "Basta, mio Dio non vedi che il dolore la
sta distruggendo? Io non sopporto più di vederla soffrire così
atrocemente. Ti supplico, se non vuoi toglierle il patimento, almeno diminuisciglielo".
Dio a volte esaudiva la preghiera del Vescovo e mandava la Madonna a sollevare
un po' la figlia dai grandi dolori e a ricordare al figlio che: "Queste
forti e lunghe sofferenze sono per la conversione dei sacerdoti, dei vescovi
e dei cardinali. Eccellenza, so che non ce la fai più a veder soffrire
Marisella, ma Noi ti daremo la forza per sopportare tutto".
La Madonna ha parlato molte volte della sofferenza di Marisa, citiamo alcuni
brani delle Lettere di Dio: "La sofferenza di Marisella continua ed
è molto forte".[35]
"Marisella, tra poco vivrai di nuovo la passione".[36]
"La vostra sorella è molto provata e sofferente. Aiutate questa
mia figlia con la preghiera, perché abbia la forza di andare avanti,
finché Dio la chiamerà nell'Alto dei Cieli".[37]
Da alcuni mesi Marisa aveva saputo dallo Sposo Divino, e l'aveva comunicato
anche al fratello, che sarebbe morta il 10 Marzo, giorno successivo all'anniversario
della sua ordinazione sacerdotale. Purtroppo anche questa data è
stata spostata, come le precedenti, sempre per lo stesso motivo, come ha
comunicato Dio Padre al Vescovo nel colloquio avvenuto il 9 Marzo: "La
tua sorella dovrà ancora molto soffrire per te e per la Chiesa e
tu lo dovrai accettare".
La Madre dell'Eucaristia sempre in un colloquio privato col caro figlio,
gli ha confidato: "Anch'io volevo portarla in Paradiso il 10 Marzo,
dopo la tua festa, ma Dio Padre mi ha detto che è ancora preziosa
per la conversione di altri sacerdoti e soprattutto di altri vescovi e cardinali.
Bisogna sempre fare la volontà di Dio, anche se costa. Ti darò
più forza fisica".
Anche Mons. Claudio è stato unito alla missione della sofferenza
della sorella, come risulta chiaro da questo colloquio tra Madre e figlia:
Marisa - Il nostro Vescovo soffre sempre, soffre sempre, soffre sempre.
Madonna - Sì, è vero e tu lo devi aiutare, Dio l'ha scelto
e lui sta lottando e soffrendo per salvare tanti sacerdoti.[38]
A volte Mons. Claudio era talmente sfinito che era costretto a sedersi durante
l'omelia e a cedere ai ministri straordinari, il compito di distribuire
la S. Comunione.
Comunque il Signore ha concesso al nostro Vescovo un altro grande dono.
Non solo è assistito dalla Madonna, da S. Giuseppe e da nonna Iolanda
quando celebra la S. Messa e fa gli incontri biblici, ma anche quando parla
di qualsiasi argomento religioso e spirituale. Possiamo concludere che gode
della presenza celeste quasi tutta l'intera giornata.
Marisa si è fatta portatrice di un dubbio che serpeggiava tra i membri
della comunità: "Perché le lettere di Dio usano le espressioni
-presto, tra breve- per indicare che si avvicina il nostro trionfo e questo
è sempre lontano"?
La Veggente l'ha chiesto alla Madre dell'Eucaristia:
Marisa - Sento dire: Finirà presto, partirai presto, tutto arriverà
presto; ma presto che significa per voi?
Madonna - Vedrai: il deserto fiorirà e chi soffre gioirà.
Splenderanno il sole, la luna e le stelle per coloro che ora soffrono.
Abbiamo compreso che Dio può spostare i suoi interventi per motivi
che Lui conosce, ma realizzerà sicuramente ciò che ha promesso.
Il nostro Vescovo ha sempre considerato S. Giuseppe una figura importante
e centrale per la Chiesa. Per questo motivo ha fatto eseguire una riproduzione
del Santo che poggia i piedi sul mondo, che stringe nella mano destra l'Eucaristia
e che solleva la Chiesa con la sinistra. Ha presentato il bozzetto alla
sposa di S. Giuseppe che ha detto: "È bellissimo; è un
bozzetto, che va corretto e reso più preciso, ma è molto bello.
Faccio i complimenti a chi ha avuto questa idea e a chi l'ha eseguita".[39]
Il nostro Vescovo ha anche coniato la seguente invocazione: "S. Giuseppe,
patrono del mondo, protettore della Chiesa, custode dell'Eucaristia, prega
per noi" che è stata molto gradita dal Cielo.
Come Marisa, anche se meno frequenti e violenti, anche Mons. Claudio ha
subito feroci attacchi dal demonio.
L'ultimo, in ordine di tempo, è avvenuto il 26 Marzo.
Durante la celebrazione della S. Messa domenicale, stava parlando della
rinascita della Chiesa che comporta prima di tutto la conversione dei sacerdoti,
vescovi e cardinali, quando improvvisamente si è sprigionato dai
candelieri posti sull'altare un fuoco che si è avventato contro il
nostro Vescovo. È immediatamente intervenuta la Madonna che ha bloccato
e rimandato indietro il fuoco. I presenti che si sono resi conto del pericolo
si sono impauriti; Mons. Claudio non ha provato neanche la più piccola
emozione, perché sa che il demonio, come gli è stato promesso
dalla Madonna, non potrà mai più nuocergli, come è
avvenuto qualche volta nel passato.
Il mese d'Aprile è iniziato con un intreccio di sofferenza e amarezza,
come ha candidamente confessato la figlia alla Mamma Celeste: "Siamo
molto amareggiati". L'amarezza era causata da lettere, mail e telefonate,
pervenute al Vescovo, da parte di persone che spesso sono rimaste anonime.
Costoro invitavano Mons. Claudio a tornare in seno alla Chiesa, a mostrarsi
umile e docile verso l'autorità ecclesiastica e a non scandalizzare
i fedeli. Certo il Vaticano ed il Vicariato erano stati abili nel diffondere
calunnie, accuse e cattiverie nei riguardi del Vescovo ordinato da Dio e
molti erano caduti nella rete, tesa con astuzia, dai grandi uomini della
Chiesa.
È molto triste constatare come gli uomini non tengono in nessuna
considerazione i giudizi di Dio che otto anni fa aveva dichiarato santo
S. E. Mons. Claudio Gatti, dopo essere stato invalidamente ed illecitamente
sospeso a divinis dal signor Ruini.
La sera del primo Aprile il Vescovo e la Veggente, in bilocazione, hanno
raggiunto nonna Iolanda in Africa per aiutare i bimbi, gli anziani e gli
ammalati.
La Madre dell'Eucaristia per incoraggiarci ad essere sempre attivi e non
cadere nell'ozio ci ha confidato che "Alla tarda età di 84 anni
lavoravo per mio Figlio Gesù, aiutavo gli apostoli e coloro che avevano
bisogno".[40]
In una delle ricorrenti crisi di salute di Marisa, il Vescovo non riuscendo
più a sopportare la vista dei patimenti della sorella, ha pregato
Dio di mandare la Mamma Celeste e la mamma terrena ad aiutare la figlia
e Dio ha esaudito la sua accorata preghiera. La Madonna non è riuscita
a dire una parola, per tutto il tempo che è stata visibile a Marisa,
a causa di un pianto irrefrenabile. Si è limitata ad accarezzare,
baciare ed abbracciare i due figliolini e a pregare in silenzio per loro.
Il Vescovo aveva la sensazione che il suo apostolato fosse sterile ed improduttivo
e la Madonna per sollevargli il morale gli ha confidato che in bilocazione
converte moltissime anime in ogni parte del mondo.
Oltre che mamma, a noi si è mostrata anche maestra, ci ha impartito
insegnamenti preziosi in occasione delle votazioni politiche in Italia.
Innanzitutto ha escluso che l'autorità ecclesiastica avesse il diritto
di pronunciarsi a chi dare il voto: "Fate quello che il vostro cuore
vi suggerisce, non quello che dice il signor Ruini. Ognuno dia il voto secondo
il proprio cuore e l'amore che ha dentro di sé verso il prossimo.
Il voto deve essere segreto. Il vostro Vescovo vi ha mai detto a chi dovete
dare il voto"?[41]
Se queste semplici e chiare norme fossero state rispettate dall'autorità
ecclesiastica, si sarebbero evitati molti conflitti e tensioni tra Stato
e Chiesa. A scanso di equivoci è giusto aggiungere che, a sua volta,
lo Stato non deve intromettersi nelle questioni attinenti alla fede e alla
morale.
Anche quest'anno abbiamo celebrato il Giovedì Santo, con il cuore
gonfio di tristezza. Ogni anno abbiamo ripetuto: "Speriamo di celebrare
il prossimo Giovedì Santo nella gioia, godendo il trionfo promesso
da Dio". Ma ancora una volta siamo stati costretti a vivere i misteri
dolorosi. I nostri nemici occupano i posti più prestigiosi della
gerarchia, hanno accentrato nelle loro mani potere e ricchezza, sono osannati
dai fedeli ed hanno seguito ed influenza ovunque.
Noi al contrario siamo pochi ed abbiamo continue defezioni. Anche la Madre
dell'Eucaristia ci ha chiesto: "Dal luogo taumaturgico quante persone
sono fuggite"?[42]
Per ora il Vescovo è solo, non ha sacerdoti che l'aiutino a portare
avanti la missione.
Il Giovedì Santo Gesù ha espresso una grande dichiarazione
d'amore nei suoi riguardi: "Io, Gesù, lo amo immensamente, Dio
l'ha chiamato e lo ama perché è schiacciato dalle tribolazioni
e trafitto dalla calunnia. Io, Gesù, sono con lui, lo Spirito Santo
e la Madre dell'Eucaristia sono con lui, il suo caro S. Giuseppe, che ha
visto e del quale non ricorda bene le sembianze, è con lui".[43]
I colloqui fra Dio Padre, Gesù, la Madonna da una parte e il Vescovo
e la Veggente dall'altra sono stati numerosi, ma raramente sono avvenuti
alla presenza della comunità. Una delle poche volte in cui hanno
avuto come testimoni noi, membri dell'associazione, è avvenuto il
giorno 17 Aprile.
In quella circostanza il nostro padre spirituale e la nostra sorella si
sono sfogati con Gesù e la Madonna, per la prima volta pubblicamente
hanno esternato il loro stato d'animo.
Ci siamo resi pienamente conto della loro sfinitezza, amarezza, delusione
e sconforto causati, come ha evidenziato la Madre dell'Eucaristia, "dalle
chiacchiere, pettegolezzi, cattiverie e calunnie che seminano i sacerdoti".
A motivo dell'importanza dei contenuti e della delicatezza degli argomenti
abbiamo pensato di riportare integralmente il sofferto colloquio a quattro:
Gesù, la Madonna, il Vescovo e la Veggente:
Madonna - Oggi sono venuta per dirvi che un sacerdote in confessione ha
mancato gravemente alla carità nei riguardi di un'anima. I sacerdoti
mancano alla carità e all'amore, solo perché i penitenti vengono
nel luogo taumaturgico, dove appaio io, la Madre dell'Eucaristia. Sono stanca,
molto stanca di tante trasgressioni contro la carità da parte di
molti confessori. Ormai è tempo di parlare e di non più tacere.
Questa è la decisione della Madre dell'Eucaristia: scrivete al direttore,
Mons. Pelliccioni, e raccontate cosa ha fatto quel sacerdote. Nessuno si
può permettere di negare l'assoluzione a un penitente solo perché
frequenta una comunità denominata "Madre dell'Eucaristia".
Il mio cuore soffre molto, sono tanti i sacerdoti che fanno i loro comodi:
mancano gravemente alla purezza, alla carità, all'obbedienza e rubano
il denaro delle chiese loro affidate. Nessuno parla, nessuno dice niente,
purché non si disturbino i superiori. È ora di finirla. La
persona a cui è stata negata l'assoluzione scriva a Mons. Pelliccioni,
racconti tutto e termini dicendo: "Ora basta, ci avete stancato, non
mostrate un briciolo di carità verso di noi. Che cosa facciamo di
male? Ci condannate perché preghiamo la Madre dell'Eucaristia"?.
Molti parlano della Madre dell'Eucaristia, addirittura ne ha parlato il
Santo Padre Giovanni Paolo II, anche se hanno censurato e tolto dal sito
internet la sua invocazione "Maria, Madre dell'Eucaristia, ci protegga
tutti". Indicateci una sola trasgressione nella nostra spiritualità.
Ci riuniamo per pregare e agiamo come piace a Dio". Aggiungo ancora:
"Lasciate in pace il Vescovo e la Veggente, sono due anime sante, umili,
pronte ad aiutare tutti. Io, la Mamma, sono stanca di sapere che tanti e
tanti sacerdoti sono, non vorrei dire la parola cattiva, balordi, e attaccano
una persona santa, solo perché ha celebrato la Messa l'8 Marzo 1998.
Anche se la data che hanno indicato è sbagliata (1997), partite da
quella situazione e fatevi avanti. Voi, giovani, non dovete aver paura,
quando incontrate questi sacerdoti. Difendete la Madre dell'Eucaristia,
difendete il vostro Vescovo, lasciate perdere la Veggente, che non ha nulla
da perdere, ma difendete il vostro Vescovo e la Madre dell'Eucaristia, difendete
voi stessi, perché sono cattivi e cercano in tutti i modi di distruggervi.
Sono stata troppo dura, Gesù?
Gesù - No, mamma cara, io sarei stato più duro. Se non la
finiscono di comportarsi in questo modo, ricominceremo a scrivere delle
lettere e non saranno né buone né diplomatiche, poiché
parleremo e scriveremo in modo forte e severo.
Madonna - Mi dispiace, miei cari figli, di parlarvi così, ma sono
d'accordo con mio Figlio Gesù e sono costretta ad esprimermi come
mai avete sentito. La vostra sorella sta morendo per tutte le chiacchiere,
i pettegolezzi e le cattiverie che dicono i sacerdoti. Parlano di carità,
di amore e sono i primi a mancare all'amore e alla carità.
Marisa - Grazie. Per favore, Madonnina, mi vuoi portare via? Ti chiedo con
tutto il cuore di portarmi via. Io non ce la faccio più a vivere
così, inoltre non potendo camminare, non posso neanche andare da
quella gente a dire quanto ho nel cuore. Portami via, il Vescovo è
d'accordo, portami via, anche adesso, portami via, ti prego.
Vescovo - Posso parlare?
Madonna - Certo, figliolo.
Marisa - Mi posso accomodare, perché non mi sento bene?
Vescovo - Sono anni, anni e anni che vanno avanti tutte queste cattiverie
e calunnie contro di noi. Tu vuoi che scriviamo, e verrà fatto, ma
questa lettera farà la fine delle altre? Sarò cocciuto, però
torno a ripetere che solo Dio può intervenire per sistemare tutto,
perché ormai ci troviamo in una situazione assai precaria e difficile.
Noi veniamo condannati come disobbedienti e indocili all'autorità
ecclesiastica e su questo c'è un accordo generale; le apparenze sono
contro di noi. Io chiedo di nuovo con semplicità, come hanno chiesto
gli apostoli: "Signore, svegliati, altrimenti periamo". Dio vuole
ancora del tempo per convertire altri sacerdoti e intanto noi veniamo continuamente
schiacciati. Sono stanco della situazione che mi ha distrutto ed ha distrutto
mia sorella. Dio deve operare qualcosa di grande, di forte, perché
gli uomini della Chiesa o almeno i fedeli credano a noi, altrimenti continueranno
a dilaniarci e a ridere di noi. Io credo che nessuno abbia aspettato tanto
quanto stiamo attendendo noi, a nessuno è stata chiesta tanta pazienza
quanta ne è stata chiesta a noi. Sono arrivati a sospendermi a divinis,
a ridurmi allo stato laicale, a toglierci la Messa, a impedire ai sacerdoti
di venire qui, hanno fatto tutto ciò che volevano contro di noi.
Ora io chiedo: ma Dio è nostro Padre? Non chiedo che mandi gli angeli
a uccidere gli uomini, come è avvenuto in Egitto o nel Mar Rosso,
quando ha fatto richiudere le acque, ma perché non fa qualcosa per
noi? Vedi in che situazione siamo? Lo vedete? Scusa il mio ardire, ma non
ce la facciamo più, siamo stanchi e abbiamo tutti contro. Per Dio
io sono il Capo della Chiesa, ma a cosa serve? Non posso ordinare un sacerdote,
non ho neanche un vescovo al mio fianco, non posso fare niente. A giugno
sono sette anni che mi avete ordinato vescovo, ma come ho vissuto il mio
episcopato lo sai meglio di me. Non dirmi che in bilocazione compio grandi
cose, perché, anche se sono riconoscente al Signore, in me non resta
neanche il ricordo. Ho sentito finalmente la Mamma forte, decisa, schierata
dalla parte di coloro che sono nella verità, nella giustizia. Allora
dico a te, che sei Regina delle Vittorie, riporta tu la vittoria. Noi siamo
talmente stanchi che non arriviamo più a nulla, vai avanti tu e noi
ti verremo dietro.
Madonna - Bene, andrò avanti io. Però voglio un impegno da
voi giovani, che riferirete agli altri. Fatevi dire il nome di quel sacerdote,
andate a confessarvi da lui e ditegli quale comunità frequentate.
Se dovesse rifiutarvi l'assoluzione o rispondervi male, dite: "Lei
non è un buon sacerdote, lei sta mancando alla carità, all'amore.
Io sono un giovane e lei mi sta scandalizzando". Non abbiate paura
di parlare, la lingua non vi manca quando volete. Parlate e difendete il
Vescovo, girate, quando avete tempo, tutte le chiese, dite a quale gruppo
appartenete e comportatevi come vi ho detto.
Marisa - La Madonna andrà avanti, l'ha promesso, e noi andremo dietro.
Noi due non ce la facciamo più. Mi si sta spaccando la testa. Non
abbiamo fatto nulla di male al prossimo, anche quello che ci ha fatto soffrire,
abbiamo amato tutti. Tu, Mamma, amaci, vai avanti, Regina delle Vittorie,
porta lo stendardo. Non ti fa pena il nostro Vescovo? Lascia perdere me,
non faccio pena a nessuno, non mi interessa quale fine farò, ma lui
sì, lo devi salvare, lo devi aiutare, è un tuo dovere! Voi
ci avete scelto, voi ci avete chiamato; noi non vi abbiamo cercato, ci avete
chiamato voi, ci avete portato sulla strada che io chiamo la strada dell'inferno!
Stiamo soffrendo moltissimo. Perché ci avete chiesto di seguirvi?
Perché? Che abbiamo fatto di male? Abbiamo sempre sofferto, fin dall'infanzia.
Mi hai chiamato e ho detto sì, mi hai richiamato e ho detto un sì
grande come il sole e lo dico ancora, non mi tiro indietro. Dio ci ha chiamato
a percorrere questa strada. È tempo che vi muoviate, è tempo
che ci aiutiate, altrimenti fateci morire subito. Non vogliamo più
vivere così, parlo al plurale perché so che anche il mio Vescovo
non vuole più vivere!
Marisa sviene
Marisa - Che abbiamo fatto di male? Abbiamo amato troppo, abbiamo amato
troppo. Ti ringrazio del regalo che ci hai fatto. Dacci la benedizione e
finisce qui la storia.
Madonna - Insieme al nostro Vescovo, Gesù, S. Giuseppe, benedico
voi, i vostri cari, i vostri oggetti sacri. Sia lodato Gesù Cristo.
Come risulta chiaro da questo colloquio, la Madonna ha coinvolto tutti i
giovani ed alcuni adulti in un'importante missione estesa a tutta la diocesi
di Roma: sono andati in tutte le parrocchie di Roma, dove hanno incontrato
uno o due sacerdoti.
A questa missione si sono preparati con la preghiera e con lo studio intelligente
e diligente dei documenti e degli scritti che descrivono i rapporti tra
il Vescovo Claudio Gatti e l'autorità ecclesiastica e la storia dei
fatti prodigiosi avvenuti a via Delle Benedettine, nel luogo taumaturgico.
Complessivamente i membri della nostra comunità hanno avvicinato
circa 400 sacerdoti.
Gli incontri sono avvenuti in confessionale per permettere al penitente
di parlare liberamente e al confessore di rispondere sinceramente. Dopo
aver elencato le mancanze commesse, i giovani affrontavano la conversazione
seguendo lo schema delle domande preparate dal Vescovo e la ultimavano dichiarando
che facevano parte del Movimento Impegno e Testimonianza "Madre dell'Eucaristia",
guidato dal Vescovo ordinato da Dio: Mons. Claudio Gatti.
A quel punto il confessore doveva assumersi le proprie responsabilità:
dare o rifiutare l'assoluzione.
I giovani e gli adulti della nostra comunità si sono resi conto della
spiritualità, onestà e preparazione culturale del Clero di
Roma ed hanno constatato quale opinione aveva riguardo ai miracoli eucaristici
avvenuti in via delle Benedettine e in quale considerazione teneva il Vescovo
ordinato da Dio.
Ecco le domande poste in confessionale ai sacerdoti di Roma:
1 - Conosce e cosa pensa dei 185 miracoli eucaristici?
2 - Può Dio ordinare un vescovo?
3 - È Eucaristia quella consacrata dal Vescovo l'11 Giugno 2000?
4 - L'effusione di sangue nell'Ostia per opera di chi è avvenuta?
5 - Giudizio sul Vescovo ordinato da Dio e sulla comunità.
6 - Perché ha rifiutato l'assoluzione?
7 - Chi ha ordinato vescovo S. Paolo?
Le risposte sono state consegnate a Mons. Claudio Gatti, che, al termine
della missione, le ha studiate attentamente. La missione è durata
circa tre mesi: Aprile, Maggio e Giugno. Dei risultati, come vedremo in
seguito, ne hanno parlato la Madonna e il nostro Vescovo.
La Mamma non ha mai cessato di parlare della sofferenza dei diletti figli:
"I miei due figliolini stanno soffrendo moltissimo; voi non potete
capire i loro patimenti. La loro vita non può continuare in modo
così duro. Dio deve aiutarli, se ha fatto delle promesse molto belle,
deve mantenerle".[44]
Da molti mesi Mons. Claudio Gatti, a causa delle precarie condizioni di
salute di Marisa e non potendo contare sulla collaborazione di persone competenti,
è stato costretto a dedicarsi a tempo pieno ad assistere la sorella
e a ridurre gli impegni di apostolato; ne è dolorosamente consapevole
anche la Madre dell'Eucaristia: "In cosa consiste il suo episcopato?
Come esercita il suo episcopato"?. Al grido di dolore però segue
il grido di speranza: "Eserciterà il suo episcopato" e
va oltre: "Eserciterà il suo
"
Abbiamo sempre saputo che i medici spesso non hanno compreso la gravità
della salute di Marisa. Anche se l'hanno sottoposta ad accertamenti clinici,
non sempre è stata diagnosticata la presenza di mali molto gravi.
Questa situazione ha creato a volte perplessità, ma non è
unica, perché si è verificata anche per Suor Faustina.
"La santa della Misericordia di Dio è stata malata molte volte,
è entrata in ospedale, sempre molte volte le hanno fatto analisi
cliniche senza trovare mai niente, eppure era malata, molto malata. Dio
può permettere una malattia e far sì che i medici non riescano
a trovare nulla".[45]
Il mese di Aprile si è chiuso con il primo bilancio, valutato dalla
Madonna, della missione dei giovani nelle parrocchie di Roma:
"So che i giovani stanno facendo un bell'apostolato con i sacerdoti.
Gli esiti a volte sono buoni e a volte tristi, ma voi non fermatevi, tenete
duro, come hanno tenuto duro S. Pietro e S. Paolo quando giravano il mondo
per evangelizzarlo. Andate avanti, non abbiate paura di nulla, come i due
apostoli che hanno affrontato una morte dolorosa e crudele. Io non vi chiedo
il martirio, vi chiedo soltanto di andare avanti, di lottare e di far capire
ai miei sacerdoti la situazione del Vescovo Claudio Gatti e la vostra perché
non la conoscono. I potenti uomini della Chiesa ne hanno parlato male e
tutti ne parlano male, senza sapere come e perché è successo
tutto questo. Si nascondono dietro il decreto del Papa, ma dov'è
il decreto? Non hanno rispettato il codice di diritto canonico; non hanno
fatto nulla di quanto prescrive, per cui nessuno può dire: "Il
sacerdote è fuori della Chiesa, il sacerdote è sospeso a divinis,
il sacerdote è ridotto allo stato laicale". Nessuno lo può
dire, perché non c'è nessun decreto e non è stato fatto
alcun processo. È stato condannato come la vostra sorella, alla quale
quei sacerdoti hanno lanciato turpi parole, peggiori di quelle che si rivolgono
alle donne di strada, per cui, alla fine è stata costretta a buttarli
fuori di casa.
Non vi fermate, figlioli, preparatevi e andate avanti. Pregate lo Spirito
Santo, non abbiate paura di nulla, nessuno vi può far nulla, neanche
il signor Ruini, che si sente a posto. O no, non è a posto e quanti
sacerdoti non lo sono! Mi rivolgo a voi, miei cari figliolini, e vi invito
a fare questa battaglia, ad andare incontro a questi sacerdoti e a far conoscere
loro la verità. Se vi negano l'assoluzione chiedete: "Perché
non mi dà l'assoluzione? Io sono a posto, ho confessato i miei peccati
e lei mi deve assolvere". Per fortuna sono pochi coloro che si comportano
così, ma i pochi sono molto cattivi; vi invito a pregare anche per
loro. La vostra è una missione difficile, ma bella, grande, fatela
per amore di Dio, per amore del vostro Vescovo. Andate avanti senza paura,
con coraggio e forza.
Ammiro coloro che hanno saputo parlare e rispondere molto bene ai sacerdoti.
Chi ha paura non vada, chi non ha paura e sente il coraggio di farlo lo
faccia con intenzione buona: far capire ai sacerdoti gli errori del signor
Ruini. Alla fine Dio vi premierà per tutto questo".
Nella prima apparizione del mese mariano, la Veggente ha rivolto alla Madonna
un grazie affettuoso e richiesto un aiuto particolare:
"Grazie, perché ci hai dato un santo Vescovo. Aiuta i miei figlioli
a parlare ai sacerdoti".
Per tutto Maggio la Madre dell'Eucaristia ci ha aggiornato sull'andamento
della missione e sulle reazioni esternate: "I sacerdoti non amano Gesù,
pensano solo a sé stessi e criticano i laici, giovani o adulti, se
sono più preparati di loro e li mettono in difficoltà. Si
preoccupano solo di ciò che a loro fa comodo. Figli miei, quando
terminerete la missione che state portando avanti sarete felici. I sacerdoti
non accettano ciò che dite, perché hanno molta paura, allora
si chiudono a riccio per non parlare di ciò che esponete loro. Non
abbiate paura, dovete parlare e trionfare. Dicono che S. padre Pio ha sempre
ubbidito. No, S. padre Pio si è messo contro gli uomini della Chiesa
perché aveva ragione. Quando si ha ragione bisogna lottare contro
di loro e amare Dio senza riserve".[46]
"Aiutate i sacerdoti che non accettano ciò che dite e si rifiutano
di darvi l'assoluzione; costoro non andranno in Paradiso. Voi non credevate
che ci fosse tanto bisogno di pregare per i sacerdoti, ma adesso che i giovani
stanno facendo la missione, avete capito la situazione e quanta miseria
e debolezza è in loro".[47]
"Alcuni sacerdoti non credono nell'Eucaristia, celebrano la S. Messa
e fanno la S. Comunione solo per rispetto umano. Non vi preoccupate se hanno
reagito male a quanto avete detto loro, voi continuate a dare il vostro
amore e ad offrire la vostra preghiera".[48]
"Pregate per la conversione dei sacerdoti, perché ogni volta
che aprite il giornale, leggete brutte notizie su di loro".[49]
"Vi chiedo di aiutarmi a convertire i sacerdoti".[50]
La Madre dell'Eucaristia ci ha insegnato ad avere, quando ci accostiamo
alla S. Comunione, un profondo raccoglimento e a mostrare un atteggiamento
rispettoso, educato e consono all'incontro con Gesù Eucaristia. Poiché
alcuni membri della comunità, dopo aver ricevuto la S. Comunione,
tornavano al loro posto con passo garibaldino o ciondolavano le braccia
lungo il corpo, la Madonna ha suggerito: "Mi raccomando, quando prendete
la S. Comunione, tornate al vostro posto con le mani incrociate o sul cuore
e unitevi a Gesù Eucaristia".[51]
Il 13 Maggio, festa della Madonna di Fatima, abbiamo celebrato l'anniversario
dell'emissione dei voti perpetui di Marisa.
La mattina si è manifestata la Teofania di Dio Padre, riservata solo
al Vescovo e alla Veggente, e la sera l'apparizione della Madonna per tutta
la comunità.
La camera della Veggente è stata adornata con molti fiori per accogliere
nel modo migliore Dio Padre, la cui visita era stata annunciata dalla Madre
dell'Eucaristia il giorno prima.
Il Vescovo vestiva l'abito solenne delle grandi occasioni ed aveva le più
belle e preziose insegne episcopali, la Veggente indossava l'abito bianco,
quello che la Madonna le aveva detto di farsi confezionare per la sepoltura.
Dio Padre ha dialogato con i due figliolini, ha permesso al Vescovo di aprirgli
il cuore e di fargli le domande che voleva.
Mons. Claudio si è sfogato lungamente con Dio, come un figlio con
il proprio padre. Non conosciamo l'intero contenuto del colloquio, ne possiamo
solo riferire alcuni stralci che ci sono stati comunicati.
Dio Padre ha rivelato che prima di fare i suoi interventi per ristabilire
la Verità, vuole la conversione di altri sacerdoti, vescovi e cardinali
e che la missione di Marisella consisteva nel soffrire per ottenerle; che
l'apostolato dei giovani: andare a parlare ai sacerdoti per dare loro la
possibilità di conoscere ed accettare le opere di Dio, era un segreto
che Marisa aveva custodito e che ora è stato svelato.
Inoltre ha comunicato che gli ecclesiastici che un domani dovranno collaborare
col Vescovo sono 31, tra italiani e stranieri e ad essi se ne aggiungeranno
altri. Ha fatto sapere al Vescovo chi dei suoi ex compagni di seminario
era in Paradiso.
Ha assicurato che gli ecclesiastici che hanno combattuto contro di lui,
particolarmente coloro che l'hanno ingiustamente condannato "andranno
a fondo" e ha svelato, ma noi lo ignoriamo, ciò che è
avvenuto durante l'ultimo conclave.
Al Vescovo che gli chiedeva: "Posso chiamarti papà"? ha
risposto con infinito amore: "Certo, figlio mio". Da allora, nelle
preghiere personali e private, noi tutti membri del Movimento Impegno e
Testimonianza Madre dell'Eucaristia abbiamo sostituito il solenne appellativo
"padre" con quello più familiare "papà".
Successivamente abbiamo saputo che anche altrove, in Italia e fuori, molti
si rivolgono a Dio, chiamandolo "papà"; è una conferma
di quanto ci ha detto spesso la Madonna: "Molti ripetono idee e pensieri
del vostro Vescovo, senza citare la fonte".
Infine Dio papà ha rinnovato la grande promessa: "Andate avanti
ed Io farò per voi qualcosa di bello".
La sera, nell'apparizione avvenuta alla presenza di tutti, la Madonna, dopo
aver fatto a Marisa gli auguri da parte di tutto il Paradiso, ci ha informato:
"Dio Padre ha parlato al vostro Vescovo e gli ha fatto delle confidenze
molto belle che l'aiuteranno a tenere duro nel suo cammino così difficile".
La vita di Marisa può riassumersi in due parole: immolazione e sofferenza.
Anche nel mese dedicato alla Madonna, Marisella ha continuato a vivere la
passione e a patire dolori umani insopportabili. Tre volte la salute è
precipitata e stava oltrepassando la soglia della morte, ma ogni volta è
intervenuto Dio che ha detto: "Ho ancora bisogno delle sofferenze di
Marisella per salvare altre anime" ed ha inviato le due mamme, quella
celeste e quella terrena, ad aiutare la figliolina a superare i momenti
critici.
Il Vescovo e la Veggente hanno trascorso molte notti senza chiudere occhio
neanche per un minuto: Marisa o condivideva la passione del Crocifisso o
era in preda a patimenti umani lancinanti. Mentre Marisa soffriva in croce,
come Cristo, Mons. Claudio pregava e piangeva sotto la croce, come la Madonna.
Anche la Madre dell'Eucaristia si è commossa fino alle lacrime nel
vedere il Vescovo distruggersi a causa dei terribili tormenti che Marisa
sopportava: "Eccellenza, quante preghiere innalzi a Dio, quanto dolore
vedo nei tuoi occhi, quante lacrime scorrono sul tuo viso! Non fare così,
altrimenti Marisella soffre di più".[52]
La Madonna ha sempre fatto la volontà di Dio, ma non significa che
non abbia sofferto nel rispettarla. Come la sua anima è stata trafitta
dalla spada del dolore nell'assistere alla passione e alla morte del Divin
Figlio, così quando viene sulla Terra per stare vicino alla figlia
Marisa dolorante, soffre molto. Per questo ci ha detto più volte:
"Pregate, perché Dio decida quello che deve fare: portarla via
immediatamente o lasciarla, ma in condizioni di salute migliori".[53]
Marisa ha sempre tribolato molto a causa dello stomaco. Nonostante le cure
fatte e i ricoveri ospedalieri, lungo gli anni la situazione è peggiorata
continuamente, fino al punto che la più piccola quantità di
cibo le procurava dolori enormi. Per dare un po' di sollievo alla sorella,
il Vescovo ha domandato con insistenza a Dio che le concedesse di nutrirsi
con l'Eucaristia. Dio Papà alla fine ha acconsentito a quello che
gli era richiesto.
Il 24 Maggio, festa di Maria Ausiliatrice, la Madonna ci ha comunicato che
Marisella da lunedì 28 Maggio si sarebbe nutrita con l'Eucaristia
ed ha aggiunto: "Dio vi ha fatto una grande grazia, perché vi
ama molto".
All'apparizione della Madre dell'Eucaristia è seguita la Teofania
di Dio, che ha rivelato a S. E. Mons. Claudio Gatti: "Sappi che il
Vescovo vestito di bianco ferito sei tu, perché sei stato ferito
in tutti i modi dai grandi uomini della Chiesa moralmente e anche spiritualmente.
È per questo che Noi ti amiamo tanto, ...". I tre puntini sostituiscono
tre parole che, per ora, per motivi di prudenza, non è opportuno
scrivere.
Domenica, 28 Maggio, Jacopo, il pronipote più grande del Vescovo
e della Veggente, ha fatto la 1ª Comunione. Il giovanetto, circondato
dai genitori, da parenti e dai membri della comunità, era visibilmente
emozionato e conscio dell'importanza del momento.
Anche la Madonna, come sempre, è stata presente durante la S. Messa.
Al piccolo figlio la Mamma di tutti ha detto: "Ricevi Gesù Eucaristia,
ricevi la Trinità. Piccolo Jacopo, rimani sempre buono, ubbidiente,
sii bravo, come lo sei a scuola. Se puoi, anche se sei un maschietto, dedicati
alle piccole faccende per aiutare la mamma. Caro Jacopo, Gesù e tutti
Noi ti facciamo tanti auguri. Ti fa gli auguri con le lacrime agli occhi
nonna Iolanda, che ama tanto i suoi figli, i suoi nipoti, i suoi pronipoti.
Sii felice e prega ogni giorno".
Come preannunciato dalla Madonna, il 28 Maggio Marisa ha cominciato a nutrirsi
con l'Eucaristia. È un evento straordinario, un regalo che Dio ha
donato solo a poche anime nella Storia della Chiesa,
dono sempre accompagnato da una grave sofferenza e Marisa l'ha accettata
per dare forza alla missione che Dio le ha affidato.
La Madonna ci ha chiesto "Di aiutare la vostra sorella con la preghiera,
perché, anche se sembra facile, non lo è, specialmente per
una persona che è stata per mesi, mesi e mesi senza quasi mangiare".[54]
Il Vescovo ha voluto esaltare questo intervento di Dio a favore di Marisa
con solennità. Ha invitato i giovani ad essere presenti al rito,
con cui Marisa iniziava a nutrirsi con l'Eucaristia. Si è rivestito
con gli abiti e le insegne episcopali più solenni e ha portato nella
camera di Marisa l'Eucaristia, che ha deposto in un mare di fiori. Dopo
aver adorato Gesù Eucaristia, i presenti hanno elevato all'Uomo -
Dio canti ed inni.
Il Vescovo dell'Eucaristia si è rivolto alla Vittima dell'Eucaristia
e le ha detto: "Come il miracolo eucaristico del giorno 11 giugno 2000
è il sigillo con cui Dio ha garantito l'origine divina del mio episcopato,
così il miracolo di nutrirti con l'Eucaristia è il sigillo
con cui Dio dimostra l'origine divina della tua chiamata e della tua missione".
Quando il Vescovo ha dato la S. Comunione alla Veggente, Marisa ha sentito
il sapore dolce del sangue di Gesù.
Il mese di Maggio si è chiuso con un lungo colloquio che ha avuto
come interlocutori la Madre dell'Eucaristia e i due figliolini, durante
il quale sono stati trattati importanti argomenti e poste molte domande.
Il Vescovo ci ha riferito solo l'ultima che aveva rivolto alla Madonna:
Vescovo - Desidero farti un'ultima domanda, se possibile. I vescovi, i sacerdoti,
i religiosi, le suore, gli uomini e le donne di cui parla il Terzo segreto
di Fatima e che vengono uccisi, sono coloro che hanno subito la persecuzione
da parte degli uomini della Chiesa?
Madonna - Si e sono tanti.
L'autorità ecclesiastica non solo non ha rivelato tutto il terzo
segreto di Fatima, ma della parte rivelata ha dato un'interpretazione sbagliata.
Comunque questo delicato argomento sarà trattato dal Vescovo ordinato
da Dio in una lettera inviata a 44 cardinali, vescovi e sacerdoti, i cui
nomi sono stati indicati dalla Madonna.
All'inizio di Giugno, mese dedicato al Sacro Cuore di Gesù, è
avvenuto uno dei numerosi colloqui tra la Madre dell'Eucaristia e i due
figliolini.
Di questo incontro celeste il Vescovo ci ha comunicato qualche passaggio.
Poiché, come a Santa Faustina, anche a Marisa i medici, per volontà
di Dio, non riuscivano più a diagnosticare i mali né la gravità
delle malattie, la Madonna nei riguardi della Veggente ha assunto anche
il ruolo di medico. Così ha elencato al Vescovo le medicine che Marisa
non doveva più prendere e quelle che doveva assumere. In futuro,
come vedremo, nei momenti particolarmente difficili per la salute, interverrà
di volta in volta per suggerire il da farsi.
Sappiamo che nei colloqui riservati solo ai figliolini, la Mamma si rivolge
a loro, chiamandoli: angeli miei, piccoli miei, tesori di Dio, per sottolineare
l'affetto, l'attenzione e la cura che ha per loro.
Ha preannunciato al Vescovo che quando Dio dirà: "Basta, è
ora di portare in Paradiso Marisella", egli "piangerà molto,
ma sarà anche felice, perché la sorella avrà terminato
di soffrire e in Paradiso sarà molto potente presso Dio per ottenere
grazie e miracoli".
Al Vescovo ha anche detto: "Prepara tutto come desidera Marisella,
falla contenta. Preparale il vestito che indosserà ed il letto ricoperto
di raso su cui giacerà dopo la morte. Cura il libretto, come sai
fare tu, che verrà distribuito al suo funerale, o meglio nel giorno
del suo trionfo. Devi fare una bella omelia, per una santa. Tu sai che Marisella
per Noi è santa, come lo sei anche tu".
Il 4 Giugno, festa di Pentecoste, abbiamo ricordato e celebrato il miracolo
eucaristico, avvenuto durante la S. Messa, celebrata dal nostro Vescovo,
alla presenza di circa 200 persone. La Terza Persona della S.S. Trinità
ci ha detto: "Io sono Dio Spirito Santo. È vero, sono dimenticato
da molti uomini. Pochi si avvicinano al mio cuore, vorrei che almeno voi
pensaste un pochino a Me. Dio Padre e Dio Figlio vengono spesso ricordati
da tutti, mentre Dio Spirito Santo è dimenticato da molti. Ricordatemi
ed amatemi come Io amo voi e ogni giorno cerco di darvi il mio aiuto, perché
ognuno di voi ha delle necessità particolari, ma non a livello della
vostra sorella e del vostro Vescovo".
Anche la Madonna ci ha invitato a rivolgerci allo Spirito Santo: "Continuate
a pregarlo, affinché vi aiuti in tutto e soprattutto nel portare
avanti la grande missione".[55]
Nel mese di Giugno i giovani ed alcuni adulti hanno ultimato il compito
di andare a parlare ai sacerdoti di Roma. Si sono recati in tutte le parrocchie
della diocesi ed hanno avvicinato i parroci o i viceparroci in confessionale.
Possiamo raccontare abbastanza dettagliatamente la storia di questa missione,
perché di essa nel mese di Giugno ne ha parlato due volte la Madre
dell'Eucaristia e una volta Gesù.
Madonna - Gesù mi ha detto: Ringrazia i miei cari figli, giovani
ed adulti, per la missione che stanno compiendo. Non guardate se i sacerdoti
credono o non credono, l'importante è che conoscano la verità.
Quando si trovano da soli cominciano a meditare e a dire: "Se fosse
vero tutto questo, che fine faremo noi"?
Oh, se tutti i sacerdoti rispondessero e alla fine riconoscessero: "Avevano
ragione quei figlioli, in tutto. Noi abbiamo creduto a chi non era degno
di essere creduto". Non ribattete, se non accettano ciò che
dite e vi offendono, salutate, non prendete l'assoluzione e andate via con
un bel sorriso. Devono rendersi conto che voi siete persone veramente cristiane
e a posto. Dovete riuscire a smascherare coloro che non credono, e ce la
farete. Se non credono a ciò che esponete, salutate e dite: Mi dispiace,
ma lei è fuori della Chiesa, non io; io sono con la Chiesa, perché
ho creduto alle opere di Dio.[56]
Madonna - Le sofferenze fanno bene, bisogna essere contenti anche quando
i sacerdoti non accettano o parlano male, perché prima o dopo anche
loro si renderanno conto e capiranno d'aver sbagliato. Non vi spaventate,
andate avanti con molto amore".[57]
Gesù - Voi non potete neanche immaginare che cosa succede tra i sacerdoti,
quante bugie e menzogne dicono, quante lettere calunniose scrivono al Vescovo.
Voi, missionari, state facendo un apostolato assai grande".[58]
Madonna - Cari figlioli, pregate tanto, come facevano gli apostoli che pregavano
molto per essere aiutati nella loro alta missione. Anche voi avete un grande
mandato, non tralasciatelo, non abbiate paura, continuate a farlo e, se
non è accettato, non preoccupatevi, ma andate avanti, non temete
le persone che non sono in grazia e vivono in modo disastroso. Continuate
la missione che condividete con la vostra sorella, perché per lei
sola era troppo arduo e pesante incontrare sacerdoti, vescovi e cardinali.
Se non riusciremo a rinnovare la Chiesa, non approderemo a nulla. Coraggio,
miei cari figli, andate sempre avanti, non fermatevi mai. La missione a
volte può andare bene e a volte male, ma a voi non deve dare preoccupazione.
Avete visto quante persone hanno ricevuto il vostro aiuto? Quante di queste
non vi hanno creduto? Pochissime. Ringraziamo Dio se coloro che hanno creduto
e credono in silenzio si domandano: "Se fosse vero tutto ciò
che abbiamo udito, che fine faremo noi"?[59]
Gesù - Credetemi, la maggior parte dei sacerdoti crede alle apparizioni.
Mons. Claudio ha ringraziato molte volte gli apostolini per l'amore e il
coraggio dimostrato nel portare avanti il mandato loro affidato da Dio,
a vantaggio dei sacerdoti di Roma.
Il Vescovo ci ha informato, che, pur avvenendo i colloqui con i sacerdoti
durante la confessione, il Vicariato ne era venuto a conoscenza ed aveva
reagito con nervosismo e durezza. Infatti aveva dato ordine ai sacerdoti
in modo informale, senza lasciare traccia, di rifiutare di incontrare i
giovani ed adulti del Movimento Impegno e Testimonianza e di non avere nessun
tipo di colloquio con loro.
Contemporaneamente agli apostolini Marisa ha svolto una missione molto più
difficile ed impegnativa: andare in bilocazione a parlare ad alti prelati,
a vescovi e cardinali per far loro conoscere le opere di Dio. Si è
recata dai pastori onesti per incoraggiarli ad accettare e a difendere le
opere di Dio e dai mercenari per invitarli ad una autentica conversione.
È entrata per intervento di Dio in Vicariato, in Vaticano e in residenze
episcopali in Italia e all'estero.
Gesù e la Madonna, ci hanno parlato anche della missione di Marisa
a vantaggio dei grandi uomini della Chiesa.
Madonna - La vostra sorella spesso va in bilocazione dai grandi sacerdoti,
affronta una grande lotta e subisce una forte pena, umanamente parlando,
però c'è tanta gioia in lei per aver detto ciò che
doveva dire.[60]
Madonna - La vostra sorella va in bilocazione dai grandi uomini della Chiesa.
Cari giovani, la sua missione è molto più difficile della
vostra. A volte la buttano fuori della stanza o le domandano: "Da dove
è entrata lei"? "Dalla porta" risponde, ma non è
esatto: lei non entra dalla porta, entra da qualsiasi parte.[61]
Il Vescovo ci ha detto che fino al 9 Giugno, Marisa in bilocazione ha parlato
a 26 ecclesiastici.
Coloro che erano buoni ed onesti sono stati informati che era in bilocazione
ed hanno ascoltato con rispetto la Veggente ed accettato tutto ciò
che aveva detto loro. Dei cattivi e disonesti alcuni si sono convertiti,
altri sono rimasti irremovibili ed hanno avuto reazioni malvagie e volgari.
Qualcuno è arrivato a minacciarla e a schiaffeggiarla, per cui Marisa
ha chiesto al Signore di essere esentata dall'andare dagli ecclesiastici
nemici di Dio e della Chiesa.
Gesù ha esaudito la sua richiesta e le ha detto: "Marisella,
non andare più da coloro che ti possono
vai da chi è
buono, o, anche se non lo è, non compia quello che ti ha fatto il
signor Ruini. Coraggio. Quante volte hai ricevuto schiaffi dai sacerdoti?
Eppure sei rimasta sempre serena. Eri felice perché avevi detto ciò
che dovevi dire ai sacerdoti. L'ultimo triste incontro l'hai fatto con il
signor Ruini. Sii felice lo stesso, non ti preoccupare, vai avanti serena".[62]
Solo il Vescovo sa chi sono gli ecclesiastici presso i quali Marisa è
andata e quali risultati ha ottenuto, anzi di qualche incontro conserva
la registrazione, perché Marisa che era nella sua camera, ripeteva
a voce alta quello che diceva in bilocazione agli ecclesiastici.
Gesù Eucaristia e la Madre dell'Eucaristia hanno parlato diverse
volte col Vescovo dell'Eucaristia e con la Vittima dell'Eucaristia della
missione dei giovani e di Marisa. La notizia più bella di cui ci
hanno informato è che la maggior parte dei sacerdoti di Roma, incontrati
dai nostri apostolini, ha creduto a quanto essi hanno detto loro.
Dobbiamo anche aggiungere che tutta la comunità ha elevato incessantemente
preghiere e suppliche a Dio e ha fatto fioretti, sacrifici e digiuni per
la missione. Il maggior contributo di sofferenze l'ha offerto la nostra
sorella Marisa con i patimenti della passione e i forti dolori naturali
che hanno continuato ad affliggere il suo corpo, a causa dei quali è
svenuta molte volte.
Lo Sposo Divino, la Mamma celeste, il custode dell'Eucaristia e la mamma
terrena sono stati sempre vicini all'eroina della sofferenza e l'hanno aiutata
a fare la volontà di Dio, anche se costava molto. Marisa non si è
mai tirata indietro ed ha bevuto il calice amaro del dolore fino in fondo.
Erano questi i momenti in cui il fratello Vescovo sentiva la sua anima straziata
dalla pena nel vedere la sorella soffrire così tanto.
Nelle lettere di Dio spesso è scritto a proposito: "Marisella,
finché sarai sulla Terra, la tua missione sarà la sofferenza.
Io, Dio Spirito Santo, ti do un grande aiuto, ma la tua vita è quella
che vivi, la tua missione è quella che svolgi, non c'è altro.
So che soffri con tanto amore per la Chiesa, per i sacerdoti, ma soprattutto
per il Vescovo. Le sofferenze non mancano ai miei due figliolini, ogni giorno
e ogni notte ce ne è una".[63]
"La vita è durissima e assai difficile per la vostra sorella
e mia sposa, ma lei sorride anche quando non riesce a camminare e dalle
sue labbra esce un sorriso per tutti".[64]
Verso la fine di Giugno gli apostolini hanno terminato di visitare tutte
le parrocchie della diocesi di Roma, oltre 320. Complessivamente hanno incontrato,
sempre in confessionale, circa 400 sacerdoti. Il loro è stato un
proficuo lavoro, in cui hanno incontrato anche tormenti, ma che ha dato
molti risultati positivi. Ultimata la missione, non hanno riposato sugli
allori, perché la Madonna ha indicato ai giovani nuove mete: "Miei
cari figli, l'apostolato non è finito, voi giovani, dovete continuare;
chi può continui. Continuate, se potete, anche fuori Roma".[65]
Oltre i giovani della comunità di Roma, sono state coinvolte altre
persone non di Roma per portare la missione oltre le mura della Città
eterna:
"Io vorrei, se siete d'accordo, allargare il mandato anche a coloro
che non vivono a Roma, ai quali dico: se volete compiere questa missione,
andate dai nostri ragazzi di Roma, chiedete loro come fanno e cosa dicono
ai sacerdoti. Chi vuole può continuare l'apostolato fuori Roma e
così darete tanta gioia a Dio Onnipotente, a Me Gesù, allo
Spirito Santo e alla Madre dell'Eucaristia. Ringraziate Dio Onnipotente
che vi fa la grazia di svolgere questo compito così bello e importante".[66]
Nell'ultima apparizione dell'anno sociale 2005 - 2006 Gesù ci ha
tracciato un bilancio della missione compiuta a Roma dai giovani e dagli
adulti: "Credetemi, la maggior parte di loro crede alle apparizioni
mariane e ai miracoli eucaristici, ma non vuole dare soddisfazione, perché
pensa: Chi sei tu per venire da me, sacerdote, a dirmi queste cose? Vi siete
resi conto che, purtroppo, alcuni non conoscono bene il Vangelo, non conoscono
il C. I. C. e allora si confondono, non sanno che dire, rivoltano tutto
e dicono: "Basta, queste cose non mi interessano, ho altro da fare
e a cui pensare. Vi dovrebbe dare però gioia sapere che poi ripensano
a quanto avete detto loro".
Il nostro Vescovo, incoraggiato dalla Madonna, da tempo aveva incominciato
a pregare Dio, affinché affrettasse l'ingresso in Cielo della sorella,
che finalmente avrebbe cessato di soffrire e avrebbe cominciato a godere
la felicità eterna.
Dio stesso ha indicato "alla cara figliolina" alcune date per
la sua dipartita, ma le ha sempre spostate una dopo l'altra, affermando
di avere ancora bisogno di lei per salvare altre anime e per fare rinascere
la Chiesa.
Mons. Claudio Gatti, si è permesso con la libertà di figlio
di indicare al Padre una data. Ce ne ha parlato Gesù: "Quando
sarà il tempo della dipartita della vostra sorella? Il vostro Vescovo
ha chiesto il 29 Giugno per motivi significativi ed importanti, ma vedremo
cosa deciderà Dio".
Dio deciderà di prolungare il Calvario alla nostra sorella; Gesù
le ha detto: "Marisella, ti sono sempre accanto insieme alla Mamma,
quando soffri, quando il dolore si fa più forte. Non ti preoccupare:
quando arriverà il momento che Dio ha rimandato tante volte, sarai
felice e tutti lo sarete".[67]
Sappiamo che Dio Padre, Dio Figlio, Dio Spirito Santo, e la Madre dell'Eucaristia
da anni hanno fatto conoscere a S. E. Mons. Claudio Gatti, vescovo ordinato
da Dio, il suo futuro: quale sarà il posto che occuperà nella
Chiesa di Dio, quale ruolo ricoprirà nella gerarchia ecclesiastica.
La Veggente era a conoscenza di tutto fin dall'inizio della missione, cui
era stata chiamata da Dio. Su questo futuro era calato il più totale
silenzio e il più rigoroso segreto lo avvolgeva.
Successivamente, per ordine di Dio, lo stesso Vescovo ne aveva parlato solo
ai giovani, vincolandoli a loro volta, al segreto.
I giovani dovranno testimoniare un giorno che Dio aveva manifestato i suoi
disegni, prima di realizzarli. In un secondo momento le lettere di Dio,
prima in modo velato e poi man mano sempre più esplicito hanno fatto
conoscere a tutti che "il Vescovo ascenderà ad altezze vertiginose
ed alture stupende nella Chiesa".
A Giugno c'è stata la più esplicita affermazione da parte
di Gesù sul ruolo del Vescovo all'interno della Chiesa. L'affermazione
è stata preceduta da due annunci della Madonna: "Pregate per
il vostro Vescovo, affinché arrivi dove Dio gli ha detto".[68]
"Pregate per il vostro Vescovo, perché è lui che dovrà
rinnovare la Chiesa".[69]
Ma è stata l'affermazione di Gesù ad emozionarci e sconvolgerci:
"Per Noi del Paradiso, il Vescovo ordinato da Dio è Papa. Voi
della Terra ancora non lo potete affermare. Guai a pronunciarlo, direbbero
che siete pazzi. Ma hanno preso per pazzo anche Me, Gesù, quindi
non c'è niente di cui preoccuparsi o allarmarsi. Chi vivrà
ancora e starà vicino al Vescovo, al momento giusto farà una
grande festa".[70]
Non conosciamo come e quando ciò che ha detto Gesù sarà
accettato dagli uomini della Chiesa, sappiamo solo che il soglio pontificio
si sta avvicinando per il nostro Vescovo.
I mesi estivi hanno rappresentato per il Vescovo e la Veggente uno dei periodi
più difficili e travagliati degli ultimi anni. Hanno goduto solo
due giorni, l'8 Luglio e il 15 Agosto, liberi da problemi ed esenti da preoccupazioni.
Hanno trascorso i primi quindici giorni di Luglio ad Alba Adriatica, una
ridente e solare località marina, beneficiando del clima marino,
ma non hanno potuto immergersi nemmeno una volta in mare, sia per la compromessa
salute di Marisa, sia perché le era impossibile percorrere il lungo
tratto di spiaggia e il primo tratto di mare, molto basso, prima di potersi
immergere tra le onde. Anche se molto sofferente, Marisa è stata
aiutata dal Signore a superare i suoi gravi problemi, altrimenti, e non
esageriamo, sarebbe stata frequentemente in pericolo di vita.
Il 3 Luglio Marisa ha vissuto una grande esperienza mistica: insieme alla
Madonna, S. Giuseppe, nonna Iolanda, gli ultimi papi ed altri santi e molti
angeli ha partecipato alla S. Messa, celebrata da Gesù.
La S. Comunione è stata distribuita a tutti i presenti da Pio XII,
beato Giovanni XXIII, Paolo VI, Giovanni Paolo I e Giovanni Paolo II; Marisa
ha ricevuto la S. Comunione da Paolo VI, il Papa molto amato dal nostro
Vescovo.
Più di una volta mentre il Vescovo portava sulla sedia a rotelle
Marisa sul lungomare, per farle respirare l'aria marina, la Madonna le ha
indicato dei sacerdoti che passeggiavano con delle donne, come se fossero
stati coniugi.
L'onomastico del Vescovo, Marisa l'ha trascorso immersa in un mare di dolori.
Molto amareggiato Mons. Claudio si è lamentato con la Madonna: "Falla
stare un pochino meglio, così usciamo e godrà quel poco che
può godere".[71]
Anche quest'anno, in occasione della sua festa, S. Claudio, patrono del
nostro Vescovo, ha ricevuto da Dio il permesso di parlargli: "Monsignor
Claudio Gatti, prego ogni giorno per te e ti amo tanto; sapessi quante persone
grandi e piccole pregano per te. È dura la tua vita, l'inizio del
tuo trionfo si allunga sempre più. Hai vicino Marisella che ha offerto
la sua vita per te. Alla fine trionferai. Io non conosco il tempo di Dio.
Tutti in Paradiso pregano per te".
Parliamo ora del meraviglioso 8 Luglio, giorno in cui Dio ha voluto fare
alla figliolina una serie di regali e piacevoli sorprese.
Dopo aver dormito serenamente tutta la notte, situazione che non si verificava
da molto tempo, Marisa si è levata dal letto senza fatica e senza
dolori. Il Vescovo e due giovani l'hanno accompagnata a fare una passeggiata
lungo il mare. Improvvisamente Marisa si è alzata dalla sedia a rotelle
con molta agilità e si è messa a camminare speditamente. Gli
accompagnatori si sono guardati sbalorditi. Successivamente hanno saputo
che era venuto Gesù e le aveva dato la mano per alzarsi. Poi l'aveva
presa sottobraccio e iniziato con lei un fitto dialogo.
Nel pomeriggio, poiché Marisa continuava a stare bene, il Vescovo
e i due giovani l'hanno di nuovo portata a godere l'aria del mare. Il clima
era talmente gioioso e sereno che Mons. Claudio ha voluto fare di nuovo
a Marisa lo scherzo di porgerle il cellulare, dicendole che al telefono
c'era la Madonna. Marisa ha preso il cellulare e le si è illuminato
il volto, perché, attraverso il telefonino, ha sentito e parlato
con la Madonna.
Poco dopo il cellulare ha effettivamente suonato, Marisa l'ha preso con
celerità e ha di nuovo parlato con la Mamma del Cielo.
Prima di rientrare a casa, sono apparsi a Marisa Gesù Eucaristia
e la Madre dell'Eucaristia, che l'hanno di nuovo fatta alzare, l'hanno presa
sottobraccio, Gesù da una parte e la Madonna dall'altra. Lo Sposo
divino e la Mamma celeste hanno parlato con lei di argomenti tristi e preoccupanti:
la situazione della Chiesa e le condizioni spirituali dei sacerdoti.
Hanno ringraziato l'eroina della sofferenza per i patimenti che sopporta
per la rinascita della Chiesa e la conversione dei sacerdoti. Le hanno chiesto
di continuare la sua missione di dolore, interrotta quel giorno per darle
un po' di riposo.
Nonostante l'annuncio che la Passione sarebbe ripresa, il Vescovo e la Veggente
hanno ringraziato Dio per i doni ricevuti quel giorno.
Il 10 Luglio, mentre sulla terrazza di casa Mons. Claudio e Marisa, in compagnia
di alcuni amici, godevano il fresco, è venuta la Madonna, accompagnata
da una moltitudine di angeli e di santi, ed ha portato due annunci molto
importanti.
Il primo rivolto al Vescovo: "Quando Marisella partirà in Cielo
con me, gli angeli e i santi, il Vescovo la seguirà in Paradiso,
la bacerà e poi tornerà sulla Terra per terminare il suo compito".
Il secondo indirizzato alla Veggente: "Tu, anima bella e santa, sei
rimasta ancora in vita per aiutare Dio e soffrire per le anime. Tu lo sai,
perché sei già in Paradiso, dove tutto è gioia e godi
con la tua mamma e col tuo Sposo".
In che consiste e quale tipo di presenza è quella di Marisa in Paradiso,
noi non lo sappiamo. L'importante è credere a quanto Dio dice e attendere
la spiegazione dall'Alto.
Ora invitiamo tutti coloro che stanno leggendo queste pagine, di interrompere
la lettura, raccogliersi in preghiera e chiedere luce allo Spirito Santo
per accettare la spiacevole realtà che viene narrata.
Da anni, in colloqui privati col Vescovo e la Veggente, Dio aveva fatto
conoscere loro la critica situazione della Chiesa, a cominciare dal vertice
della gerarchia ecclesiastica fino a scendere ai gradini più bassi.
Di tali incontri divini Mons. Claudio ci aveva accennato qualcosa per spingerci
a pregare per la rinascita della Chiesa.
Il Fondatore e Capo della Chiesa e la Madre della Chiesa ci avevano fatto
apprendere alcune spiacevoli realtà della Chiesa, ma mai si erano
espressi come Dio Padre nelle Teofanie del 15 e 21 Luglio.
Il Signore ha voluto che questi messaggi, rivolti al Vescovo e alla Veggente,
fossero divulgati anche a noi e a tutta la Chiesa. Gli interventi di Dio
sono stati sollecitati dal rifiuto di Marisa di continuare a soffrire per
i sacerdoti.
Da colloqui frequenti con la Madre della Chiesa, Marisa aveva attinto numerose
e dettagliate informazioni sulla situazione spirituale dei sacerdoti, dei
vescovi, dei cardinali e di chi stava al vertice della gerarchia. Inoltre,
non vista, era andata in bilocazione nelle case e negli uffici di questi
ecclesiastici, e si era resa conto di come vivevano e di che cosa discutevano
nelle loro conventicole.
A causa di questo cumulo negativo di informazioni e di esperienze aveva
raggiunto un rigetto totale dei sacerdoti, anzi, a volte, aveva provato
ribrezzo verso di loro, come ha candidamente confessato alla Mamma Celeste
il 14 Luglio.
Marisa - Non sono più in grado di continuare a soffrire, specialmente
per i sacerdoti. Basta. Mi ritiro nella mia casa, a via Delle Benedettine,
con il mio Vescovo e non voglio aiutare più nessun sacerdote, perché
la mia salute è compromessa e me ne sto andando per colpa loro. Se
mi dicono di aiutare un giovane, una mamma, un papà, sono pronta,
ma non voglio soffrire per i sacerdoti. Condannami pure, se vuoi, non mi
interessa, ma per i sacerdoti non voglio più soffrire, mi fanno schifo
(Marisa piange sulla spalla del Vescovo). Non voglio i sacerdoti, non li
voglio, non li voglio. Io non ce l'ho con nessuno, né con Dio Padre,
ne con Dio Figlio, né con Dio Spirito Santo, né con la Madonnina,
però il mio no questa volta è definitivo. Non mi interesserò
più dei sacerdoti. Perché dobbiamo continuare a dare ai sacerdoti
che sono sporchi? Mi viene da vomitare quando parlo di loro: hanno ricevuto
tutto, non voglio più dare nulla, non voglio più immolare
il mio corpo, far soffrire la mia anima per loro. Fatemi partire presto
da questo mondo, perché non ce la faccio più. Perdonami, Madonnina,
se ho detto queste cose, non è per cattiveria, ma non ce la faccio
più.
Madonna - Tesoro, hai ragione. È giusto quello che dici e Noi faremo
come tu vuoi. Sì, adesso basta. Basta con le tante miserie degli
uomini della Chiesa, basta, Io sono con voi e voi siete con Me. Anche gli
uomini della Chiesa sono miei figli prediletti, ma non fanno la volontà
di Dio. Marisella, hai finito di soffrire per i sacerdoti.
Prima di riportare alcuni brani delle Lettere di Dio che mettono a nudo
la situazione della Chiesa, trascriviamo per coloro che dovessero scandalizzarsi
nel leggere le precitate lettere, ciò che ha affermato il card. Joseph
Ratzinger, pochi giorni prima di essere eletto Papa. Quello che riportiamo
è il commento alla IXª Stazione della Via Crucis, rito che è
stato celebrato il Venerdì Santo del 2005 e trasmesso in Mondo Visione.
Ad esso aveva partecipato anche Giovanni Paolo II, dalla sua cappella privata,
stringendo una croce. Queste le parole del futuro Papa: "Ma non dobbiamo
pensare anche a quanto Cristo debba soffrire nella sua stessa Chiesa? A
quante volte si abusa del santo Sacramento della Sua presenza, in quale
vuoto e cattiveria del cuore spesso Egli entra. Quante volte celebriamo
soltanto noi stessi, senza neanche renderci conto di Lui. Quante volte la
Sua Parola viene distorta ed abusata. Quanta poca fede c'è in tante
teorie, quante parole vuote. Quanta sporcizia c'è nella Chiesa, e
proprio anche tra coloro che, nel sacerdozio, dovrebbero appartenere completamente
a Lui. Quanta superbia, quanta autosufficienza. Quanto poco rispettiamo
il sacramento della Riconciliazione, nel quale Egli ci aspetta, per rialzarci
dalle nostra cadute. Tutto ciò è presente nella sua passione.
Il tradimento dei discepoli, la ricezione indegna del Suo Corpo e del Suo
Sangue è certamente il più grande dolore del Redentore, quello
che gli trafigge il cuore.
Signore, spesso la tua Chiesa ci sembra una barca che sta per affondare,
una barca che fa acqua da tutte le parti. E anche nel tuo campo di grano
vediamo più zizzania che grano.
La veste e il volto della tua Chiesa ci sgomentano. Ma siamo noi stessi
a sporcarli. Siamo noi stessi a tradirti ogni volta, dopo tutte le nostre
grandi parole, i nostri grandi gesti. Abbi pietà della tua Chiesa:
anche all'interno di essa, Adamo cade sempre di nuovo, con la nostra caduta
ci trasciniamo a terra, e Satana se la ride, perché spera che non
riuscirai più a rialzarti da questa caduta; spera che tu essendo
stato trascinato nella caduta della tua Chiesa, rimani per terra sconfitto.
Tu però ti sei rialzato, sei risorto e puoi rialzare anche noi. Salva
e santifica la tua Chiesa. Salva e santifica tutti noi".
Ora riportiamo ciò che ha detto Dio Padre in due teofanie:
"Anche a Me, Dio Padre Onnipotente, viene un senso di rigetto a parlare
del signor Milingo. Se a te fa ribrezzo e disgusto quest'uomo, immagina
a Me che l'ho creato. Tutti l'hanno difeso, cominciando dal Santo Padre,
dai vescovi e dai cardinali. Gli hanno dato tutto: casa, soldi, onori e
lui che cosa ha fatto? È fuggito tra le braccia della sua donna.
Hai fatto bene a rinunciare ad aiutare i sacerdoti; non ti rimprovererò
mai per questo rifiuto.
Basta con i sacerdoti, buoni o cattivi che siano, basta. In questo momento
non stai bene, perché pensi a quei luridi signori. Lo so, sono sporchi.
Marisella, non offrire più le tue sofferenze e le tue preghiere per
i sacerdoti. Io, Dio Padre Onnipotente, farò di tutto per risanare
il male presente in quelle persone. Amate gli storpi, gli ammalati e le
persone che hanno fame e sete di giustizia, ma lasciate i sacerdoti".[72]
"La vita sulla Terra è talmente sporca, talmente sudicia, che
quasi mi dispiace, Marisella, di lasciarti in questo mondo pieno di persone
immorali, cominciando dai vertici della Chiesa". [73]
La Mamma Celeste ha tradotto l'ordine di Dio in consigli pratici:
"Caro figliolino mio, tu devi essere il capo dei giovani e degli adulti.
Marisella non andrà più a parlare con gli uomini della Chiesa
per vari motivi che tu sai, ma tu non puoi lasciare tutti da soli. Trascura
i sacerdoti, ma aiuta i giovani e gli adulti a parlare con essi, mentre
tu rimani fuori come Marisella. Dovrai solo scrivere loro, ma non andare
a parlare o a fare altro. Hai finito, come ha finito Marisella".[74]
Da allora il Vescovo e la Veggente hanno incontrato solo i sacerdoti che
sono venuti al luogo taumaturgico; pochi di Roma, la maggior parte da fuori
Roma.
Pur nutrendosi con l'Eucaristia, Marisa ha continuato a soffrire molto con
lo stomaco perché ha detto la Madre dell'Eucaristia: "Ormai
è distrutto, come anche il fegato e la milza".
Per le pessime condizioni dell'apparato digerente Marisa ha subito un blocco
intestinale che ha avuto gravi conseguenze anche per la respirazione: la
situazione della sua salute è diventata molto critica e al Vescovo
e alle persone che erano con lui, non è rimasto altro se non pregare.
Dio ha mandato allora la Madre dell'Eucaristia che ha fatto superare la
crisi alla figliolina e l'ha fatta anche addormentare.
Non solo i dolori all'apparato gastroenterico, non solo problemi in altre
parti del corpo, ma la Veggente ha subito anche terribili trafitture in
tutto lo scheletro osseo.
Quando la sofferenza raggiungeva il massimo, Marisella chiamava la mamma,
nonna Iolanda, che le ha mormorato: "Quando mi chiami di notte, figlia
mia, vengo sempre vicino a te e vedo che soffri tanto. Nessuno si può
rendere conto di quanto è grande il tuo patire, solo il Vescovo può
capirlo".[75]
La Madre dell'Eucaristia ha salvato i due figliolini anche da un incidente
di macchina, che poteva essere mortale.
Chi guidava la loro macchina ha fatto un sorpasso azzardato e un rientro
frettoloso, per cui l'autotreno che li seguiva, li avrebbe certamente tamponati,
se la Madonna non fosse intervenuta, rallentando la corsa del grosso automezzo.
Il nostro Vescovo non ha mai amato indossare la mitra, che non era compresa
tra le insegne episcopali, indicategli da Gesù. Quando gli è
stata regalata da alcuni membri della comunità, costretto quindi
ad indossarla, l'ha sempre portata con un certo disagio, perché non
ne comprendeva la funzione e pensava che fosse stata una spesa superflua.
Dio, che si è sempre rivelato un Papà affettuoso verso i due
figliolini, è venuto incontro al desiderio del Vescovo: "Eccellenza,
se non vuoi mettere la mitra, puoi evitare di indossarla. Sei più
bello senza"![76]
Al Vescovo faceva molto pena lasciare sola la sorella, quando lui e gli
altri andavano a mangiare, per questo ha chiesto alla Madonna: "Marisella
desidera stare in nostra compagnia, poverina, è sempre sola, se le
togliamo la nostra compagnia, anche quando mangiamo e stiamo insieme a tavola,
cosa le resta? Dio le può concedere, se questa è sua volontà,
la possibilità di mangiare qualcosa anche se poco, ma consigliato
da te"?
La Mamma ha risposto: "Certo, io posso consigliare tutto. Lei deve
mangiare l'Eucaristia e un po' di cibo. Aspettiamo che Dio le dica ciò
di cui ha bisogno".[77]
Mons. Claudio non immaginava quanti problemi sarebbero sorti da questa sua
richiesta.
Il 16 Luglio il Vescovo e la Veggente si sono spostati a Villetta Barrea,
un paesino immerso nel parco nazionale d'Abruzzo.
Il grande dolore che straziava il corpo di Marisa e feriva l'anima del Vescovo,
è racchiuso nella domanda rivolta alla Madonna: "Quando finirà
il nostro Calvario"?
La risposta della Mamma è stata illuminante: "Mio dolce figlio,
il Calvario è sempre lungo".[78]
La grande sofferenza soprannaturale, morale e naturale non è mai
mancata, anzi in alcuni momenti è diventata insopportabile. Nonna
Iolanda in quelle circostanze andava da Dio, seguita dai santi e da schiere
di angeli, a chiedergli "di aiutare i due figli che hanno sempre sofferto"
e a domandargli "di prendere subito Marisella o lasciarla ancora sulla
Terra per godere un po' con suo fratello".
La descrizione di questi momenti è contenuta nelle tre Lettere di
Dio del 21 Luglio, quando Dio Padre si è manifestato due volte nello
stesso giorno.
La Madre dell'Eucaristia ha più volte comunicato, a nome di Dio,
che Marisa sarebbe rimasta sulla Terra "ancora poco tempo" e dopo
sarebbe volata subito in Paradiso. Ma, come è avvenuto altre volte,
Dio ha di nuovo spostato la data della sua dipartita, sempre per gli stessi
motivi "convertire altre anime e per la rinascita della Chiesa".
Ha ripetuto ancora: "Quando porterò Marisella in Paradiso, dovrete
fare una cerimonia più bella di un Matrimonio, di una Prima Comunione,
della Cresima e del Battesimo. Dovrete organizzare una festa solenne e grandissima
agli occhi della gente e di tutto il Paradiso e soprattutto dovrete essere
felici".[79]
Ha anche spiegato di nuovo che "per essere dichiarati santi da Dio
non occorre raccogliere testimonianze e fare processi. Non c'è necessità
di arazzi a S. Pietro. Per Dio il vostro Vescovo e Marisella sono santi".
Intanto Marisa, con l'approvazione della Madonna e incoraggiata dal fratello,
aveva ripreso a mangiare un po' di cibo, ma con esiti sempre dolorosi.
Dal 24 al 29 Luglio il Vescovo e la Veggente hanno vissuto "giorni
infernali"; Dio ha permesso che l'Inferno si scatenasse contro Marisa.
Per comprendere più profondamente e dettagliatamente quello che hanno
patito il Vescovo e la Veggente durante quei giorni, invitiamo a leggere
con attenzione e partecipazione le lettere di Dio del 25, 27, 29 e le tre
del 26 Luglio.
Il 24 Luglio è scoppiato a Villetta Barrea un tremendo temporale,
accompagnato da lampi e tuoni. Davanti alla finestra della camera, dove
stavano i due figliolini di Dio, si sono scaricati a terra due fulmini con
rumori assordanti e luce così sinistra, da spaventare a morte Marisa
e farla urlare dalla paura.
La Madonna ha spiegato cosa era avvenuto: "Due demoni enormi, forti,
brutti hanno spaventato la vostra sorella. Voi non potete immaginare quanto
è stato tremendo quello che è successo, è avvenuto
qualcosa da mettere paura al mondo intero. I demoni hanno cercato di ucciderla,
terrorizzandola. Accadranno ancora spaventose situazioni ed altre cattiverie
diaboliche contro di lei. I demoni tenteranno di trafiggere il suo corpo
e la sua anima. Marisella subirà tanto, ma non succederà niente
che possa ucciderla, lei è di Dio e i demoni non possono fare ciò
che vogliono".[80]
Per evitare che i demoni la percuotessero e la sbattessero a terra, come
è avvenuto molte volte nel passato, la Madonna aveva consigliato
la figliolina di portare sempre con sé, racchiusa in un cuoricino
d'oro, l'Eucaristia. Da allora i demoni non hanno più osato toccarla,
ma hanno aspettato l'occasione per sferrare la propria rabbia contro colei
che aveva strappato loro molte anime. Nel loro cieco furore non hanno tenuto
presente che più Marisa soffriva, più anime tornavano a Dio,
dimostrando ciò che ci ha detto il Vescovo: "Il demonio, perché
puro spirito, è intelligente, ma diventa stupido quando è
accecato dall'odio".
Dio ha permesso l'orribile tribolazione per i suoi fini: al Vescovo che
gli chiedeva: "Mio Dio, perché non mandi via i demoni"?
Dio Papà ha risposto: "Questa creatura deve immolarsi fino in
fondo per salvare le anime".[81]
Per cinque lunghi giorni e notti, i demoni a miriadi hanno assediato Marisa.
Avevano facce repellenti, occhi pieni di odio ed emettevano dalla bocca
parolacce, insulti e minacce.
Non potevano toccarla, perché Marisa aveva l'Eucaristia, ma erano
spaventosi e terribili. Gli assalti diabolici avvenivano molte volte nell'arco
delle 24 ore della giornata, anche quando era presente il Vescovo, che è
rimasto quasi costantemente al fianco della sorella. Ma i momenti preferiti
dai demoni per i loro attacchi infernali si palesavano quando il Vescovo
doveva assentarsi per forza maggiore o a causa della sfinitezza si appisolava.
Richiamato dalle urla di Marisa, il Vescovo interveniva immediatamente dicendo:
"Nel nome di Gesù Cristo, qui presente nell'Eucaristia, vi ordino
di andar via". I demoni fuggivano subito e spesso veniva la Madre dell'Eucaristia
a consolare la figlia.
Mons. Claudio e Marisa non sapevano quando sarebbe terminata l'infernale
lotta, la peggiore di tutte quelle già sopportate. Erano talmente
sfiniti e tesi, che una volta il Vescovo ha gridato: "Mio Dio, vuoi
la nostra distruzione? Padre Celeste, vuoi vederci finiti"?
Dio Padre gli ha risposto: "Mai, mai, figlio mio
".[82]
Comunque il Vescovo e la Veggente erano talmente stremati e incapaci di
valutare la situazione che per ben due volte sono caduti in un tranello
teso loro dai demoni. Credendo che il consiglio venisse dalla Madonna, sono
stati ingannati dal principe della menzogna. Marisa ha mangiato una prima
volta dell'insalata avvelenata, e una seconda volta un tramezzino avvelenato.
La Veggente immediatamente ha avuto dolori addominali tremendi e sarebbe
morta, se non fosse intervenuto Dio che ha inviato la Madre dell'Eucaristia
ad evitare il peggio.
Ma ormai la misura era colma e, annunciato dalla Madonna, Dio Padre si è
manifestato alla Veggente ed ha dichiarato:
"Io, Dio Onnipotente, ai vostri occhi sono stato troppo severo e duro,
ma ho fatto ciò che dovevo fare. Adesso la situazione cambierà;
quei demoni non verranno più e voi sarete felici. Però, Marisella,
tu sai che non posso toglierti i dolori. La sofferenza è la tua missione.
Il Cielo si sta aprendo per la vostra gioia e felicità. Ci saranno
ancora tribolazioni e difficoltà, perché fanno parte della
natura umana, ma l'importante è che quegli orribili mostri non vengano
più, perché Io li distruggerò uno ad uno, come ho cominciato
questa sera".[83]
Per risollevare il morale e creare nuovamente serenità, vogliamo
terminare il racconto del mese di Luglio, ricordando ciò che Dio
Padre prima e Dio Spirito Santo dopo, hanno promesso al nostro Vescovo.
La Prima Persona della S.S. Trinità ha affermato: "Eccellenza,
figliolo mio, tesoro di Dio, ti sei immolato per la conversione dei sacerdoti,
specialmente degli alti prelati. Ricordati che Io decido tutto e solo Io
posso stabilire se tu mi puoi vedere o non mi puoi vedere, finché
sei in vita. Tu non puoi dire: "Quando accompagnerò Marisella
in Paradiso, alla sua dipartita, non vedrò Dio". Lascia decidere
a Me. Io sono Dio, Io sono il tuo Papà. Hai compreso bene"?[84]
La Terza Persona della S.S. Trinità ha annunciato: "Eccellenza
carissima, preparati e quando Dio vorrà, ti darà ciò
che hai chiesto, il dono delle lingue, ma solo quando Lui deciderà".[85]
Domenica, 6 Agosto, Mons. Claudio, Marisa e i cinque nipotini sono andati
in bilocazione sul Giordano, dove li attendevano Gesù, la Madonna,
S. Giuseppe e nonna Iolanda. Gesù ha pescato con le mani i pesci
nel fiume e li ha consegnati alle due mamme che li hanno cotti su un improvvisato
braciere, preparato da S. Giuseppe.
Terminata la cottura dei pesci, tutti si sono seduti su dei massi, levigati
da Gesù ed hanno cantato un inno di ringraziamento a Dio. Il Divin
Pescatore ha benedetto la mensa e distribuito l'ottimo pesce ai commensali,
che hanno approfittato della felice occasione per chiedergli spiegazioni
e porgli domande.
Alla fine del pasto Gesù ha invitato nonna Iolanda a cantare "Nella
casa tua io canto a te, Maria" in onore della Mamma, poi ha preso sotto
braccio il Vescovo, con il quale ha parlato a lungo del suo futuro e della
situazione della Chiesa.
Mentre gli altri adulti pregavano, cantavano e parlavano tra loro, i piccoli
giocavano sul greto del fiume e facevano a gara nel tirare i sassi nel Giordano.
Alla fine Gesù ha benedetto tutti i presenti e gli abitanti del cielo
hanno raggiunto il Paradiso e gli abitanti della Terra le loro case.
Nel Libano, dove avevano ripreso a fronteggiarsi israeliani e palestinesi,
Marisa è andata più volte nelle zone devastate dalla guerra
per soccorrere i feriti, aiutare le mamme ed assistere i bimbi.
Intanto il dolore allo stomaco per lei era diventato sempre più acuto
e la Madonna ha suggerito alla figlia quali cibi prendere e quali evitare.
Le indicazioni, fornite dall'Alto, hanno permesso a Marisa di nutrirsi un
po', ma non le hanno evitato lo spasimo che a volte era insopportabile ed
esigeva per essere sedato, almeno in parte, l'intervento di Dio.
Passando davanti ad una statua di S. Pio da Pietralcina, collocata all'ingresso
di Pescina, Marisa ha chiesto di fermare la macchina. Si è avvicinata
alla statua, sorretta dal Vescovo, e l'ha abbracciata e baciata.
In quel momento "il fratellone" come lo chiama la stigmatizzata,
è apparso e le ha detto: "Cara sorellina, tu soffri più
di quanto ho patito io. Stai percorrendo una strada molto dolorosa, ma questa
è la volontà di Dio. Coraggio, vai avanti. Noi tutti in Paradiso
preghiamo per te e il Vescovo e non vi facciamo mancare il nostro aiuto".
Mentre erano a Villetta Barrea, il padre e la madre spirituale sono stati
raggiunti spesso dai figli più giovani, visite sempre molto gradite,
ma la loro gioia raggiungeva il massimo quando incontravano i nipotini,
che portavano una nota d'allegria e freschezza nelle loro faticose giornate.
Nell'apparizione del primo sabato del mese Marisa ha ripetuto alla Madonna:
"Ho dato la vita per il mio Vescovo. Prego e soffro per lui. Se arriverà
dove Dio vuole, sarà anche grazie a tutti quelli che hanno pregato
per lui".
In quella occasione la Madre dell'Eucaristia ha dato un lieto ed importante
annuncio: "Marisa porterà con sé in Paradiso più
di 3000 anime, tra queste, al primo posto, ci saranno papà Aladino
e papà Agostino". Il Vescovo e la Veggente hanno gioito e si
sono commossi nell'apprendere che i loro papà presto sarebbero andati
in Paradiso.
Il giorno seguente la Madre di Dio ha parlato di nuovo di queste anime ed
ha specificato che "Molte di loro, pur non essendo mai andate in chiesa
o pregato poco, hanno amato tutti, e per questo Dio ha aperto loro il Paradiso".
Ha aggiunto che oltre "Ai numerosi parenti del Vescovo e della Veggente,
ci sono bambini che hanno avuto l'uso di ragione, adulti, sacerdoti, vescovi
e cardinali".[86]
Per aiutare Marisa a sopportare le sue numerose e gravi sofferenze e per
ottenere la pace nel mondo, il Vescovo ha suggerito un nuovo modo di mortificazione:
invece di fare il classico digiuno che non tutti sono in condizioni di sostenere,
mangiare un cibo sgradito al palato, sempre rifiutato come nutrimento.
La proposta, comunicata prima a coloro che erano a Villetta Barrea, è
stata estesa ai giovani del Movimento. La risposta è stata corale;
tutti, senza nessuna eccezione, hanno accettato con entusiasmo ciò
che il Vescovo aveva consigliato.
La Madonna, che aveva definito questo progetto "bellissimo" è
stata presente con Gesù, S. Giuseppe e nonna Iolanda, quando per
la prima volta è stato realizzato. I commensali hanno dimostrato
una serena allegria e nascosto dietro battute ironiche il disgusto di mangiare
cibi sgraditi.
Pochi giorni dopo Dio Padre si è manifestato ed ha ringraziato "Tutti
coloro che hanno fatto la penitenza, suggerita dal Vescovo, per la pace
nel mondo e per aiutare Marisella". Ci ha anche comunicato che le anime
che sarebbero salite in Paradiso con lei erano aumentate a 3540. Coloro
che erano presenti a quella Teofania, hanno goduto un simpatico e sincero
colloquio tra Dio e Marisa:
Dio Padre - Quante anime dobbiamo ancora salvare, Marisella?
Marisa - Le salviamo tutte. Ci sei Tu!!
Dio Padre - Sì, Io voglio salvarle tutte. Ti ho fatto tanto soffrire
per salvare le anime, per salvare la Chiesa, per il nuovo Papa, e tu sai
a chi mi riferisco. Ci sono ancora tante cose da fare.
Marisa - Se devo aspettare tutto ciò che devi fare, io non muoio
più. Dovevo morire a Marzo, poi a Giugno, siamo arrivati ad Agosto
e sono ancora viva. Quando mi porti via? Se non mi porti con Te, come faccio
a tirare la cordata di tutte quelle anime? Non sei stato di parola, caro
mio Dio. Io ti voglio bene e ti amo, però non posso tacere quello
che penso, perché sei Dio. Sono la figlia che parla al Padre. Cerchiamo
di sbrigarci, fa che, arrivando a Roma, tutto finisca, si concluda, altrimenti
vado a comprarmi una bara e mi metto dentro. Tutti ridono lassù,
anche mamma ride.
Dio Padre - Coraggio, figliola mia, ti sono vicino, ti voglio bene. Abbi
fede e forza.[87]
Da quando la Madonna ha annunciato che in Paradiso sarebbero salite con
Marisa 3540 anime, per il Vescovo e la Veggente è iniziata una gioiosa
fatica: scrivere i nomi, l'origine e la qualifica di queste persone. Dio
Padre, Gesù e la Madre dell'Eucaristia li comunicavano a Marisa che
a sua volta li riferiva al Mons. Claudio che annotava tutto su un suo quaderno.
Dio Padre ha parlato di questo impegno: "Povera Marisella, ricordarli
tutti è difficile, allora Io arrivo ogni tanto e le comunico i nomi
che deve scrivere insieme al Vescovo".[88]
Anche Gesù ha parlato di questo piacevole e faticoso compito di Marisa,
la cui vita, però, continuava ad essere tormentata da dolori e assediata
da preoccupazioni: "Marisella, stai tranquilla, vivi tranquilla, altrimenti
non riusciamo neanche a dettarti i nomi delle altre anime che saliranno
con te in Paradiso".[89]
La vigilia della festa dell'Assunta è apparso S. Giuseppe, il santo
che, dopo la Madonna, è amato di più dal Vescovo ed ha pronunciato,
come è suo stile, poche parole: "Quando sono presenti Dio Padre,
Gesù, e la mia sposa, io cosa posso dirvi? Solo che vi amo. Amatevi
tutti. Non posso dire altro se non amatevi".
Il Vescovo dell'Eucaristia e la vittima dell'Eucaristia, accompagnati dai
nipotini, hanno trascorso in bilocazione le ultime ore del 14 e le prime
ore del 15 Agosto in Terra Santa. Lasciamo raccontare alla Madre dell'Eucaristia
quanto è avvenuto:
"È stato molto bello quando dal Giordano siamo partiti e siamo
andati a pregare nel Getsemani, dove abbiamo visto i bimbi con la testa
fino a terra che in ginocchio pregavano, pregavano, pregavano. I bimbi non
si sono mossi, finché non abbiamo finito di pregare; anche noi eravamo
con la testa china. Tutti gli angeli ci circondavano e aspettavano la mia
Assunzione in Cielo. Dopo un po' ho sentito il mio Tutto che mi chiamava:
"Maria, vieni" e sono stata di nuovo assunta in Cielo. Quando
sono morta, sono stata subito trasfigurata e assunta in corpo e anima in
Paradiso, dove ho gioito moltissimo nel vedere tutte le anime a me care,
come oggi godo nel vedere voi, persone a me care".[90]
Il figlio, a cui la Mamma ha chiesto: "Hai nulla da dire alla tua Mamma"?
ha così risposto: "Attualmente sto esultando, perché
vengono elencati i nomi di parenti e sacerdoti conosciuti che andranno in
Paradiso. È una gioia enorme per me, in Paradiso ci faremo buona
compagnia. Ora ti chiedo: tieni sotto il tuo manto i sacerdoti che dovrò
ordinare vescovi ed i vescovi e cardinali che mi dovranno aiutare; sto pensando
al futuro della Chiesa e al mio. Da una parte desidero che s'affretti, perché
il bene trionfi, dall'altra ho tanta paura, ma poi penso che tu, Marisella
e nonna Iolanda mi aiuterete e allora mi tranquillizzo. Ti chiedo di benedire
tutti i membri della comunità che ci sono stati vicini nei momenti
dolorosi e di mettere la tua mano soprattutto sui bimbi. Grazie per avermi
ascoltato".[91]
Per facilitare il compito ai due figliolini di trascrivere i nomi delle
persone che avrebbero formato la prima cordata per salire al Paradiso, la
Madonna ha permesso a coloro che erano con loro a Villetta Barrea per aiutarli,
e a tutti quelli che vi andavano per visitarli, di chiedere se loro parenti
o conoscenti vi avrebbero fatto parte. Man mano che trascriveva sul suo
quaderno centinaia e migliaia di nomi, il Vescovo si rendeva sempre più
conto di quanto fossero diversi i giudizi di Dio da quelli degli uomini.
Persone umili e modeste precedevano personaggi ecclesiastici e civili famosi
ed illustri, persone che, secondo i parametri umani, erano considerate fuori
della Chiesa, erano pronte per spiccare il volo verso il Paradiso.
Dio giudica i suoi figli soprattutto sulla virtù della carità,
se hanno dimostrato amore verso i poveri, i sofferenti e gli ammalati. Molto
prima di noi aveva capito tutto questo S. Agostino, quando ha affermato:
"Ama e fa quello che vuoi".
Il 16 Agosto il Vescovo ha fatto una breve escursione alla Camosciara, nel
cuore del Parco d'Abruzzo. Era stato molto incerto se affrontarne il sentiero
irto, scosceso e molto ripido, perché da anni non aveva più
affrontato escursioni in montagna. Alla fine ha ceduto alle insistenze di
Marisa ed è andato alla "Fonte delle Ninfe", in compagnia
di alcuni giovani.
Tornato a casa ha confessato con meraviglia che non aveva provato né
fatica né affanno; poco dopo ha conosciuto il motivo: Marisa in bilocazione
l'aveva aiutato e sostenuto.
Purtroppo i dolori allo stomaco e alle ossa non davano tregua a Marisa,
anzi aumentavano di giorno in giorno fino a strapparle dei lamenti e ad
impedirle di dormire di notte. Il Vescovo, mentre assisteva la sorella,
si straziava nel vederla soffrire.
La Veggente, a cui la Madre dell'Eucaristia ha riconosciuto: "La tua
sofferenza è grande" ha confessato: "Non ce la faccio più.
Siamo due a patire, in due ridotti a pezzi. Vorrei che tu portassi in Paradiso
con me anche il Vescovo. Non fa altro che soffrire, soffrire, soffrire.
Lo vedo anche sempre piangere. Madonnina, ti prego con tutto il cuore, portaci
via, se non vuoi portare via tutti e due, porta via me e manda lui dove
Dio Padre vuole che vada".
La Madonna ha concluso: "Ricordati, Marisa, che diventare Papa significa
vivere grandi sofferenze e affrontare grandi sacrifici".[92]
Per dare possibilità di riposare alla mamma spirituale durante la
notte, i giovani che erano a Villetta Barrea e tutti gli altri che erano
altrove in vacanza, hanno deciso di vegliare alcune notti in preghiera,
a turno. La Madonna li ha ringraziati per questa manifestazione d'amore.
In occasione della festa di Maria Regina, prima si è manifestata
la Madre dell'Eucaristia e dopo alcune ore è avvenuta una Teofania
di Dio Padre.
La Mamma Celeste ha affermato: "Miei cari figli, state vivendo una
prova che nessun uomo al mondo ha mai avuto e sembra non finire mai; ma
terminerà perché il Vescovo non può più vivere
così e non può sempre lottare contro i pastori indegni".
Dio Papà ha proclamato: "Io sono Dio. Marisella, dolce creatura
del Cielo, sii forte. Mons. Claudio, figlio mio, sii forte. Io vi aiuterò,
come ho sempre fatto. Io sono il Padrone del Cielo e della Terra e posso
fare ciò che voglio. Guai a colui che si è permesso di parlare
male, di calunniare il mio Vescovo. Gli uomini che lo infamano, che non
credono che Io l'ho ordinato Vescovo, andranno all'Inferno. Un bacio al
mio piccolo grande Vescovo, ordinato da Me".[93]
Ancora una grave sofferenza si è abbattuta sui due martiri, così
li ha definiti Dio, e li ha schiacciati, come la croce ha schiacciato Gesù,
mentre faticosamente e dolorosamente saliva verso la sommità del
Calvario. Prostrati, amareggiati, demoralizzati, non sentivano più
Dio come Papà e la Madonna come mamma, tanto che nel loro cuore si
è di nuovo affacciata la tentazione di lasciare la missione, di cessare
di combattere e di ritirarsi.
Per comprendere la tempesta che flagellava e tormentava l'anima del Vescovo
e della vittima dell'Eucaristia, abbiamo riportato integralmente lo sfogo
di Marisa e le risposte della Madre dell'Eucaristia e di nonna Iolanda nel
sofferto colloquio del 24 Agosto:
Marisa - Ti prego, non parlare più come questa sera. Hai visto che
giornata abbiamo avuto tutti e due. Quando devi venire, avvertici, se vuoi,
ma non ci fare aspettare tanto tempo. Stiamo soffrendo moltissimo. Dio si
fa sentire per dirmi che devo fare la Sua volontà. Tu quando vieni
sei una dolce mamma, ma non ci dai nessuna notizia di ciò che dovrà
succedere. Abbiamo scritto i nomi delle persone che devo portare in Paradiso,
ma come e quando avverrà? Chiedi a Dio che ci aiuti un pochino.
Viviamo in una condizione disastrosa, ma ti amiamo tanto e amiamo Dio, però
ci troviamo sotto terra. Stiamo soffrendo come nessun uomo della Terra ha
mai patito; nessuno può capire il nostro dolore. Vieni, Mamma, vieni
più spesso! Abbiamo bisogno di te. Non vedi come siamo distrutti?
È dal 1999 che ci sembra di essere presi in giro: "Arriverà
questo, arriverà quello", ma finora non è arrivato niente.
La sofferenza è molto grande, non riusciamo più a sopportarla.
Cerchiamo di sorridere, di parlare con le persone che vengono a trovarci,
ma il nostro cuore è a pezzi. Puoi aiutarci tu, Mamma?
Dicci, ti prego, che cosa dobbiamo fare? Io pensavo di essere arrivata,
sto più male di prima e ancora mi trovo su questo pianeta Terra.
Dio mi ha chiamata "creatura del Cielo". Quale cielo? Quello che
sta giù o quello che sta su? Io non mi sento creatura del Cielo.
Non guardare me, guarda il nostro Vescovo, che tu ami tanto e dici che è
tuo figlio. Tu lo ami, ma cosa fai per lui? Da quando è stato ordinato
Vescovo da Dio, che cosa ha avuto? Sofferenza, sofferenza e sofferenza;
siamo stanchi. Dobbiamo continuare a vivere così? Abbiamo intenzione
di lasciare tutto, di chiudere tutto e rinchiuderci in casa, magari a lavorare
e a scrivere. Io vorrei tanto che il Vescovo chiudesse tutto. Lui pensa
sempre alla comunità, ma in fondo, anche se sono buoni, cosa può
fare la comunità per noi? Vadano nelle loro chiese, finiranno di
soffrire anche loro. Perché Dio non si decide a portarci via?
Madonna - Marisella, non ti ho mai sentita parlare così. Si vede
che nel tuo cuore e in quello del Vescovo c'è un grave subbuglio.
Io ho pregato tanto con la mamma e tu sai quante volte siamo andate in ginocchio
davanti a Dio a implorare col capo chino per voi. Dio ha i suoi piani. Fate
la Sua volontà, non fate soffrire la Mamma e vi accorgerete che tutto
andrà per il meglio.
Marisa - Mamma, mammina, mi si presenta una notte non bella, vieni a starmi
vicino, ad aiutarmi, perché sono molto stanca. Vieni mammina!
Nonna Iolanda - Vedrai che riuscirai a riposare, tesoro, anche se hai tanti
dolori, figlia mia. Non ti ho visto mai soffrire così tanto e vuoi
che la mamma non pianga per questo?
Marisa - Io dico solo: aiutateci, abbiamo bisogno del vostro aiuto.
Madonna - Va bene, stasera parleremo di nuovo con Dio Padre, Lo pregheremo
in ginocchio con tutti gli angeli e i Santi. Chiederemo ciò che tu
hai detto, Marisella, e vedremo cosa dirà. Se dirà che ancora
dovete fare la sua volontà, scegliete voi: o continuate a fare la
sua volontà o vi ritirate, come tu hai detto.
Marisa - Sì, ma non è giusto questo; dopo tanti anni di sofferenza,
doverci ritirare non mi sembra bello.
Madonna - Marisella, io lo dico per te, per il Vescovo, anche se vi ritirate,
non offendete Dio. Fate la volontà di Dio e Dio vi farà capire
ciò che vuole. Non stai bene, Marisella, la malattia va avanti e
i dolori aumentano. Non ti prendere più nulla sulle spalle, lascia
che anche altri lavorino per la Chiesa.
Insieme al mio grande e santo Vescovo, Monsignor Claudio, benedico voi e
i vostri cari. Vi porto tutti stretti al mio cuore e vi copro col mio manto
materno. Andate nella pace di Dio Padre, di Dio Figlio, di Dio Spirito Santo.
Sia lodato Gesù Cristo.
Marisa - Ciao, mamma.
Nonna Iolanda - Dai un bacio al mio Vescovo per me.
Marisa - Sì, però pregate per noi, non ce la facciamo più.
Vescovo - Sei stata brava.
Marisa - Ho detto quello che sentivo nel cuore.
Vescovo - È quello che avrei detto io".[94]
Mai così frequentemente come in quel doloroso momento, le due mamme,
la celeste e la terrena, sono andate da Dio, davanti al quale si sono inginocchiate
con la testa china e l'hanno supplicato di concedere ai due figliolini un
po' di pace.
Lo stesso Dio Papà si è manifestato loro diverse volte, in
casa e fuori, per dimostrare che era sempre vicino ai cari figliolini.
Nonostante lo stato d'animo esacerbato, Mons. Claudio e Marisa hanno accettato
di andare in bilocazione in Burundi, in Nigeria e in Sud Africa per portare
aiuto e conforto a quelle popolazioni.
Lo Sposo Divino ha condiviso la sofferenza della sposa e del Vescovo dell'Eucaristia.
Chiudiamo il racconto delle tormentate vacanze, invitando tutti a leggere
integralmente il commovente dialogo tra Gesù e l'eroina della sofferenza,
senza aggiungere, da parte nostra, neanche una parola di commento:
Marisa - Perché sei triste, Gesù? Che ti abbiamo fatto per
ridurti così?
Gesù - Voi non avete fatto niente.
Marisa - Stai pensando ai sacerdoti?
Gesù - Ci penso sempre.
Marisa - Hai detto a me di non pensare più a loro, addirittura di
non pregare più per loro, e tu?
Gesù - Tu non ci devi pensare.
Marisa - E Tu, Gesù ci devi pensare?
Gesù - Io ho istituito il sacerdozio, il sacramento dell'Ordine e
i sacerdoti l'hanno sporcato.
Marisa - Per questo piangi, Gesù? Ti prego, non piangere più.
Gesù - È normale che pianga per i miei sacerdoti. Molti si
comportano male.
Marisa - Posso asciugarti le lacrime?
Gesù - Puoi.
Marisa - Non piangere, Gesù, ci sono io, se vuoi ricomincio a soffrire
e a pregare per tutti i sacerdoti.
Gesù - No, no, no.
Marisa - Non fare così. Guarda quante lacrime ti scendono.
Gesù - Dov'è Don Claudio?
Marisa - Non lo so, non lo so, stava qui adesso, vuoi che lo chiami?
Gesù - Quando scende Gesù, dove va Don Claudio?
Marisa - Su, in Paradiso e sta meglio di me.
Gesù - È arrivata la Mamma.
Marisa - Mamma, o Madre dell'Eucaristia, vieni a consolare tuo Figlio che
piange. Io non sono buona a niente. Voglio soffrire di nuovo per i sacerdoti,
ma Gesù non vuole.
Gesù - Questo mai. Io non voglio.
Marisa - E io ubbidisco.
Gesù - Va bene.
Marisa - Però non voglio vederti così, Gesù. Abbiamo
fatto tanti bei discorsi insieme.
Gesù - Prova a parlare con la mamma.
Marisa - Che le debbo dire?
Gesù - Quello che vuoi.
Marisa - L'unica cosa che posso dire è di aiutarti, sei suo Figlio.
Perché non l'aiutate? Aiutate anche il Vescovo e me. È arrivata
la fine delle vacanze. Sono state vacanze? Abbiamo avuto soltanto patimenti,
tormenti, sofferenze. Perché permettete tutto questo? Vorrei capirlo.
Io ho sempre fatto ciò che Dio ha chiesto, ho sempre detto sì,
però non pensavo di vedere Gesù piangere così tanto;
si sta ammalando in questo modo.
Gesù - Gesù non si ammala, soffre soltanto.
Marisa - Madonnina, non potresti venire vicino a Lui? È tuo Figlio.
Ha detto che non si ammala, soffre solo, però anche la sofferenza
distrugge, lo so perché ci sono passata e la vivo ancora. Adesso
sto meglio di Gesù.
Madonna - Marisella, che cosa stai dicendo?
Marisa - Che sto meglio di Gesù. Gesù sta nel Getsemani e
piange. Io gli voglio stare vicino e piangere con Lui. Vieni anche tu e
la mamma a piangere nel Getsemani, così lo trasformiamo in un lacrimatoio.
A me interessa solo che tu venga ad aiutare Gesù, dopo aiuta Don
Claudio. Tu sai quello che Don Claudio sta passando, lui è forte.
Madonna - È forte, ma oggi è crollato.
Marisa - È crollato ed io non me ne sono accorta. L'ho visto correre,
per andare a comprare un regalo per una persona ed io ho pensato che fosse
gioioso (Marisa piange). Non pensavo
non pensavo che fosse crollato,
che stava male. Come ho fatto a non accorgermene?
Gesù - Non piangere.
Marisa - Ma piangi pure tu, Gesù.
Gesù - Non piango più.
Marisa - Vedo i tuoi occhi; sono rossi e pieni di lacrime. Sei rosso in
viso, non stai bene.
Gesù - Ma sì, sto bene.
Marisa - Come scotta il tuo viso!
Gesù - È l'amore che lo infiamma.
Marisa - Che ti rovina.
Gesù - Stai male, Marisella? Non piangere.
Marisa - No, non sto male.
Gesù - Non piangere, Marisella.
Marisa - Non dovevamo finire in questo modo la giornata. (Marisa piange)
Io ce l'ho messa tutta per rincuorarmi e non mi sono accorta che Don Claudio
stava così giù.
Gesù - Marisa, Marisa! Adesso sono io che dico a te di non piangere.
Marisa - E come faccio a non piangere?
Gesù - Te lo dico io, non piangere, basta piangere.
Marisa - Madonnina, ci vuoi aiutare? Lascia perdere me, non interessarti
di me, tanto, come Dio ha detto, tra poco me ne vado. Invece il Vescovo
è stato sempre calunniato, beffeggiato, preso in giro; gli hanno
mancato di rispetto e l'hanno distrutto. Adesso cerca di aiutarci, ti prego,
siamo soli, abbiamo voi del Cielo, ma voi state su nel cielo, noi stiamo
sulla Terra a combattere ancora. Ti chiedo perdono se non mi sono accorta
che stavi giù anche tu.
Gesù - Non lo dire neanche.
Marisa - No, io devo accorgermi quando Tu sei demoralizzato e hai bisogno.
Tu, il mio Gesù, il mio Sposo. Anche il Vescovo sta molto giù.
Gesù - Il Vescovo sta giù, Gesù sta giù, la
sposa di Gesù sta giù e la mamma?
Marisa - Sta su.
Gesù - Vedi che riesco anche a sorridere? Continua a parlare con
la mamma, lei ti capisce.
Marisa - No, non mi capisce nessuno.
Gesù - Parla con la mamma.
Marisa - Che le devo dire? Io non so quello che le devo dire.
Gesù - Nonna Iolanda sta piangendo.
Marisa - Sì. Non so cosa le devo dire.
Gesù - Parla con nonna Iolanda, vedrai che ti risponderà,
ha il permesso di Dio.
Marisa - Mamma, mamma, non piangere, tesoro, sai che tra poco, se Dio mantiene
la parola, vengo in Paradiso? Non piangere.
Nonna Iolanda - Stiamo pregando tanto per il Vescovo, per l'Eccellenza.
Figlia mia, tu non puoi immaginare quanti corrono in ginocchio davanti a
Dio, a pregare per l'Eccellenza. Mi sembrate due uccellini in gabbia, soli,
abbandonati, ma ci siamo Noi con voi, c'è Dio, c'è la Madre
dell'Eucaristia, c'è San Giuseppe, ci sono tante anime che vi vogliono
bene e vi amano qui in Paradiso. Sulla Terra è più difficile
trovare persone che vi amano; la gelosia, l'invidia, la maldicenza trionfano
ovunque. Marisella, vogliamo pregare tutti insieme, con Sua Eccellenza,
rivolgendo lo sguardo verso Dio?
Padre nostro
Gloria al Padre
Ave Maria
Madonna - Coraggio, figlioli, la vostra vittoria arriverà; bisogna
ancora aspettare, ma arriverà. Noi non vi lasciamo soli, siamo con
voi e se gli uomini della Terra vi fanno soffrire, comportatevi come diceva
Dante: "Non ti curar di loro, ma guarda e passa". Aiutate l'Eccellenza,
come dice nonna Iolanda, aiutate Marisella.
Marisa - Quando arriverà il momento della mia partenza da questa
Terra? Allora starà meglio anche l'Eccellenza e spero tanto che l'aiuterete.
Ti saluto Maria, saluta Gesù da parte mia, ti aspetto nell'ora della
morte mia. Ciao, grazie, ciao, mammina. Claudio?
Vescovo - Eccomi.
Marisa - Dove sei stato fino adesso nel Getsemani o in Paradiso?
Vescovo - Nel Getsemani.
Marisa - Con Gesù?
Vescovo - Sì.
Marisa - Io c'ero, ma non ti ho visto.
Vescovo - C'era anche Don Claudio; in quel momento Gesù e Don Claudio
erano un tutt'uno.
Marisa - E io cosa ero?
Vescovo - Tu eri un tutt'uno con la Madonna, la sofferenza dell'una era
la sofferenza dell'altra.
Marisa - Stai un po' meglio?
Vescovo - Sì.
Marisa - Sicuro?
Vescovo - Non vedi?
Marisa - No, non vedo.
Vescovo - Non ci vedi bene?
Marisa - Prima di andare a letto, misuriamo la pressione. Io devo ubbidire
a Gesù e alla Madonna.
Vescovo - Loro vogliono che io misuri la pressione?
Marisa - Certo. Finché sarai vivo su questa Terra, devi curarti.[95]
Il 3 Settembre, durante il viaggio di ritorno a Roma, si è verificata
una meravigliosa Teofania. Anche il Vescovo e il giovane che guidava la
macchina hanno visto la luce di Dio che hanno descritto così: "È
una luce intensa che non ferisce lo sguardo ed è formata da diversi
colori: violetto, arancione, giallo e bianco. Davanti a quello spettacolo
meraviglioso gli occhi si beano e il cuore esulta".
Marisa ha visto gli angeli volare in quella luce, al cui centro spiccava
un bellissimo fiore, dal cui interno è uscita la voce di Dio: "Coraggio,
Io vi sto seguendo passo passo in questo viaggio e quanto sarete rientrati
nella vostra casa, continuerò ad assistervi e a darvi il mio aiuto.
Andate avanti. Io, Dio, sono sempre con voi e vi benedico".
Roma,9 marzo 2008
Anniversario dell'ordinazione sacerdotale del Vescovo
A cura del Comitato Culturale del Movimento Impegno e Testimonianza - Madre dell'Eucaristia
Qui sono citate le lettere di Dio da cui sono trascritti i brani riportati tra virgolette
[1] Lettera di Dio del 7 ottobre 2005
[2] Lettera di Dio del 30 ottobre 2005
[3] Lettera di Dio del 23 ottobre 2005
[4] Lettera di Dio del 23 ottobre 2005
[5] Lettera di Dio del 7 ottobre 2005
[6] Lettera di Dio del 7 ottobre 2005
[7] Lettera di Dio del 16 ottobre 2005
[8] Lettera di Dio del 16 ottobre 2005
[9] Lettera di Dio del 30 ottobre 2005
[10] Lettera di Dio del 30 ottobre 2005
[11] Lettera di Dio del 30ottobre 2005
[12] Lettera di Dio del 23 ottobre 2005
[13] Lettera di Dio del 23 ottobre 2005
[14] Lettera di Dio del 23 ottobre 2005
[15] Lettera di Dio del 5 novembre 2005
[16] Lettera di Dio del 5 novembre 2005
[17] Lettera di Dio del 6 novembre 2005
[18] Lettera di Dio del 10 novembre 2005
[19] Lettera di Dio del 10 novembre 2005
[20] Lettera di Dio del 13 novembre 2005
[21] Lettera di Dio del 20 novembre 2005
[22] Lettera di Dio del 21 novembre 2005
[23] Lettera di Dio del 1° dicembre 2005
[24] Lettera di Dio del 4 dicembre 2005
[25] Lettera di Dio del 11 dicembre 2005
[26] Lettera di Dio del 15 dicembre 2005
[27] Lettera di Dio del 18 dicembre 2005
[28] Lettera di Dio dell'8 gennaio 2006
[29] Lettera di Dio del 15 gennaio 2006
[30] Lettera di Dio del 20 gennaio 2006
[31] Lettera di Dio dell'11 febbraio 2006
[32] Lettera di Dio del 3 marzo 2006
[33] Lettera di Dio del 5 marzo 2006
[34] Lettera di Dio del 5 marzo 2006
[35] Lettera di Dio del 19 marzo 2006
[36] Lettera di Dio del 25 marzo 2006
[37] Lettera di Dio del 31 marzo 2006
[38] Lettera di Dio del 24 marzo 2006
[39] Lettera di Dio del 25 marzo 2006
[40] Lettera di Dio del 2 aprile 2006
[41] Lettera di Dio del 7 aprile 2006
[42] Lettera di Dio del 13 aprile 2006
[43] Lettera di Dio del 13 aprile 2006
[44] Lettera di Dio del 21 aprile 2006
[45] Lettera di Dio del 23 aprile 2006
[46] Lettera di Dio del 5 maggio 2006
[47] Lettera di Dio del 6 maggio 2006
[48] Lettera di Dio del 7 maggio 2006
[49] Lettera di Dio del 19 maggio 2006
[50] Lettera di Dio del 26 maggio 2006
[51] Lettera di Dio del 5 maggio 2006
[52] Lettera di Dio del 12 maggio 2006
[53] Lettera di Dio del 14 maggio 2006
[54] Lettera di Dio del 27 maggio 2006
[55] Lettera di Dio dell'11 giugno 2006
[56] Lettera di Dio del 9 giugno 2006
[57] Lettera di Dio del 12 giugno 2006
[58] Lettera di Dio del 18 giugno 2006
[59] Lettera di Dio del 23 giugno 2006
[60] Lettera di Dio del 9 giugno 2006
[61] Lettera di Dio dell'11 giugno 2006
[62] Lettera di Dio del 18 giugno 2006
[63] Lettera di Dio del 4 giugno 2006
[64] Lettera di Dio del 18 giugno 2006
[65] Lettera di Dio del 25 giugno 2006
[66] Lettera di Dio del 29 giugno 2006
[67] Lettera di Dio del 29 giugno 2006
[68] Lettera di Dio dell'11 giugno 2006
[69] Lettera di Dio del 23 giugno 2006
[70] Lettera di Dio del 29 giugno 2006
[71] Lettera di Dio del 7 luglio 2006
[72] Lettera di Dio del 15 luglio 2006
[73] Lettera di Dio del 21 luglio 2006
[74] Lettera di Dio del 18 luglio 2006
[75] Lettera di Dio del 10 luglio 2006
[76] Lettera di Dio del 15 agosto 2006
[77] Lettera di Dio del 7 luglio 2006
[78] Lettera di Dio del 19 luglio 2006
[79] Lettera di Dio del 23 luglio 2006
[80] Lettera di Dio del 25 luglio 2006
[81] Lettera di Dio del 26 luglio 2006
[82] Lettera di Dio del 26 luglio 2006
[83] Lettera di Dio del 29 luglio 2006
[84] Lettera di Dio del 26 luglio 2006
[85] Lettera di Dio del 29 luglio 2006
[86] Lettera di Dio del 6 agosto 2006
[87] Lettera di Dio del 13 agosto 2006
[88] Lettera di Dio del 13 agosto 2006
[89] Lettera di Dio del 14 agosto 2006
[90] Lettera di Dio del 15 agosto 2006
[91] Lettera di Dio del 15 agosto 2006
[92] Lettera di Dio del 20 agosto 2006
[93] Lettera di Dio del 22 agosto 2006
[94] Lettera di Dio del 24 agosto 2006
[95] Lettera di Dio del 29 agosto 2006
La lettera indirizzata da Mons. Claudio Gatti al Papa e questa scritta dagli adulti e giovani del Movimento Impegno e Testimonianza Madre dell'Eucaristia sono state inviate per conoscenza a tutti i cardinali e vescovi che svolgono il ministero in Italia ed in Vaticano.
Eccellenza,
la lettera che accludiamo è stata scritta da S.E. Mons. Claudio Gatti
al Papa per ordine del Signore, ma non è stata consegnata all'illustre
destinatario. Invece è stata letta da sacerdoti, vescovi e cardinali
che lavorano in Vaticano; molti di questi hanno formulato giudizi positivi
e pronunciato parole di apprezzamento nei riguardi del Vescovo ordinato
da Dio.
Poiché il Papa è Primate d'Italia abbiamo pensato di rivolgerci
a tutti i Vescovi d'Italia per far conoscere loro questa lettera, il cui
contenuto è molto importante per l'intera Chiesa e soprattutto per
la Chiesa italiana.
Eccellenza, ci permettiamo di rivolgerle l'esortazione evangelica "non
temere", perché confidiamo che finalmente i membri della C.E.I.
si liberino dalla paralizzante paura nei riguardi di chi detiene il potere
e decidano coraggiosamente di trattare i contenuti della lettera scritta
da Mons. Claudio Gatti al Papa in una delle loro assemblee.
Noi non osiamo muovere critiche, né misconosciamo l'autorità
dei Vescovi, ma abbiamo voluto esporre un grave problema, la cui discussione
non può più essere procrastinata.
Tutto ciò che riguarda l'Eucaristia è estremamente importante
per la Chiesa, per questo abbiamo voluto sottoporre all'attenzione di V.E.
la moltitudine dei miracoli eucaristici che sono avvenuti nella nostra cappella
e che dimostrano che Mons. Claudio Gatti è stato ordinato Vescovo
da Dio.
La luce del Natale ci conduca tutti ai piedi dell'Eucaristia, dove possiamo
incontrare il Fondatore e Capo della Chiesa; se saremo uniti a Lui, saremo
uniti tra di noi.
Porgiamo i migliori auguri per un Santo Natale a V.E. e le chiediamo di
benedirci.
Concludiamo questa lettera ripetendo l'invocazione di Giovanni Paolo II
"Maria, Madre dell'Eucaristia, ci protegga tutti".
Roma, 8 dicembre 2005
Festa dell'Immacolata Concezione B.V.M.
Gli adulti e i giovani del Movimento Impegno e Testimonianza "Madre dell'Eucaristia"
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